Un anno fa, Domenico Di Meglio - direttore del quotidiano locale de “il Golfo” - testata dell’isola d’Ischia, ha lasciato il corpo. Per me la sua scomparsa non é stata inaspettata visto come si dava anima e corpo per la sua di Colonna. Nonostante fossi quotidianamente preoccupata per il suo stato di salute e sul chivalà per il suo infinito stress, la sua vita spezzata per amore e passione giotrnalistica, ha lasciato dentro di me un vuoto infinito. Lacerata dal dolore, il giorno del suo funerale ho preso addirittura a schiaffi un villaro. La sua morte ha bloccata per mesi la mia creatività in campo giornalistico. E solo ora riesco ad esprimere il sentimento profondo che nutrivo per l’uomo marito-l’uomo padre-l’uomo amico. Creatore di una piccola-grande testata quotidiana in una realtà locale bislacca-sciocca-inerme e crudele per la mancata e schiva conoscenza dei fatti e misfatti indigena e del globo intero. Domenico Di Meglio é riuscito, con la sua energia atomica a dare alla nostra quotidianità una visione approssimativa del reale. Osava scrivere,anche subbendo critiche feroci per il suo linguaggio quasi blasfemo, ciò che pavedi e inetti individui non osano neppure sognare. Fra noi esisteva un feeling. Insieme abbiamo iniziato una sfida contro tutto e tutti. Pioniera del suo giornale ha apprezzato la mia audacia nel denunciare drasticamente i fatti. Anche se discordanti su certi aspetti ci intendevamo e bastava una sintesi talvolta veloce e telefonica perchè lui stesso ne traesse il telegrafico messaggio. Una intelligenza vivace la sua. Camuffato da un linguaggio aggressivo , talvolta soleva vestire i panni del duro. La sua bontà era infinita. Schivo al linguaggio forbito - aulico, intendeva semplicemente lanciare un messaggio con il suo “Golfo” alle fascie soprattutto deboli ed indifese. Era assurto a paladino dei bisognosi e non poche collette sono state fatte per malati e bisognosi tramite il suo quotidiano. Il suo carisma comandava…la gente immediatamente rispondeva ai suoi appelli.Generoso anche di proprio si privava parte del suo stipendio per un immediato sostegno che giornaliermente nella redazione venivano richiesti. Questo ed altro é stato Domenico. Un coacervo innespiegabile valore é stato il direttore del giornale più anomalo del mondo. Un anomalia quasi da fare invidia alle grandi testate nazionali e riportato dalle stesse come una presenza-bizzarra difficilmente controllabile. Domenico si definiva un uomo di destra ma le sue parole scritte non avevano e ne sussuravano nessun linguaggio decisamente ideologico o parafrassato. Se qualche torto a ragione é stato fatto dalle sue colonne, si potrebbe giustificare come un semplice azione di libera e poco meditativa espressione. Per usarne un sillogismo: spontanetà indomabile. Senza alcun dubbio non é stato un mistificatore anche se qualcuno lo ha condannato con l’appellativo del Macchiavelli. Ben lungi da lui creare un fine per giustificarne il mezzo. Aver Confuso la sua spontanetà come componente macchiavellistica é deplorevole e azzardato .Noi che l’abbiamo conosciuto nel profondo possiammo affermarlo. Anche se alcuni suoi passaggi talvolta non reggevano quando tentavamo di confrontarci. Una cosa avevamo in comune e presuntuosamente me ne compiaccio: il dono della sintesi e l’azzardo. Mi manca ed é andato via il 23. Numero sgradevole e riccorrente nella mia vita. Nello stesso giorno persi mio marito Ugo Cacciapuoti. Non pensavo di amare quest’uomo tanto. La sua energia era forte e l’ho sentita per giorni anche se chiusa nel mio profondo dolore non sono riuscita a commemorarlo insieme ai suoi”fedelissimi”prima di oggi. Domenico ti sei dato troppo!… di luciamanna
A Domenico Di Meglio
Non esiste il buono e il cattivo
C’é il saggio e c’é lo scicco
Ischia non ha saggi e gli stolti abbondano sempre di più
Adesso li puoi vedere meglio
Biasimarli?…
ma non commuoverti tanto… se si fanno sempre più male
Periranno come codardi
E a che serve una spada brandita nelle mani di un codardo?
