Archivio per la categoria ‘Lucia Risponde’

Gen 30


Noi genitori dell’Istituto comprensivo Statale di Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia, esprimiamo forte preoccupazione per la presenza di una centrale regionale di trasformazione Enel con 4 cavi e 2 trasformatori da 150.000 Volt.al fianco della scuola media, dietro l’unico ospedale dell’isola e in pieno centro abitato.
La centrale elettrica, completata che si spera non ancora entrata in funzione, pone dei dubbi legittimi per la sua pericolosità dopo che si è venuti a conoscenza attraverso gli organi di stampa di una serie di problemi che non sono stati affrontati prima soprattutto perché l’impianto industriale è mascherato all’interno di un bunker facilmente accessibile dalla strada.
A distanza di 5 anni di varie battaglie legali prima di fare entrare in funzione la centrale, il Tar Campania si è espresso con sentenza 2006/3905 motivando tra l’altro che la centrale elettrica di Lacco Ameno può essere attivata e che il pericolo per la salute dei bambini e degli abitanti non è dimostrato perché la centrale non è ancora in funzione.
L’amministrazione comunale ha già anticipato che si opporrà alla sentenza, ma il pericolo è attuale e concreto perché, come dimostrato in questi anni, alla minima emergenza l’Enel chiederà di poter attivare la centrale regionale di trasformazione della Fundera a Lacco Ameno sull’isola d’Ischia . Nelle more quindi si devono dare della garanzie certe ai cittadini e ai turisti per poter proseguire in tranquillità nella quotidianità e questo può essere fatto solo scollegando la centrale dalla rete elettrica di distribuzione dell’intera isola, poiché gli stessi collegamenti furono autorizzati solo temporaneamente per effettuare le misurazioni, ma poi realtà sono rimasti attivi fino ad oggi.
In questa occasione riteniamo opportuno evidenziare gli altri problemi di cui siamo venuti a conoscenza. Per questi motivi riteniamo che sia auspicabile ogni atto che possa risolvere definitivamente questo drammatico problema e che esso non porti le future generazioni a continuare la lotta per il diritto a vivere in un ambiente salubre e sicuro.
E’ stato riportato dall’ Arpac e dalla stessa Enel che la centrale elettrica regionale della Fundera, nel cuore di Lacco Ameno è un obbiettivo sensibile per l’emergenza terrorismo, quindi non è escluso un attentano con le conseguenze che tutti possiamo immaginare. Cresce la preoccupazione in quanto, come dimostrato di recente, i luoghi turistici sono preferiti dai terroristi sia per la facilità di accesso che per l’amplificazione che viene data poi dai mass-media (vedi isola di bali, scelm e sheik) .
Cosa succederebbe poi con quei cavi a150.000 volt sotto i nostri piedi in caso di terremoto visto che il territorio attraversato è di grado sismico S=9?
E’ stata poi riportata dai giornali la presenza di sostanze tossico nocive quali i PCB (policlorodifenili) già messi al bando dal 1988 che potrebbero, a seguito del surriscaldamento dei trasformatori a 150.000 Volt, produrre Diossina nell’ambiente circostante.
Nei 4 cavi che portano la corrente a 150.000 volt dalla terraferma, sono presenti olii con sostanze tossiche PCB con conseguenti potenziali rischi per l’ecosistema marino che sarà, a breve, area marina protetta denominata “Regno di Nettuno”.
Non è chiaro come l’Enel abbia ottenuto la concessione demaniale dei cavi sottomarini visto che prima nel 1991 essi sono arrivati sull’isola d’Ischia e poi nel 1994 è stata rilasciata la concessione per la loro posa ed il mantenimento.
Che danni avrà il turismo della nostra isola e l’ecosistema marino se gli squali che sono morfologicamente attratti dalle basse frequenze e captano i campi magnetici di così elevata intensità come quelli derivanti dai cavi ad ALTA TENSIONE da 150.000 Volt che servono alla centrale Enel della Fundera?.
Abbiamo pensato poi alla chiusura obbligatoria della spiaggetta della Fundera dove, ignari bagnanti, prenderebbero il sole o farebbero il bagno a contatto con cavi a150.000 Volt?
Le possibili interferenze con le apparecchiature del vicino ospedale sono state prese in considerazione?
Risulta, da una apposita commissione istituita dalla giunta del Comune di Lacco Ameno, dai verbali di diverse commissioni edilizie e dalla presa d’atto del responsabile dell’ufficio tecnico dello stesso comune, che l’Enel ha ottenuto la concessione edilizia per la costruzione del fabbricato di 11.000 metri cubi in maniera illegittima ed in contrasto con le previsioni del Piano Regolatore Generale e del Piano Territoriale Paesistico. Quindi la struttura è di fatto abusiva.
Non solo i 1653 metri di superficie sono stati impermeabilizzati modificando l’equilibrio idrogeologico dell’area: una collina a 30mt sul livello del mare e a pochissimi metri dalla linea di battigia.
I terreni su cui è stata costruita la centrale Enel non sono mai statti espropriati e risultano oggi ancora di proprietà dell’istituto Diocesano per il sostentamento del Clero di Ischia.
Sempre la stessa commissione del comune di Lacco Ameno ha verificato che l’Enel ha realizzato l’impianto di trasformazione di energia elettrica in difformità rispetto al decreto di autorizzazione regionale .Ma vi è di più pare che addirittura l’enel non sia in possesso dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio della linea regionale (cfr memoria depositata al Tar nell’interesse del comune di casamicciola, avv. Cocozza) .
Come potranno coesistere: la palestra (che stanno in questi giorni realizzando adiacente alla centrale Enel), l’ospedale, la scuola media le le numerose civili abitazioni che sono intorno a distanza di pochissimi metri, con questa Centrale Elettrica regionale? Al contrario, invece, anni prima la stessa Enel costruì una identica centrale di trasformazione a Cuma in terraferma (la quale oggi fornisce corrente, ma in futuro potrà ricevere corrente da Lacco Ameno), al fianco del depuratore di Cuma in zona totalmente interdetta alla popolazione e alla balneazione.
Pensiamo che questi motivi siano sufficienti per dare una concreta collaborazione all’amministrazione di Lacco Ameno affinché possa risolvere per sempre questo problema e consegnare alla collettività una struttura di 11.000 metri cubi, realizzata a seguito di illegittima concessione edilizia e non conforme agli strumenti urbanistici e paesaggistici della zona, quindi abusiva da intitolare CITTA’ DELLA VITA.
Ma voi potete darci una mano per diffondere questa ennesima brutta storia dell’isola d’Ischia prima che ci scappi la disgrazia?

