La “teoria delle finestre rotte” del politologo James Q. Wilson e dal Criminologo George Kelling afferma che quando le trasgressioni non sono corrette ne punite si innescono fenomeni di emulazioni.
E’ un circolo viziono. Vorrei portare la testimonianza di Zaro.
Telecom ritiene da sempre essere investita del ruolo di creare e distruggere a suo piacimento. La società telefonica ha perso un contensioso con la famiglia Iovine in località Zaro. Motivo del contendere: tralicci incombenti invadevano la proprietà Iovini permettendo il buon uso delle linee telefoniche della SaS.
La società squillo ha inviato nella zona residenziale dei “zarini”, circa 5 mesi fa, una ditta appaltatrice di cui non si conosce sigla per spostare i cavi telefonici dalla Iovine famiglia.
Non pochissimi disagi sono stati recati agli abitanti della zona durante i lavori in corso: macchine lasciate in lontananza, polvere da rendere accecato il passante e cosette varie piacevolmente vissute per buona pace di un paziente e comprensivo vicinato.
La ditta appaltatrice inviata da telecom (si chiama Boh) avevo promesso il ripristino dello stato dei luoghi con rispettiva copertura del manto stradale. Niente è stato ottemperato fino ad oggi se non la copertura dei fili sotterranei. Telefonate a iosa dagli indispettiti residenti non sono riuscti ad arrivare a chi di dovere e chi doveva assumersi l’onere del ripristino.
Telecom deve ora ascoltare con civile e forse penale l’indignazione dei zarini. Un giovane dciassettenne è caduto in una delle buche lasciate dalla ditta appaltatrice pochi giorni fa.
Buche lasciate dalla ditta appaltatrice Boh, per permettere un rally giornaliero a moticiclisti e automobilisti di via zaro. Le buche assumono sempre più forme di laghetto.
Laghetti per essere di buona compagnia a quelli localizzati presso il campo di bocce nei pressi di villa Visconti. Il pericolo di una caduta degli anziani e una loro possibile rottura del femore durante l’imbrunire non è da escludere.
Non si può non denunciare l’usura dei pneumatici delle autovetture dei lavoratori che sempre facendo rally quattro volte al giorno ob torno collo si recano al posto di lavoro.
I nodi più salienti di questa storia eternamente Telecom vengono evidenziati in quattro punti. Quanti ne aggiungeremo fin che non si presenterà civilmente percorribile la strada di via Zaro. Dovremmo forse attendere che tra un Rally ed un altro qualche ragazzo in picchiata libera senza osservanza di casco finisca nei laghetti?
La ditta appaltatrice forte del meccanismo chiamato la “teoria delle finestre rotte” , lasciano sempre e comunque solchi aperti durante i loro interventi di manutenzione e sostituzione dei cavi.
A questo punto come non citare l’Enel che rompe, spacca e non medica lasciando scie tricolori sull’asfalto come la nostra bandiera. L’Evi emula i noti per il passaggio di tubi che periodicamente vengono sostituiti per la loro inefficienza.
Così le strade dell’isola d’Ischia sembrano dotate di segnaletica per far atterrare gli aerei e alieni. Come avremmo fatto senza questi grandi colossi a farla fallire l’Isola d’Ischia. C’è voluta una grande abilità a distruggerla.
Concediamo in dotazione ai nostri giganti una leva e come Archimede solleviamo Ischia.
Una piccola nota che avvicina la teoria delle finestre rotte è mantenuta forte e vivida dalla signora Maria Iovane che anche lei nel suo viale privato in comunione con me e altri vicini ha recintato i suoi beni terrieri e terreni con antiestetici tralicci e filo spinato. Inoltre si presuppone che la recenzione sia uscita dal confine per appropiarsi parzialmente del viale stradale.
