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Quindicesima Edizione del Concorso Nazionale di Poesia: “ Ischia L’ Isola Verde”. di lucia manna

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Prima classificata: “Tela di Ragno” di Gaetano Catalani( R.C.)Prima in assoluto: “Sotto il Cielo di Aleppo” sempre di Catalani


“Sotto il cielo di Aleppo” di Gaetano Catalano”. Prima poesia classificata in assoluto
Grazie alla professionalità- tenacia – passione- del prof. Mario Miragliuolo, presidente dei” Giochi di Natale”, al direttore artistico del saraceno museo Torrione Giuseppe Magaldi , il super visore Luigi Castaldi, il Concorso Nazionale di Poesia è giunto quest’anno alla sua xv edizione. Tema del concorso:” La Libertà”. Concetto alquanto sentito nel XIII secolo. Trattato da Letterati. E Poeti. Per scongiurare ritorni a remote dittature la poesia oggi più che mai resta un mezzo utile per arricchire e incanalare le Coscienze al controllo e sostegno dell’ etica. La nostra mente conscia e inconscia dà a tutti la possibilità a pensieri filosofici. E poetici. Occorre solo esplorare le corde nei gangli del nostro micro-Cosmo. E farle vibrare. I partecipanti al concorso di Poesia” Isola Verde” incarnata già da tempo l’idea di “La libertà”, tentano di ricordarla come bene assoluto attraverso i loro versi per risvegliare le assopite coscienze., Schiavi di un sistema nichilista che sta letteralmente inghiottendo mente-corpo e spirito la poesia è una delle molteplici forme di arte per inviare messaggi a tutti i livelli. Paola e Luigi Castaldi hanno da sempre cercato frasi sul significato della libertà. Vogliamo citarne qualcuna riportata nell’opuscoletto ”Associazione Giochi Di Natale:” Lasciate che la Libertà regni. Il sole non tramonterà mai su una cosa gloriosa conquista umana” (Nelson Mandela). La problematica riflessione inerente al tema della “Libertà” è stata dedicata nell’ambito della premiazione al cittadino foriano Filippo di Lustro.
Con spirito di ricerca, l’Associazione, rivolgendosi a “ L’Officina della Memoria” del Centro Studi – Nino d’Ambra ha riportato le gesta patriottiche della congiura antiborbonica del 94 fallita e repressa nel sangue. Tra i cospiratori vi fu anche Filippo Di lustro e i fratelli Vincenzo e Domenico Manna che riuscirono a fuggire nascondendosi negli anfratti del monte Epomeo. Filippo di Lustro fà onore a Forio con la Sua idea di libertà e varrebbe la pena rileggerne la storia. Prima poesia classificata in assoluto:” Sotto il cielo di Aleppo” di Gaetano Catalano. Tute le lodi sono state degne di grande ovazione da parte di un sensibile pubblico. Difficile è stato il compito della giuria nel premiare i partecipanti. Riportiamo a lato gli altri vincitori e le motivazioni. La serata è stata rigenerante per la tematica che riguarda l’intero Pianeta. La riflessione è impregnata sulla linea da intraprendere per il conseguimento di una Pace duratura che premi i relativi riconoscimenti dei diritti Universali. La giuria: presidente Angela Procaccini-prof. Giovanni Barbieri-prof.ssa Anna Buonocore-dott Eduardo Cocciardo – Avv. Maria Giovanna Galasso- dott. Vincenzo Scotti- Avv. Luciano Trifogli.