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Esime genitore, vista la lunga lettera-richiesta dovrò essere breve, almeno in questo numero nella risposta.L’Enel, come d’altronte tutte le società che rappresentano enormi interessi, fanno e hanno sempre fatto la parte da leone.Dopo tutto queste Aziende e con esse le visibili spartizioni,l’hanno sempre vinta nel gioco del mervcato. Come si evince anche il Tar si esprime a favore, con riserva perché la Centrale non é ancora in attivazione.E’come dire:” vediamo prima quanta gente muore negli anni e poi prendiamo seriamente in questione la nocività della struttura,obbligati, interverremo perché costrtti a rispondere legalmente”.Il problema di questa inverosimile e velenosa struttura rientra come vaso comunicante in altre problematiche quali:inqiunamento dei mari,dei fiumi e di tutto il condesto dell’Habitat natuirale che inquinano il globo terrestre senza riserva e coscienza..E’sempre questo sistema a volerlo fingendo poi di combatterlo. Se si attuasero le normative andrebbero contro il loro stesso sistema ossia quello capitalistico comandato, condotto e voluto da lobbj affaristiche criminali.Visto che viviamo ad Ischia e per fortuna molti dei nostri amministratori hanno forti interessi economici da difendere, se si fermeranno sul sostanziale problema che la sua lettera affronta,forse qualche speranza potremo coltivarla perché la Centrale di via Fundera non venga attivata.Mi soffermerò ancora sul problema sul mio sito e altre forme di giornali oltre l’autorevole Golfo di cui dispongo. Penso che questa volta la spunteremo.

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Gen 28

La settimana scorsa abbiamo pubblicato su questa rubrica una lettera di uno studente universitario di Ischia che aveva difficoltà a concentrarsi per via dei famigliari che lo disturbavano continuamente mentre era sotto esame. Il fratello si è riconosciuto in quella lettera e ha deciso di replicare. Vi invito la lettera della settimana scorsa sul sito www.vocidaischia.it .

Cara Lucia sono il fratello del simpatico dott. della settimana scorsa! Non voglio soffermarmi su tutte le cose futili che lui ha esposto nel suo articolo perché penso che siano tutte kazzate! Questa la spiegazione del perché mio padre non si applica proprio…il problema non siamo noi familiari ,ma il problema e’ proprio lui e vi spiego il perchè! Il nostro caro dott. si e’ laureato in meno di tre anni, sempre di corsa e con tanto stress, tanta priorità forse perché voleva dimostrare qualcosa a qualcuno? bhaa…. sta di fatto che tutto lo stress che accumula lo scarica su di noi familiari (ecco perché basta aprire la porta della ’sua’ stanza x farsi afferrare x pazzo) visto che in una giornata e capace di farsi anche 7 o 8 ore di studio a casa è una continua tarantella x ogni rumore che si fa! Non lo sopportiamo più ce ne andiamo noi 4 o se ne va solo lui? Una famiglia condizionata x le sue paranoie e il suo stress, basterebbe vivere lo studio con più serenità e tranquillità visto che nessuno lo corre appresso, tutti noi ne gioveremmo compreso lui! Da non sottovalutare la sua dieta ferrea, una cosa paranoica perché è veramente fissato, che a me fa ridere perché se lo vedreste assomiglia allo scheletro pubblicato nella rubrica di domenica (foto molto appropriata!), ma questa dieta contribuisce alla sua irrascibilità di tutti i giorni…Cara Lucia salvaci da questo incubo forse una tua parola può fare molto visto che si e’ rivolto proprio a te x le sue lamentele….. ora sai le 2 campane ! Comunque dal discorso avrai capito che e’ una persona abbastanza egoista e basta che le cose vadano bene per lui sta tutto a posto ma quando lui deve venire incontro a noi là sorgono i problemi… caro dott. non dimenticare che se sei arrivato a questo punto devi ringraziare sempre i tuoi genitori perché senza il loro appoggio….e poi impara che nulla è dovuto ! Perciò smettila con le lamentele che già ti sopportiamo abbastanza!

