Riflessioni di Nicola Manna su Bettino Craxi

Il 19 Gennaio 1919 nacque il Partito Popolare, antesignano della Democrazia Cristiana, che guidò il nostro paese per 50 anni e oltre. Il 19 Gennaio 2000 morì ad Hammamet Bettino Craxi, leader socialista. I giudizi su questi eventi è giusto lasciarli alla storia, ma onestà intellettuale vorrebbe che si squarciasse quel velo di ipocrisia, che purtroppo, è diffuso in questo paese. In questi giorni, forse anche a causa del recente film, ho ascoltato le diverse opinioni su Craxi. Qualcuna di esse mi ha anche fatto sorridere perchè proveniva da chi ha esaltato quell’episodio del lancio delle monetine, e oggi, invece, con finto buonismo rivaluta quella figura di politico. Io, personalmente, per come intendo la cosa pubblica, ritengo che Bettino Craxi sia stato un protagonista indiscusso della storia politica di questo paese. Un politico intelligente, astuto e autorevole, molto meglio di alcuni protagonisti della politica attuale. Quello che non mi piace e che si faccia un torto alla onestà intellettuale quando si afferma che “Craxi fu esule in Tunisia”. Craxi(distorsioni della giustizia italiana, lo hanno fatto apparire come unico colpevole di un sistema marcio), da uomo intelligente e astuto, aveva intuito che avrebbe subito condanne per il suo operato politico, per cui decise di rifugiarsi all’estero per sottrarsi al giudizio della legge. Non è stato un grande esempio di statista, in quel caso. Io credo che bisogna sempre assumersi delle responsabilità, quando si compiono grandi opere, ma anche quando si commettono errori, altrimenti viene fuori il solito messaggio all’italiana ” ho commesso un reato, e allora?”.
Alla storia, come dicevo, il suo giudizio.
Nicola Manna.

Il Suo operato x noi , nonostante le varie manchevolezze del politico , tra cui la eliminazione della scala Mobile,il laeder socialista Craxi  é stato un grande Statista.La condanna inflitta a Bettino e sonorizzata dai media e fatta passare come  ladrocinio che all’interno del PSI ingrassava un po tutta la classe dirigente e lo stesso uomo di Hammmet fu principalmente il pretesto per eliminare il partito socialista, che in Italia incarnava un sovranismoa difesa dei diritti sociali .La morte politica di Craxi doveva aprire le porte al neo liberismo.I fatti storici ora ne danno ragione. Il Poul di mani pulite messe a servizio di chi doveva distruggere  lo statista. sono stati,inclini ad assecondare la fine di un governo che ideologicamente perorava le cause sociali in linea e coerenza con le esigenze delle classi meno ambbienti.lucia mannna

Giorno della Memoria.Dal Torrione di Forio approda a Roma “Il Viaggio”.


La piece, al debutto durante il Giorno della Memoria, nel gennaio 2016, fa tappa al Circolo Culturale “Lettere Caffè” a Trastevere.

L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria. (Primo Levi)