La signora Maria è stata una delle poche fortunate che è riuscita a far valere i suoi diritti niente di meno che dalla Telecom che con i suoi pali aveva invaso il suo terrorio, smentendo quindi la teoria delle finestre rotte. In realtà con la sua “invadenza” è diventata un caso emblematico di come alle fine questi meccanismi perversi non si riferiscono solo alle istituzioni lobbistiche ma partono dal basso.
Luciamanna

Quale luogo più adatto se non il chiostro del Convento di S. Maria della Consolazione per ospitare Il Vernissage dell’artista Felice Meo? Sabato 31 marzo 2012 é stata inaugurata la mostra che si terrà aperta al pubblico fino al 9 di aprile. Un Cristo sempre diverso e in cammino quello del Meo presentato ad un pubblico assetato più che mai del Suo messaggio. Un Cristo più che salvifico é un Cristo amichevole quello voluto dall’artista e così interpetrato da noi visitatori. L’interpetrazione dell’amicizia del Gesù nel “Segno della Croce”é dettata dalle sfaccettature dei vari volti dei Crocifissi esposti e data dalla profonda conoscenza che ne deriva con Felice Meo. Il Cristo in cammino dello scultore trattato con riutilizzo di materiali già usurati nel tempo, fanno ben intendere la capacità artigianale del Meo. Una sorprendente rivelazione artistica che abbraccia sia il ferro che la plastica. Una sorta di comunione cristiana ispirata da un inconscio artistico in continua fermentazione quasi a voler dire il ricco con il povero. il ferro poderoso e la rimessiva plastica si sposano per poi diventare amici indistrutibili. Così” Nel Segno della Croce” il Cristo diventa l’ amico da amare. E come sostiene Robert Hug Benson prete scrittore l’amicizia del Cristo cosi si potrebbe definire:” la facoltà dell’amicizia non muore nell’uomo a condizione che egli continuamente stringa nuove amicizie”.La stessa cosa succede nel rapporto con Gesù. E’ il nitido messaggio che l’espositore ha inviato al pubblico esterefatto e commosso dalle varie rappresentazioni del “Dio fatto uomo”. L’artista ha tenuta ferma la convinzione, con la sua essenzialità di trasmettere a noi tutti più che l’espiazione-il sangue -le spine .del suo Cristo Crocifisso…il fermo proposito di un continuo- progressivo e possibile percorso amichevole. Un dettame di conoscenza interiore che richiede molti Cristi in terra per poi plasmarli su una fittizia Croce. Una Croce da cui si espande non più dolore ma amicizia in cammino in un epoca confusa-offuscata dal consumismo. Il ritorno al Cristo di Meo é più che attuale in un era come la nostra in cui solo un legame potente e misterioso con Il Cristo può salvarci e renderci felice.Leggiamo questo ed altro nel messaggio dello scultore “Nel Segno di una Croce” silenziosamente
parlante. Una saliente esposizioni di Cristi diversi ma uguali nel trasmettere la necessità di amore ha voluto dare in dono a noi l’autore nella mostra sacra per la cattolica Pasqua . L’essenzialità della forma artistica del Cristo stilizzata con materiali faticosi da trattare, rivela una capacità insolita per il felice Meo. Una padronanza artigianale non facilmente riscontrabile nell’adattare, plasmandoli ,materiali così diversi e ostici fra essi. Felice Meo é riuscito con la sua arte a trasmettere molte cose a noi riguarda il suo “di Cristo” . Un Cristo amico-arrabiato ma infinitamente speranzoso nel fare la nostra di”AMICIZIA”. Un messaggio di Pace é la sintesi di questa più che affascinante esposizione. L’artista é riuscito nell’intento. La mostra ha finalità benefica . Stupitevi ancora nel visitare ll Meo felice. di luciamanna www.vocidaischia.it

Sandro Iacono- general manager delle Terme -Hotel Gallidon ha idee chiare e convincenti da sempre su come fare turismo. E raccoglierne i frutti.
Ischia sull’orlo del fallimento turistico ha necessita’ immediate di rompere il muro di omertà creato negli ultimi decenni. Aenaria lancia un sos a tutti gli albergatori. Chiediamo a Sandro Iacono cosa sta succedendo e cosa si può fare ancora per Ischia tra le categorie imprenditoriali.
