Con la spending review salviamo i conti dello Stato italiano in cambio di soppressioni di Vite umane con l’abolizione di strutture ospedalieri insulari come l’isola d’ischia

Con la spending review si cerca di migliorare l’efficienza della spesa pubblica. Nel caso specifico della Sanità rimane criminoso che x far fronte e sanare i conti di un Paese negletto quale l’Italia, tagliamo vite umane con la soppressione di strutture ospedalieri insulari e montane. Qualcuno pensa anzi ne è convinto che qualcuno in terra ferma ( avendo panni sporchi da lavare) auspica che il Rizzoli diventi una struttura a cinque stelle come quelle che la n’drangta a Milano ha favorito.Se così fosse, non ci resta che portare la questione al Parlamento europeo e presentarla anche come un grosso disastro economico visto che l’isola d’Ischia è soprattutto una Azienda Turistica. E x niente al mondo il turista alberga in un luogo in cui da infartuato non riceve soccorso .Pensiamo in termini pecuniari e di sopravvivenza e se morire significa anche x fame abbiamo adesso due scelte:lasciare il corpo prive di assistenza sanitaria e abbandonarlo x mancanza di sussistenza alimentare.Un paradosso che tale non è qualora si saprà in giro per il mondo che la più bella isola del mondo quale Ischia non possiede una efficiente struttura ospedaliera. Cosi è … se Vi pare! di luciamanna

L’acqua di Nitrodi:un furto perpetrato ai danni dell’intera cittadinanza ischitana

Sono più che convinta che con una battaglia legale portata se necessario anche in sede europea e capeggiata dall’estensore dell’articolo avv. Mario Goffredo ,la Fonte rientrerebbe di nuovo nelle spettanze di tutti i cittadini dell’isola d’Ischia.,L’esime avvocato avvalendosi di un diritto UNIVERSALE,indicando l’acqua sorgiva come medicamentosa per il popolo, coadiuvato da qualche altro principe del Foro d’Ischia( se lo ritenesse necessario) l’acqua pubblica  lenitiva  e miracolosa delle Ninfe  ritornerebbe a curare corpo e spirito degli indigeni.  Sacrosante spettanze del popolo ischitano.Stiamo parlando di una Fonte che donata dal Divino all’intera isola d’Ischia,è stata destinata a” Fonte” di speculazione venendo meno al diritto di un bene Inalienabile che l’amministrazione baranese in barba a tutti i principi del diritto ha ritenuto privatizzare.Non ci sono commenti della remota e scellerata scelta del comune di Barano.La scelta amministrativa non  contestataadeguatamente in sede consiliare dall’opposizione e da tutta la cittadinanza e dalla stampa locale, ritenne opportuno privatizzare come fece Totò ” la fontana di Trevi”! Gli amministratori locali e nazionali ormai da anni venduta l’Anima al diavolo.  Non resta loro che vendere le proprie mogli.La Ninfa di Nitrodi è molto incazzata e potrebbe punire chi l’ha vilipesa con una siccità che come nel percorso biblico servirebbe da Ibris per gli stessi amministratori riconducendoli a una saggia riveduta del mal tolto.Il bene comune dell’acqua di Nitrodi è stato un furto perpetrato ai danni di una cittadinanza.che  per niente partecipativa  ora paga l’ultimo sfregio con l’eliminazione del Tubo originale.E chi è causa dei suoi mali, verrebbe da dire… pianga se stesso! di luciamanna

Le acque di Nitrodi Fonte e bene comune inalienabile da ridare ai cittadini. Affrontato l’annoso problema dall’avvocato Mario Goffredo

Anno dopo anno la parte pubblica della Fonte di Nitrodi viene depotenziata e svilita nel chiaro intento di eliminare quella che è la pubblica disponibilità di una fonte sorgiva. Il famoso e storico tubo, annualmente e fastidiosamente ingabbiato per non creare intralcio (e presunta concorrenza) agli affari del parco privato, quest’anno è stato definitivamente chiuso e sostituito da una docetta sulla piazzola vicino alla fontanina, che con un sistema automatico entra in funzione a partire solo dalle 20.00 e fino alle 08.00 del mattino successivo.

