Al tempo del “fascismo” non eri libero,dato il regime totalitario, di esprimere il tuo libero pensiero. La stampa era la voce del regime. “Chi non é con me é contro di me!”. Espressione perentoria del duce. Se al tempo della dittatura fascista osavi ribaltare il loro autoritario pensiero venivi quanto meno percosso e riempito di olio di ricine. Nonostante le innumerevoli bacchettate qualcuno osava. Taluni ti ascoltavano prendendo in seria considerazione il tuo disappunto contro l’uomo vestito di nero. Oggi puoi scrivere ciò che vuoi-puoi dire qualunque cosa che ti passa per la mente data la Democrazia. Ma…parli-parli, tutti odano e alla fine nessuno ti ascolta. E’ un film già visto. I protagonisti della scena politica parlano fra di loro la stessa identica lingua intrinseca di menzogne e di indubbio interesse di poltrona e di partito. Parlano in nome del popolo italiano. Blaterano in nome della democrazia. Quella democrazia preparata dalle P2, loggie massoniche degli anni settanta che dovevano per l’appunto essere propeteutiche a questa di democrazia! E Berlusconi docet. Ho cambiato idea su quella maggioranza di giornalisti asserviti al potere costituito. Prima li schifavo. li consideravo preti blsfemi che rinnegando il loro salvifico Cristo. Buttata via la tonaca per servire il “padrone” redditizio. Oggi li compiatisco e nello stesso tempo li comprendo. I detentori delle verità vivendo in attesa della “chimera” per sopravvivere in mezzo alle lobby affaristiche-criminali di questo regime dittatoriale camuffato con il sillogismo di “DEMOCRAZIA”, hanno necessità di dire-scrivere-servire il loro Padrone. Ci vuole lo strumento necessario ( leggi giornali-radio-televisione) per esprimere un libero pensiero, o tanto meno riportare sulle testate come in realtà stanno le cose in Italia e nel mondo. I preti svestiti non possono dire messa e poverini sono costretti, ab torto collo, a copiare ciò che questo regime democratico inpone. Detta. Cosa impone? Il silenzio. La complicità dei misfatti. La mistificazione della notizia. E così via… E’ tardi per prepararci a vivere, ad agire, ad esprimerci in nome e per conto della Democrazia? Ai posteri l’ardua sentenza perché all’orizzonte non si intravede un vero laeder capace oggi di illuminare e guidare il popolo italiano. Il se é dei falliti, ma vogliamo ricordare che le loggie massoniche andavano allora capite e stanate in partenza se volevamo camminare democraticamente parlando. Purtroppo il benessere del dopo guerra ha offuscato le menti privandole di lucidità e di controllo. E tutti sanno che”iura adjuvant vigilantibus et non dormientibus”. Se si vuole vincere una giusta causa ed essere liberi dalla prigione, i latini suggerivano nel diritto di essere vigilante e di non dormire. La stragrande maggioranza degli italiani dormono. Durante il nostro sonno profondo chi ci governa sta facendo del proprio meglio per regalarci uno stato altamente democratico in cui leggi come quelle ad personam riportano alla memoria il bene amato Mussolini e company. di lucia manna
Archivio per la categoria ‘Riflessioni’
Siamo omologati a un sistema che del crimine e del male affare si irrobustisce e si compiace. In un era dove il sillogismo dignità si é letteralmente spento, non ci resta l’interrogativo del chi siamo oggi. E dove andiamo. Un mio amico carissimo ironicamente diceva:” verso l’ignoto”. Il baratro per qualcun altro. Sembra strano ma questo secolo nefasto é propeteutico al prossimo. le coscienze, oscurate dal benessere immediato, stanno preparando la strada ad un nuovo”Illuminismo”. E’ nella disperazione totale che veniamo investiti dal richiamo del cambiamento. E’ nella paralisi globale che l’individuo cerca poi di camminare per soppravvivere. Senza dignità l’uomo non può dirsi tale. E se le viene tolta, diventa privo di ogni forma di contenuto e di rispetto. In questo alucinante percorso storico, all’individuo non viene sotratta la dignità. Le persone se ne privono e il riscatto per riacquistarla é vicino. Un processo lento che farà ricomparire l’uomo Sapiens con estremo riguardo alla sua dignità per riscoprire nella sua rinascita quel valore della Vita che si interpetra con il detto di Amore- Pace- Solidarietà . E di speranza. Se l’essere umano non si riappropria della dignità e con essa dei valori necessari per definirsi Uomo, significa che tutta la storia e con essa il progresso scentifico, hanno fallito. E niente può dirsi conquistato. Significa che l’animo umano non pulsa più e che siamo dei zombi senza spirito. Senza gambe si può anche sopravvivere, ma senza anima siamo tutti morti. Spetta a noi scegliere se vivere o morire. La vita in quanto tale ha necessità di pulsazioni. L’individuo senza dignità non può possederle. Spetta alle singole coscienze che ci amministrano in tutte le parti del mondo lanciare questo messaggio per vivere insieme al popolo, che esse stesse governano la dignitosa vita che divinamente c’é stata donata. Elucubrazioni notturne. The Last Seduction movie download
Eternal Sunshine of the Spotless Mind the movie
Ti cercammo
Il mare furioso
Aggrediva
Con l’alta marea Outpost psp
Un po’ tutto al passaggio
Un’onda maligna
Rubava alla spiaggia
Non solo l’infanzia
Ma anche i trastulli dei bimbi
Sotto un apatico cielo
Anche l’aria si fece di gelo
Ti cercammo
Ma dove diavolo ti eri cacciato
Mio Dio?