Sotto il cielo di Aleppo

E’ sera, ma l’eco delle bombe non si placa,
è come un vento che piano s’avvicina
e sibilando come una serpe ti travolge.
Bagliori di esplosioni ingannano l’aurora,
ma è notte fonda e non si apre ai sogni,
soltanto agli incubi e all’ombra di un randagio.
Voci angosciose oltre il fumo e gli spari,
vite sospese come lumini si accendono,
poi lente si spengono sotto gli occhi di Dio.
Nel vortice di un sogno ti ho visto, Omran,
ho visto i tuoi occhi riflettere il mio cuore,
ho sentito la tua voce gridare muta al vento
sotto una pioggia di lacrime di stelle.
Sembravi un tenero virgulto che s’inerpica,
un mendicante di sorrisi e carezze,
un grumo di sogni in balìa delle granate
che scopre il sole sul fuoco dei copertoni.
Dietro la casa cresce un albero d’ulivo,
sembra un fantasma di legno senza foglie,
ci vive un passero che non vedrà più il sole,
incapace di squarciare fumo e polvere.
Su quelle strade imbrattate di sangue
per una guerra che non avrà mai pace,
come può un bambino scorgere la luce
se il freddo della morte è una chimera?
Come vorrei che gli urli delle loro paure
fossero scintille per le nostre coscienze,
forse potremmo pure consolarci
sapendo che non sono morti invano.
Gaetano Catalani Ardore Marina (RC). 1° Classificata Assoluto

Tela di ragno
Nu cantu d’arcegli gluima u jornu
e nu hjuhhju i sciroccu t’accarizza,
penzi a sta terra beglia e sfurtunata,
undi l’anima è pigghjàta p’a capizza.
Ammenz’a vigna di racina nira,
nudu i ventu u silenziu addimùra,
pur’i petri rihjàtanu a mmucciùni,
testimon’i ricordi ormai addurmùti.
Valuri antichi c’ancora resìstunu,
edera marcia c’o muru s’appìccica,
tila di ragnu ca i paura si gurda
mentr’u chjumbu l’arcegli scrapìja.
Non dassavanu mancu pemmu parli,
stavi ccìttu mentr’u cori rumbuliàva,
viaggiavi sulamenti c’u penzèru
e nte fermàti puru l’occhj chjudìvi.
Vita stutàta c’a paura cundùta,
ca comu na hjumàra t’allagava,
eri nu hjur’i campu c’appassìa
mentri cadìvi sutt’o focu da lupara.
Nta glia terra ca i raggi schjumìja,
na rosa russa luccica nto pratu
nsemi a farfagli curiusi di vita
c’a zagara cerca pemmu sturdi.
A malerba però non vol’u mori
e a storia si ripeti semp’uguali,
a libertà esti n’aquila senz’ali
e l’orbu c’u mutu s’arripìcchja.

Tela di ragno
Un canto di uccelli illumina il giorno
e un soffio di scirocco ti accarezza,
pensi a questa terra bella, ma sfortunata,
dove l’anima è presa per la cavezza.
In mezzo alla vigna d’uva nera,
nudo di vento il silenzio si attarda,
pure le pietre respirano di nascosto,
testimoni di ricordi ormai assopiti.
Valori antichi che ancora resistono,
edera marcia che al muro s’appiccica,
tela di ragno che di paura si sazia
mentre il piombo gli uccelli sparpaglia.
Non permettevano nemmeno che parlassi,
stavi zitto mentre il cuore palpitava,
viaggiavi solamente col pensiero
e nelle fermate pure gli occhi chiudevi.
Vita spenta con la paura condita,
che come una fiumara t’inondava,
eri un fiore di campo che appassiva
mentre cadevi sotto il fuoco di lupara.
In quella terra che di raggi spumeggia,
una rosa rossa brilla sul prato
assieme a farfalle curiose di vita
che la zagara cerca d’inebriare.
La malerba però non vuol morire
e la storia si ripete sempre uguale,
la libertà è un’aquila senza ali
e il cieco col muto s’accartoccia.