Grazie Lucia la rubrica e’ veramente bella e spero che pubblicherai la mia lettera x un mio diritto di replica e poi e un problema che penso si riscontri in parecchie famiglia………

Familiari

Caro “fratello”, mi dispiace dover deludere le tue aspettative ma io sono completamente dalla parte del simpatico dottore. Innanzitutto i problemi di tuo fratello non possono essere definiti “cazzate”, lo studio è il suo lavoro e quindi al momento è la sua vita. La qualità della sua vita è strettamente legata alla qualità delle ore passate sui libri. Sono senza parole, non è possibile che gli rinfacciate il fatto che si impegna troppo nello studio. Il fatto che vuole concludere presto la sua carriera universitaria è solo da apprezzare visto che oggi giorno mantenere un figlio all’università è costoso.

Non puoi pretendere che lui diminuisca il suo carico di lavoro in modo da stressarsi meno e quindi essere più tollerante nei tuoi confronti, anche questo è egoismo. E’ insano ostacolare i suoi progetti anche se questi sono ambiziosi, sono sicura che ciò creerà ancora più conflitti.

Voi lo presentate come un rompiscatole fascista che non vuole rumori, ma a rileggere la lettera precedente (che tu non smentisci) sembra invece che tollera fin troppo il vostro disturbo. Io ho un’amica che vado a trovare spesso, addirittura questa donna se sa che la figlia sta studiando cerca di parlare con me a bassa voce per evitare di disturbarla. I genitori e i famigliari dovrebbero incoraggiare allo studio, tutelando il silenzio di propria iniziativa. Lui alla fine non pretende che parlate a bassa voce, vuole solo che la porta della sua stanza rimanga chiusa. Quindi mi sembra esagerato sentirti dire che non lo sopportate più e che auspicate la sua uscita di casa.

Per quanto riguarda la sua dieta è evidente che tuo fratello è un saggio. I latini dicevano “mens sana in corpore sano”, poi non penso che stare attento a cosa si mangi possa incidere così tanto sull’irascibilità di una persona. Tutte le più grandi menti hanno raggiunto alti livelli di successo grazie all’autodisciplina, pratica che tuo fratello segue fermamente visto la dieta, l’esigenza di ordine e la determinazione nello studio.

In un passaggio della tua lettera sembra che tu voglia intimidire tuo fratello o quanto meno rinfacciare il fatto che il suo “successo” sia dovuto anche a voi famigliari che lo sostenete. Io penso che dovete continuare e migliorare in questa opera di sostegno e poi credo che anche voi dovreste ringraziare lui visto che vi ha onorato portando nella vostra famiglia un titolo tuttora ancora prestigioso.

Lucia Manna

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Gen 26

Cara Lucia, ho letto le lettere passate e credo che forse tu mi puoi capire. Sono un libero professionista quarantenne isolano, una persona in vista, stimata e rispettata in paese. Arrivo senza mezzi termini al dunque, sto per prendere una decisione importante che avrà delle ripercussioni su molte persone: ho deciso di lasciare la mia famiglia per sempre. Mi trovo in una situazione senza possibilità di uscirne, una scappatella passata mi ha unto di una malattia terribile che ho paura di nominare. Mia moglie ha superato la crisi del tradimento ma non sa delle mie condizioni di salute. Lucia ho poco tempo davanti a me, non posso nemmeno sottopormi alle terapie perché è impossibile nascondere una cosa del genere a casa, i miei figli e mia moglie non devono assolutamente sapere. Sembra stupido, ma io ho più paura del vociare della gente che di morire. Per la cronaca sto provando da 1 anno a proteggere mia moglie dal “male” e non voglio entrare nei dettagli di come sta diventando insostenibile la situazione con lei. Come ti dicevo una via di uscita non c’è, l’unica soluzione che vedo davanti a me è quella di sparire per sempre, magari subito, così che non continuo a sottoporre i miei cari a dei possibili rischi. Non crede che i miei figli si maritano un padre che scompare con una morte più dignitosa di quella che in realtà gli è stata già assegnata?
Z.