La Cei, conferenza episcopale italiana, ha accordato ai parroci, la libertà di scendere in piazza il 12 maggio prossimo a difesa della famiglia. Family-Day è la risposta data dagli alti prelati alla legge sulle necessità dei diritti civili da accordare ai diversi sessualmente. La processione”degli uomini in nero”è un avvenimento straordinario per la chiesa cattolica, che per la prima volta nella storia, scende nelle strade per contestare e contrastare la legge Pollastrini-Bindi. La Legge, qualora approvata dal Parlamento italiano, vedrebbe cautelati i diritti civili di chi ha scelto di vivere diversamente dalle così dette coppie”normali”. Le unioni di fatto tra gay, vedrebbero con la Pollastrini-Bindi, finalmente rispettate le loro leggittime necessità cautelative. Ma hainoi…! “I religiosi”cattolici, tentano di crociffiggerli…Apriti cielo…La Chiesa che ha da sempre predicato, dettato, urlato, che l’Anima non ha sesso, ora non solo condanna il sesso diverso delle”PERSONE”, una volta PACS, ma addirittura osa ledere ed attentare ai loro sacrosanti diritti civili, che la legge accoglierebbe. Scendendo addirittura in piazza per contrastarli con un fare famelico e dantesco. Che girone scegliamo per i diversi sessualmente? A Bagnasco, l’ardua sentenza!. Possiamo legermente capire, senza giustificarne, le posizioni eclesiastiche per il no ai matrimoni gay. Ma non possiamo minimamente tollerare la sua presa di aggressività sui Dico. Legge che richiede stavolta solo che si riconosca l’assistenza alla sussistenza, al conforto, all’empatia fra due anime di sesso simili.Vedendo e stabilendo un dovuto e confortevole duraturo conforto spirituale e materiale. Santo Dio d’Amore, ma è sogno o realtà quello che stanno negando a queste Anime ancora emarginate e additate dalla società-piccolo-borghese? Che cosa è la famiglia per la chiesa? E’ il loro Stato di diritto. Il loro grande potere . La loro grande manipolazione e mistificazione attraverso la quale si asservano le coscienze, attraverso il penitente confessionale. Visibilmente smascherata questa verità, dalla prossima scesa in piazza dei”neri uomini”. Allora, ci richiediamo:”l’Anima, possiede, o non, il sesso? Nel mondo temporale che si manovra sì. In quello spirituale è tutto da rivedere, perché se anche gli Angeli dovrebbere risultare”diversi sessualmente”, una legge a parte si dovrebbe costituire anche in Paradiso. Un messaggio inquetante per il secolo in corso, che di per sé frastornato da una politica rozza e invadente che testimonia la grottesca visione del qualunqismo, stracolmo di superficialità e di menzogne. Con l’ipocrisia aggiuntiva della Cei dittatoriale, che con le sue alte gerarchie si stà impadronendo e sostituendo della laicità dello Stato. Laico?…E per finire l’Art. 3 della Costituzione italiana viene interamente inghiottito dai veti Cei che vorrebbero privare di pari dignità sociale, economica e quindi civile, le”Persone”, solo perché diverse sessualmente. Perché allora, non buttiamo queste”Persone” nei burroni, come facevano gli spartani per gli sfortunati deformi? E’ doveroso constatare che stiamo assistendo ad una nuova forma di razzismo. E’ necessario formare dei lagher dove condurre le anime di sesso diverso. Negando ogni diritto civile che la Costituzione stabilisce: uguale per religione, sesso, razza e lingua. Nel’Art. 3 della Costituzione si enuncia ch’è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli. E’ ora che la Costituzione venga rimossa dalla Cei che vedrà riappropriarsi delle sue di regole e dettami da promulgare in Parlamento e in piazza. Io”Dico”, e mi domando:”come mai non abbiamo visto”le Eminenze grigie”, in piazza contro la guerra?