Gaetano Catalani Ardore Marina (RC) 1° Classificata sulla Libertà

Elezioni amministrative di Forio d’Ischia. Progetto politico del candidato a sindaco Nicola Manna

Cari Concittadini,

la complessa situazione amministrativa ci ha spinti a impegnarci con decisione per il nostro paese. C’era chi, con una certa presunzione, con un approccio un po’ superficiale, si era presentato ai foriani come la soluzione ai problemi del paese, salvo poi essere smentito dalla storia. Non c’è in alcuna parte dell’isola d’Ischia un’amministrazione comunale così arretrata, in termini programmatici, come sembra essere quella di Francesco Del Deo, anche in questo a rimorchio della peggiore cultura social-comunista che ha guidato Forio per oltre venti anni. Si è ampliata la crisi sociale, che è andata ad aggiungersi alle difficoltà economiche, già ben note alle famiglie foriane.

E’ ingiustificabile il completo abbandono delle zone a più alta densità di popolazione, come lo sono Monterone e Panza. L’area portuale continua a rappresentare un enorme enigma per questo popolo, che vede sempre più depauperarsi una grande risorsa. Il patrimonio culturale di Forio è stato sacrificato in nome di qualche sagra cittadina, o di qualche puerile manifestazione, più utile a creare una clientela elettorale. La crisi ambientale si è acuita a causa degli inefficienti lavori pubblici, che hanno rappresentato un vero e proprio spreco di denaro. Gli arenili appaiono sporchi, privi di qualsiasi servizio per residenti e turisti. E mentre i camion compattatori, disseminati lungo le strade principali del paese, e il crollo della strada in via Giovanni Mazzella, poco distante dallo stabilimento termale “Giardini Poseidon”, rappresentano il più evidente e vivido esempio del fallimento politico-amministrativo di Francesco Del Deo, noi non gioiamo per questo.

Questa amministrazione è vittima di una afasìa che non le consente di percepire i cambiamenti del tempo e le esigenze del nostro popolo. Vi sono questioni sul tappeto da far tremare le vene ai polsi. Oggi, più che mai, c’è necessità di ripristinare quel princìpio di giustizia sociale, messo in un angolo da questa amministrazione. Come può una amministrazione interessarsi di tutte le questioni che non rientrano nel novero delle primarie esigenze dei foriani? E’ fondamentale creare le condizioni per una rapida ripresa economica. E’ fuori da ogni logica ascoltare le dichiarazioni da parte di esponenti di questa amministrazione, che a più riprese tendono a dipingere un paese virtuoso. Tante imprese sul nostro territorio mostrano tante difficoltà nel continuare la loro attività, mettendo in crisi anche i livelli occupazionali.

Ci candidiamo alla guida del nostro paese cercando di fornire quelle risposte serie alle attese della povera gente.

Forio necessita di un autentico “colpo d’ala”, che possa riportare il paese di nuovo in vetta alle principali mete turistiche più importanti a livello nazionale e internazionale.

Aria Nuova non è l’ennesimo esperimento nato nella galassia dei movimenti politici. E’ un ambizioso, coraggioso, ma anche estremamente nobile tentativo di ridare la voce autentica al nostro popolo, di ridare una speranza alla politica e un futuro al nostro territorio. Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità per ristabilire quel contatto diretto tra istituzione e cittadino.

Continuare con la logica del “meglio tirare a campare, per non tirare le cuoia”, per citare una frase del fu senatore Giulio Andreotti, sarebbe irresponsabile.

La strada sarà piena di ostacoli, ma questa è una sfida che non ci spaventa poichè è fondamentale, per chi vuole sposare questo progetto, RICOMINCIARE A SERVIRE.

Nicola Manna

Il Rosattellum bis:una legge elettorale da fermare a tutti i costi

di Luigi Di Maio

Abbiamo il dovere di raccontarvi quello che sta succedendo qui dentro perché in questi giorni qui si sta decidendo il futuro del Paese e anche del MoVimento 5 stelle.

Negli ultimi giorni sono successe due cose.