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Mio caro signor Z, la prima cosa indispensabile da fare é mantenere la calma e mettere da parte la disperazione. So che non è da tutti, soprattutto in casi disperati come il tuo, innescare un meccanismo dell’autocontrollo avallandolo con la speranza di uscirne vincente. Dunque facciamolo insieme. La tua malattia può essere affrontata in un solo modo e non ti resta che sperimentarlo con me. Per prima cosa devi mettere al corrente tua moglie, che nel primo approccio ti sarà certamente ostile e di sicuro ti sembrerà un altra persona perché il trauma sarà per lei ciclopico. Aspettati qualunque inimmaginabile offesa. Accettala. Pazienza a volontà e poi vedrai che se lei ti ama, ed è così , farà della tua malattia la sua e con il suo amorevole appoggio con incrollabile fede unita alle terapie esistenti camminerai, anche se con dolore, sui fuochi ardenti. Innescando un processo di auto-purificazione avviene il così detto “Miracolo”.
Gli orientali definiscono tali situazioni con il termine di Demoni della malattia. Esiste anche il Demone della morte. Convivono con noi parecchi Demoni durante l’arco della nostra esistenza terrena, ma sta a noi sconfiggerli.Come? Bisogna pulire la mente e il corpo da qualsiasi impurità. Un processo spirituale che inizia dalla testa e finisce fino in fondo ma proprio in fondo all’anima. E’ sicuramente un cammino molto arduo ma ricco di sorprese.
Bisogna cambiare atteggiamento nei riguardi della vita per sconfiggere il demone della malattia perché le cellule si rinnovino e si alimentino di sapienza di intelletto e di saggezza.
La preghiera é fondamentale in qualunque lingua tu la reciti. L’ostacolo maggiore da superarare non è il pregiudizio del paese in cui vivi ma l’approccio che di qui ad ora avrai con esso. E poi se tu come hai pensato nella tua totale disperazione andassi via dal tuo luogo natio tutti verrebbero a conoscenza della tua situazione qualora lasciassi il corpo dopo questa compromettente lettera. Un professionista di quaranta anni che finisce malato e lascia famiglia il giorno “x” dopo una lettera inviata al giornale é facilmente individuabile in un centro piccolo come il nostro. Torniamo alla battaglia da intraprendere con il demone della tua malattia. Il detto che sostiene: quando l’anima é sana il corpo non si ammala é inconfutabile. I latini sostenevano una mente sana in un corpo sano. Aggiungiamo un anima ripulita alla radice profonda ridona armonia e vigore al tuo corpo. Il lavoro da intraprendere sul tuo spirito andrebbe seguito da un carismatico individuo che conosce bene i sentieri spirituali. Se vuoi e decidi di guarire posso indicartene qualcuno. Se poi ci tieni tanto a morire disperato e solo ti dò un nome di un buon prete. Scherzi a parte la medicine per il tuo caso sta avanzando a passi da gigante. Le terapie sono numerose e funzionali. Ma la terapia più potente tel’ho indicata. Funziona ed è a buon mercato. Ossia costa tanto ma dura, perdura ed é efficacissima.Tu farai il miracolo! Sconfiggerai il Demone della mallattia perché hai tre doveri da compiere. Primo non devi sottometterti alle tue cellule ribelli. Secondo devi dimostrare a tua moglie la tua grande forza d’animo e la tua potenza di Individuo maschile. Terzo devi far sentire ai tuoi figli quanto sei presente ancora per cento e questi anni. C’è la farai. Quaranta di anni sono troppo pochi per lasciare questo mondo tanto bello e tanto stupido ma pieno di Miracoli e di forza per poterli tu stesso sperimentare .Telefonami ti comunicherò il sentiero idoneo al tuo caso. Forza vinciamo e comunichiamo al mondo quale forza si nasconde dentro di noi per poter combattere qualsiasi Demone al mondo.
Con affetto Lucia MannaCliffhanger film Donkey Punch video Behemoth the Sea Monster hd The Compass dvdrip

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Gen 25

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inviate i vostri quesiti a luciamanna@libero.it
I’m All Right Jack

Cara lucia , ti espongo quanto é accaduto ad un mio ex collega , ora pensionato . Giorni fà il Dr.Mario Martorano si é recato alla sua banca per verificare se gli era stata accredita la pensione ed ha scoperto che ciò non era avvenuto . Ma il bello doveva ancora venire , nella cassetta della sua posta c ‘ era una comunicazione dell’ ente assistenziale INPDAP che chiedeva alla stessa banca ed ai suoi erdi la restituzione delle somme percepite indebbitamente in quanto la sua dipartita risaliva all’ottobre 2005.Per fartela breve il malcapitato si é distrecato in mille difficoltà tra i carabinieri , avvocati e INPDAP il quale avrebbe cliccato e schermasu un morto di milano , omonimo , e gli avrebbe affibiato i suoi dati . La gravità della vicenda si racchiude in questo : ci vorrà qualche tempo per percepire di nuovo regolarmente la pensione ha affermato l ‘ ente assistenziale . La cosa grottesca é vche il danneggiato deve subire anche la beffa . Il Dr. Martorano ha saputo dipanare la vicenda , ma quanti cittadini subiscono errori dagli enti ed amministrazioni dello stato e non sono nelle condizioni di difendersi in modo tempestivo , subendo a volte danni dal punto di vista penale . Franco Grammegna da Napoli .