Alcune donne, sebbene riconosciute protagoniste, e inserite professionalmente, non riescono a vivere di”luce propria”. Il retaggio culturale che si portano dietro, offusca i loro dichiarati meriti. La propria identità, in tal modo viene annullata. Riconoscendosi e identificandosi con il cognome del marito. Possibilmente, accompagnandosi a un nome e cognome che conta socialmente: un noto e ricco professionista, un politicante, e così via… Una insicurezza di fondo, che vede le “comparse”, logorate e frustrate a vita. Conosciamo qui sull’isola d’Ischia, decine, se non centinaia di donne, che dopo la divisione matrimoniale, pur mantenendo intatto e lodevole il loro ruolo di madre, non valutano ciò che hanno conquistato persino in ambito lavorativo. Sarebbe più opportuno, sempre a nostro avviso, per quelle che non hanno ancora incarnato la vera Essenza della vita, che si svuotassero un tantino del proprio Ego, anzicché vivere di luce riflessa”. Contrabbandando il cognome acquisito dopo il vincolo matrimoniale con il proprio, leggittimo e sacrosanto si svestono del secondo. Io mi chiamo: Te-Lafò Giovanna. Citato e voluto nelle norme legislative degli ultimi anni, questa simpatica specifica identificativa della propria origine di nascita, rimane a scelta dopo il contratto matrimoniale. Per cui niente di più naturale è, e rimane presentarsi con il vero nome e cognome. Smarrite, dopo la divisione dal marito, abbandonate e relegate a ruolo di single, alcune donne perdono addirittura la propria identità. E cercando di riconquistarla con un ruolo da amante, in territori fertili di immagini economiche e sociali, perdono terreno, e con esso sciupano gli anni più belli delle loro esistenze. Assistiamo, dal dopo sessantottino, a un prototipo femminile, che da un lato blatera per la sua affermazione, e incoerentemente dall’altro, vuole essere favorita nel suo ruolo di moglie e di amante, con gli agi che questi ruoli comportano. Una vera e propria contraddizione che allontana il tipo di donna in questione dalle focose battaglie degli anni sessanta. Volendo analizzare i contenuti psicologi, che secondo il mio amico avvocato Pizzuti sono gratis, potremmo dedurne semplicisticamente , che queste donne”angeliche” hanno perso sicurezza. Sono deboli. Niente di più falso…Le creature smarrite, che smarrite non sono, vengono folgorate dal fascino del potere del maschio che dal canto suo fa gioco- forza per renderlo sempre più visivo perché ben riconosce che senza di esso non cattura. Non imprigiona, non viene favorito da nessuna bella donna se non detiene il così detto “Potere”. Sarà pure retorica la nostra, ma a noi piace rammentarla per la salvezza di qualche pecorella smarrita. Da qui nascono e si moltiplicano faccendieri e politici di ogni ciurma che il mercato mady in italy, possa sfornare. Attenzione ai brutti… Sono quelli più pericolosi. Hanno bisogno di consensi a tutti i costi perché hanno necessità di sopperire alle carenze di pene e di immagine orripilante. E che dire delle donne che sfidano e vogliono competere con le mogli degli altri? La vera competizione inizia dal look: capelli tinti uguali alla rivale. Movenze e gestualità identiche alla legittima consorte. Ma hainoi!… L’amante è, e dovrebbe essere qualcosa di diverso dalla propria moglie sia nell’aspetto fisico sia in quello sensuale. Rimane nella diversità il gioco delle parti. Resta nell’opposto contrario la sfida alla seduzione. I giochi non reggono a lungo con questo tipo di prerogative e l’alcova rimane vuota in breve tempo con una sconfitta scontata a priori. E poi la cosa più tragica è contemplata nella rottura di Balle che l’amante regala con la stessa assiduità con cui viene perpetra dalla moglie del lui. E allora….via con il vento! Tutto sommato i giochi non sono semplici, tanto vale è accettarsi così come siamo, vivere di luce propria e di tutto ciò che si è conquistato da sole, giocando e facendo tesoro di tutte le battaglie impugnate. Senza esasperarne i ruoli che non sono proficui se non vengono rispettati e compresi. Nel bene e nel male, la figura maschile con la sua presenza rimane fondamentale per l’equilibrio della donna, e viceversa: sia per la salute che per la gioia di vivere. Ma non dimentichiamoci di riappropriarsi della propria identità, per regalarci insieme al partner momenti energetici da condividere. E perché no, anche di lussuria….di luciamanna
