Mar 30

Le nuove generazioni, pagano oggi un tributo di sangue e di dolore per il mal-tolto delle vecchie. L’Italia poteva essere la prima nazione mondiale in campo energetico. La prima in campo economico. Lo Stivale ha partorito geni come (per citarne alcuni) Enrico Mattei, presidente dell’Eni. Uomo lungimirante, che preferì corrompere persino i politici d’allora, pur di apportare i gasseodotti nei punti più estremi della Penisola. Marconi per l’invenzione del telefono. Natta per l’invenzione della plastica. E così via…Mattei fu ucciso perché era andato oltre le visioni dei politici di allora. La sua apertura imprenditoriale e d’avangurdia per la mafia governativa di allora non andava bene. Con la complicità della Cia e dei governanti di allora saltò in aria con il suo areo.  Il brevetto di Natta per la plastica fu acquistato dalla Danimarca perché non preso in seria considerazione nella nostra mady Italy.  Geni incompresi? No! Semplicemente scomodi al  sistema di allora, come scomodi sono i giovani meritocratici di oggi. Il regime dittatoriale odierno ha necessità delle mediocrità per controllare -asservire-gestire nel modo più totalitario possibile. Il potere economico ormai risiede in mano a dieci famiglie italiane. A questo punto bisogna dire che saremmo stati meglio sotto la dominazione  Austriaca e senza dubbio quelle particelle geniali che apportarono un forte contributo tecnico-scentifico alla Nazione  con sì tale dominio avrebbero reso l’Italia invidiata in tutto il mondo. Come andrà a finire é semplice intuirlo e non sta a noi anticiparlo per non finire nel mirino del “Grande Fratello” di orwelliana memoria. Giovani distrutti nel corpo e nello spirito da una manciata di dittatori che si sono presi la briga di uccidere persone come il grande Pasolini, il grande Mattei e dedicare loro post-mortem strade-circoli e memoriali ricchi di menzogne. Questi sono gli umanoidi di oggi che ammazzano i geni e con essi il progresso cantando a viva voce per le loro ultime vittorie politiche regionali e con fiumi di sciampagne il fantomatico inno di:”Fratelli d’Italia”. L’Italia esiste ma i fratelli sono tutti morti. Tutti chiedono dove sono finiti gli intellettuali in questo Bel Paese. Nel totale silenzio.Loro sanno che denunciare apertamente come stanno le cose in Italia significa lasciare il corpo inerme nelle mani dei duci di turno che per la salvaguardia e l’interesse delle dieci caste che comandano e controllano in Italia… sono disposti a tutto. Si salvi chi può!di luciamanna

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