Lo storico ed affascinante anfratto nel quale si entrava scendendo le scalette e dove sgorgava copiosa la miracolosa acqua è stato serrato. Il caratteristico scroscio che si sentiva sin dalle scale, scendendo, è stato zittito, cancellato. La doccia che ha sostituito il tubo ha una portata d’acqua di gran lunga inferiore a quella del tubo originario e l’orario di attivazione è stato ulteriormente spostato in avanti, azionandosi solo alle 20.00 p.m. che ad agosto è già un orario crepuscolare e quasi notturno, non concedendo a chi vuole godere della fonte pubblica nemmeno un briciolo di luce ed il caldo più convincente delle ore solari.

L’intento, sin dalla concessione del parco creato sulla fonte, è chiaro: ricondurre ogni utilizzo delle miracolose acque ad un percorso privato e commerciale. Ed in una logica del genere la parte pubblica delle fonte è solo un intralcio fastidioso da eliminare, anno dopo anno, pezzetto dopo pezzetto. Prima i residenti fuori dal Comune di Barano tenuti a pagare (come se una fonte sorgiva avesse pertinenza ed appartenenza ad un solo Comune, e se cominciasse tale fonte a Casamicciola o Forio o Lacco Ameno?). Poi i residenti stessi nel Comune di Barano a cui viene di malincuore concessa una sola ora nel parco. Tutte misure discutibili, ma rientranti in una logica commerciale di gestione di un’attività imprenditoriale, che purtroppo è stata la scelta del Comune di Barano che avrebbe invece potuto gestire pubblicamente l’intero parco. Per carità! Ma ogni legittimità ed ogni comprensione viene meno nel momento in cui la parte pubblica, che dovrebbe spettare alla popolazione nel pieno ossequio di un diritto universale quale il Diritto all’Acqua, viene così calpestata.

Non voglio nemmeno andare a fondo e parlare dei copiosi finanziamenti arrivati in passato per la zona e finalizzati proprio alla fruibilità di quel pregiato territorio, di cui non è chiara quale sia stata la destinazione e la funzionalità allo scopo. Vi è un’interrogazione in corso in ambito europeo. Non voglio nemmeno approfondire la natura dei lavori che sono stati compiuti anche nell’area di fronte all’ingresso del parco e che non lasciano presagire nulla di buono. Ma non è tollerabile la sufficienza e lo svilimento con cui si sta bistrattando la parte pubblica della Fonte.

É obbligo morale e politico dell’Amministrazione baranese riattivare il tubo originario, a cui semmai va aggiunta e non sostituita la doccetta della piazzola. Rendere questa parte esteticamente piacevole e curata, seppur fosse necessario onerare della pulizia e della cura il concessionario del parco che trae grandi benefici dal bene pubblico. E sebbene sia del parere che la fonte pubblica dovrebbe essere attiva e fruibile 24h, che almeno l’orario di attivazione venga anticipato, anche in considerazione del fatto che il parco chiude alle 19.30 e se già alle 19.00 fosse possibile per i cittadini utilizzare la fonte pubblica non vi sarebbe intralcio alcuno all’attività del parco stesso.di Mario Goffredo

 

 

 

A margine della manifestazione di protesta dell’ospedale Anna Rizzoli

Lettera aperta a:

Il quotidiano “ Il Dispari”

Il quotidiano “ Il golfo

Ischiablog.it

Il fatto Quotidiano.it

Al settimanale “ Corriere dell’Isola D’Ischia”

Asl Napoli Nord

A tutte le associazione attive

Allo Staff Nazionale del M5S

Peppe Grillo .it

 

I malati senza Voce

A margine della manifestazione a favore dell’ospedale Anna Rizzoli

 