Dal primo gennaio 2007, la Romania e la Bulgaria sono entrati, a pieno titolo in Europa. La Romania esulta per la partecipazione di questa integrazione,dopo quaranta anni di totalitarismo si integra finalmente con i Paesi democratici. In cui si attende benessere e serenità. Ma, si porta dietro tre milioni di Rom-Zingari, che già stanno allarmando parecchi Paesi della Comunità. Soprattutto l’Italia con i loro rappresentanti politici razzisti della Lega Nord. E loro, chiaramente i Rumeni pensavano di essersi liberati da dittature? Proprio ieri sera un rappresentante della Lega a confronto con un Rom ci ha fatto vergognare di essere italiani. Disguisiva e quasi insultava il Rom. Ma cosa voleva dire allo Zingaro aggredendolo e prevaricandolo con la sua idiozia il portavoce del Carroccio veneto? Niente di più di quello che da anni vanno dicendo: “che sono indesiderati perché rubano. Che non mandono i bambini a scuola. Che sono sfaticati e pericolosi”. Lo Zingaro gli ha fatto notare tra le tante cose,che”se i bambini non vanno a scuola è perché i contesti socio- culturali non permettono che avvenga, sia per problemi logistici, sia per acclarate discriminazioni anche fra loro bambini di scuola.Il Rom ha ben evidenziato gli slittamenti economici dalle zone indicate dai Comuni o enti al fine di bonifica e di umana accoglienza.Il Rom, decisamente intelligente, e non sprovveduto credo che qualche lezione l’abbia data al leghista xenofobo. La Lega deve fare i conti e documentarsi un tantino con le realtà integrative e comunitarie. Altrimenti, rischia sempre di farci passare per incivili e discriminanti in tutto il resto del Mondo. Calcolando che i Rom sono all’incirca dieci milioni in tutta l’ Europa, e visto che la loro integrazione rimane una problematica scottante per cui la Comunità europea già dieci anni fa aveva avuto l’accortenza di interessarsene e di discuterne. Con un comitato dei Ministri nel 1995, per giungere a un progresso ragionevole e duraturo per la cosi detta Comunità nomade degli Zingari. Le tre priorità essenziali: la partecipazione delle comunità in causa, per mezzo dei rappresentanti e associazioni Rom-zingari. Addirittura si è deciso di mettere in piedi un gruppo di specialisti. Nella stessa Romania, in cui i Rom sono all’incirca 3000000, non esiste secondo il rappresentante della comunità, nessuna discriminazione e né la loro integrazione è stato mai un problema. Nel’ultimo decennio, l’educazione Rom, è stato uno dei problemi maggiori che hanno avuto gli stati membri. E gli stati candidati all’Unione europea.(Compresa la Romania-Bulgaria-Croazia). Un dato di fatto molto triste, dettato dal chiaro allontanamento dei gruppi Rom dall’educazione formale. La mancanza di scuole, la povertà per l’appropigionamento al materiale scolastico, l’ubicazione, contribuisce assieme ai pregiudizi, che si hanno per questa razza, ad avvicinare i bambini Rom alle scuole. Nei paesi del’Europa Orientale, non solo esiste il problema del mancato(oseremo dire negato) accesso degli alunni Rom alle scuole, ma addirittura sono state istituite delle”scuole speciali” e”scuole ghetto”. Le così dette “scuole ghetto” accolgono sempre nei Paesi dell’Europa Orientale, i bambini disabili. Le”scuole speciali” sono riempite di bambini efficienti mentalmente e fisicamente in contesti di totale segregazione. C’è da preoccuparsi per un nuovo Hittler? Diremo proprio di sì. In entrambi i casi, sia “le scuole speciali”, sia quelle legate al ghetto, la formazione dei bambini Rom è subordinata all’Educazione della maggioranza etnica del territorio in cui vengono accolti. Ciò spiega perché molti bambini abbandonano le scuole e rimangono analfabeti indotti dai loro genitori a rubare. Non di poco conto è il problemino su cui fare i conti con il flusso enorme degli Zingari proveniente da Romani e Bulgaria. Certo vanno stabilite precise e severe leggi per chi non rispetta l’accoglienza e l’integrazione democraticamente espressa dalla Comunità europea. Non sarà comunque facile, per la razza Rom accettare delle regole di civile convivenza. Ma sarà naturalmente impossibile, se non apriamo a loro le braccia, lasciando il loro stato di libertà da nomadi e nello stesso tempo educandoli senza discriminarli e ghettizzarli come d’altronte si è visto nei Paesi dell’Europa Orientale. E’ necessario ricordare che i Rom vengono considerati a volta molto ricchi per l’ingente denaro che ricavano da furti e rapine. In realtà, gli zingari ritornano sempre allo stato originale di miseria perché dividono con il resto della loro comunità gli averi. A volte rimanendone addirittura spogli. Sembra proprio speciale questo loro messaggio. E tanto si avvicina a quello cristiano che rimane quasi sempre molto lontano dalla evangelica enunciazione, a differenza di quello degli indesiderati e fastidiosi Zingari. Fanno parte sempre più di noi. Vediamo come metterla. Brutta gatta da pelare….. di luciamanna

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Donne di tutto il mondo, unitevi… A ISCHIA SI VOTA!
