Comunicato stampa dell’associazione Radici: serata dedicata a Giuseppe Magaldi procrastinata

L’Associazione Radici comunica che, in osservanza delle nuove normative anti-assembramento e delle direttive dell’Amministrazione comunale, la programmata serata dedicata al compianto Giuseppe Magaldi, e prevista per sabato 24 ottobre, è procrastinata a data da destinarsi.

Comunica, inoltre, che è nuovamente possibile visitare il Museo Civico Giovanni Maltese, sempre rispettando le misure sanitarie in vigore, dal giovedì alla domenica con il seguente orario.

Fino al 31 ottobre: Mattino 09.30 /12.30. Pomeriggio 19.00 / 22.00.

Dal 1° novembre l’orario invernale prevede invariata la fascia mattiniera e l’apertura pomeridiana dalle 16.30 alle 19.30.

Grata per l’attenzione, l’Associazione invita a contattarla attraverso: info@iltorrioneforio.it,  pagina facebook Museo Civico del Torrione,

Tel. 081 19 04 33 48 oppure 33 33 92 18 39

Cordiali saluti.

Luigi Castaldi

 

Un S.O:S per via Giovanni Mazzella lanciato ancora una volta da Augusto Coppola

Forio – Il LUNGOMARE DI VIA MAZZELLA, è in una situazione drammatica, tra CROLLI (uno datato e uno più recente, vicino gli Scogli innamorati) e TRATTI PERICOLANTI sul ben più alto costone, che porta fino al Becco dell’Aquila e all’Hotel Albatros, è pericoloso e a rischio di chiusura, al primo peggiorare della situazione. Lo testimoniano i numerosi tratti di marciapiede e della contuigua sede stradale, transennati. In due post, a futura memoria, ho deciso di descrivere la situazione.
In questo, mi occupo dell’ultimo crollo, vicino gli Scogli Innamorati. Posto la fotografia della voragine e da Progetto di Città Metropolitana, nonché foto Google, il tratto interessato, che reca anche l’indicazione dei recenti lavori pre lockdown di Marzo.
La CAUSA del cedimento dei marciapiedi e della sede stradale, è sempre la stessa, IL MARE CHE SI FA STRADA, SOTTO LA TRAVE DI FONDAZIONE DEL MURO DI CONTENIMENTO STRADALE, REALIZZATA “RIGOROSAMENTE” SENZA PALIFICAZIONE, sia nei tratti di muro di vecchia realizzazione, sia in quelli recenti, SCAVANDO SOTTO LA SEDE STRADALE. Infatti, il muro di contenimento, si presenta pressoché intatto, mentre al suo lato interno si apre la voragine.
Come appare evidente, nel grafico di Progetto di Città Metropolitana, LA VORAGINE IN FOTO, SI È APERTA IN UN TRATTO INTERESSATO DAI LAVORI APPALTATI DALLA STESSA ANNI FA. Come detto anche in passato, già in fase di esecuzione, tutto è stato “IDEATO” MALE, MALISSIMO! Lo ripeto con forza e sono pronto a sostenerlo in tutte le sedi.
In ultimo, come dicevo, un DIVERSO TRATTO di strada, nelle vicinanze della voragine (indicata con una freccia blu), era stato interessato da un evento simile (indicato con una freccia rossa). Furono realizzati, dal Comune di Forio, lavori di consolidamento e ripristino di strada e marciapiede. Dico questo, perché, un becero personaggio, legato all’opposizione, già di per se inutile, confusionaria e opportunista, utilizzò in modo strumentale e stupidamente meschino il crollo, affermando che la voragine si fosse aperta dove il Comune aveva effettuato i lavori. Nulla di più falso, gentaglia da fake, come vi prova questo post. Il resto ve lo dico domani.di augusto coppola

 

Sabato 10 ottobre 2020, cronache e commento dal convegno “Il Sisma, tre anni dopo quel 21 agosto non dimenticare per costruire il futuro” tenutosi al Centro Polifunzionale di Ischia per iniziativa del Circolo Sadoul.

L’Isola d’Ischia – ottava isola d’ Italia, la più grande delle Partenopee con 46 Km2 divisa in sei Comuni (Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Serrara-Fontana e Barano) – è un “vulcano attivo”.di giuseppe mazzella

E’ una delle tre aree vulcaniche del napoletano con il Vesuvio ed i Campi Flegrei. L’ “Epomeo” – la montagna più alta dell’isola con i suoi 787 metri posta nel Comune di Serrara-Fontana – NON è un vulcano ma è la “struttura cruciale” di un’isola vulcanica dove può avvenire anche una eruzione come quella del 1302 detta dell’ “Arso”, nel Comune di Ischia. Ischia è sottoposta a tre rischi: idrogeologico,sismico e vulcanico.