La prima: i partiti hanno deciso di portare in Aula il prossimo 10 ottobre la nuova legge elettorale, quella che hanno chiamato Rosatellum bis. Guardate bene: per la legge che interessa ai loro comodi, hanno subito trovato lo spazio nel calendario. Per la legge che abolisce i vitalizi invece lo spazio non lo hanno trovato, per ben due volte al Senato si sono rifiutati di calendarizzarla in Aula perchè vogliono lasciarla morire in Commissione. Questa nuova legge elettorale impedirà per sempre al Movimento 5 Stelle di andare al Governo.

È una legge che favorisce le grandi ammucchiate con un meccanismo perverso per cui una forza politica come il Movimento, anche se dovesse prendere il 30% dei voti non otterrà neanche il 15% dei seggi. E soprattutto permetterà ai partiti che perdono le elezioni di andare al Governo.

Il Rosatellum bis è una legge che non garantisce né governabilità né rappresentatività. L’unica cosa che garantisce è togliere di mezzo il M5S. Non a caso sono tutti d’accordo, forza Italia, PD, Alfano e Salvini. Salvini sta votando una legge che porterà di nuovo al governo Alfano, Renzi e Berlusconi. Ma tanto basta che gli assicurino la poltrona e se ne sta zitto.

La seconda cosa che è successa: sempre gli stessi partiti – PD, Forza Italia, i centristi – hanno letteralmente blindato la Commissione d’inchiesta sulle banche, spartendosi i ruoli chiavi per guidarne e condizionarne il lavoro. La Presidenza l’hanno data a Pier Ferdinando Casini, che ha un conflitto d’interessi gigantesco, visto che è socio della Fondazione Carisbo. Le due vicepresidenze sono andate una a Renato Brunetta di Forza Italia e l’altra a Mauro Maria Marino del PD. Ma oltre ai conflitti di interesse, escludendoci dai ruoli di vertice, ci impediranno di incidere sul l’ordine del giorno della commissione di inchiesta sulle banche. Insomma non potremo chiamare la Boschi e chiederle sotto giuramento se chiese ad UniCredit in qualità di Ministro di salvare la banca del padre, non potremo convocare i manager delle banche in crac e chiedergli a quali politici rispondevano quando prestavano i soldi degli italiani allo scoperto. Non potremo convocare Mps per indagare sulla morte di David Rossi.

Entrambe le cose sono una dichiarazione di guerra dei partiti contro il MoVimento 5 Stelle. Un tacito accordo per tagliarci fuori. L’accordo lo hanno trovato su questo: tutti insieme – Pd, Forza Italia, Alfano e Lega – vogliono mettere all’angolo l’unica forza politica che rischia di avere il consenso per andare al governo.

E non vale solo per il livello nazionale. Giù in Sicilia si stanno coalizzando tutti contro di noi. Musumeci, insieme a Genovese, Cuffaro, Lombardo. I candidati di Alfano nelle liste con il Pd che sostengono quelli di Forza Italia. Tutti insieme contro Giancarlo Cancelleri.

Il sistema ha paura, sta reagendo e anche noi dobbiamo reagire. Queste persone non stanno tramando solo contro il M5S. Queste persone stanno tramando contro gli italiani. Stanno mettendo le basi per avere mani libere e distorcere la loro volontà.

Perchè alle prossime elezioni con questa legge elettorale, anche se dalle urne il M5S dovesse risultare la prima forza politica del Paese, non potrebbe ottenere la maggioranza dei seggi e ambire a governare. Il voto espresso dagli italiani sarebbe irrimediabilmente compromesso. E per evitare di farsi mandare a casa, hanno blindato la commissione di inchiesta sulle banche, impedendoci di aprire il vaso di Pandora che li spazzerebbe via tutti. Si stanno coprendo a vicenda. Quale verità e quali responsabilità potrà accertare una Commissione composta da gente che si è sempre schierata dalla parte dei banchieri, non lo so. ,

Questo si chiama ATTENTATO ALLA VOLONTA’ POPOLARE.