E PREGATE affinché gli stessi di sempre vengano rieletti, cosi che si avveri la fantomatica speranza di Mao del “Distruggere per creare”. E, dopo la sofferta, iniqua, deleteria politica distruttiva, aspettiamo la nuova politica Creativa.
Donne Votate!!
Come la città di Atlantide, tra leggenda e realtà che ancora fa discutere, Ischia riemergerà dalle acque con tutti i suoi tesori e segreti nascosti.
Come da catarsi Aenaria risorgerà dalle ceneri con tutti i suoi fasti e nefasti.
Donne Votate!!
E udite udite…
Novità: candidato a sindaco del comune di Casamicciola Giuseppe Conte, cadavere in avanzato stato di decomposizione. Uomo simpatico e giovanile. Nuove Idee? BOH! VOTATELO!
Candidato a sindaco del comune di Ischia Giovanni Sorrentino, cadavere già decomposto, rafforzato negli anni nel corpo e nello spirito, non è riuscito a scontentare i suoi “fan” che aspettano la sua elezione come la Manna dagli Ebrei erranti. Senza di lui il comune di Ischia Porto è allo sbando, senza il suo profuso impegno, la sua assidua presenza, la Casa comunale non avrebbe più il lustro e lo splendore di sempre. Privi della sua “di Democrazia”, chi reggerebbe le colonne del palazzo? Chi oserebbe affermare “io sono il sindaco, ti creo o ti distruggo dalle piazze e dai balconi”? Sempre democraticamente parlando. Chi ,come lui, professionista di barzellette, potrebbe mettervi di buon umore anche se le cose non funzionano? VOTATELO!
Novità: candidato a sindaco del comune di Ischia Giuseppe Ferrandino, Santo Patrono e padrone di Casamicciola, diventato l’idealista per eccellenza ha tentato di seguire i suoi molteplici interessi aziendali e universali progettazioni. VOTATELO!
Sempre per il comune di Ischia Porto altro candidato a sindaco l’esponente del P.C.I. M.L. “mi chiamano Mimì….ma il mio nome è Domenico”.
A differenza del personaggio della Bohème,il nostro Savio non morirà perché le donne elettrici ischitane non lo identificheranno solo come il marxista-leninista, ma soprattutto come loro“Fattore”. Salvifico. Creatore. Protettore. Idealista. Costruttore di case ideali con falce e martello, nella disastrosa madre- terra ischitana. Mimì, come Cristo sarà in grado, una volta eletto, di moltiplicare i pani e i pesci (più i pesci che i pani). Per nostalgia, Savio indirà un referendum per clonare tanti “piccoli” Giovanni Sorrentino per lo svago finale di tante donne sole. E di tante donne desolate dalla lunga tragica vedovanza. VOTATELO!
Sempre per il comune di Ischia Porto, Luciano Venia, “il mistico per eccellenza” figlio illegittimo del nonno della Mussolini. Candido. Tenace. Determinato (non si sa di che cosa). Affidabile (gli puoi affidare tutto il tuo patrimonio, un giorno o l’altro te lo restituirà, come scritto negli antichi testamenti, che sta approfondendo per capire se c’è qualche figura politica che potrebbe incarnare).VOTATELO!
Per il Comune di Lacco Ameno candidato Carmine Monti. Bello.Giovane. Lungimirante. Sulla scia del padre costruttore. Sogna castelli in aria. VOTATELO!