Si rinnova l’appuntamento con la Storia e non poteva mancare quello con la ricorrenza della Giornata della Memoria, che è stata fissata in una data che resta indelebile nella mente del genere umano. Il 27 gennaio 1945, quando il campo di sterminio di Auschwitz fu liberato dall’Armata rossa e i settemila sopravvissuti alla barbarie nazista furono liberati, è ormai diventato una data imprescindibile dalle commemorazioni e viene rievocata in tutto il mondo civile.
L’Associazione Culturale Radici, consapevole di essere solo una goccia nel mare dei ricordi, in sinergia con l’antico Circolo Culturale “Lettere Caffe”, di Roma, esporta nella capitale la trasposizione teatrale del dramma vissuto da Vito Morgera, un bottaio foriano, nato dalla penna del fantasioso autore- regista Giuseppe Magaldi, Direttore, tra l’altro, del Museo Civico Giovanni Maltese di Forio.
La tragica vicenda dell’inconsapevole Vito, sacrificato sull’altare della “Tempesta” riporta alla riflessione e alla consapevolezza di non poter abbassare la guardia contro i nemici principali della società civile: l’oblio e l’indifferenza.
Tragedia, quella di Vito che, come nella canzone di Francesco Guccini, passa per il camino, allo stesso tempo lucida e surreale perché esprime la sofferenza condivisa, la delazione, le angosce di un viaggio interminabile verso la morte che lo rende poi libero e quindi intoccabile.
Per questo motivo il pezzo drammatico presentato dell’Associazione Culturale Radici ed interpretato da un collaudato Pierpaolo Mandl, sbarca a Trastevere. Per testimoniare, con il proprio intervento, la volontà di combattere ogni forma di assolutismo e dittatura, anche cercando di condividere gli ingredienti per non dimenticare.
Perché, come ebbe a dire Mario Rigoni Stern, scrittore e combattente, di Asiago catturato dai nazisti e imprigionato nel campo di concentramento di Hohenstein (oggi Olsztynek):
“La memoria è necessaria, dobbiamo ricordare, perché le cose che si dimenticano possono ritornare: è il testamento che ci ha lasciato Primo Levi”.
Grazie all’impegno di Padre Gaetano Fanzese, il dramma sarà rappresentato in prima istanza, alla fine della celebrazione della Santa Messa delle 18.00 di sabato 25 gennaio 2020, nella Chiesa di San Francesco d’Assisi di cui Padre Gaetano è il Rettore. (Piazza Municipio Forio)
Appuntamento quindi sia a Forio, sia al Caffè letterario “Lettere Caffè”, in Via San Francesco a Ripa, a Roma, lunedì 27 gennaio 2020 ore 20.30
Lettere Caffè, dislocato nel cuore di Trastevere, è il più antico caffè letterario di Roma. Aperto sette giorni su sette, con un’ampia programmazione, offre a tutti musica di qualità ed eventi culturali.
Altre notizie, foto e possibilità di scaricare l’opuscolo del “Il Viaggio” alla pagina
http://www.iltorrioneforio.it/eventi-2/evemti-2020/1-dal-torrione-di-forio-approda-a-roma-il-viaggio/
Luigi Castaldi

Lettera aperta al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella

Egregio Presidente Mattarella, il Suo sermone sull’evasione fiscale agli studenti che Le hanno fatto visita, sarebbe stato opportuno e sacrosanto se lei anzicché essere Presidente di una espressione astratta che si chiama Repubblica italiana , fosse il presidente di uno stato serio e credibile, rispettoso del lavoro e delle proprie Leggi , ma lei sa meglio di me che non é questo il caso , basti pensare che l’Italia é il secondo paese più corrotto d’Europa . E’ utile rammentare anche agli studenti che l’inefficienza della pubblica amministrazione e la corruzione pesano oltre 200 miliardi di Euro, pertanto quasi il doppio della stima sull’evasione.Lei presidente é uno scenziato del diritto, ma probabilmente non ha messo mai piede in una fabbrica, ovvero in qugli opifici dove una persona che normalmente lavora 15 ore al giorno, mette assieme il capitale umano, il capitale inteso come risorse economiche e il tempo.combinandoli assieme per costruire beni o dare servizi al fine di conseguire un risultato economico. Ebbene Lei deve sapere che il nostro tessuto econmico é composto prevalentemente da piccole e medie aziende, che hanno sempre marginalità di guadagno più basse e una concorrenza spietata dall’estero, con una pressione fiscale che arriva anche al 68/%.Ora Le sarà facile comprendere che la maggior parte dell’evasione é un atto di sopravvivenza, un istinto,una pulsione dell’uomo per non morire di stato. Ma caro Presidente, più indecente dell’evasione quando é operata da soggetti estremamente ricchi che non evadono certo per sopravvivere,direi che é lo sperpero di denaro pubblico che supera ogni forma di indecenza. Mi dica per esempio caro Presidente, perché il Quirinale costa tre volte Buckinghan Palace e ben 4 volte più dell’Eliseo? . Lei ha alle Sue dipendenze un esercito di quasi mille persone…perché? Perchè i Suoi dipendenti hanno stipendi medi più alti di loro parigrado allla casa Bianca? Altra cosa caro Presidente. Si stima che la Sua Sicilia, la Sua Terra , solo negli ultimi 5 anni abbia evaso il fisco per 32 miliardi di euro…perché Lei non ha mai detto nulla alla Sua gente? Perché non si dice che la Sicilia, ogni anno produce miliardi di debiti? Perché non si dice che ha tanti dirigenti quanto quelli di 9 regioni a statuto ordinario? Perché caro Presidente i suoi ex colleghi dellla Corte Costituzionale hanno emolumenti per c.ca 250 mila euro l’anno e prima di andare in pensione diventano per magia tutti Presidenti dellla Corte maturando così un diritto ad una pensione da c.ca 300.000.00 euro l’anno oltre ad autista e altro?.Perché secondo Lei i suicidi per lavoro sono sono quasi sempre di piccoli imprenditori e non di giudici o BUROCRATI statali?.Prima di grande prediche dal pulpito, faccia ordine in casa Sua.L’avanzo primario in questo Paese é sempre stato positivo negli ultimi anni,tasse ne paghiamo sin troppe e siamo stanchi di vedere i nostri soldi utilizzati per per far volare Alitalia, assumere dirigenti statali inutili o finanziare strade che dopo pochi Km. termineranno sopra ad un monte sconosciuto.I nostri anziani, che hanno la Sua età, li vediamo sempre più spesso rovistare tra i rifiuti per cercare del cibo, sa com’é presidente c’é chi con 500.00 euro va una sera alla Scala e chi deve campare un mese con una pensione di 400.00 euro, dopo una Vita di lavoro. Buona notte Presidente.In questo Paese evadere é un dovere civico se serve per sopravvivere, beato chi può, io sono un dipendente e haimé non posso. Michele Favero