Gentile Franco , un sistema il nostro che colpisce sempre e comunque i più deboli e quelli soggetti a Enti sfacciatamente distratti e totalmente inefficienti . Non mi sorprende più di tanto l’ episodio anche se la mia rabbia viene maggiormente alimentata verso gli inetti e non meritocratici organismi istituzionali . Se non vi convincete che và totalmente azzerato questo sistema parassita e delinquenziale ci scriveremo anche dall’oltretomba perché nulla cambierà se non sfoderemo l’arma della rivolta .Rivoluzione non significa impugnare armi , o preparare attentati , ma prendere coscienza che il sistema và modificato da noi cittadini con l’arma del voto . Già ho espresso il mio pensier in merito . Il Dr. Martorano é fortunato ad avere avuto questo tipo di esperienza . C’é di peggio e di insopportabile come le pene dell’inferno .Ora te ne racconto una fresca , fresca . Una mia amica vedova con tre figli agli studi , per l’inerzia , l’incapacità , e la grande superficialità di un fun zionario dell’ufficio tecnico di un Ente pubblico , si é vista rigettata due ricorsi amministrativi da un Ministero.La vedova ha fatto salti mortali per pagare gli avvocati con conseguenze frustranti e danno psicologico dei suoi figli .Quando la disgraziata ha sottolineato la disperata faccenda allo stesso mascalzone inefficiente ha ribadito :” maledetto il giono che ho firmato le carte per lei ” . Un paradosso .Un inverosimile scandalo da chi é preposto e viene pagato per fare il proprio lavoro si é permesso di dire se io avessi voluto non firmavo neanche le carte . e la legge glielo consente . E il sistema glielo permette . Cosa fare ? Le leggi ci sono ma non vengono applicate .La certezza del dirito é solo pura enunciazone .Assassini in tutti gli enti senza avere capacità meritocratiche perché il clientelismo fà da padrone .Il sistema và cambiato , il sistema và sfidato .Dobbiamo muoverci prima che la cangrena vada al cervello dei nostr figli e dei nostri nipoti .Scendere in piazza come i francesi un giorno sì e un giorno no .Partecipare attivamente con la stampa e con le manifestazione per debellare questo cancro secolare . Altrimenti migliaia di Martorano avranno perennemente oltre il danno anche la beffa . Oltre la tomba . Mi dispiace . di più personalmente non posso fare .Con simpatia luciamanna

Gen 24

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Mia cara Lucia, sono letteralmente distrutta ed esausta perché vivo da anni nell’inferno totale con mio marito grande giocatore di carte. Non porta a casa più una lire e vedo qualche soldo solo da mio figlio ventritiquatrenne che fa il barista in uno di questi nostri ritrovi estivi. Quando gli chiedo con rabbia che se non smette vado via di casa mi ride in faccia e commenta spudoratamente che di sicuro non saprei dove andare visto che le mie sorelle sono strette anche loro sia come casa che economicamente. E’diventata un ossessione quella del gioco talmente forte che non ha riguardi per nessuno sia amici che parenti e sta facendo anche debiti di gioco tanto é vero che lo cercano anche a casa senza però dirmi il perché ma io lo immagino poiché queste persone non l’hanno mai cercato. Cosa devo fare? Cosa potresti consigliarmi in merito?
Givanna

Cara Giovanna, il gioco delle carte é una droga da cui difficilmente si esce. Conosco persone che si sono vendute degli appartamenti tanto erano in preda a questo vizio. Ma so anche di uomini che smesso di giocare, sono diventati addirittura dei parsimoniosi ed ottimi mariti che a vederli non si direbbe che sono stati degli accaniti giocatori. Purtroppo l’Isola d’Ischia, d’estate é un Casino, e d’inverno diventa un casinò. Il motivo é molto semplice. La mancanza di interessi produce assenza di emozioni e una volta provata quella del gioco, non c’é Santo che tenga a rientrare in una vita votata principalmente alla famiglia, all’amicizia, alla natura. Una cosa da fare sarebbe quella di coinvolgere tuo marito in situazioni là dove il rischio prende un po’ di sopravvento. Tipo portarlo in una di quelle situazioni dove il pericolo é il mio mestiere. Ti sembrerà assurdo ma é stato sperimentato da una mia carissima amica per un suggerimento di un amico. “Il pericolo é il mio mestiere”. . . Tutti i giocatori d’azzardo sono a detta degli studiosi, individui che possiedono una componente chimica particolare nel sangue, una specie di DNA infiltrata dalla nascita. Ma non per questo non curabile se il giocatore acquisisce la consapevolezza del danno che si arreca e che provoca all’intera famiglia e comunità. Prova a stimolarlo come ti ho suggerito, fagli sentire forti emozioni e affetto quando ti sta vicino e non condannarlo e tantomeno rimproverarlo. Non serve a niente aggredirlo, anzi peggiora la situazione. A meno che non vuoi lasciare baracca e burattini per demordere dalla storia. Prova. Sperimenta. Insisti. Abbi fede e vedrai che tuo marito rientrerà in se con la giusta consapevolezza che il caso richiede. Se hai fede prega tanto con tutto il fervore. I miracoli li facciamo noi con la pulizia interiore e la costante richiesta all’Universo, la Legge, Dio, o come la vuoi chiamare. Auguri