I terremoti quindi sono fisiologici ed hanno tempi impossibili da calcolare con l’orologio umano. In epoca storica dal XIV secolo si sono registrati 13 terremoti. Ne sappiamo di più sugli ultimi 4: 1828, 1881,1883, 2017. Questi ultimi 4 hanno avuto sempre lo stesso epicentro: al settentrione dell’isola, nella parte alta di Casamicciola detta “Majo”, Lacco Ameno detta “Fango” e Forio marginalmente nella parte del “Fango” che è amministrativamente in quel Comune. Un’area di 2 km2 dove i terremoti si registrano ad una profondità di circa 2 Km2 ma sono fortemente distruttivi. Il più terribile terremoto fu quello del 28 luglio 1883. XI grado “catastrofico” della Scala MCS o semplicemente “Scala Mercalli” (quella degli “strutturisti” cioè ingegneri e geometri per costruire le case. La scala va da I a XII a seconda del grado di distruzione del fabbricato). Morirono circa 3mila persone. Fu distrutto tutto l’abitato di Casamicciola e parzialmente quello di Lacco Ameno e Forio. Fu la prima grande catastrofe dell’Italia post-unitaria. Dal quel terremoto nacquero in Italia le “leggi anti-sismiche” con un forte impegno del Governo Centrale anche nelle politiche di “dislocazione” o “delocalizzazione” ed “incentivi alla ripresa economica” con un “piano regolatore”. Il tutto avvenne in meno di un anno. Il protagonista fu il Ministro dei Lavori Pubblici Francesco Genala ( 1843-1893). Assunse tutti i poteri del “ Governo del Re”.

Nel 1999 l’allora Servizio Sismico Nazionale (oggi inglobato nell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) per “contenimento” della spesa pubblica) dedicò al terremoto di “Casamicciola nell’isola d’Ischia” una monumentale monografia pubblicata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di 335 pagine curata da 8 studiosi e coordinata dal prof. Giuseppe Luongo, con racconti, schede, piani, documenti, con una eccezionale ricerca delle fonti. E’ fondamentale e sufficiente per completezza per la storia sismica dell’isola. Fu presentata a Casamicciola il 6 marzo 1999 alla presenza dell’allora Presidente della Provincia di Napoli, prof. Amato Lamberti. La Mostra Documentaria fu collocata nel neo costituito “Museo Civico nella Villa Comunale della Bellavista”. E’ un testo indispensabile per i “decisori” politici – cioè il Governo della Repubblica spezzettato in Centrale, Regionale, Metropolitano e “ Comunale” – per intervenire.

IL TREDICESIMO TERREMOTO

Il tredicesimo terremoto si è registrato lunedì 21 agosto 2017 alle ore 20.57. Due morti, 75 feriti, mille edifici colpiti, 2405 sfollati. La magnitudo della scala Richter fu solo 4 ma il grado della Scala MCS fu del IX grado nell’area epicentrale nei quartieri del Majo, la Rita, Pantane nel Comune di Casamicciola e nel quartiere Fango nei Comuni di Lacco Ameno e Forio. Lo stesso epicentro del 1828, 1881,1883. Ma per fortuna la scossa fu soltanto di sei secondi ma le onde sismiche si propagarono in tutto l’abitato di Casamicciola e Lacco Ameno e parzialmente Forio. Dal IX grado in area epicentrale la scossa si avvertì dallo VIII grado a Piazza Majo e Piazza Fango e dal VII al VI grado lungo il “Litorale” che va da Casamicciola a Lacco Ameno con gli abitati delle “Marine” di Casamicciola e Lacco Ameno. I danni causati possono essere calcolati in circa 400 milioni di euro. Da allora interventi “urgenti” o di “pronta urgenza: due Commissari ed un “decreto nazionale per l’emergenze” dove il primo Governo Conte detto “del cambiamento” costituito tra M5S e Lega mette insieme “salvo intese” il crollo del Ponte di Genova, il terremoto dell’Italia Centrale e quello di Ischia. Ne uscirà la legge n.130/2018. La più assurda ed illetterata legge mai scritta nello Stato Unitario Italiano dal 1861. Predeve una ricostruzione “privatistica” e non “pubblica”. Emargina la “delocalizzazione. Non prevede “edilizia pubblica”. Riemerge un “condono edilizio” previsto da tre leggi precedenti per 30 mila domande in 35 anni e pretende di chiuderlo in sei mesi quando lo Stato stesso non è stato capace di chiuderlo in 35 anni. Dopo 3 anni e due mesi la “ricostruzione” è ferma e completata solo nelle orride impalcature in tubi innocenti di Piazza Majo, Via Spezieria, Via D’Aloisio , Piazza Fango quasi ad “ingabbiare” il provvisorio che è diventato definitivo. Nessun edificio pubblico a Casamicciola è stato “ricostruito” degli 8 colpiti di cui tre palazzi scolastici ed il Municipio-Museo di Villa La Bellavista.