Politici italiani massoni al servizio del colonialismo europeistico strumentalizzano la senatrice Liliana Segre

DA più parti si inneggia che” La Segre sia premiata con la carica a presidente della Repubblica

italiana”.Non abbiamo inteso se in questa vita o nella prossima, visto che la N:D:ha solo 89 anni.E non conosciamo cosa ne pensa la senatrice in merito . Noi pensiamo che Lialiana Segre sia o possa diventare alla fine dei suoi ricchi giorni mai un massone., Requisito intrinseco oggi nelle alte cariche dello Stato.E.dimostrabile dal fatto che gli ultimi presidenti istituzionali sono stati premiati e riconosciuti presidenti della nostra Repubblica in virtù dell’appartenenza a questa o quella occulta associazione..L’odio razziale sprigionato da Hitler nei riguardl del popolo ebraico scaturi’ essenzialmente dal fatto che i perseguitati erano impuri e non degni di stare al mondo data la loro forsennata ricchezza.E avidità.Senza voler giustificare il terribile Olocausto potremo timidamente osservare che quel gesto criminoso di sterminio fu fatto da parte di Hitler x fini nobili.E di ASCESA. Ma i presidenti della repubblica italiana e i capi di vari governi dell’Europa Unita x quale nobile fine avallano e appoggiano velatamente le politiche economiche
dei filandropi -Rochefeler- i Roschild -Soros-Mores-ECC..che stanno ammazzando economicamente -spiritualmente- 7 miliardi di individui nel mondo globalizzato?.Avremo piacere se la Senatrice Liliana Segre prima che partisse PER IL mondo dei giusti elaborasse un interrogazione parlamentare tanto da sbalordire l’Umanità intera a difesa e sostegno della giustizia. Pace.Verita’

Il prof.Giuseppe Aragno dal suo blog espone con maestria di particolari il movimento delle sardine