Gen 23

Cara Lucia,sto vivendo un momento di isolamento non riscontrando fra quelli che mi circondono un confronto sia umano che dialettico. Ho molti interessi che mi riempiono la giornata e il mio lavoro non viene remunerato come dovrebbe.Avendo un carattere intraprendente riesco a inventarmi mille situazioni che m i produggono denaro e mi distraggono dal contesto isolano sempre uguale e in fase di regressione sotto tutti i punti di vista.Vorrei lasciare l’isola,e svegliarmi nella civiltà dove vieni apprezzato per quello che sei e non per quello che hai.L’isola aliena anche le menti più equilibrate io non ho paura della mia alienazione perchè stò troppo bene con me stesso nel mio mondo che mi sono costruita con fatica e ricerca per le cose belle.Ma lo sconforto mi assale quando cerco di rapportami agli altri del posto in cui viviamo e non trovo interlocutore per le mie continue messe in discussioni.Ti scrivo proprio per capire se il problema risiede in me,oppure mi devo rassegnare nell’accettazione della banalità, stupidità e ignoranza locale?
Filippo

Esiste un principio filosofico orientale:escio-funi (lo scrivo come si legge perché è in lingua giapponese) che tradotto significa ,noi e l’ambiente.In sintesi stà a significare che se cambiamo noi ,cambia anche l’ambiente.In effetti il principio và molto più a fondo sostenendo che se qualcosa non và o non ci piace dipende da noi.Il pensiero attribuisce a noi la causa asserendo che gli altri sono la relazione esterna mentre la causa é dentro di noi.Finale cambiando noi cambiamo le cose e quindi l’ambiente.Il malessere é dentro di te devi ora fare emergere la causa che lo produge e vedrai che ti rapporterai agli altri con più dissinvoltura e piacere di relazionarti anche se culturalmente non sono alla tua altezza.Il dialogo é libertà.Tu ti senti libero di poterlo affrontare?Il dialogo é una relazione libera.Tutto questo spaventa chi dovrebbe mettersi in discussione e aprirsi per l’appunto al nuovo.Il dialogo éessenzialmente creatività che fiorisce quando si apre il cuore e la mente,comprendendo in questo modo le motivazionidell’imterlocutore.Si schiudono nuovi spazi di confronto e si cercano punti diversi e nuovi di contatto. Anch’io vivo in questo posto da quando sono nata e scopro me stessa tutti i giorni confrotandomi con tutti.Non esiste la banalità E’ noi che vogliamo per forza definirla per il nostro retaggio culturale.Ogni essere umano é una grande isola che può trasmettere nel suo grande microcosmo emozioni e senzazioni molteplici.Sta a noi volerle o meno catturare.Sta a noi volere penetrare in questa o quella anima che non ha uguali fra i milirdi di individui.Se ti poni ad essi con questo spirito vedrai quanta ricchezza potrai scoprire anche dai più fastidiosi e intolleranti individui che ti circondono.L’isola é l’isola.Sta a noi globalizzarla se vogliamo essere felici in questo Eden circoscritto dal mare.Dobbiamo essere realisti nelle nostre menti mantenendo viva la fiamma dell’amore verso gli altri solo così possiamo essere meno scontenti del luogo dove abitiamo e dove ci relazioniamo.
Lucia Manna

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Gen 21

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Cara Lucia, ho letto la lettera della settimana scorsa, quella del prete che ha “violentato la sensibilità” del ragazzo che non voleva essere benedetta la sua stanza. A proposito di sensibilità. Visto che sto tipo è così sensibile avrebbe potuto risparmiarsi il commento omofobo. Mi riferisco a questa frase: “non riesco a togliermi dalla mente quel sogghigno effeminato”. Il sogghigno è una risata malefica di disprezzo. Quindi c’è questo accostamento “malefico- disprezzante – effeminato” che rimarca l’effeminatezza come qualcosa di negativo e da condannare.
Forse sottolineare questo dettaglio è ridicolo in questo periodo storico in cui abbiamo un papa che crocifigge gli omosessuali. E’ comico però sto fatto che la chiesa stessa sembra essere piena di gay.
Cordialità
Maria Calise

Gentile e simpatica Maria, la tua considerazione sul “soggigno effeminato” rimane alquanto puntuale Da giornalista, ho necessità di riportare integralmente la lettera.Ho ritenuto non accentuare la polemica, per non incorrere in sterili considerazioni di attacchi. Mii sono limitata alla satira che abbonda però di mero contenuto filosofico e teologico.Senza peccare di presunzione ho dovuto mettere a disposizione dello scrivente le mie conoscenze orientali chiaramente prese a prestito da parecchie correnti dell’antico Oriente.La chiesa, come d’altronte tutte le religioni é in contradizioni perenni.Quì bisogna una volta, e per tutte, distinguere la Religione dalla religiosità.Se non si conviene su questi due cardini l’evoluzione delle Anime rimane sempre terra-terra e finiremo ogni volta a scontri frontali che non costruiscono il dialogo. Anzi lo distruggono. Grazie per il contributo apportato e perdonami se non vado in fondo alla situazione.ll motivo l’ho spiegato. Lucia Manna