E allora è evidente ciò che sta succedendo sotto i nostri occhi: i partiti, PD e Forza Italia per primi, si sono uniti compatti per provare a mettere fuori gioco il M5S. Ma a questi signori dico che le istituzioni non sono ‘Cosa vostra’. Bisogna reagire. Noi non resteremo in silenzio dinanzi a ciò che sta succedendo. Se avessimo una stampa libera tutto ciò non mi preoccuperebbe, anzi questi signori neanche potrebbero comportarsi così. Ma in questi giorni i media stanno dando il peggio di se, facendoci apparire come il male dell’Italia.

Aiutateci a far sapere quello che sta succedendo. Diffondete le informazioni che divulgheremo nei prossimi mesi. Quello che vi diranno Cecconi e Toninelli sulla legge elettorale, Pesco e Villarosa sulle banche. Siamo tanti in Italia, facciamo viaggiare le informazioni importanti il più possibile.

E ce la faremo. Forza!

Una inusuale mostra nel Chiostro di San Francesco presentata da Giacinto d’Ambra in arte Giada fino al 30 settembre.


La meritevole esposizione dei quadri di Giada, non poteva scegliere una collocazione migliore se non quella della location del chiostro di San Francesco. La mostra aperta dal primo al 30 settembre ha visto visitatore nazionali e internazionali . Il grande successo oltre al valore intrinseco della pittura è stato dovuto anche alla straordinaria ubicazione. Giacinto d’Ambra , raffinato uomo di mare, scovritore nostalgico, da anni prepara le sue tele curandone particolari che riconducono il visitatore a rinterrogarsi sulla essenza stessa della Vita. Vita che il d’Ambra ha vissuto intensamente con armonia. E saggezza. La stessa che proietta nei suoi dipinti colorati essenzialmente permeati di un intenso rosso che sta a significare passione. Vita intensa. La pittura del d’Ambra si propone in più sfaccettature: metafisica – impressionistica e contemporanea. Giada con il Suo linguaggio del silenzio più assoluto con alcuni lavori che si avvicinano al metafisco e con una suggestione immediata ha creato l’atmosfera magica anche se enigmatica.. Con i dipinti impressionistici ha rappresentato le Sue tele con strali di vita reale incarnando note poetiche che sono propri dell’artista. Con il messaggio contemporaneo ha tentato di esprimere un familiarità all’ interdipendentenza che mostra una elasticità artistica inusuale data la molteplicità di linguaggi .E differenti. Linguaggi che possiamo decifrare da un quadro all’altro. Giada ha espresso nei suoi lavori molte sfaccettature artistiche che denotano una inconscia comprensione dell’arte non avendo il D’Ambra seguito nessun studio accademico. In tarda età Giacinto si è dato completamente all’arte. Circa trenta anni fa ha scoperto il Suo tesoro tenuto nascosto durante gli anni delle Sue fatiche marinaresche e quelle commerciali.Giada, un uomo dal fascino irresistibile e che non tramonta mai…consegna a Forio i suoi capolavori. Sta a noi adesso riconoscerli . E farne tesoro. Di lucia manna

>Giovane donna selfista salva uomo in mare a Citara.Si sottovalutano le correnti in zona prendendo in seria considerazione solo l’onda