I nemici dell’odio odiano Potere al Popolo

downloadIl tempo di materializzarsi in piazza, e subito le sardine, nate dal nulla e mute, benché ribelli, come devono essere i pesciolini, hanno scatenato tutto ciò che dovrebbe vivere per informare, ma funziona per disinformare.
Il miracolo è stato mirabile: per una intuizione geniale, stampa e televisione hanno decifrato così bene il silenzio delle creature marine, da renderlo più eloquente di un’orazione di Cicerone. Ora lo sappiamo: “Quo usque tandem abutere, Salvini, patientia nostra?”, urlano senza emettere suoni, i marini contestatori, in difesa dei mari della patria pericolante.
E’ vero che sono solo sardine, ma se nel mare profondo è giunta voce della barbarie di Salvini e della sua Lega, com’è che i pesciolini non sanno e non vogliono sapere nulla dell’imbarbarimento del PD di Minniti, che, calpestando la Costituzione, ha consentito il voto ai fascisti di Casa Pound, camerati del leghista? Com’è che ignorano i campi libici e le mille infamie targate PD, a cominciare da quelle contro la Costituzione, di cui – ci informano i traduttori del silenzio – le sardine sono convinte paladine?
Sorge il dubbio che nei fondali marini le cose non vadano molto meglio che sulla terraferma: anche lì, se un’infamia è targata Salvini, si protesta, se invece barbari e barbarie sono truccati da democratici, si fa finta di nulla. E’ vero, noi non sappiamo come vadano le cose laggiù, negli abissi marini, è certo però, che, nati democratici, i seguaci del caposardina Mattia Santori, pesciolino guarda caso parlante, dopo le prime incursioni sulla terraferma, hanno scoperto che in piazza c’è chi parla da sempre, porta striscioni e – ciò che più conta – non tiene un occhio aperto a destra e l’altro chiuso a sinistra. Gente che non si limita a criticare la forma, ma bada alla sostanza e sa che le “bestie” responsabili della penosa condizione del Paese sono molte.
L’incontro tra i pesciolini muti e la povera gente sfruttata non è stato un idillio e invano si è provato a spiegare alle sardine che, con o senza Salvini, la barbarie cresce e crescerà, perché essa è figlia della miseria, della disoccupazione, della precarietà, dell’ingiusta divisione della ricchezza, di leggi feroci come il Jobs Act, la riforma Fornero e il pareggio di bilancio. Per le mute e ostinate sardine, il problema era ed è Salvini, non la cancellazione feroce dei diritti sociali e gli incalcolabili danni prodotti dal neoliberismo.
Grazie ai miracolosi interpreti della stampa e delle televisioni, i pesciolini democratici, figli della disinformazione, ci hanno fatto sapere di essere saliti dal mare alla terraferma per imporre la fine dell’odio, la pace e l’unità. Poiché in piazza quelli di “Potere al Popolo” hanno insistito sulla battaglia per una giusta divisione della ricchezza, contro la privatizzazione dei servizi e della sanità, contro i licenziamenti delle multinazionali e le deportazioni degli immigrati, dimostrando che, battuto Salvini ne nascerà un altro, i pesciolini muti hanno imposto il silenzio.
La piazza occupata non è di per sé un simbolo positivo o negativo. Si sono viste piazze trasformate in presidi di camicie nere e il punto non era che si protestava; il punto era per quali valori la piazza diventava un simbolo. I pesciolini muti che contestano Salvini e appoggiano Minniti, le sardine, che sono contrarie all’odio e fingono di non vedere gli odiosi interessi che sono dietro i “sì Tav”, che difendono contemporaneamente la Costituzione e chi la vuole distruggere, non sono il simbolo del cambiamento, ma gli alleati della reazione che avanza. Un nuovo esempio della più vecchia politica italiana: vogliono cambiare tutto, per non cambiare niente. E’ forse per questo che mute come sono due parole chiare hanno voluto che Mattia Santori le dicesse e il capo sardina non s’è fatto pregare: Potere al Popolo è il nemico.
Santori sa che, per quanto piccolo, Potere al Popolo risponde a una domanda della storia e va nella direzione del cambiamento. Per questo, mentre dice di non volere l’odio, il caposardina odia Potere al Popolo.di giuseppe aragno Potere al popolo

https://giuseppearagno.wordpress.com/

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Una Sanna Marin per Forio d’Ischia. Il sogno di Nicola Manna giovane intellettuale foriano pieno di passione e di ETICA