Sempre nella terra del Fungo, Restituta Irace. Unico giglio in un campo di ortiche. VOTATELA!
Per il comune di Barano la candidata è Maria Grazia Di Scala. Colta. Gentile. Prima Donna della Pretura di Ischia . Prenderà la poltrona di Gaudioso, naturalmente dopo avergli cambiato la pelle. VOTATELA!
E votate anche tutti gli altri.
Prenderanno sicuramente tutti tanti voti.
Il nostro voto è :18 politico a tutti.
Lucia Manna e Daniela Pazienza
l coraggio delle donne è risaputo. Difficilmente alle donne le vengono affibiate attribuzioni di tipo”vigliacche”, come d’altronte è nello specifico definito per la figura maschile. Molte donne con la loro voce e coscienza hanno mobilitato l’intero pianeta, riuscendo con tenacia a smobilitare Stati che ancora ad oggi, precludono alla figura femminile alcuni diritti fondamentali. La voce della Pace parlata al femminile ricorda molte testimonianze, e noi, appunto oggi, per la festa della donna vogliamo ricordarne alcune di loro. Donne che con spirito di abnegazione, hanno testimoniato con la loro vita un senso di etica e civiltà rischiando in prima persona. Con le loro voci, queste donne hanno sfidato condanne e censure, rompendo muri e pregiudizi, appunto con una guerriglia planetaria avendo come uniche arme le parole, il coraggio e la tenacia. Dalle macerie di Kabul ai palazzi dell’Onu, dal Sudamerica dei desapareicidos, alla Birmania dei militari, dall’Algeria degli squadroni della morte al Pakistan delle donne sfigurate con l’acido. Questo ed altro è stato affrontato da figure temerarie al femminile. In India ricodiamo Rigoberta Menchu. India guatemalteca della tribù qiuché, questa donna Maya, ha continuato a battersi per una globalizzazione giusta per i diritti degli indios e dei campesinos ha perorato la causa della desertificazione del Centroamerica mortificata dagli interessi delle multinazionali. Rigoberta nel 1992 vinse il premio Nobel per la Pace. Un premio che fu figlio del suo libro che divenne un best seller dal tittolo autobigrafico: Mi chiamo Rigoberta Menchu. Un libro sconvolgente che ha rivelato il dramma del Guatemala, vilipeso dal regime dittatoriale e militare, sostenuto dagli Stati Uniti. Alle tribù indie, che chiedevano la restituzione delle loro terre, il regime regalò 40.000 morti e un milione di profughi. Rigoberta autodidatta, raccontò la sua vita tragica: il padre con altri indigeni fu bruciato vivo durante l’occupazione pacifica dell’ambasciata spagnola. La madre rapita e violentata e torturata, il fratello massacrato con moglie e prole. A questa donna coraggio, minacciata di morte e fuggita in Messico e ad altre vogliamo festeggire l’otto marzo. L’autobiografia di Rigoberta è stata tradotta in trentadue lingue e dichiarata ambasciatore dell’Unesco ha scritto un nuovo libro:la bambina di Chimel. Qui racconta, a mò di favola, il segreto dell’equilibrio tra la natura e gli esseri umani in un Mondo ancora intatto come quello dei Maya…La Menchu nel suo libro sostiene che”l’unica globalizzazione veramente giusta, è la globalizzazione dei diritti umani”. Nel mondo distratto, poche donne ricordano queste figure a cui si deve oggi la nostra libera vita , dignità e gran parte delle opportunità acquisite. Le donne Nobel, per la Pace hanno messo da parte affetti, lavoro e sogni, dedicandosi interamente alla causa globale. La causa che mette da parte un piccolo”Io”, per estendere nell’Etere, quello Universale. Altro che monache di”Clausura” a cui si appella e ne fa godimento quasi orgiastrico tutto l’apparato religioso nostrano. Donne in prima linea, che velatamente, e palesamente scomode per chi avrebbe come missione solo e unicamente la Pace nel mondo. Molte donne si abbarbicano al proprio uomo, vivendo una vita in cui l’unico scopo è la loro presenza. E soffocate dalla gabbia da loro stesse costruita e voluta, non riconoscono altro Dio che all’infuori di lui. Ci sono invece donne che con una consapevolezza globale vivono vite piene, addirittura mettendo da parte i propri affeti, pur di dedicarsi alle giuste cause a cui si ispirano. E’ il caso di un’altra passionaria della Pace, anche lei premio Nobel. Si chiama Aung San Suu Kyi della Birmania del Sud est asiatico. Combatte disarmata dal 199O contro la dittatura del suo paese. San Suu Kyi è di religione buddista e si