Egreg. Direttore

Con triste disappunto abbiamo appreso che dalle “ forze” scese in campo alcuna richiesta di autorizzazione in merito agli interventi era stata inoltrata alla Questura di Napoli. Ne i comitati ,libere associazioni- autorità politiche si sono interessate a  formalizzare domanda alla  Questura per dare voce ai microfono a tutta la cittadinanza e a esponenti autorevoli-. E ai malati.” La manifestazione è riuscita …ma l’ammalato è morto! Il presidente del comitato  unitario per la difesa di….,Gianna Napoleone ha sabotato l’intervento e al nostro microfono ha così dichiarato:” il commissario di Ischia Porto dott. Alberto Manelli non ha avuto disposizioni in merito alla possibilità di interventi per evitare disturbi ai degenti del presidio Ospedaliero della Anna Rizzoli”. La conclusione è che se ci fosse stata richiesta è probabile che i microfoni non fossero stati spenti dopo solo cinque minuti. Quindi spostando “ il bangariello” su cui si doveva contestare- urlare qualche metro più avanti ,non si sarebbe arrestata la scossa tellurica in atto. E su richiesta degli indigeni promotori la Voce della foresta isolana avrebbe avuto il necessario e dovuto “boato”. Boato che stranamente sarebbe coinciso l’anniversario del famoso terremoto di Casamicciola Terme decorrente proprio il 28 luglio 1883.  L’implosione da parte dei cittadini è avvenuta .L’esplosione è mancata!  . Ascoltato telefonicamente il dott. Manelli abbiamo appurato che “ nessuna richiesta di autorizzazione era stata inoltrata alla Questura. Solo la sensibilità e la compartecipazione del dirigente del Commissariato di Ischia Porto ha permesso insufficienti cinque minuti che la Napoleone ha esibito come utili. Esimo direttore la nostra speranza é che Lei accolga e dia ulteriore Voce alla cittadinanza e ai malati come ha finora fatto. Gravissimo rimane il risultato e la negligenza del comitato e delle autorità politiche: Presenze-Assenze. Lo sdegno è immenso perché la partecipazione popolare e le sensibilità presenti sono state inibite e per esse la reale compartecipazione. Viene da chiedersi ciò che si sussurra da più parti:” allora è reale la strumentalizzazione dei comitati?”. Ancora una volta portati al macello malati e residenti da chi per rafforzare il proprio disegno politico-criminoso, strumentalizza e ignora la cittadinanza che ancora una volta ha creduto alle inettitudini di comitati e sindaci. Nel salutarla con il ripetuta iuvant:” La manifestazione è riuscita…. Ma l’ammalato è morto!”!.La nostra unica speranza risiede nelle medesime mani del popolo che privato del diritto fondamentale alla salute  non demorda  con manifestazioni ad oltranza .E di qualche forza sana che trascini l’annoso problema nelle sedi opportune. Sicure che la lettera abbia la diffusione dovuta cordialmente salutiamo e ringraziamo. lucia manna- assunta marino da www.vocidaischia.it

vocidaischia@gmail.com

L’Ospedale Anna Rizzoli : bene alienabile.Diritti negati.Ischia prende coscienza. E scende in 3000 in piazza

Riuscitissima la manifestazione indetta dal Comitato Unitario per la difesa del diritto alla salute dei cittadini isolani. Tante le associazioni scese in campo: dalla Croce Rosa, ai Volontari Ospedalieri, alla Onlus Oltre,alla neonata associazione Artemisia. Così come le scuole, tra i primi ad aderire il Liceo di Ischia con il preside Calise e un folto numero di insegnanti e alunni,ma anche l’istituto comprensivo di Barano con la preside Maria Rosaria Mazzella e le scuole medie di Ischia. Accanto a tanti cittadini anche i sindaci, chi con fascia tricolore e chi no, e i rappresentati di quei partiti politici collusi nello sfascio attuale, PD e Forza Italia. Fors