Si è sottovaluta la corrente che imperversa in zona temendo solo le onda anomale
Un signore di mezza età di origine abruzzese e residente a Milano, senza perplessità che il mare mosso mostrava,si tuffa nelle acque della Venere Citarea. Un onda non del tutto soddisfacente per alcuni selfisti che a riposo sulla spiaggia tra uno slancio e un altro intervengono x un salvataggio. In vacanza a Ischia e frequentatore dell’isola , il villeggiante fedele negli anni (da ventisette) scelse Ischia x cure termali indicati terapeutici dal suo medico dopo un incidente atletico. “ Con i fanghi ho avuto sorpredenti benefici e la mia gamba , leggermente claudicante mi permette movimenti elastici soprattutto con il nuoto.” E’ stato l’audace atleta che ha persuaso chi come me aveva all’inizio indugio a tuffarsi dopo aver giocato x mezz’ora con le onde a riva. Onde possibili da gestire x chi conosce bene il mare e tiene braccio alle sue energie ribelli. L’ex atleta tra un’ onda e un’altra si avvicina e si sente rassicurato dalla mia presenza trasmettendomi le sue emozioni nonostante il mare tumultuoso. Tutto sembrava divertente. Piacevole. All’improvviso l’ospite spaventato avverte che ci siamo allontanati senza volerlo dalla riva. E qui sta x nascere la tragedia. La forte corrente, la stessa che aveva a nostra insaputa spinto i nostri corpi a largo, impedisce un rientro facile. Niente panico per le prime bracciate seguite da altre che frenavano gli slanci davanti. Per cinque minuti abbiamo chiesto al signore se tutto era ox data la distanza che intercorreva tra noi e la riva. All’ennesimo richiamo per preoccupazione, l’atleta in pensione chiede aiuto. Cosa fare se non richiamare a nostra volta aiuto da terra? Il turista annaspava e ormai privo di forza. Noi esausti e con cuore a palpitazioni fuori tempo abbiamo invocato con tutte le forze che restavano ancora disponibili :“ Aiuto”. Tempestiva è stata una giovane e aitante selfista napoletana che in pochi minuti con la sua tavola ha raggiunto chi del mare pochi primai ne godeva interamante la fragranza della sua Energia. L’uomo privo di forza è stato adagiato sulla tavolozza della selfista . Intanto un bagnino del ristorante Galeone con una grossa ciambella ha raggiunto il bagnante incontrando enorme difficoltà nel trascinarlo a riva x la impietosa corrente che a Citara si stabilisce durante il mare mosso. Noi raggiungiamo la riva con battiti cardiaci alle stelle ma con la forza e la preghiera di indurre gli astanti di chiamare un autoambulanza. Detto e fatto. Il villeggiante è salvo. E’ a riva. Sorridente sostiene che sta bene.” Non c’è necessita di medico. D’aldronte io sono un ex atleta!” Di solito è l’onda a spaventare e non indurci x prudenza a immergerci nei marosi anche se Le stesse onde non sono di grossa dimensione. Sottovalutiamo e non pensiamo giammai al ritorno che come in questo caso può essere ostacolato dalla feroce corrente che non lascia via di uscita. Corrente che nella baia di Citara San Montano e Scogli impiccati di Forio non lascia scampo se non sei un abile nuotatore. Per fortuna sotto il ristorante “La Citarea” non si è vista consumata la tragedia come nelle settimane scorse vedendo protagonista la giovane sedicenne napoletana che” come una bambola ho tenuto in braccio fino a riva ormai priva di vita” ha sostenuto ancora scioccato il genero di Francesco e Caterina alla notizia dell’accaduto sotto il suo locale. Con una sana camomilla e lo sguardo in lacrime rivolto verso il cielo abbiamo ringraziato tutti insieme l’Universo. Di lucia manna

Proposta una petizione internazionale x il recupero dello stabile del Pio Monte della Misericordia

