Archive for Marzo, 2010

Mar 30

Le nuove generazioni, pagano oggi un tributo di sangue e di dolore per il mal-tolto delle vecchie. L’Italia poteva essere la prima nazione mondiale in campo energetico. La prima in campo economico. Lo Stivale ha partorito geni come (per citarne alcuni) Enrico Mattei, presidente dell’Eni. Uomo lungimirante, che preferì corrompere persino i politici d’allora, pur di apportare i gasseodotti nei punti più estremi della Penisola. Marconi per l’invenzione del telefono. Natta per l’invenzione della plastica. E così via…Mattei fu ucciso perché era andato oltre le visioni dei politici di allora. La sua apertura imprenditoriale e d’avangurdia per la mafia governativa di allora non andava bene. Con la complicità della Cia e dei governanti di allora saltò in aria con il suo areo.  Il brevetto di Natta per la plastica fu acquistato dalla Danimarca perché non preso in seria considerazione nella nostra mady Italy.  Geni incompresi? No! Semplicemente scomodi al  sistema di allora, come scomodi sono i giovani meritocratici di oggi. Il regime dittatoriale odierno ha necessità delle mediocrità per controllare -asservire-gestire nel modo più totalitario possibile. Il potere economico ormai risiede in mano a dieci famiglie italiane. A questo punto bisogna dire che saremmo stati meglio sotto la dominazione  Austriaca e senza dubbio quelle particelle geniali che apportarono un forte contributo tecnico-scentifico alla Nazione  con sì tale dominio avrebbero reso l’Italia invidiata in tutto il mondo. Come andrà a finire é semplice intuirlo e non sta a noi anticiparlo per non finire nel mirino del “Grande Fratello” di orwelliana memoria. Giovani distrutti nel corpo e nello spirito da una manciata di dittatori che si sono presi la briga di uccidere persone come il grande Pasolini, il grande Mattei e dedicare loro post-mortem strade-circoli e memoriali ricchi di menzogne. Questi sono gli umanoidi di oggi che ammazzano i geni e con essi il progresso cantando a viva voce per le loro ultime vittorie politiche regionali e con fiumi di sciampagne il fantomatico inno di:”Fratelli d’Italia”. L’Italia esiste ma i fratelli sono tutti morti. Tutti chiedono dove sono finiti gli intellettuali in questo Bel Paese. Nel totale silenzio.Loro sanno che denunciare apertamente come stanno le cose in Italia significa lasciare il corpo inerme nelle mani dei duci di turno che per la salvaguardia e l’interesse delle dieci caste che comandano e controllano in Italia… sono disposti a tutto. Si salvi chi può!di luciamanna

Mar 23

Un anno fa, Domenico Di Meglio - direttore del quotidiano locale de “il Golfo” - testata dell’isola d’Ischia, ha lasciato il corpo. Per me la sua scomparsa non é stata inaspettata visto come si dava anima e corpo per la sua di Colonna. Nonostante fossi quotidianamente preoccupata per il suo stato di salute e sul chivalà per il suo infinito stress, la sua vita spezzata per amore e passione giotrnalistica, ha lasciato dentro di me un vuoto infinito. Lacerata dal dolore, il giorno del suo funerale ho preso addirittura a schiaffi un villaro. La sua morte ha bloccata per mesi la mia creatività in campo giornalistico. E solo ora riesco ad esprimere il sentimento profondo che nutrivo per l’uomo marito-l’uomo padre-l’uomo amico. Creatore di una piccola-grande testata quotidiana in una realtà locale bislacca-sciocca-inerme e crudele per la mancata e schiva conoscenza dei fatti e misfatti indigena e del globo intero. Domenico Di Meglio é riuscito, con la sua energia atomica a dare alla nostra quotidianità una visione approssimativa del reale.  Osava scrivere,anche subbendo critiche feroci per il suo linguaggio quasi blasfemo, ciò che  pavedi e  inetti individui non osano neppure sognare. Fra noi esisteva un feeling. Insieme abbiamo iniziato una sfida contro tutto e tutti. Pioniera del suo giornale ha  apprezzato la mia audacia nel denunciare drasticamente i fatti. Anche se discordanti su certi aspetti ci intendevamo e bastava una sintesi talvolta veloce e telefonica perchè lui stesso ne traesse il telegrafico messaggio. Una intelligenza vivace la sua. Camuffato da un linguaggio aggressivo , talvolta soleva vestire i panni del duro. La sua bontà era infinita. Schivo al linguaggio forbito - aulico, intendeva semplicemente lanciare un messaggio con il suo “Golfo” alle fascie soprattutto deboli ed indifese. Era assurto a paladino dei bisognosi e non poche collette sono state fatte per malati e bisognosi  tramite il suo quotidiano. Il suo carisma comandava…la gente immediatamente rispondeva ai suoi appelli.Generoso anche di proprio si privava parte del suo stipendio per un immediato sostegno che giornaliermente nella redazione venivano richiesti. Questo ed altro é stato Domenico. Un coacervo innespiegabile valore é stato il direttore del giornale più anomalo del mondo. Un anomalia quasi da fare invidia alle grandi testate nazionali e riportato dalle stesse come una presenza-bizzarra difficilmente controllabile. Domenico si definiva un uomo di destra ma le sue parole scritte non avevano e ne sussuravano nessun linguaggio decisamente ideologico o parafrassato. Se qualche torto a ragione é stato fatto dalle sue colonne, si potrebbe giustificare come un semplice azione di libera e poco meditativa espressione.  Per usarne un sillogismo: spontanetà indomabile. Senza alcun dubbio non é stato un mistificatore anche se qualcuno lo ha condannato con l’appellativo del Macchiavelli. Ben lungi da lui creare un fine per giustificarne il mezzo. Aver Confuso la sua spontanetà come componente macchiavellistica é deplorevole e azzardato .Noi che l’abbiamo conosciuto nel profondo possiammo affermarlo. Anche se alcuni suoi passaggi talvolta non reggevano quando tentavamo di confrontarci. Una cosa avevamo in comune e presuntuosamente me ne compiaccio: il dono della sintesi e l’azzardo. Mi manca ed é andato via il 23. Numero sgradevole e riccorrente nella mia vita. Nello stesso giorno persi mio marito Ugo Cacciapuoti. Non pensavo di amare quest’uomo tanto. La sua energia era forte e l’ho sentita per giorni anche se chiusa nel mio profondo dolore non sono riuscita a commemorarlo insieme ai suoi”fedelissimi”prima di oggi. Domenico ti sei dato troppo!… di luciamanna

A Domenico Di Meglio

Non esiste il buono e il cattivo

C’é il saggio e c’é lo scicco

Ischia non ha saggi e gli stolti abbondano sempre di più

Adesso li puoi vedere meglio

Biasimarli?…

ma non commuoverti tanto… se si fanno sempre più male

Periranno come codardi

E a che serve una spada brandita nelle mani di un codardo?