ispira a Gandhi e a Marti Luther King per le sue ferme battaglie e convinzioni. Una donna che riesce a vedere le prime libere elezioni nel 1991. In sei anni di prigione non vede marito e figlio. Liberata continua a lottare ma non può lasciare il Paese neanche per veder il marito che stava per morire di cancro in un’altra parte del mondo . Aung ama il marito, ma con spirito sofferto resta a Rangoon mentre il marito lascia il corpo a Oxford. Come si vede le donne che incarnano il vero sentimento di Pace, tralasciano il lore”Ego”per metterlo a servizio dell’intera umanità che soffre. E queste anime sono la qiuntessenza di tutto a cui noi piccole ma grandi Donne dobbiamo fare sempre riferimento, incarnando sempre di più quei valori universali che come dice la Aung”quando siamo in un tunnel senza luce, non bisogna esitare ad usare la luce e gli occhi della parola, che sono anch’essi un cammino”.diluciamanna
“ Se vuoi la pace, fai la guerra”. Lo sostenevano i latini. Noi sosteniamo.” Se vuoi la pace, prepara la pace”. L’Impero romano, dopo duemila anni, crollò, e con esso, la tenacia forma espansionistica e imperialistica. Il florido Impero, costato migliaia di morti e gesta eroiche, pur tuttavia cessò. Corsi e ricorsi storici, vedranno anche la fine dell’”Impero”americano che di etica non ha mai brillato e ne, tantomeno di correttezza bellica. Gli USA finiranno prima dei duemila anni di storia per un motivo molto semplice. Se i romani avevano in animo, con la cultura bellica che abbracciavano, avanzamento di civiltà e cultura, gli americani e con essi chi li sostiene, non pretendono di assimilare dagli altri popoli usi e costumi, ma imporre semplicemente i”loro” di costumi. Il loro stile di vita. La loro democrazia? Uno stile di vita edonistico e prepotente che detta leggi con la falsa pretesa di essere uno stato democratico da collocare nelle case altrui con bombe “intelligenti” e non. Si osservi quelle che cadevano sull’Afganista, e ieri sull’Iraq. Le bombe “intelligenti”, tanto ragionevoli, da colpire addirittura la Croce Rossa e l’ospizio della città di Harat. La guerra è entrata prepotentemente nelle nostre case attraverso i media e nelle esistenze. I “Signori” che la propongono, la fanno accettare come norma. Così si è iniziato a definirla con gli ossimori di guerra”giusta”-guerra”umanitaria”-guerra ”per la pace”. Confori aggiuntivi dell’orribile sillogismo, i cui interventi definiti “chirurgici”, ossia si opera solo sulla parete malata, si giustificano i conflitti perché poi ci sarà una pace duratura. Un’altra parolona che si adopera in questi”omicidi” di guerra è paragrafato con il termine di danno”collaterale”. Un termine molto inquetante e disgustoso, perché il danno”collaterale” ha segnalato dopo il maledetto 11 Settembre che il 90 per cento delle vittime in Afganista erano civili, e il 30 per cento bambini. Finché avremo respiro diremo che il male viene da Paesi lontani dall’Oriente. Si conclude sempre che tutti gli arabi sono pericolosi e che l’Islam incoraggia la violenza. Non è affatto vero che un miliardo e duecentomila musulmani sparsi nel mondo sono violenti. La recente rinascita dell’Islam, confusa con il fondamentalismo islamico, non è affatto un movimento di massa monolitico. Gli estremisti sono una piccolissima minoranza. Gli interessi nelle crisi del medio-Oriente, si sono intrecciati a molti fattori. La questione palestinese, la guerra del Golfo, gli enormi e principali interessi petroliferi e complessi industriali militari. E grovigliosi fattori. E’ ora che si cominci a meditare seriamente. Le situazioni infuocate di queste guerre in atto non possono essere scisse con un semplice dualismo tra bene e male. L’agognata pace rimarrà una grande utopia se non si ha il coraggio di mettere sul tavolo delle trattative questi enormi blafs impregnati da miliardi di interessi economici. E’ ora che si risalga alle cause vere dei conflitti, senza lasciare spazio alle vendette, vera e unica radice del male, degli sgozzamenti, dei rapimenti dei così detti danni”collaterali”. E’ tempo che si promuova una”Nuova Diplomazia” che può nascre solo dalla riforma interiore, spirituale, e quella esterna, istituzionale. Il ruolo della Nuova Diplomazia è stato affermato in uno dei principi fondamentali emersi nella Conferenza