Il dialogo tra le religioni è una recente invenzione di Papa Giovanni Paolo II e della sua Chiesa. Questa ultima è strumentalizzata dai popolari e altre forze per avere in cambio il massimo consenso elettorale.
E’ da secoli che la Chiesa, e con essa i nostri missionari, hanno deciso di portare il nostro vangelo nelle altre culture religiose, pensando che la nostra evangelizzazione detenesse da sola la Verità Assoluta.
Gli islamici, e con essi il mondo arabo, si sono rotti i “…” di essere occidentalizzati già da tempo.
Mettiamo da parte per un istante la questione Israelo-Palestininese e il problema dell’integralismo islamico. Vogliamo renderci conto di queste nostre continue invadenze? Di queste secolari arroganze? Di queste finte forme di dialogo demagogico coperte da aperti interessi? Si parla di dialogo con queste colte popolazioni. Si sostiene di volere la pace e il reciproco rispetto tra le culture. Si sbraita nei salotti televisivi all’orrore dei loro atti spietati. Tutti parlano degli effetti e delle efferatezze perpetrate ai danni occidentali ma non si sfiora neppure lontanamente il desiderio di cancellarne le cause. L’integralismo non si può combattere. L’integralismo lo si deve capire e rispettare per evitare che si sparga altro sangue (leggi torri Gemelle). Le missioni in Oriente sono destinate ad aumentare, i giochi sono tanti. L’ America che si inventa Bin Laden, Berlusconi che manda le forze di pace. Ma quale pace! Doveva favorire l’America nei suoi giochi economici e quindi bellici. Le vignette satiriche su Maometto un altro gioco sporco per aizzare l’Oriente a trucidi atti.
Quando finirà tutto questo? Mai …Non per essere disfattista ma solo per comunicare che si usa la parola dialogo mille volte al giorno nei nostri tg nella nostra carta stampata, tra i “benpensanti”. Nei bar. Vogliono tutti i partiti dialogare con il mondo arabo, specialmente in questo periodo che si avvicina alle elezioni. In effetti i nostri politicanti parlano…parlano tra di loro per sostenere i loro gruppi di potere e mantenere le loro posizioni. Il dialogo é una questione di cuore e non di strategia. Io vedo solo strategia nelle loro parole e fermo convincimento delle loro idiozie di appartenenza anche se qualcuno di questi signori si esprime bene in italiano e mastica moltissimo la politica internazionale. Alle 13,30 di oggi uno di loro (é inutile fare il nome per propagandarlo), ha sottolineato la grande forza cattolica da imporre come riferimento per l’Europa. La centralità sempre di un Vaticano interventista a mezza asta che non ordina con tutte le sue Omelie di lasciare i missionari a casa nostra e di rispettare il processo culturale e di religione e di democrazia in casa altrui, se e quando avverrà. Quello che succede si é visto. Presupposto per il dialogo fra i popoli é l’empatia. Ossia la capacità che hanno gli esseri umani di capire il mondo e quindi la questione del Medio-orientale dall’esperienza soggettiva dell’altro. Io questa Empatia non la sento.
E finché avvenga non significa necessariamente amare i musulmani e condividerne le ragioni, ma semplicemente accoglierli così come sono, essere in grado di ascoltarli e di capire il loro mondo soggettivo, comprendere il loro punto di vista. Bisogna mettere da parte l’idea che i nostri valori di riferimento siano quelli universali e renderci conto quindi che non li possiamo usare come termine di paragone per giudicare le altre culture.
Che risate… Religione viene dal latino ossia da religo che significa unire. La religione nei secoli ha sempre e comunque diviso gli uomini anche quelli di buona volontà.
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Dic 09
