Napoli (laura de giorgio) “Camera e stanze”, il corridoio racconta, libro scritto da Lucio Tisi, dimostra che la creatività può andare a braccetto con l’impegno, il rigore e la professionalità. Tutto condito con tanta ironia. E’ quanto ha fatto per tutta la sua vita il dr. Lucio Tisi, attualmente segretario generale della Camera di Commercio di Napoli. E proprio l’ente camerale con i suoi dipendenti è il protagonista del libro di poesie scritto dal geniale versatile direttore generale. Ogni accadimento, anche un torto subito dagli impiegati, al momento apparso come un’ ingiustizia, è riletto da Lucio Tisi in chiave umoristica e tanta umanità. Perché a suo dire “con un sorriso” si possono vincere le battaglie. Una bella lezione di vita. E quindi sotto gli occhi di S. Aspreno, primo vescovo napoletano,( la Cappella di S.Aspreno” è inglobata nel palazzo della Camera di Commercio di Napoli), via al racconto, scritto in rima della vita del palazzo. A questo punto bisogna aggiungere che Lucio ha operato con l’occhio di un regista una rappresentazione teatrale dei fatti, dei commenti, delle cosiddette “voci di corridoio” in gergo impiegatizio, e ha realizzato un vero reality. Il reality della Camera di Commercio di Napoli. Gustosi tratteggi delle personalità dei colleghi, descrivono una mentalità, una categoria: all’amico, forse malato immaginario, la sua poesia è affettuosa, il suo incitamento a star bene, “è in allegria, se t’aiuta Avemaria”. E la marcia su Roma degli impiegati che devono sostenere un esame per un passaggio di livello? Sono tutti intimoriti e in cuor loro speranzosi di un’amnistia per essere…..” promossi tutti quanti, i dannati e pure i santi”. Ma alla fine, all’italiana, arriva la notizia: il contratto riferito al concorso, annuncia il direttore….”quanto tempo si è sprecato, il contratto è revocato. E così pure la mensa, annullata da un ispettore del Ministero……”Fino ad oggi s’è mangiato, fu garante il sindacato” viene poi ripristinata, e quindi tutti a tavola e buon appetito. Sarebbe utile e divertente per il Ministro della funzione pubblica, Brunetta, leggere questo gustosissimo libro di poesie. Come si può ottenere un miglior rendimento del tipo…”tutti al posto di lavoro e con zelo e con decoro”? Così rispondono gli impiegati: “Che difesa c’è al rigore? Giammai l’odio od il livore”. E Lucio ha anche il gusto del paradosso: la poesia “L’ultima follia” è dedicata ad un povero impiegato a cui viene ordinato di correre per verificare se nel corridoio si scivola: ….”ora fatti una corsetta, anche se hai la pancetta, corri bene, corri forte, anche con le gambe corte”. Ed il povero impiegato…..corre come un disperato, non vuole essere licenziato. Questa non l’avrebbe pensata neanche Paolo Villaggio con i suoi Fracchia e Fantozzi. Ma del resto Lucio Tisi è immerso nella cultura teatrale. Egli è un amatore di Eduardo che scriveva su personaggi della strada. Ha interpretato con grande successo “Napoli Milionaria”ed altre importanti commedie . Finito l’impegno con “giacca e cravatta” di manager per lo stato, alla sera si dedica al teatro. Si è esibito nei teatri massimi di Napoli, Roma, Palermo, con grande successo. E da Eduardo ha ereditato lo spirito, l’intuizione nel capire che nella vita si fonde la rappresentazione e la realtà. E quanto ci illustra nelle tantissime poesie del suo libro, ispirate dai fatti e dalle voci di corridoio in tanti anni di lavoro.
Giu 09