(D) Sandro che cosa è Ischia oggi, e che cosa era ieri?
(R) Ischia, una delle perle naturalistiche piu’ belle del golfo di Napoli, tra bellezze naturali e paesaggistiche, tra storia e architettura, tra romanticismo e neoclassicismo, tra cultura culinaria e fokloristica, questa è ed era Ischia ma… tutto questo patrimonio sta per essere inghiottito da fauci ingorde o semplicemente incompetenti. Ischia era l’accoglienza e la gentilezza di tutti gli isolani. Oggi Ischia è minacciata da crisi economica e concorrenza sleale.
(D) Da dove arrivata la minaccia?
(R) Vuoi per l’incapacità politica di risolvere i problemi salienti inerenti al settore, vuoi per l’incessante ricerca nel danneggiare l’altro: imprenditore-imprenditore. Ischitano e non. L’effetto domino innescato della neo Crisi mondiale ha creato certamente un effetto tsunami anche sul territorio isolano mettendo tutti i settori economici in ginocchio, soprattutto quelli alberghieri.
D) questo in linea generale. Ma tra gli albergatori cosa è successo di devastante che ha compresso il settore?
R) La cattiva organizzazione tra albergatori che ha sottomesso strutture a quattro stelle ad un prezzo irrisorio di 30 euro. Pensione completa. Tutto incluso: palestra, piscina, saune terme. Insomma quando di piu’ si offrire a danno di piccoli albergatori.
(D) Quale soluzione puoi indicare per cercare di uscire da questa crisi o fallimento che sia?
R) Il segreto sta nel creare una coalizione immediata intesa sia a livello politico, commerciale e settoriale.
D) Da dove inizieresti?
r)Inizierei da una coalizione unificando alberghi per categorie, qualità e prezzo, in modo tale il cliente sceglierà la sua dimora vacanziera per location- abitudinarietà e perchè no, simpatia. Necessita una collaborazione tra attività commerciali che adottate dagli stessi albergi andrebbero a promuoverla e incrementarne l’incasso. Creare dei Consorzi è l’unica via di salvezza e di uscita cosa già effettuata a Forio con il Consorzio ” Contur Ischia.
D) Come partì il Contur Ischia?
R) All’inizio il Contur Ischia è partito molto bene ma con il passare del tempo si è arenato anche grazie alla poca collaborazione proprio di quelli che potevano fare e dare di piu’, e chiaramente, di chi non ci ha mai creduto o ha inteso incrementarne il proprio fatturato con esso.
D) Come si può sfruttare al meglio il Consorzio?
r) Solo creando delle piattaforme d’acquisto. Piattaforme bancarie coinvolgendo persino i trasporti. Contribuendo economicamente al fine di abbassare il rincarare dei biglietti. D’altronde solo l’unione fa la forza.
D) Qual è l’augurio?
R) Beh! … Cosa dire. Mi auguro che usciremo presto da questa crisi. E che la nostra mente inizi finalmente e realmente a pensare in modo Imprenditoriale. Il che significa costruire per tutti e non solo per il singolo. “Il bene comune per il bene proprio”.
Dopo 50 anni di attività turistica ad Ischia ( senza voler generalizzare) possessori di camere d’albergo sfoglieranno il vocabolario italiano per capire cosa significa inprenditore? E compreranno riviste turistiche per capire come si accolgono i vacnzieri? E che cosa é il dinamismo di mercarto? E come competerne affronttandone le sue innumerevoli evoluzioni?
