Giu 12

  Napoli (laura de Giorgio) Presso il Circolo Ufficiali della marina Militare, si è tenuto un vivace dibattito sul tema “Legalità: concretezza e sviluppo economico”. Il convegno è stato organizzato dalla F.I.D.A.P.A. – Federazione Italiana Donne, Arti, Professione, Affari – Sezione di Napoli. Relatori dell’incontro: dr.Ugo Ricciardi, Sostituto Procuratore Generale in Napoli, Dr. Gianfranco Izzo, Procuratore della Repubblica in Nocera Inferiore, Avv. Eugenia Ippolito, Vice Presidente Nazionale FIDAPA, Prof. Giuseppina Seidita,  Presidente nazionale FIDAPA. Il pubblico presente, rappresentato  in gran parte al femminile,  si è rivelato molto attento e coinvolto, interloquendo spesso con i relatori. Il tema di grandissima attualità  ha posto all’attenzione un fenomeno innescatosi sin dagli anni 60: la perdita del concetto di “legalità”, grazie anche al lassismo e condiscendenza dei politici.  Si  dimentica che il concetto reale di legalità corrisponde a diritti e doveri del cittadino ha affermato il dr. Ugo Ricciardi. Il concetto di legalità negli ultimi anni è stato ampiamente dibattuto. Ormai è un argomento logoro, astratto. La realtà italiana è dominata dall’esatto contrario: l’illegalità. Figuriamoci a Napoli, risponde una signora dal pubblico, è come  parlare di corda in casa dell’impiccato. Qui, addirittura,  si convive con la paura.  Il discorso del Sostituto Procuratore della Repubblica Ugo Ricciardi espone  una drammatica realtà. Sull’abusivismo edilizio. Argomento spinoso e complesso.  Parla in qualità di  Ispettore Capo del Ministero all’Ufficio Antiabusivismo della Procura Generale al palazzo di Giustizia di Napoli. Cosa viene fuori dalla sua esperienza? Dal 2005 settemila  ordini di demolizione inevasi. E’ stato sollevato un marciume, prosegue. Sono trentamila le sentenze passate in giudicato. Con la prescrizione decade l’ordine di demolizione. Allo stato sono state attuate solo trecento demolizioni. Su trentamila. Il politico deve trovare il correttivo. Quale politico? L’esclamazione è  spontanea e indignata da parte del pubblico. E meno male,  aggiunge il dr. Ricciardi,  che il Ministro Calderoli ha aggiunto un emendamento al decreto di sospensione delle demolizioni: abbattimento comunque nelle zone  pericolose e tutto si è fermato. E’ pazzesco, che io uomo del Sud, debba ringraziare la Lega. E a questo punto speriamo che passi il decreto, perché perlomeno così  vanno abbattute tutte  le costruzioni in località ad alto rischio, per frane , inondazioni,  zone rosse, conclude Ricciardi. L’intervento, invece,  del dr. Izzo pone l’attenzione sulla correlazione tra legalità e sviluppo economico. Qual è l’incidenza e il danno? Porta alcuni esempi nel settore  della collusione: se l’imprenditore paga il pizzo, liquiderà così la questione: un numero inferiore di lavoratori ed elusione delle tasse. E va avanti con l’attività. Ma nel contempo dilaga la diffusione dell’illegalità. Fa un secondo esempio: se negli appalti  viene scelta  l’impresa sotto pressione, quella senza agganci si sentirà penalizzata ed  alla fine pagherà il pizzo. Ma gli antidoti quali sono? Che si propone? Interviene l’avv. Eugenia Ippolito. Parla  delle azioni da mettere in campo: difesa delle attività dal racket, difesa dei soggetti deboli,(immigrati e disoccupati), attivazione dei fondi strutturali europei per la sicurezza, con il potenziamento delle reti di controllo. Fare pressioni sulle istituzioni per adottare tali normative che contrastino l’illegalità.  Intensificare i rapporti con la società civile. Le eleganti signore della borghesia napoletana annuiscono debolmente. Non sono convinte dell’attuazione dei buoni propositi. Acclamano infervorate, invece, ad un discorso che finalmente arriva: bisogna  promuovere la cultura delle regole e inculcarla al cittadino. Se nel territorio c’è sicurezza , ci sarà anche sviluppo economico. I cittadini devono prendere coscienza dei propri diritti e dei propri doveri. E’ un paradosso, ma l’illegalità è diventata una norma a cui, ormai,   ci si è assuefatti.  L’Italia è l’unico paese europeo dove anche le piccole norme vengono raggirate.  L’illegalità dilaga e si diffonde come un virus, perché il cittadino onesto si sente quasi come un pesce fuor d’acqua e a lungo andare si uniformerà a questo andazzo. Un discorso di speranza arriva dalla Presidente Nazionale della FIDAPA Giuseppina Seidita. E’ un’insegnante. Conclude il convegno parlando della sua esperienza diretta. A contatto con i giovani,  ragazzi  di Palermo:bisogna puntare sui giovani. Vogliono cambiare. Non sono pessimista, tanti negozianti, qui a Palermo,  hanno avuto il coraggio di denunziare. Alla fine dell’incontro molti scambi di opinioni tra i partecipanti. E un invito alla società civile: a diffondere ampiamente il concetto  della cultura della legalità. Il mancato rispetto delle regole danneggia fortemente l’economia del nostro paese.  

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