CONTROLLO SISMICO E PIANIFICAZIONE

Oggi nell’ isola d’Ischia ci sono 14 “stazioni” dell’Osservatorio Vesuviano struttura periferica dell’ INGV per un monitoraggio capillare. Ma l’antico Osservatorio Geofisico di Casamicciola – istituito dopo il 1883 e chiuso nel 1923 – è ancora chiuso. Si sta ancora “perfezionando” il “passaggio” dall’ Agenzia del Demanio al Comune di Casamicciola (una “pratica” avviata da 18 anni!!!) ma la gestione di un “Centro Didattico” come è indicato nel progetto finanziato dall’Unione Europea è in “mente Dei” per avere – come dire – una “struttura fisica” sul territorio di un Centro Scientifico. Eppure nessuno dei sei Comuni dell’isola d’Ischia ha un “piano di protezione civile – come ci dovrebbe essere e come auspica la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Francesca Bianco – né esiste una “Pianificazione Territoriale attiva” cioè un “Piano Regolatore Generale” per i sei Comuni dell’isola. E’ tutto rimesso ai “decisori politici”. L’eufemismo per indicare i sei sindaci con i rispettivi sei Consigli Comunali per una “classe dirigente” di circa o oltre 100 persone e la Regione Campania per indicare il presidente della Giunta, Vincenzo De Luca ed il confermato assessore all’urbanistica,arch. Bruno Discepolo, e 50 o più consiglieri regionali. Da 50 anni la Regione Campania – anche se l’isola d’Ischia è stata individuata da un Piano Territoriale del 2008 dalla stessa Regione come un unico “Sistema Locale di Sviluppo” – non riesce a dare uno strumento urbanistico di “tutela attiva” del territorio. Nel dicembre 2019 con un emendamento alla legge 130 è stato direttamente affidato alla Regione il compito di un “Piano per la Ricostruzione”. Non è stato fatto nulla.

SI PUO’ RITORNARE AL BELLO?
Dopo il terremoto del 21 agosto 2017 e dopo aver costruito nell’isola d’ Ischia almeno 130mila vani in 70 anni si può ritornare alla “bellezza del paesaggio”? L’arch. Ilia Delizia – autrice del testo fondamentale “Ischia, l’identità negata” ( ESI-1987) ritiene che si deve. Che la “coperta lunga e larga del condono edilizio” non può essere estesa all’infinito. Che occorre un “Piano di riequilibrio ambientale” che tenga conto della sismicità dell’isola. Almeno 20 dei complessivi 46 Kmq sono soggetti al rischio sismico. Ed allora l’area di maggiori rischio sismico deve essere destinata a Parco Naturale e Scientifico raccogliendo la proposta del prof. Giuseppe Luongo del 26 agosto 2017. E’ inevitabile una “Pianificazione virtuosa” con un richiamo forte sia all’art.9 sia all’art.32 della Costituzione: la difesa del paesaggio. Il diritto alla salute richiamato in tempo di pandemia dal Covid-19. Si può fare per Ischia quello che è stato fatto per Gibellina e per Pozzuoli. Delocalizzare ma trovare un armonia al Bello.

IL MAJO ED IL FANGO AREA INDISPONIBILE

Per avviare una “Pianificazione” bisogna dichiarare l’area del Majo, di La Rita, del Fango “indisponibile” ad insediamenti abitativi. E’ la convinzione ripetuta dal prof. Giuseppe Luongo. Luongo è convinto che può nascere in quell’area un Parco Scientifico e Naturalistico con un Centro Scientifico Europeo per lo studio delle cause dei terremoti in aree epicentrali. Non vede alternative alla “delocalizzazione” di circa 1500 abitanti in un’isola che dispone di una enorme consistenza edilizia. L’area a rischio sismico è di 20 Km2. Ma il rischio è “mitigato” nelle aree rivierasche. Ed allora bisogna avviare la “Pianificazione Territoriale” e la razionalizzazione del territorio anche tenendo conto dell’importanza turistica dello sviluppo economico raggiunto in 70 anni dall’isola d’Ischia: 40mila posti letto, 3mila imprese, 64mila abitanti, 9mila lavoratori stagionali, circa o oltre 3 milioni di presenze prima del Covid 19,10mila studenti in 4 Istituti Superiori e 5 istituti comprensivi.
Insomma bisogna avviare un’azione “politica” affinchè quella che Ilia Delizia ha definito “crisi strutturale” dell’isola d’Ischia abbia una risoluzione.
Prima che sia troppo tardi.

Sabato 10 ottobre 2020, cronache e commento dal convegno “Il Sisma, tre anni dopo quel 21 agosto non dimenticare per costruire il futuro” tenutosi al Centro Polifunzionale di Ischia per iniziativa del Circolo Sadoul.