C’è da augurarsi che la loro partecipazione si traduca in impegno concreto nella risoluzione dei problemi della sanità che affliggono la nostra isola, in primis la spinosa vicenda della Sir di Villa Orizzonte, e non semplicemente in una passerella da spendere alle prossime elezioni, così come c’è da augurarsi che i tanti cittadini scesi in campo sapranno continuare a essere uniti e soprattutto consapevoli dell’importanza del loro voto come arma per cambiare uno stato di cose allo stato attuale massacrante per chi non ha mezzi finanziari per accedere al privato. Perchè sappiamo bene che l’obiettivo del governo Renzi e di chi li ha preceduti è proprio questo: dietro le ventilate riforme smantellare il comparto pubblico in tutti i settori vitali, dalla sanità alla scuola, alla giustizia. L’isola, il 28 luglio, ha reagito a tutto questo in linea con quanto sta accadendo in tante altre parti d’Italia, ha mostrato il lato dignitoso del suo volto, quello di chi alza la testa e non si piega alle politiche dettate dall’alto.
C’è da augurarsi che la loro partecipazione si traduca in impegno concreto nella risoluzione dei problemi della sanità che affliggono la nostra isola, in primis la spinosa vicenda della Sir di Villa Orizzonte, e non semplicemente in una passerella da spendere alle prossime elezioni, così come c’è da augurarsi che i tanti cittadini scesi in campo sapranno continuare a essere uniti e soprattutto consapevoli dell’importanza del loro voto come arma per cambiare uno stato di cose allo stato attuale massacrante per chi non ha mezzi finanziari per accedere al privato. Perchè sappiamo bene che l’obiettivo del governo Renzi e di chi li ha preceduti è proprio questo: dietro le ventilate riforme smantellare il comparto pubblico in tutti i settori vitali, dalla sanità alla scuola, alla giustizia. L’isola, il 28 luglio, ha reagito a tutto questo in linea con quanto sta accadendo in tante altre parti d’Italia, ha mostrato il lato dignitoso del suo volto, quello di chi alza la testa e non si piega alle politiche dettate dall’alto.di Rosaria Scotti

“L’arte come messaggio di Pace”: l’appello di Ciro Ridolfini al Torrione di Forio

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In occasione dell’inaugurazione della mostra collettiva “Libere riflessioni” di Lucia Manna.

“Libere riflessioni”, la mostra di arte contemporanea in esposizione sul Torrione dal 23 luglio al 6 agosto ha lanciato l’appello del noto poeta-attore Ciro Ridolfini: “La Torre di guardia rappresenta l’Arte e la Cultura, intese come quadro salvifico per l’umanità. Stare in guardia con le arti da tutte le eventuali aggressioni che attendono al bene comune”. Per chi non lo conoscesse, Ridolfini vanta riconoscimenti nazionali.  Nel 2003 la Presidenza del Consiglio dei ministri lo ha insignito del Premio alla cultura e perciò la collettiva inaugurata sabato 23 luglio non poteva far meglio che spalancare i portoni della torre saracena a un intervento di tal calibro. Un “poeta della passione civile”, come è stato da più parti definito. Un intervento alquanto inusuale quello di Ridolfini che non ha seguito alcuna scaletta nell’esposizione. Duttile, ti avvolge e ti coinvolge dall’inizio alla fine con una mimica che è stracolma di poesia, letteratura e teatralità intervallata da passaggi che non sono presi a prestito da accademiche nozioni e che richiedono spiccato spirito camaleontico. Abbacinati e travolti gli ospiti dal suo intervento. La faticosa collettiva di “Libere Riflessioni” è riusciuta grazie ai notevoli sforzi dei vari espositori: Anna Paglia; Antonella Buono; A. Pia Bianchimani; Elena Ducu; Germana Bartoli; Laura Zilocchi; Roberta Coral; Tilde Costetti e Vincenzo Ridolfini. L’arte e la cultura per l’avvicinamento e la comprensione tra i popoli, oggi più che mai rimane l’unico segnale forte come messaggio di Pace.

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Le ultime ore della maggioranza Del Deo?