Gen 16
Scritto da Lucia Manna Profilo autore

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Cara Lucia, il sig. Prodi come lo chiama il Cavaliere e chissà perché gli omette il titolo di professore che a mister marito d’Italia come qualcuno lo ha definito gli sta così bene, è troppo perbene per gli italiani. Gli italiani sono imprendibili, razza camaleontica, capaci di gesti vigliacconi come di gesti estremamente eroici, capaci di riscattarsi in ogni momento e da ogni nefandezza, la storia ce lo ricorda e a tal proposito mi rammento le stupende, perfette interpretazioni dell’insuperabile Albertone (Sordi).
A me piace come marito il Professore, lo identifico, serio, solido ed affidabile. L’altro le italiane lo sognano come amante e dispensatore di bella vita e questo è il problema che ha diviso non solo le donne ma anche l’Italia. Come la vogliamo intendere la vita?
Vogliamo fare i seri italiani d’Italia e non d’Italietta? Forse oggi ci vuole lui, il prof., vogliamo rimboccarci le maniche e cercare di sperare per i nostri figli e nipoti, vogliamo provare a diventare più seri?
Voglio essere ottimista, anche se penso che non è facile pensare come dice Mister marito d’Italia con quel gran sorriso: tutti assieme, cialtroni ed eroi, pressapochisti ed improvvisatori e gente seria. Mi fermo l’elenco è lungo e variegato.
Ciao. Lauretta Tamberlich.

Cara Lauretta , poni il quesito del perché il Cavaliere omette il titolo di professore a Romano Prodi. Il motivo é molto semplice. Di certi personaggi di cui si conoscono vita e miracoli (leggi Fiat uno dei tanti visibili e tangibili italiani) si usa in gergo dare l’appellativo di Signore. E forse Berlusconi, guardando la sua faccia da pretaccio, proprio per essere “cavalier” tralasciando di dargli il “don”, titolo onorifico stabilito per i curati , con eleganza concede di essere per una volta un signore d ‘Italia. Ti piace come marito e de gustibus non disputandum est… Come vogliamo intendere la vita chiedi ancora. Per il libero arbitrio per fortuna ognuno la può intendere anche alla Prodi, a condizioni che si sappia quale camaleonte si nasconde dietro a quella faccia da prete impenitente. Bisogna conoscere la storia bene per capire alcuni personaggi che con quella faccia fanno fessi milioni di italiani che ostinatamente e disperatamente come si é visto in questa tornata elettorale perseverano negli errori. Errare umanum est …perseverare é diabolico. Ti resta ora soltanto sperare che divorzi dalla sua ” leggittima” moglie per sperare di averlo come compagno di vita e di missione umanitaria non solo lo per l’italianetta nostra, ma per tutto il globo terrestre. Con simpatia.
Lucia Manna

Gen 16

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Cara Lucia, il sig. Prodi come lo chiama il Cavaliere e chissà perché gli omette il titolo di professore che a mister marito d’Italia come qualcuno lo ha definito gli sta così bene, è troppo perbene per gli italiani. Gli italiani sono imprendibili, razza camaleontica, capaci di gesti vigliacconi come di gesti estremamente eroici, capaci di riscattarsi in ogni momento e da ogni nefandezza, la storia ce lo ricorda e a tal proposito mi rammento le stupende, perfette interpretazioni dell’insuperabile Albertone (Sordi).
A me piace come marito il Professore, lo identifico, serio, solido ed affidabile. L’altro le italiane lo sognano come amante e dispensatore di bella vita e questo è il problema che ha diviso non solo le donne ma anche l’Italia. Come la vogliamo intendere la vita?
Vogliamo fare i seri italiani d’Italia e non d’Italietta? Forse oggi ci vuole lui, il prof., vogliamo rimboccarci le maniche e cercare di sperare per i nostri figli e nipoti, vogliamo provare a diventare più seri?
Voglio essere ottimista, anche se penso che non è facile pensare come dice Mister marito d’Italia con quel gran sorriso: tutti assieme, cialtroni ed eroi, pressapochisti ed improvvisatori e gente seria. Mi fermo l’elenco è lungo e variegato.
Ciao. Lauretta Tamberlich.

Cara Lauretta , poni il quesito del perché il Cavaliere omette il titolo di professore a Romano Prodi. Il motivo é molto semplice. Di certi personaggi di cui si conoscono vita e miracoli (leggi Fiat uno dei tanti visibili e tangibili italiani) si usa in gergo dare l’appellativo di Signore. E forse Berlusconi, guardando la sua faccia da pretaccio, proprio per essere “cavalier” tralasciando di dargli il “don”, titolo onorifico stabilito per i curati , con eleganza concede di essere per una volta un signore d ‘Italia. Ti piace come marito e de gustibus non disputandum est… Come vogliamo intendere la vita chiedi ancora. Per il libero arbitrio per fortuna ognuno la può intendere anche alla Prodi, a condizioni che si sappia quale camaleonte si nasconde dietro a quella faccia da prete impenitente. Bisogna conoscere la storia bene per capire alcuni personaggi che con quella faccia fanno fessi milioni di italiani che ostinatamente e disperatamente come si é visto in questa tornata elettorale perseverano negli errori. Errare umanum est …perseverare é diabolico. Ti resta ora soltanto sperare che divorzi dalla sua ” leggittima” moglie per sperare di averlo come compagno di vita e di missione umanitaria non solo lo per l’italianetta nostra, ma per tutto il globo terrestre. Con simpatia.
Lucia Manna