Si ringrazia il Circolo Sadoul ed il suo presidente Pietro Greco con il segretario Rosario de Laurentis per l’iniziativa e l’organizzazione. Ed i relatori: prof. Francesca Bianco, prof. arch. Ilia Delizia, prof. Giuseppe Luongo dalle cui relazioni è tratto questo articolo del tutto personale. Il Convegno è stato di alto valore scientifico e non ha trattato gli aspetti politici della “Ricostruzione”.
Si ringraziano i Dirigenti Scolastici, prof. Assunta Barbieri, Preside dei Licei Classico e Scientifico e prof. Lucia Monti, Preside della Scuola Media “Giovanni Scotti” di Ischia, ed i giovani studenti che vi hanno preso parte.
Si ringrazia il Sindaco d’Ischia, dottor Enzo Ferrandino, per il suo indirizzo di saluto.
Si ringrazia il fotoreporter GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO per l’ampio servizio fotografico che si può scaricare su www.ischiamondoblog diretto da Antonio Lubrano.

 

Ospedale Rizzoli di Lacco Ameno d’Ischia : nuovo piano strategico ospedaliero da potenziare secondo Vito Iacono

Sarebbe gravissimo e pericoloso se il Rizzoli perdesse di nuovo agibilità per tutte le patologie e reparti, ritengo necessario si faccia il punto della situazione per verificare un nuovo piano strategico del distretto e degli spazi in disponibilità, ottimizzandone la fruibilità e garantendo il regolare prosieguo delle attività ospedaliere ed ambulatoriali, di tutti gli ambulatori, anche quello di diabetologia.
Si potrebbe immaginare di portare, finalmente, il reparto di oncologia all’interno dell’Ospedale prevedendo la creazione alla ex Clinica “San Giovan Giuseppe” del reparto Covid utilizzando le stesse risorse per le attività di coordinamento e di assistenza, e distribuendo le attività amministrative ed ambulatoriali nelle altre unità immobiliari già nella disponibilità del Distretto Sanitario. Ritengo ci siano le condizioni per ragionarci e dare concretezza ad un piano straordinario che il momento richiede. Spero che i Sindaci vogliano promuovere un incontro con i responsabili dell’ASL NA2 rendendosi disponibili a cooperare in questa direzione.
Per il futuro spero si dia vita ad un’ASL delle Isole che possa godere di ben altri tetti di spesa e di profili contrattuali degni delle peculiarità delle aree di riferimento, come del resto accade nel resto della Unione Europea.vito iacono

Il giornalista Giuseppe Mazzella-attento osservatore del fenomeno territoriale dell’Isola d’Ischia apre e propone un dibattito sulla legge Urbanistica da approvare e che si ritiene improcrastinabile

“Urbanistica, una legge da approvare”. È il titolo di una “opinione” che è apparsa sulla edizione napoletana di “la repubblica” venerdì 2 ottobre 2020 di Giuseppe guida (non è indicata la qualifica). Viene citato il confermato all’assessore all’urbanistica della giunta de luca Bruno discepolo ma mi sarei aspettato una sua risposta. Fino ad oggi non pervenuta. Se ne avrò voglia nello “spreco del tempo” dirò la mia ma mi accorgo che sui temi della “certezza del diritto” in materia di governo del territorio nessuno interviene. Il caso dell’isola d’Ischia è “caposcuola” :3 condoni edilizi. 70 anni di sviluppo “spontaneo”. 30 mila domande di condono. 130 mila vani costruiti. Due alluvioni ed un terremoto. Morti e feriti. Almeno mille case colpite e molte affondare. Una legge statale “decretata” insieme al ponte di Genova. Competenze fra comuni città metropolitana regione e stato centrale. Dovrei solo per i numeri impiegare 2 pagine! Ma chi accende il dibattito? Io rinuncio. G. M.

Associazioni Radici:XVIII concorso di Poesia “Ischia -l’isola Verde”

C’è un’ape che se posa / su un bottone de rosa: / lo succhia e se ne va. / Tutto sommato, la felicità / è una piccola cosa.
Carlo Alberto Sallustri Trilussa