Nel nostro piccolo, la elezione a capo del governo in Finlandia, di Sanna Marin, giovane donna di appena 34 anni, deve far riflettere sulla arretratezza culturale di questo paese. Qui, in Italia, c’è la presunzione di ritenere i giovani e le donne meno capaci delle mummie che ci governano da 30 anni. E i risultati poi si vedono.
Stendo poi un velo pietoso sulle piccole realtà come la nostra. Osai, nel 2018, a 32 anni a proporre la mia idea di amministrazione di un comune, in maniera trasparente, onesta, affrontando temi sociali ed economici che non comportassero grandi sacrifici per la comunità. Qualche auto-proclamatosi intellettuale mi definì presuntuoso, arrogante, megalomane, visionario senza nè arte nè parte.
A ogni modo son stato rivoluzionario anche nel candidarmi sindaco. E per la questione “quota rosa”, mi sono testimoni in tanti che, se avessi deciso di fare un passo indietro, avrei proposto la candidatura a sindaco della mia cara e stimatissima Prof.ssa Rosa Calise.
Nicola Manna.

Al Torrione di Forio il presepe ecosostenibile a cura dell’Associazione Radici realizzato dal M° Raffaele De Maio.

Al fresco e al gelo.

Si avvicina il Santo Natale e come tradizione le varie comunità si apprestano a festeggiare la nascita
di Cristo Redentore e Salvatore dell’umanità. Anche a Forio numerose sono le iniziative intraprese
dall’Amministrazione Comunale che, attraverso il collaudato progetto “Natale sotto l’albero”,
coinvolgono le associazioni e i singoli volontari operanti sul territorio. In questo contesto e facendo
seguito all’iniziativa Note di Natale sotto l’albero 2019-2020 l’associazione culturale Radici, in
sinergia con altre realtà foriane propone al vasto pubblico isolano, soprattutto ai bambini e giovani
che vogliano deliziarsi tra le molteplici rappresentazioni presepiali, una produzione realizzata dal
M° Raffaele De Maio. Il presepe ecosostenibile “Al fresco e al gelo” intende non solo rappresentare
la tradizione, ma anche stimolare la capacità umana ad adoperarsi per favorire la vivibilità di un
mondo ove sia messo al bando lo spreco e siano evidenziate le tematiche per un corretto uso dei
materiali che troppo spesso finiscono in discariche a cielo aperto. Il M° Raffaele non è nuovo a
questa tipologia di eventi avendo realizzato nel corso degli anni tanti altri presepi, mostre di pittura,
libri e poesie. Questa volta, utilizzando esclusivamente oggetti provenienti dagli avanzi di
lavorazione, stoffe usate, bicchieri e lattine di plastica o alluminio, polistirolo e altri materiali di
risulta, mette in scena una raffigurazione della tradizione cristiana nata nel 1200 ad opera di San
Francesco d’Assisi e proseguita nel corso dei secoli secondo le modalità artistiche del tempo. Oltre
al messaggio ecosostenibile lanciato dal M° De Maio, è da non sottovalutare l’architettura scenica
ove è preponderante l’effetto ghiaccio teso a sottolineare che i nostri cuori non possono restare di
ghiaccio difronte alla sofferenza di tanta parte dell’Umanità. Il presepe sarà inaugurato la sera
dell’Immacolata, dopo la Santa Messa serale officiata nella Basilica di Santa Maria di Loreto, e il
coinvolgimento dei numerosi presenti, guidati dall’ ensemble musicale MusArt e da un
caratteristico Pulcinella, alle ore 20.15 con la benedizione del parroco Don Emanuel Monte e
’accensione della stella cometa che indicherà la strada ai Re Magi. Ma non finisce qui l’attività
natalizia dell’Associazione Culturale Radici in quanto, in sinergia con l’Arciconfraternita di
Visitapoveri e, con l’Istituto d’Istruzione Superiore Cristofaro Mennella ed esulando dalla
partecipazione ai benefit regionali, propone il tour museale dei quattro musei del centro storico
foriano mediante visite guidate e percorsi itineranti alla scoperta della storia di Forio. Il percorso
prevede la visita della Basilica Pontificia di Santa Maria di Loreto nel cui interno sono custodite le
opere del pittore foriano Cesare Calise, poi Santa Maria di Visitapoveri con la pinacoteca di
Alfonso Di Spigna e l’Angelo di Pasqua, e la chiesa di Santa Maria del Soccorso con l‘annesso
museo degli ex voto ed il Crocefisso ed infine il Museo Civico” Giovanni Maltese” dedicato al
poliedrico artista che visse all’interno del Torrione.
L’Associazione Culturale Radici consapevole del difficile momento economico che attanaglia la
comunità isolana, si augura che le prossime festività siano propedeutiche ad un ampio confronto di
idee e proposte per incrementare la principale attività isolana cioè il turismo ed anche perciò invita i
tantissimi ospiti che soggiornano nelle strutture ricettive isolane e tutti i benvenuti residenti, a
visitare il presepe artistico e seguire i tour museali descritti. Altre notizie alla pagina
http://www.iltorrioneforio.it/eventi-2/eventi-2019-da-luglio-a-dicembre/eventi-2019-dicembre/10-al-
fresco-e-al-gelo/ Di Luigi Castaldi