di lucia manna
Penso che non é sufficiente abolire la bossi- fini e sfilare in corteo per il dramma senegalese. Necessità una rivoluzione copernicana. E là dove le coscienze sono sopite é indispensabile indagare fino in fondo all’anima per intendere che i massacri e quindi la xenofobia é determinata esclusivamente dal vuoto spirituale. Vuoto a cui la chiesa cattolica a tutt’oggi, nonostante le sue innumerevoli enunciazioni, non é arrivata a colmare per la sua politica deleteria dettata dal Potere delle sue gerarchie- che tanto nuciono all’umanità intera.I senegalesi sono anime elette.Le più spirituali tra le tante che vagano per il mondo nell’epoca di mappo( epoca della ipocrisia-discordia-malvagità).E più si é spirituali…più si é attaccati da demoni del sesto cielo. Questa poesia per Diop e Samp. “Io canto l’individuo, la singola persona, Al tempo stesso canto la Democrazia, la massa. L’organismo, da capo a piedi, canto”.
Trenta anni fa, su commissione del comune di Forio d’Ischia, mio marito, l’arch. Ugo Cacciapuoti si impegnò a redigere il Piano Regolatore. Mi ricordo quando fu faticoso quell’incarico e quanta professionalità fu messa a disposizione per l’Ente. Gratis et amore dei!( le spese) Un piano che se fosse stato adottato dalla Regione Campania( inadempiente sempre per non dare certezza del diritto) poteva in un certo qual modo dare la possibilità a chi possedeva un certo numero di mq. di terreno… costruire in determinate zone indicizzate nel Piano. Ricordo gli indici:o7-05 e così via… Alcune zone erano chiaramente individuate e calcolate come indice zero di intervento edilizio. Altre contemplate con un indice maggiore potevano rinchiudere una casetta per la tranquillità della famigliola. Un piano che se fosse stato adottato dalla mafia regionale di allora avrebbe comunque fatto dormire sonni tranquilli a qualcuno oggi e ieri. Ma l’incertezza del dirittto é, ed é stata sempre l’arma vincente della politica nostrana. Al cittadino quando dai le certezze lo tieni lontano dal clientelismo. E senza clienti non si vingono le elezioni… almeno in questo Bel Paese! E così per un trentennio si é costruita la “Casa Comune” Per decenni si é speculato sulla assenza della pianificazione del territorio. Un isola in cui i piani urbanistici sono un optional. Un territorio, quello ischitano di tutti e di nessuno. Senza un piano vige il caos.L’anarchia, La barbaria. La cosa terrificante é che chi é inadempiente ( Regione campania- Comuni ed Enti nazionali) no rispondono di fatto e quindi di pena. Il cittadino comune paga lacrime e sangue per gli inadempimenti degli enti in questione. E’ pur vero che l’ingordigia del mattone ad Ischia ha fatto da padrona, ma é anche vero che i poveri cristi adesso pagano per la sacrosanta - prima e dovuta prima casetta. Casetta a certezza demolizione. Casetta a certeza infarto! Cosa fare e non fare. Molti principi del foro locale hanno dato false speranze a fior di milioni. Chiamati dai Comuni e pagati a fior di centinaie di euro per dare lanterne. Lanterne spente a priori perché la legge parlava d’altronte molto chiara: A Ischia dagli anni 80 la legge Galasso l’inarginabile “zona paesaggistica 431/85″. Cosa significa chiesi allora a mio marito? di rimando:” non si potrà fare più neanche un cesso! Con un piano ben fatto, adottato, rispettato oggi molta gente nell’isola dei famosi non piangerebbe. Ma cosa importa a loro… il potere logora chi non c’é l’ha. Il camaleonte Andreotti lo ha enunciato proprio trenta anni orsono. Nessun delitto rimane impunito. Di delitti i nostri politici ne hanno fatto più di uno e quello della complicità é stato il più atroce della storia dell’isola d’Ischia. Costruisci pure… Come le scimmie cinesi non vedo… non sento. Ma adesso devono per forza ascoltare le urla dei disperati. Fra questi c’é anche il folle che vuole caricare il fucile verso il potentato. Speriamo che non ci caschi il morto!… di lucia manna
i Michele Pesce - Perché l’accordo tra Soprintendenza e Comuni dell’isola d’Ischia siglato il 20 gennaio 2005 è stato occultato?