Con questi versi inizia l’antologia approntata dall’Associazione Giochi di Natale per contenere le copiose composizioni poetiche, pervenute da concorrenti provenienti da tutta la penisola italiana, che hanno partecipato al XVIII concorso nazionale di Poesia “Ischia l’isola verde”. La dedica di quest’anno abbraccia un tema che sembrerebbe leggero, ma in realtà è molto impegnativo. Con l’ omaggio di questa edizione, a “Felicità”, che è lo step successivo all’”Attesa”, continua il ciclo intimistico, cercando di intervenire attraverso il supporto dei Poeti e della Giuria nell’acquisizione, nel proprio animo, di conoscenze e testimonianze di quanto sia valido il fine ultimo dell’umanità: la Felicità appunto, meta universale della società. Del resto, anche il grande Giacomo Leopardi, per evidenziare il proprio pensiero nei riguardi della Felicità sottolinea che la Felicità è insita nell’Attesa Le circa ottanta poesie esaminate dalla Giuria coordinata dalla Preside P rof. Angela Procaccini, hanno rivelato un’attitudine poetica di ottima qualità e freschezza creativa. Pur essendo il tema molto delicato e impegnativo , in quanto, riferendoci al pensiero di S. Agostino d’Ippona, che usava dire che «Felicità è desiderare quello che si ha», potremo aspirare a coronare la nostra breve esistenza, con la consapevolezza che non sempre e non solo dobbiamo aspettarci di sentire le famose farfalle nello stomaco, ma coscienti di doverci adoperare affinché si possa ritrovare la Felicità anche in piccoli gesti.
Ma quali sono le ragioni più profonde che inducono alcune persone, come i poeti, a mettersi in gioco e partecipare ad un concorso di poesia ormai ambito e radicato? Lo abbiamo chiesto al Prof Mario Miragliuolo, Presidente dell’Associazione Giochi di Natale, che ci ha rivelato: «Rivolgo innanzitutto il pensiero mio e dell’Associazione al socio fondatore Giuseppe Magaldi prematuramente scomparso tre mesi fa, insieme al quale sono partite tante iniziative tra le quali il Premio Ischia l’isola verde. Nell’edizione attuale gli è stato tributato un ampio e doveroso omaggio, anche se meriterebbe molto di più che una semplice dedica in un libro. L’auspicio è che resti per sempre nei nostri cuori. Per quanto riguarda il Premio, posso dire di essere abbastanza soddisfatto, perchè su quest’argomento che i Poeti hanno riversato, nelle proprie opere, tutto il loro pathos ricavandone, chi gli ambiti premi, chi il piacere di aver partecipato a un concorso che senz’altro regala emozioni forti. Siamo convinti che l’idea di portare un pezzetto di Ischia fuori dall’isola attraverso il nostro concorso, paghi. Tant’è vero che le strutture ricettive che ospitano i vincitori, accolgono molto volentieri il Premio di Poesia e ne condividono le motivazioni. Con l’auspicio di di poter accogliere gli appassionati della Poesia e quanti desiderano approcciarsi al mondo associativo, vi invito sabato prossimo 3 ottobre al Torrione di Forio, ove, nel rispetto delle normative antiassembramento, e con l’ausilio di una diretta facebook dalla pagina Museo Civico del Torrione, si svolgerà la serata di premiazione. Auguro a tutti enorme Felicità.»luigi castaldi

L’Associazione Culturale Radici, confortata da questa duratura sinergia associativa, invita dunque i graditi ospiti e gli attenti isolani a partecipare alla manifestazione, ricordando di attenersi agli orari di inizio cioè 19.00 di sabato 3 ottobre, in quanto i posti , a causa delle vigenti normative sono limitati.
Altre notizie alla pagina
http://www.iltorrioneforio.it/eventi-brevi/gli-eventi-del-torrione/eventi-del-torrione-dal-2018-al-2020/evemti-2020/xviii-premio-poesia-ischia-lisola-verde/ dove , dopo la premiazione, saranno inserite le pergamene e foto sell’evento.

Quid prodest la vittoria del Sì al referendum sul taglio dei parlamentari ? non certamente agli italiani