CONTINUA LA PENETRAZIONE DEGLI EBREI NEI TERRITORI PALESTINESI E, COME SEMPRE, CON L’ APPROVAZIONE DEGLI AMERICANI !

CONTINUA LA PENETRAZIONE DEGLI EBREI NEI TERRITORI PALESTINESI E, COME SEMPRE, CON L’ APPROVAZIONE DEGLI AMERICANI !di ciro ridolfini
Il tutto cominciò nel 1898, quando nacque il movimento cosiddetto Sionistico Internazionale, con sede a Ginevra che ebbe come fondatore Teodoro Herzl. Lo scopo fondamentale di questo movimento, in realtà era quello di far rimpatriare in Palestina, ossia la terra promessa, la maggior parte degli ebrei dispersi in ogni angolo della terra. Per tal movimento basterà essere di religione ebraica per far parte dello Stato Israeliano. In quel periodo, la terra promessa era dominata dagli Ottomani e questa popolazione viveva prevalentemente di agricoltura. Inizia la prima Guerra Mondiale, gli Inglesi schiacciano il povero Impero Ottomano e nel 1923 prendono il comando anche della Palestina.Dopo la prima Guerra Mondiale e mentre il mondo si accinge ad iniziare la seconda, alcuni Ebrei iniziano il loro viaggio verso la Palestina, un viaggio pacifico dove inizialmente sono ben accolti dai Palestinesi.
Con il dominio Inglese, il movimento Sionista crebbe a dismisura grazie anche all’appoggio degli stessi inglesi che non posero un limite ai flussi migratori attraverso la dichiarazione di Balfour, secondo cui tutti gli Ebrei avevano il diritto di costituire un “focolare” nazionale Ebraico.
Alla fine della seconda guerra mondiale, Il flusso migratorio ebraico si allarga a dismisura e diventa insopportabile per i Palestinesi. Visto ciò, nel 1947 l’Onu (l’organizzazione delle nazioni unite) decide di dividere la Palestina in due zone; una parte Israeliana e una zona Araba. Ovviamente i Palestinesi non accettano ciò e iniziano così i primi conflitti. A partire dal 1948 viene fondato lo Stato d’Israele e con esso sorge una guerra a tutti gli effetti tra lo Stato che sta per sorgere e quello della Lega Araba.
Lo Stato di Israele è ancora agli albori, ma risulta già molto ricco e fornito di armi in confronto alla Palestina. Nel 1949, mediante l’Onu, terminano le prime risse, nonostante Israele avesse già conquistato il 70% dell’intera Palestina.
Purtroppo però nel 1956 ricominciano le ostilità, ma in questo caso tra l’Egitto e Israele. In questa occasione è la guerra del Kippur . La vittoria anche in questo caso è degli Israeliani e anche in questa terribile situazione è l’Onu a porre fine a tale conflitto.
Nel 1964 nasce l’OLP che viene riconosciuta come “ente” rappresentante del popolo Palestinese.Nel 1988 l’OLP riconosce lo stato d’Israele, ma proclama unilateralmente lo Stato Indipendente di Palestina. Israele schiera carri armati, i Palestinesi, non avendo armi sufficientemente tecnologiche iniziano a pianificare atti terroristici su larga scala.
Nel 1993, l’Onu, attraverso la ” risoluzione 242 ” obbliga Israele a restituire e a ritirarsi da tutti i territori Palestinesi occupati , ma Israele non si ritira.Sempre nel 1993, attraverso gli accordi di Oslo, viene stabilita una data per la ” risoluzione 242 ” : Tutti i territori occupati dovranno essere restituiti entro 5 anni.
Ad oggi, la risoluzione 242 è scaduta e più del 50% dei territori indicati nella risoluzione Onu sono ancora occupati da Israele.
Israele oggi, conta un PIL di 150 mila miliardi di dollari, la Palestina conta un PIL di 2400 milioni di dollari.
All’Onu, si discute un importante progetto che prevede il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite della Palestina come stato ” Osservatore ” che comporterebbe non il riconoscimento dello Stato Palestinese vero e proprio ma alcuni vantaggi come la partecipazione al programma alimentare comune e a quello della sanità.Nonostante gli sforzi dell’Onu, il mondo è spaccato dalla questione Palestinese e mentre Germania e Inghilterra annunciano il veto sulla proposta della Palestina come Stato Osservatore, i Palestinesi accusano Abu Mazen ( il loro portavoce ) di essere troppo moderato, mentre gli Israeliani minacciano di recidere dagli accordi di Oslo nel caso la situazione non trovasse soluzione al più presto.
Quella d’ Israele è una erosione costante della Palestina . A conclusione della prima guerra arabo-israeliana, l’area occupata dagli israeliani si espande ulteriormente, passando dal 56 per cento dei territori della Palestina mandataria, assegnati dalla raccomandazione della Assemblea Generale delle Nazioni Unite, al 78 per cento, includendo fra l’altro l’intera Galilea e buona parte di Gerusalemmme. Infine, a conclusione della guerra dei sei giorni, nel 1967, come è noto, Israele si impadronisce anche del restante 22 per cento, si annette illegalmente Gerusalemme-est e impone un duro regime di occupazione militare agli oltre due milioni di abitanti della striscia di Gaza e della Cisgiordania. Il tutto accompagnato dalla sistematica espropriazione delle terre, dalla demolizione di migliaia di case palestinesi, dalla cancellazione di interi villaggi, dall’intrusione di imponenti strutture urbane nell’area di Gerusalemme araba, oltre che in quella di Nazaret. Ma, fra tutte, è la vicenda degli insediamenti coloniali nei territori occupati della striscia di Gaza e della Cisgiordania a fornire la prova più persuasiva del buon fondamento dell’interpretazione «colonialista». Come spiegare altrimenti il fatto che, dopo aver conquistato il 78 per cento del territorio della Palestina, dopo aver annesso Gerusalemme-est ed avervi insediato non meno di 180 mila cittadini ebrei, lo Stato di Israele si è impegnato in una progressiva colonizzazione anche di quell’esiguo 22 per cento rimasto ai palestinesi, e già sotto occupazione militare? Come è noto, a partire dal 1968, per iniziativa dei governi sia laburisti che di destra, Israele ha confiscato circa il 52% del territorio della Cisgiordania e vi ha insediato oltre 200 colonie, mentre nella popolatissima e poverissima striscia di Gaza ha confiscato il 32 per cento del territorio.#Palestinalibera. Libertà per il popolo palestinese oppresso dall’occupazione sionista. Oggi giornata dell’Onu dedicata al popolo palestinese. Iniziativa a Napoli, Castel dell’Ovo.In ricordo dell’iniziativa del 2015 di Ciro Ridolfini