Telefono azzurro: Gaetano Colella invita Stanny Verde alla riflessione sul ricorso al Tar
Encomiabile la denuncia che il consigliere di maggioranza del comune di Forio d’ischia Stanny Verde ha inviato all’amministrazione vigente. Il ricorso al Tar avverso il bilancio votato male dai nostri attenti e ligi di Del Deo è stato un atto dovuto o voluto dal Verde? Notte insonni per la maggioranza che fra qui a poco se il ricorso venisse ben accetto “ i Nostri” andrebbero a riscaldare poltrone di casa propria e non più della Casa del Popolo foriano. La nota allegra della vicenda la regala alla cittadinanza il dott. Gaetano Colella. Il nostro amico con un fare fanciullesco e far sì che il Verde demorda dalla denuncia lancia idee propositive del suo” Sogno “”2008”. Un sogno nel cassetto qualora nell’anno del Signore venisse rieletto. Liberandosi del sogno Gaetano consiglia:” Caro amico Stanny medita conducendo Francesco Del Deo alla realizzazione di una serie di stabilimenti con pedane sul mare. Ovviamente sottostante il livello stradale lungo la litorale di Citara. Pensa alla riqualificazione del paesaggio con la realizzazione di spiagge artificiali. E attracchi per natanti .” Chiaramente e in buona fede Colella consiglia e mentre Mao Tsetuing durante la sua rivoluzione cinese distruggeva pe creare, per l’ennesima volta a Forio d’Ischia un politico di stazza suggerisce di creare per distruggere. Gaetano nella teoria di” pensare alla grande” come il buon ex eurodeputato Franco iacono, propone un Urbanista internazionale per un impatto ambientale indolore. Una faraonica Opera lungo una costa. E un lungo mare per la cui realizzazione subentrerebbero privati soci dalla Terra ferma. E per il completo e mortificante impatto ambientale solo una idea. Un consiglio ad un consigliere maltrattato. Oltraggiato. Incazzato a tal punto da ricorrere al Tar per punire la maggioranza di cui fa parte. Siccome i consigli non costano nulla…. caro Gaetano allarga l’invito a procedere per simili Sogni” alle rimanenti amministrazioni locali. Le restanti litorale configurerebbero nelle mappe da venire non meno superbe di quelle foriane. Ma mi domando e dico:” per un progetto che distrugge parte di una costa, è proprio necessario un urbanista preparato e costoso? A Ischia molti capi mastri potrebbero fare di meglio in virtù delle precedenti “Opere D’Arti” abusive. E talvolta mastodontiche. Così è E se vi pare. Di luciamanna

Spiaggia dell’impiccato: attentato all’incolumità pubblica

di Lucia Manna. Pochi giorni fa i tecnici e vari operai del comune di Forio hanno ripulito la “spiaggia dell’Impiccato”, poco prima della Chiaia. Il miracolo è avvenuto in occasione dell’evento sportivo “Ischia Sunset Triathon”. L’amministrazione comunale, spendendo enormi energie in un lavoro sovrumano, ha voluto accogliere gli sportivi in un contesto in linea con i paesi civili. E sia la spiaggia che il parcheggio dovevano essere impeccabili. Non essendo il paese saraceno abituato a tale e normale efficienza territoriale, la pecca non è mancata. Superficialità e distrazione hanno avuto la meglio. Sta di fatto che parte di una barca arenata è stata rimossa addirittura dal trattore anziché da una rudimentale pala. Non tutta però. Un’ala, quella micidiale e killer (la più scomoda e faticosa) munita di protuberanze appuntite ai due lati è stata lasciata semisotterrata sulla spiaggia. Lo si evince dalla foto. E c’è da dire che lo scatto mette in risalto solo una punta. Forse che anziani, bambini e turisti non sceglieranno lo scabroso arenile nella calda stagione balneare? È questo che si sarà chiesto il funzionario comunale che dall’alto dirigeva i lavori? Sterpaglie a parte, la spiaggia dell’Impiccato ora ha raggiunto il clou del suo splendore con un vero e proprio attentato all’incolumità pubblica. Stamane ho segnalato (protocollo N.16431) al Comando della Stazione dei Vigili Urbani, senza trascurare di protocollare la nota anche al sindaco Francesco Del Deo, il pericolo presente sulla spiaggia: “Segnalo tale pericolo e richiedo intervento ad horas onde evitare tragedia”. Sono sicura che l’amministrazione sarà solerte nella rimozione della carcassa su cui potrebbero imbattersi bambini intenti ai ludici giochi estivi che invitano alla spensieratezza e non alla paura.
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Ospedale Rizzoli a Margine dell’assemblea indetta dal comitato a difesa dell’Utic e altri reparti a rischio chiusura