Una petizione internazionale affinchè il complesso in rovine del Pio Monte della Misericordia di Casamicciola che ha una superficie coperta di circa 50mila mc, su 24mila mq. sia riutilizzato per il Rinascimento della Cittadina per una nuova “missione storica” è stata lanciata dallo scrittore, pubblicista e storico locale Gino Barbieri e dal giornalista e storico locale Giuseppe Mazzella.“Intendiamo rivolgere un concreto appello al Soprintendente dell’ Ente Morale che svolse un ruolo determinante per la rinascita del paese dopo il terremoto del 28 luglio 1883 affinchè sia comunque posto fine alle liti giudiziarie con gli affittuari e trovata una soluzione giuridica per una nuova utilizzazione del complesso costituito non solo dalla grande fabbrica della Marina ma anche dalle fatiscenti terme in Piazza dei Bagni del Gurgitello alla luce del terremoto dell’isola d’Ischia del 21 agosto 2017 che ha posto in ginocchio Casamicciola con 3mila sfollati ed un sistema economico terribilmente colpito” hanno dichiarato Gino Barbieri e Giuseppe Mazzella.
Progettato nel 1885 dall’ingegnere napoletano Giuseppe Florio “seguendo i saggi impulsi della Prefettura” l’Ente Pio Monte della Misericordia, già presente a Casamicciola dal 1604, deliberava “di ricostruire alla Marina” e precisamente a ridosso della zona di Perrone ” il nuovo grandioso stabilimento termale” come scrive Ilia Delizia Il complesso del Pio Monte della Misericordia in Casamicciola-1998-Le Therme di Casamicciola). Fu inaugurato il 28 luglio 1895 come ricorda una lapide oggi posta nella sede dell’ Ente Pio Monte della Misericordia a Napoli in Via dei Tribunali.
Nonostante 50 anni di vergognoso abbandono con una vastità di denunce e proposte per il completo recupero il complesso ha resistito al terremoto del 21 agosto 2017 ( VIII grado della scala Mercalli) dando testimonianza della buona scelta del sito e dell’ ottima fattura del complesso per le tecniche dell’ epoca.
“È dal complesso Pio Monte della Misericordia, con una nuova destinazione che deve ripartire la rinascita di Casamicciola ma anche la Pianificazione Territoriale nell’isola d’Ischia” hanno aggiunto Barbieri e Mazzella.
La petizione internazionale sarà inviata anche al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Regione Campania ed al Presidente della Commissione Europea.

nella foto uno dei promotori: il giornalista Giuseppe Mazzella

Terremoto o esplosione? Esperti a confronto sul sisma del 21 agosto 2017


Il terremoto del 1883 di Casamicciola Terme pone ancora quesiti tra studiosi del fenomeno in tutto il mondo
I due epicentri individuati dopo il terremoto che è stato individuato nella zona Maio di Casamicciola Terme fanno discutere ancora. I primi dati provenienti dai rilevamenti della Sala sismica di Roma e di Napoli sono stati in secondo momento dichiarati erronei .A riguardo ci sono state polemiche e indignazioni. Il direttore de” il Golfo” Gaetano Ferrandino nell’intervistare Giuseppe de Natale ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano tra le tante interessantissime domande poste al de Natale ha chiesto:” se il terremoto fosse stato di origine vulcanica” Risposta:” senza dubbio il sisma come d’altronde anche gli altri terremoti del 1881 e 1883 è sempre generato da una natura vulcanica”. In sintesi il dott. G. de natale esclude categoricamente che a Casamicciola Terme ci possa essere stata una esplosione. Noi totalmente a digiuno sulla materia ricordiamo che ancora a tutt’oggi molti studiosi ed esperti di vulcanologia e geologi si interrogano come mai il terremoto del 28- luglio del 1883 avvenuto sull’isola d’Ischia il cui epicentro fu individuato nella zona alta del Maio con magnitudine della decima scala Mercalli non abbia inghiottito tutta l’isola. Il sisma del 1883 durato 13 secondi provocando la morte di migliaia di persone con case a centinaia rase a suolo si accanì solo su Casamicciola Terme danneggiando seriamente lacco Ameno e parte di Forio, Pare che lo studioso geologo Alfredo Rittman si pose lo stesso quesito e che non si trattasse di un vero e proprio terremoto essendo così alta la scala .E così circoscritto. L’isola sarebbe dovuta sprofondare con quella forza. In giro per il mondo si studia ancora il fenomeno Casamicciola 1883.Forse che sia con gli esperti e i tuttologi di questi giorni troviamo una risposta anche al fenomeno della zona rossa circoscritta a Casamicciola che ha segnato tutti noi nell’agosto 2017? Di lucia manna