Per chi non l’avesse ancora capito quella italiana da tempo é una falsa Democrazia mascherata anche sotto forma dell’ arma del Referendum popolare.Il referendum abrogativo art.75 della Costituzione stabilisce che 500.000 cittadini o 5 Consigli regionali possono proporre l’abrogazione totale o parziale di una legge o di un atto che ha valore di Legge.Un altro tipo di referendum é quello Costituzionale con cui il popolo decide se confermare o meno una legge di riforma costituzionale. Con il pieno e decisionale potere nelle mani del Popolo Sovrano in Italia si é votato il 20/21 settembre 2020 per il taglio dei Parmentari.Proposta di legge che vede il suo mandante nel M5S. Mandante o Killer sta per il promotore del taglio tanto agognato dalle stelle del governo vigente. Stelle che hanno perso il bagliore iniziale e che si sono completamente smascherati con la proposta referndaria del taglio di chi ci rappresenta in Parlamento.Naturalmente ha vinto il “NO” visto che la maggior parte degli italiani non si documenta, abbacinata dal taglio -costo .E senza conoscere che con la vittoria del”NO”gli italicisi sono tagliate parte dei testicoli che facevano ancora parte del corpo e dell’Anima di questa falsa Democrazia italiana.Grande ruolo per il prosieguo del nuovo regime dittatoriale lo hanno avuto i media cartacei e televisivi telecomandati ,a cui una fetta numerosa italica si affida non conoscendo l’utilizzo del Web. Web ingannevoli ma che ospitano anche persone intellettualmente oneste . Documentate. E lontano dalla malsana politica dello Stivale. Con la vittoria del “NO” dando un altro spintone alla falsa democrazia e spianando la via a un futuro autocratico, abbiamo perso parte della nostra rappresentanza(?) in Parlamento lasciando in mano ai laeder dei partiti ancora maggiore potere e controllo sui pochi eletti.Eletti che in numero meno massiccio rispetto ai 600 deputati riducendoli a 4000 e 315 senatori a 200 è invitato facilmente alla corruzione.CON IL “NO” VINCENTE ora diventa più facile LA COMPRAVENDITA. LA cosa più sconvolgente é che gli italiani non hanno inteso che tagliando quelle teste in molti casi di C. hanno tagliato la falsa democrazia italiana che ha la Sua massima espressione in Parlamento.Se I media asserviti italiani avessero spiegato si dice in gergo”alla femminile”il diabolico quesito alla fetta non documentata, il”NO” ingannevole NON avrebbe vinto relegando la decisione nelle mani del popolo .Il Trattato costituzionale andrebbe giornaliermente invocato e nella sua conoscenza recitato come Mantra. Mantra che inviso ai parvenu della politica, pilotati anche loro da Bruxelles, contenitore dinamitardo di mafie-poteri forti sostenute dalle lobby ( leggi banche).E supportate ormai in tuttei in Parlamenti che fanno parte dell’Europa.La crisi economica estrema, e, mondiale ha necessità di applicare una dittatura per far fronte alla voce pressante e democratica dei popoli tenendoli a bada con sistemi coercitivi che avranno il loro culmine con un regime dittatoriale.. E il primo passo, incominciando dal massone M.Monti ,seguito dagli altri governi tecnocratici non eletti dal popolo è quello di cambiare gran parte della Costituzione che gli illuminati padri costituenti avevano confezionata per il popolo cuatelandolo in ogni aspetto dei diritti umani . E civili .I diritti fondamentali del nostro Trattato costituzionali verranno man mano con altre false forme democratiche referendarie .E la distrazione di Noi italiani sarà complice perfetta,inerme del palese e imminente regime autarchico. Attenzione anche Hittler scalò il potere sotto mentite spoglie con armi democratiche.Il movimento cinque stelle che nei suoi patti con il PD propose il taglio a quanta mala fede si attiene? Ha giocato sui costi-tagio, sulla logica autocratica dettata da Bruxelles, o semplicemente si è nutrita della sua oscurità innata? Gioco alquanto sporco quello del M5S se si è servito del taglio-costo dei parlamentari per far credere all’ingenuo italiano di apportare risparmi per lo stato e quindi per il-popolo al fine di accrescere consenso e con esso lunga Vita nei palazzi perversi del potere.di lucia mannaUmbria, Conte: “Test che non può incidere. Verremo valutati nel 2023. Foto di Narni? La rifarei mille volte”. Salvini: “Continua sua arroganza”

America-Russia-Cina. Chi fra i tre litiganti Godrà? Imminenti guerre per accaparramento?

Notizie dal mondo oggi 17 luglio: Trump e Putin - LimesAddentrarsi nella geopolitica lo lasciamo agli esperti.Seguiamo da anni gli eventi globali da informazioni mistificate. Alla luce di quelle certe, alcune considerazioni minimali le vogliamo fare al fine che menti oneste illuminano dando a tutti Noi risposte. Risposte plausibili affinché non ci colga di sorpresa una prossima ed eventuale guerra fra nazioni che ormai non si sentono più protagoniste ed egemoniche ma che velatamente e con metodi diversi conservano lo stesso appettito espansionistico. Trump é stato indicato a premio Nobel per la Pace.Il presidende degli USA negli ultimi tempi é palesemente avulso da un eventuali guerre avendo capito che il globalismo é stato un malsano avvicendamento per i popoli.Trump ha chiaro la visione che l’America, vista sempre da tutti come espansionistica, iperialistica e guerra-fondaia, non ha più bisogno di tutto ciò. E resta il nazionalismo sano con le sue risorse e capacità interne produttive creative ad appagare il grande stato economicamente e in pace. E Sicurezza. Una così rassicurante promessa non la percepiamo da parte della Russia e della Cina sempre più emergente. Putin nei primi anni del Suo mandato 2000-2009 ha mantenuto una politica di eredità al sovietica rifacente al vecchio comunismo . Si é anche dimostrato liberale sostenendo che la Russia era parte dell’Europa. Eil Suo deiderio era che la terra del Cremlino si avvicinasse agli standard occidentali.Vaghe promesse che il popolo russo ha visto disattese alla luce delle discriminazioni in atto volute da Lui.Si discriminano gli omesessuali.Si condannano e si impririgionano. Vladimir Putin oggi avanza con politiche omofobe e clericali riaprendo moschee, sostenendo una politica della moralità con un confessionale tradotto anche dal nostro paese italico dal laeder Salvini che é indagato con altri esponenti della Lega per aver preso rubli dal Cremlino.E tranquillamente va in giro con rosari e madanne. Si dice anche per compiacere lo stesso Putin che lo avrebbe rimpiguato assecondando le Sue politiche.Putin combatte l^Islam ma non quella radicata e di comodo:l’Islam russo . Cosa ha indotto Putin a cambiare schema da iniziale conservatore del sovietismo ateo, anticlericale ad un Vladimir clericale e confessionale come il nostro cattolicesimo? le religioni si é semre detto che “Sono l’oppio dei popoli”.e i più fragili e penitenti ne subiscono la sottomissione.Il carattere e il pensiero russo che del comunismo ne fece forza intellettuale e speranza, oggi viene completamente rinnegato, ribaltato da un capo di governo autoritario che addirittura in costituzione ha permesso una modifica in cui potrà rimanere al governo fino al 2036. La paura di essere ormai sopraffato dal Suo avversario politico Alexei Navalny é plausibile e lo scontento della maggior parte dei russi é tangibile.Molte sono le violente manifestazioni dei russi concentrate nelle terre ucraine e a Murmansh ,Carelia ecc.” Putin tiene bene in piedi la città di Mosca .SAn Pietroburgo affamando visibilmente e negandone diritti le città limitrofe e più lontane dal palazzo” ha dichiarato una nostra conoscente ucraina di passaggio ad ischia proveniente dalla fredda Siberia.” Il problema é che a Mosca solo il 10/°° della ppolazione è locale la rimanente fetta non lo é. E per questo sono anche difficili le rivolte che non interessano alla fetta grossa e restante della popolazione” E’ ciò che ha cercato di spiegare la signora ucraina con un italiano abbastanza comprensibile .Dove vuole arrivare Putin? ” Il Suo sogno é annettere la Crimea nonostante il diritto internazionale lo vieta” Per quanto riguarda la geopolitica a Noi incomincia a spaventare più la Russia ossessionatamente religiosa e fa pensare alle crociate in Terra Santa fatta daila chiesa cattolica. E’ scongiurato il pericolo americano espansionistico ed é in agguato quello ormai antieuropistico putiano? E la Cina emergente cosa farà con i suoi mercati sempre più in espansione e con la sua corazza di ferrro economica? Chi dobbiamo temere di più in questo mondo disgrazianamente globalizzato a cui l’America sembre dire No alle guerreassurgendo addirittura Trump a PREMIO NOBEL per la Pace? Chi vivrà vedrà. Un pensiero in libertà il nostro, a cui desidereremo risposte . lucia manna