” Qualcuno parla di strumentalizzazione da parte di qualche comitato” Luciano Venia che appoggia de Siano e si candiderà alle prossime elezioni amministrative (con la Bibbia sotto al braccio avendo sempre il dilemma su quale personaggio bibblico in cui identificarsi.) Giuseppe Avv.di Meglio di Barano parente della di Scala consigliere regionale pronto a candidarsi anche Lui x la terra promessa baranese. E come i suoi avi farà il bene del paese come si può evincere da 50 anni a questa parte : il Nulla Il tanto x loro. Ormai alla fine della loro di”VITA” forse che vorrebbero lasciare un orma su quest’isola indicati negli annali della storia x aver salvato l’ospedale Anna Rizzoli? Anche a loro capiterà un Utic e con i soldi accumulati un elicotterà dovrà salvargli la Vita. ma loro staranno pensando anche a un notevole uragano e ab torto colo dovranno usufruire della STRUTTURA locale.Siamo sicuri che si adopereranno non fosse altro x salvare se stessi e la loro progenia
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Chisura dedll’UTIC di Lacco Ameno Terme:I cittadini scenderanno in Piazza e i sindaci si adopereranno x il progetto criminoso?

Giovedì 26 maggio alle ore 18.30 presso la sala conferenze dell’Hotel Augusto, il Comitato di Lotta e Difesa per il potenziamento dei servizi sanitari dell’Ospedale Rizzoli ha indetto un’assemblea pubblica per discutere dell’impellente rischio chiusura dell’Unità Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC) di Lacco Ameno. Lo richiede la “Spending Review” che tradotto dall’inglese significa ridurre gli sprechi al fine di apportare miglioramenti al bilancio dello Stato. Ciò, nel caso del sacro-santo reparto di Lacco Ameno, significa che è necessario tagliare vite umane e salvare per compensazione i conti governativi italiani? “Mamma tu salvi Roma… ma perdi un figlio!”. Il nuovo piano ospedaliero della Campania è stato concordato dal Presidente Vincenzo De Luca insieme alla struttura commissariale incaricata della sua stesura. Il Presidente, grazie anche ai voti del dott. Gaetano Colella a Ischia, occupa la prestigiosa poltrona regionale. A Procida la pianificazione sanitaria dei tagli prevede addirittura l’abolizione del Pronto Soccorso. E se a De Luca & Company in visita all’isola di Arturo capitasse un mal di pancia, come la metterebbero? Fantasia e realtà a volte si sposano. E di lì a poco appare sempre il matrimonio di Amore ed Incubo. A parte ironie che aiutano la salute, i procidani fanno sul serio e giorni orsono sono scesi determinati in piazza. Blocco dei traghetti e protesta a oltranza. Non ci stanno proprio all’idea che un isola dove risiedono undicimila abitanti e migliaia di turisti, possa essere privata di un Pronto Soccorso. Cosa faranno i sindaci di Ischia e la cittadinanza tutta per la paventata chiusura del UTIC? Molte le vite umane salvate in quel reparto tra cui mia madre Giuseppina tre volte. Ricordo che applicarono un pacemaker esterno e nel frattempo resero disponibile un elicottero che in cielo risuscitò mamma. Quante di queste storie a Ischia! E a Procida. Storie da raccontare con il sorriso e la soddisfazione di medici e dei congiunti. Se il disegno criminoso di abolizione di reparti salva-vita dovesse attuarsi a quante lacrime e sangue dovremo assistere? I tagli sanitari sono quelli che più fanno gola perché la privatizzazione delle strutture sanitarie sono un business per clienti affezionati. Nell’Italia del Nord la ‘ndragheta ha investito molto in strutture ospedaliere. E dobbiamo dire con ottimi risultati ed efficienza. Ora è compito precipuo delle autorità politiche con la partecipazione attiva dei cittadini scongiurare che avvenga l’ennesimo e mostruoso disegno criminoso di abolire reparti che, in ragione del diritto alla salute, non possono e non si devono neanche sfiorare.