La delibera adottata poco più di un mese fa dal Consiglio Comunale di Forio avente ad oggetto il diniego di una variazione di bilancio al fine del reperimento delle risorse finanziarie per le demolizioni dei fabbricati abusivi riapre le tensioni ed il braccio di ferro tra l’isola d’Ischia e lo Stato.
Il deliberato comunale, adottato con il furbesco sistema del voto segreto, che impedisce di perseguire la maggioranza dei consiglieri che hanno votato contro l’approvazione del deliberato, se da una parte potrebbe far assolvere i partecipanti da una eventuale imputazione di tipo penale, dall’altra attira le ire della Procura della Repubblica sui cittadini dell’isola d’Ischia amministrati da una classe politica che si burla delle istituzioni.
E’ chiaro che l’amministrazioni comunali dell’isola d’Ischia stanno cercando di tirare a campare fino alle prossime elezioni per scaricare sugli amministratori eletti a seguito delle prossime tornate elettorali la gestione del drammatico problema delle demolizioni.
Questo atteggiamento però non farà altro che danneggiare ancora di più i cittadini isolani.
Sarebbe più serio tener fede agli impegni assunti dai Sindaci in data 18 agosto 2011 con la Procura della Repubblica secondo cui: i comuni avrebbero proceduto in proprio alle demolizioni di strutture precarie e di fabbricati non ultimati e non abitati.
Diversamente operando, a causa dei furbeschi tentavi dei Sindaci di sottrarsi ai propri obblighi, correremo ancora il rischio di vedere madri che piangono come quegli uccelli a cui viene distrutto il nido, e cittadini disperati mentre vedono demolire i sogni di una vita, che uno Stato imbelle ed amministratori comunali truffatori non sono riusciti a garantire.
Dopo cinquanta anni dalla previsione della obbligatorietà dell’adozione dei Piani regolatori due comuni dell’isola d’Ischia non ce l’hanno ancora e quei comuni che lo hanno adottato non lo hanno mai attuato.
Dell’abusivismo edilizio si sono nutriti almeno tre generazioni di politici con il contorno di una schiera furboni che hanno sempre gravitato intorno alle case comunali arricchendosi alle spalle dei cittadini.
Dopo anni di intrighi e di inganni la truffa messa in atto dalle classi politiche locali è stata svelata: i cittadini hanno votato chi li ingannava e hanno pagato chi li truffava.
Adesso se non si vuole che la Procura della Repubblica continui con la tecnica della rappresaglia demolendo la casa del primo disgraziato che capita, allora si adotti un programma comunale di demolizioni iniziando da quei casi che provocano meno danni ( baracche e costruzioni al grezzo). La nostra isola è piena di baracche che dovevano diventare gradualmente case e allora si inizi da quelle, in modo che si creino piccoli danni economici e in attesa di sviluppi futuri si evitano di creare tragedie per tante famiglie.
Si parta dall’impegno assunto dalle amministrazioni comunali dell’isola con la Soprintendenza in data 20 gennaio 2005 al Palazzo Reale di Napoli, con cui si prevedeva di lasciare da parte tutte le costruzione assistite dalle domande di condono del 1985, del 1994 e del 2003 e che si sarebbe proceduto a demolire le costruzione non ultimate e realizzate a partire dal 11.12.2004 ( data che coincide con il termine ultimo per la presentazione delle domande per il condono del 2003). Tale impegno fu assunto formalmente con atto scritto ed è rimasto carta straccia ed il testo è stato addirittura occultato presso le amministrazioni comunali, che fino ad oggi e certamente prima delle elezioni si guardano bene dal rispolverarlo. Gli amministratori comunali dell’isola siano seri e non pensino solo a salvaguardare i propri interessi, pensino almeno una volta ad impedire maggiori danni ai cittadini dell’isola d’Ischia. Accludo il testo dell’accordo tra i comuni dell’Isola e la Soprintendenza firmato il data 20.1.2005 affinché i cittadini lo possano leggere, in quanto atto pubblico, e farsi una propria idea su quanto potrebbe farsi e quello che in futuro potrà accadere, e di individuare le responsabilità politiche e giuridiche di ciascuno.