Hallo Mary lady Lay

Mary Lay in Serico ha lasciato il corpo.
Mary Lay,artista italo-americana, nasce da un padre architetto, e come tale non poteva che erditarne una vena artistica.Lascia il corpo nella terra foriana che l’ha vista moglie, madre.Nobil donna di notevole classe. laggiadra al suo passaggio per i vicoli saraceni catturava chiunque:dal villaro al piccolo borghese foriano.Come tutti i grandi artisti arrivati a Ischia per vacanza , rimanendonone incantata , prolungò il suo soggiorno imprigionata dalle amene spiagge-colline-monte che ispiravano i suoi dipinti con colori pastelli .Intrappolata più tardi dall’amore folle per Nicola Serpico, marito e poi padre del devoto figlio Alessandro.Mary catapultata in un isola che già allora conteneva vizi e virtù, al disagio iniziale, sopperito dal Suo grande spirito di ricerca.. é riuscita in tarda età a trovare ciò che le grandi Anime cercano: Fede e compagne-Amiche di Fede. Amiche accorte e affettuose che nella giovane americana sono mancate nel primo approccio nella terra dei Saraceni. ll suo accostamento all’interrelazione era stato maggiormente proiettato verso amici internazionali con i quali poteva innescare scambi culturali. Artistici.I suoi dipinti non frequentemente esposti per la Sua immensa riservatezza e umiltà, sono stati dal devoto Alessandro esposti freuquentemente ,e più tardi al pubblico con eleganza di Vernissage che solo un figlio d’arte molto amorevole può donare.Mary, nostra compagna di Fede, ha lasciato il secolare recitando Daimoku.Un mantra buddista che trova la sua collogazione nell’associazione laica- religiosa della Soka Gakkai giapponese. Un associazione che parte dalla terra nipponica estentendosisi in 156 paesei del mondo che si prodiga per la cultura-la pace-l’educazione.Mary aveva incarnato il concetto di nascita e di morte come tante di noi e il premio finale di questa Sua ricerca é stato quello di esalare l’ultimo respiro mentre recitava Il daimoku:”perciò la Vita e la morte , l’apparizione di tutte le cose , di tutti i fenomeni non sono altro che racchisi nel mantra di Nam -Myoho-Renghe KYO.L’apparizione di Tutte le cose e la manifestazione della loro natura intrinseca é la loro estinzione é il ritiro di tale natura nello stato Di Latenza” Lìartista Mary LaY ora che risiede nello stato di latenza , aveva incarnato a fondo il concetto filosofico facendolo proprio e vivendolo fino all’ultimo respiro.E’ andata via dormendo mentre innegiava il Mantra che racchiude l’impenetrabile mistero della Vita.Un altro pezzo di bella storia foriana va via alla venerabile età di 96.Donna con storia invidiabile a cui tutte Noi facevamo riferimento cercando di imtarne la classe. La Sapienza. La Cultura .Sentite condoglianze .al figlio Alessandro e Leonora. lucia mannna

Il No di Gennaro Savio al taglio dei parlamentari.