Gen 15

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Lucia, ti dico chiaramente che la tua rubrica non mi interessa, e non mi interessa nemmeno un parere sui miei fatti privati. La tentazione a scriverti è forte perché so che mia moglie ti segue. E’ da un paio di mesi che ho scoperto un piccolo grande segreto di mia moglie, cioè che è bisessuale. La cosa non mi da nessun problema, anzi adesso il suo sex appeal è alle stelle, quando l’immagino con l’amichetta (che conosco da sempre tra l’altro) sento il fuoco di un vulcano dentro di me, l’amore e la passione è incommensurabile adesso…
Lucia, permettimi di utilizzare questo spazio per un messaggio d’amore alla mia dolce e calda consorte, sperando che si riconosca nelle mie parole:
“Amore mio, non fare le orecchie da mercante, adesso sai che io so. E’ pazzesco, mi sento di nuovo innamorato pazzo di te, non pensare che sia geloso, sento che mi ami ancora e che le cose vanno sempre meglio. Sento che sei felice e appagata e non mi permetterei mai di mettermi in mezzo a questa tua storia ma ti devo rammentare una cosa che ci siamo detti prima che ci sposassimo. Ti ricordi di quando ti facevo arrabbiare dicendo che il mio sogno più grande era quello di avere due donne nello stesso letto? Tesoro, in questa lettera “anonima” è inutile essere criptici, quello che sogno è di fare un ménage à trois con lei (che ho sempre reputato una donna sensuale e attraente).
Rendimi l’uomo più felice del mondo, ti prego. Il tuo sogno a quanto pare lo hai realizzato, io non ti ostacolo nella tua relazione lesbo, però mi piacerebbe che tu ti aprissi alle mie di fantasie.
Amore mio, aiutami ad affrontare questo discorso, non facciamo come la maggior parte delle coppie Ischitane che si nascondono le cose, noi siamo diversi. Se l’argomento ti disturba troppo fai finta di niente, non sarò certo io ad aprire questo discorso ma sappi che il nostro rapporto speciale può solo migliorare”.

Mio caro Pincopallino , il tuo stato evolutivo é ancora molto basso. Ciò non significa che non stai camminando in tal senso d’altronde anche santa Maddalena, prima di diventare santa é stata una “meritrice”, un santo é un peccatore che non si arrende mai. Anche se personalmente ho più fiducia dei saggi che dei santi. Un uomo saggio non teme gli otto venti. Da come sostieni tu non temi l’infedeltà di tua moglie con un altra donna, anzi ne sei compiaciuto ed eccitato. Bene! Non né temi il confronto.Ti soffermi sul mero lato erotico tralasciando quello sentimentale. La tua é pura superficialità. Sempre secondo la mia modesta opinione, se tua moglie ha scelto un amore “lesbico” significa che ha bisogno di dolcezze e comprensioni, che tu non riesci a stabilire o per meglio dire a dare. Personalmente temerei il suo tipo di approccio proteso più al femminile che al maschile. Un uomo che generalmente nel rapporto di coppia si mette in discussione, e che fonde l’unione principalmente sul sentimento, l’amicizia e complicità, si chiede spesso come competere eventualmente con un altro uomo e come affrontare un’altra donna . Un uomo midolloso andrebbe in crisi totale perchè non saprebbe per l’ appunto, come rimediare con la componente femminile e non maschile. Saprebbe benissimo con un altro uomo come si svolgono i giochi e affrontare a viso aperto il probabile avversario. Ma quì parliamo di un’ altra donna che và a letto con tuo moglie o meglio dire si fonde con la tua consorte. Come la mettiamo?
A quanto vedo tu il problema non te lo poni. Il tuo problema, come scriveva Genny nella posta dell’ altra settimana é concentrato nelle parti bassi. Ossia nella “genitalità”. Allora tutto saggiamente semplice per te che non metti niente in discussione neanche ciò che gli umani coniano con sentimenti. Tua moglie si é innamorata della sua amichetta e per giunta rifiuta il tuo pene, sostituendolo alle carezze , dolcezze , enfasi , languori della sua compagna del cuore. Non credo che tua moglie voglia una partause con te ossia un menage a trois altrimenti ti avrebbe coinvolto già da tempo. Ti ha letteralmente escluso dalla sua vita erotico - sentimentale. Per non avere un discorso disordinato proprio perché da te non ha niente ovvero non ha mai avuto niente su cui costruire e che potesse appagarla. Quindi da ora innanzi la mia rubrica ti piacerà ancora di meno. E poi oggi come oggi, visto che la sessualità é diventata come le lenti a contatto “usa e getta” non è difficile per te rapportarti a questo tipo di esperienza visto la tua intraprendenza. Nel frattempo anche se non segui consigli, ti invito a leggere l ‘ Enciclica di Papa Benedetto XVI sull ‘ Amore. Lo devi meditare paragrafo per paragrafo e può anche darsi che rivedrai in tal modo il tuo rapporto con tua moglie sotto spoglie diverse. E ti assicuro più soddisfacenti ed interamente appaganti.
Stammi bene luciamannaThe Rainmaker

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