
Noi genitori dell’Istituto comprensivo Statale di Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia, esprimiamo forte preoccupazione per la presenza di una centrale regionale di trasformazione Enel con 4 cavi e 2 trasformatori da 150.000 Volt.al fianco della scuola media, dietro l’unico ospedale dell’isola e in pieno centro abitato.
La centrale elettrica, completata che si spera non ancora entrata in funzione, pone dei dubbi legittimi per la sua pericolosità dopo che si è venuti a conoscenza attraverso gli organi di stampa di una serie di problemi che non sono stati affrontati prima soprattutto perché l’impianto industriale è mascherato all’interno di un bunker facilmente accessibile dalla strada.
A distanza di 5 anni di varie battaglie legali prima di fare entrare in funzione la centrale, il Tar Campania si è espresso con sentenza 2006/3905 motivando tra l’altro che la centrale elettrica di Lacco Ameno può essere attivata e che il pericolo per la salute dei bambini e degli abitanti non è dimostrato perché la centrale non è ancora in funzione.
L’amministrazione comunale ha già anticipato che si opporrà alla sentenza, ma il pericolo è attuale e concreto perché, come dimostrato in questi anni, alla minima emergenza l’Enel chiederà di poter attivare la centrale regionale di trasformazione della Fundera a Lacco Ameno sull’isola d’Ischia . Nelle more quindi si devono dare della garanzie certe ai cittadini e ai turisti per poter proseguire in tranquillità nella quotidianità e questo può essere fatto solo scollegando la centrale dalla rete elettrica di distribuzione dell’intera isola, poiché gli stessi collegamenti furono autorizzati solo temporaneamente per effettuare le misurazioni, ma poi realtà sono rimasti attivi fino ad oggi.
In questa occasione riteniamo opportuno evidenziare gli altri problemi di cui siamo venuti a conoscenza. Per questi motivi riteniamo che sia auspicabile ogni atto che possa risolvere definitivamente questo drammatico problema e che esso non porti le future generazioni a continuare la lotta per il diritto a vivere in un ambiente salubre e sicuro.
E’ stato riportato dall’ Arpac e dalla stessa Enel che la centrale elettrica regionale della Fundera, nel cuore di Lacco Ameno è un obbiettivo sensibile per l’emergenza terrorismo, quindi non è escluso un attentano con le conseguenze che tutti possiamo immaginare. Cresce la preoccupazione in quanto, come dimostrato di recente, i luoghi turistici sono preferiti dai terroristi sia per la facilità di accesso che per l’amplificazione che viene data poi dai mass-media (vedi isola di bali, scelm e sheik) .
Cosa succederebbe poi con quei cavi a150.000 volt sotto i nostri piedi in caso di terremoto visto che il territorio attraversato è di grado sismico S=9?
E’ stata poi riportata dai giornali la presenza di sostanze tossico nocive quali i PCB (policlorodifenili) già messi al bando dal 1988 che potrebbero, a seguito del surriscaldamento dei trasformatori a 150.000 Volt, produrre Diossina nell’ambiente circostante.
Nei 4 cavi che portano la corrente a 150.000 volt dalla terraferma, sono presenti olii con sostanze tossiche PCB con conseguenti potenziali rischi per l’ecosistema marino che sarà, a breve, area marina protetta denominata “Regno di Nettuno”.
Non è chiaro come l’Enel abbia ottenuto la concessione demaniale dei cavi sottomarini visto che prima nel 1991 essi sono arrivati sull’isola d’Ischia e poi nel 1994 è stata rilasciata la concessione per la loro posa ed il mantenimento.
Che danni avrà il turismo della nostra isola e l’ecosistema marino se gli squali che sono morfologicamente attratti dalle basse frequenze e captano i campi magnetici di così elevata intensità come quelli derivanti dai cavi ad ALTA TENSIONE da 150.000 Volt che servono alla centrale Enel della Fundera?.
Abbiamo pensato poi alla chiusura obbligatoria della spiaggetta della Fundera dove, ignari bagnanti, prenderebbero il sole o farebbero il bagno a contatto con cavi a150.000 Volt?