Pubblico questo volantino con un pizico di commozione essendo il primo documento ufficiale stilato dal PCIM-L dopo la morte dell’amato Segretario generale Domenico Savio. Speriamo di essere riusciti ad esserne un minimo all’altezza.
NELLA PROSPETTIVA DI COSTRUIRE L’ITALIA SOCIALISTA, AL REFERENDUM VOTIAMO “NO” AL TAGLIO DELLA DEMOCRAZIA CHE RIUSCI’ SOLO A MUSSOLINI NEL 1929
Oltre che per il rinnovo di consigli regionali, provinciali, metropolitani e comunali, domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020 il popolo italiano sarà chiamato ad esprimersi sul referendum costituzionale circa il taglio dei parlamentari per cui si propone di passare dagli attuali 630 deputati a 400, e di diminuire la presenza dei senatori da 315 a 200. Il tutto, secondo i proponenti, per abbattere i costi della politica. Una falsità, ovviamente, perché il taglio dei parlamentari inciderebbe solo per un misero 0,007% della spesa pubblica. Per abbassare veramente e concretamente i costi della politica basterebbe ridurre gli stipendi da nababbo di circa 15.000 euro al mese più privilegi vari dei parlamentari e portarli al livello dei salari che percepiscono gli operai specializzati delle fabbriche. In questo modo vedrete che tanti borghesucci già benestanti e ricconi professionisti, non farebbero neppure più la corsa a farsi eleggere in Parlamento. La verità è che questo referendum voluto dai populisti del Movimento Cinque Stelle e sostenuto dalla classe dirigente reazionaria e antidemocratica del Partito Democratico e della Lega di Salvini, non serve assolutamente a tagliare i costi della politica come vorrebbero farci credere questi “signori”, ma servirebbe soltanto a tagliare quel poco di democrazia parlamentare borghese che ancora sopravvive nel nostro Paese. “Signori” sostenitori del “SI” che nei decenni col malgoverno di coalizioni di centro, centrodestra e centrosinistra oltre ad avere affossato sanità, scuola e trasporto pubblico, oltre ad aver svenduto l’immenso patrimonio pubblico del popolo italiano regalandolo per pochi spiccioli a capitalisti e multinazionali, attraverso l’approvazione del cosiddetto jobact hanno finanche falcidiato i diritti dei lavoratori, a partire dalla vergognosa modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, diritti conquistati in decenni di durissime lotte e battaglie portate avanti nel secolo scorso dai nostri nonni e dai nostri padri, molti dei quali sacrificando la vita nelle piazze. Dopo averci tolto la possibilità di poter scegliere i candidati da votare in quanto con scelte vergognosamente anticostituzionali e approvando una legge elettorale che fa impallidire persino quella voluta dal fascismo negli anni bui e tragici del ventennio nero mussoliniano e con cui i partiti si sono arrogati pure la possibilità di decidere chi tra i loro gruppi dirigenti deve essere nominato deputato o senatore, ora vogliono rendere il parlamento meno rappresentativo e più concentrato nelle mani di un’esigua casta capitalistica e padronale trasformando, così, il potere esecutivo sempre in senso più presidenzialista, puntando al tanto agognato obiettivo, per i reazionari, dell’uomo solo al comando, proprio come avviene nelle dittature fasciste: che vergogna! E se solo pensiamo al fatto che nel 1929 l’unico taglio del numero dei deputati che scese a 400 fu preteso dal duce del fascismo Benito Mussolini, oggi rispetto alla proposta di stampo fascista di tagliare la democrazia, agli italiani dovrebbero tremare i polsi. Ecco perché il popolo italiano, la classe lavoratrice e sfruttata del nostro Paese, i comunisti, i sinceri democratici e i progressisti votando e facendo votare “NO” al referendum del 20 e del 21 settembre, hanno il dovere storico e morale di fermare questo nuovo assalto alla Costituzione antifascista che va preservata nei sui principi di democrazia e partecipazione popolare. Perché, è bene ricordarlo, noi marxisti-leninisti della Costituzione borghese del 1948 difendiamo unicamente le conquiste progressiste in essa contenute e necessarie per proseguire la lotta verso la sconfitta del sistema capitalistico e la conquista del potere proletario e del socialismo. Per noi comunisti questa è una battaglia di retroguardia che va combattuta e vinta in attesa di costruire la prospettiva storica del socialismo nel nostro Paese, per liberare definitivamente le masse popolari dal barbaro sfruttamento padronale e capitalistico e garantire parimenti a tutti gli italiani l’uguaglianza economica e sociale e dare loro una vita serena e dignitosa. Il 20 e il 21 settembre vota e fai votare “NO” al taglio della democrazia nel nostro Paese.di gennaro savio
Ischia, 5 settembre 2020fotog.saviofotog.savio
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