sull’Appello dell’Aia per la Pace nel maggio 99. Johan Galtung, uno dei fondatori moderni per la Pace, afferma:”il dialogo, e l’educazione globale è fondamentale per capire come la pensano gli altri e per rispettare le loro culture, non il dibattito per sconfiggere gli altri con argomenti più forti. Solo il dialogo può portare rimedio alla guerra e avvicinamento”. Assistiamo sempre di più ai dibattiti che ai dialoghi e mas-media né fanno da padrona con la corte dei miracoli del politichese. Il futuro di un mondo pacifico, risiede nelle mani dell’unica sorgente di legalità spiega Ikeda. Ossia il popolo ovunque. Se attendiamo che la Pace provenga dalle istituzioni, saremo in guerra a vita. I Signori della guerra hanno necessità di prommuoverle le guerre, per soddisfare gli enormi interessi delle lobbj internazionali. Lobbj, complici degli stupri, morti, sgozzamenti….Noi oseremo dire che i processi di democraticizzazione da apportare ad altri Paesi è stata sempre una delittuosa menzogna. Operiamo per l’integralismo della Pace per combattere l’esiguo integralismo islamico. L’unica e vera via maestra è, e rimane una cultura umanistica per il rispetto, la dignità e la sacralità delle vite spezzate. E fagliela capire agli americani e companj!… Mica è qualcosa che si mangia? Di lucia mannaThe Last Days of Disco video
Conversione del turismo locale. Sensazionale avvenimento. Una holding internazionale, in accordo con i sei sindaci di Ischia, assessori e preposti al turismo, ha deciso di collegare sull’isola d’Ischia un’unica Azienda-deposito di rifiuti. Solidi e liquidi. Per i liquidi non esistono problemi, poiché i reflui dei ristoranti e alberghi con la complicità del mare sono liberi di agire. Per i solidi, sempre la holding si sta attrezzando . Costituita una cooperativa tra gli alberghi, enti locali, la Pegaso e altre Aziende miste, si sta sforzando, legalmente e illegalmente, di riversare i rifiuti sulle coste e nelle strade. E chiaramente anche nelle pinete. Si è pensato ai citati luoghi, vista la già cospicua e permanente presenza di ostinati rifiuti. Perché la Holding, mi chiedo sempre in sogno, ha deciso di investire decine di miliardi proprio a Ischia? Perché vuole soddisfare finalmente l’agognato sogno degli amministratori. I primi cittadini, con sollievo, e da anni, convenivano su una sola cosa: Ischia come deposito-spazzatura. Si darà in tal modo una nuova impronta al solito e usuale turismo-pulito. Piccole perplessità, ma di breve durata, sono sorte in seno all’Azienda del Turismo. Visto le continue assenze del commissario della stessa, non si è ancora meditato abbbastanza sui programmi a medio e a lungo termine. E così, tutti con lo sguardo rivolto al futuro dell’economia turistico-locale, daranno una nuova e decisiva impronta all’isola d’Ischia…La sofferta scelta di convertire l’isola in un deposito-internazionale di”munnezza”, è stata dettata dal già esistente stato dei luoghi. Sta di fatto che Ischia conserva e sperimenta da anni olezzi nauseabondi e residui misteriosi di provenienza nota ed ignota. Rendendo il nostro haimat(sacro luogo) pittorico, allegro, variopinto. Il fine della holding non racchiude solo il lato commerciale e speculativo. Sorprendentemente la multinazionale vuole favorire lo scambio e il gemellaggio internazionale con l’isola anche a fini conoscitivi -culturali-ricreativi con turisti e spazzatura al seguito. Un grosso business per Ischia. Sicuramente molto più remunerativo e più semplice da attuare se solo negli anni addietro gli amministratori si fossero sforzati di pensare ad una sana politica gestionale(del territorio?). I sindaci riconoscendo la loro impotenza nel rendere l’isola quanto più ecologica possibile, hanno istituito una loggia massonica. In previsione della costituita Azienda-deposito-spazzatura internazionale, hanno deciso unanime di portare notte-tempo-le loro famiglie in vacanza. E lasciare l’isola per un bel po’. Solo adesso, i primi cittadini hanno capito che Ischia non è più salutare per la loro progenie. Sorprendentemente al risveglio si è potuto leggere sulla stampa nazionale e internazionale che i sei sindaci, trascorrendo una notte insonne, sono riusciti finalmente a trovare una risposta che soddisfacesse al quesito che li ha tenuti svegli. Di luciamannaUnderground full