Le possibili interferenze con le apparecchiature del vicino ospedale sono state prese in considerazione?
Risulta, da una apposita commissione istituita dalla giunta del Comune di Lacco Ameno, dai verbali di diverse commissioni edilizie e dalla presa d’atto del responsabile dell’ufficio tecnico dello stesso comune, che l’Enel ha ottenuto la concessione edilizia per la costruzione del fabbricato di 11.000 metri cubi in maniera illegittima ed in contrasto con le previsioni del Piano Regolatore Generale e del Piano Territoriale Paesistico. Quindi la struttura è di fatto abusiva.
Non solo i 1653 metri di superficie sono stati impermeabilizzati modificando l’equilibrio idrogeologico dell’area: una collina a 30mt sul livello del mare e a pochissimi metri dalla linea di battigia.
I terreni su cui è stata costruita la centrale Enel non sono mai statti espropriati e risultano oggi ancora di proprietà dell’istituto Diocesano per il sostentamento del Clero di Ischia.
Sempre la stessa commissione del comune di Lacco Ameno ha verificato che l’Enel ha realizzato l’impianto di trasformazione di energia elettrica in difformità rispetto al decreto di autorizzazione regionale .Ma vi è di più pare che addirittura l’enel non sia in possesso dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio della linea regionale (cfr memoria depositata al Tar nell’interesse del comune di casamicciola, avv. Cocozza) .
Come potranno coesistere: la palestra (che stanno in questi giorni realizzando adiacente alla centrale Enel), l’ospedale, la scuola media le le numerose civili abitazioni che sono intorno a distanza di pochissimi metri, con questa Centrale Elettrica regionale? Al contrario, invece, anni prima la stessa Enel costruì una identica centrale di trasformazione a Cuma in terraferma (la quale oggi fornisce corrente, ma in futuro potrà ricevere corrente da Lacco Ameno), al fianco del depuratore di Cuma in zona totalmente interdetta alla popolazione e alla balneazione.
Pensiamo che questi motivi siano sufficienti per dare una concreta collaborazione all’amministrazione di Lacco Ameno affinché possa risolvere per sempre questo problema e consegnare alla collettività una struttura di 11.000 metri cubi, realizzata a seguito di illegittima concessione edilizia e non conforme agli strumenti urbanistici e paesaggistici della zona, quindi abusiva da intitolare CITTA’ DELLA VITA.
Ma voi potete darci una mano per diffondere questa ennesima brutta storia dell’isola d’Ischia prima che ci scappi la disgrazia?
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Esime genitore, vista la lunga lettera-richiesta dovrò essere breve, almeno in questo numero nella risposta.L’Enel, come d’altronte tutte le società che rappresentano enormi interessi, fanno e hanno sempre fatto la parte da leone.Dopo tutto queste Aziende e con esse le visibili spartizioni,l’hanno sempre vinta nel gioco del mervcato. Come si evince anche il Tar si esprime a favore, con riserva perché la Centrale non é ancora in attivazione.E’come dire:” vediamo prima quanta gente muore negli anni e poi prendiamo seriamente in questione la nocività della struttura,obbligati, interverremo perché costrtti a rispondere legalmente”.Il problema di questa inverosimile e velenosa struttura rientra come vaso comunicante in altre problematiche quali:inqiunamento dei mari,dei fiumi e di tutto il condesto dell’Habitat natuirale che inquinano il globo terrestre senza riserva e coscienza..E’sempre questo sistema a volerlo fingendo poi di combatterlo. Se si attuasero le normative andrebbero contro il loro stesso sistema ossia quello capitalistico comandato, condotto e voluto da lobbj affaristiche criminali.Visto che viviamo ad Ischia e per fortuna molti dei nostri amministratori hanno forti interessi economici da difendere, se si fermeranno sul sostanziale problema che la sua lettera affronta,forse qualche speranza potremo coltivarla perché la Centrale di via Fundera non venga attivata.Mi soffermerò ancora sul problema sul mio sito e altre forme di giornali oltre l’autorevole Golfo di cui dispongo. Penso che questa volta la spunteremo.