Intanto, mentre si discute, altre demolizioni sono state programmate per il Comune di Forio ed altre quattro demolizioni saranno eseguite prossimamente nel comune di Barano.
Coerenza dall’inizio alla fine. L’imprenditore che viene eletto nelle sede istituzionali, forte del suo mandato elettorale quale giusta causa dovrebbe perorare se non quella della sua casta? Hainoi! Se lo chiediamo in giro vuoi vedere che qualcuno sorprendentemente risponde quella dei lavoratori? Ma si può vivere e morire con i paradossi? Eccone uno: “c’era una volta l’imprenditore ischitano, l’onorevole domenico de Siano, il quale guarda caso fà parte della v/ commisione ai trasporti regionale. E sempre per caso dal momento in cui la società dei trasporti marittimi Caremar sta per essere privatizzata… si chiede al medesimo di occuparsene. Risate: aaaaaaa! Adirittura si indigono convegni nel suo “di Comune” E paradossalmente tutti si meravigliono del suo disinteresse. Risate:aaa! Questa volta Totò non avrebbe riso ma pianto per la stoltezza degli ischitani che lo hanno votato. Insomma é come chiedere al lupo di non mangiare la pecora. “Cane non mangia cane”! di lucia manna
Nicola Lamonica Cari amici, vi chiedo scusa se vi chiamo in causa ma le circostanze l’impongono in quanto a tutt’oggi , da quanto posso dedurre dai silenzi che registro e dallo scritto dell’ avv. Barbieri , nulla è stato ancora prodotto circa l’opposizione alla privatizzazione al cento per cento del servizio regionale Caremar.
E’ evidente che la scelta della privatizzazione è di carattere politico e che le assenze sulla questione dell’ischitano Presidente della IV Commissione e dei singoli gruppi del Consiglio Regionale registrano una situazione di fatto, oltre che uno squallido voltafaccia per qualcuno, che non lascia prevedere nulla di alternativo alla sciagurata proposta del Presidente Caldoro e della Sua Giunta Regionale; ma il nostro dovere è di insistere, anche in sede giudiziaria, per ridare legalità agli atti, voce alla politica e forza agli interessi della collettività contro sciagurate scelte, irrazionali ed antipopolari, che si caratterizzano solo come momenti di negazione di diritti e di sviluppo, oltre che di affari per pochi.
Vi invito pertanto ad impegnarVi di persona della faccenda e confermarmi con impegni concreti ed a strettissimo giro la V/ adesione alla impugnativa di cui all’oggetto che liberamente scegliemmo e ci univa in un unico fronte.
Cordiali Saluti
Nicola Lamonica
Le statistiche parlano chiaro. l’Isola d’Ischia, l’Aenaria, Pithecusa…nonostante abbia il pil( prodotto interno lordo) più alto della Regione Campania non riesce a tenere banco e voce nelle sedi istituzionali regionali e provinciali. Sta di fatto che i nostri referenti politici locali, pur avendo ottenuto ampio consenso elettorale per rappresentarci in quelle opportune sedi, non sono stati capaci da decenni di apportare nessun contributo per la valorizzazione della nostra sacra Azienda turistica. Incapaci? Se vogliamo essere gentili useremo anche questo sostantivo. Ma… attenzione solo per dare a loro una parte animata!Malfattori per rispondere in tono alle loro nefandezze! Senza alcun dubbio la colpa non é di chi ci rappresenta o ci dovrebbe rappresentare nelle opportune sedi quali Regione o Provincia, bensì dei loro caparbi elettori ischitani. Ormai tutti sanno che in un mercato chi comanda é la forza economica. E quì il nostro riferimento é indirizzato agli albergatori ( ossia quelli ancora non ricattabili dalla terra ferma) e tutti gli operatori turistici. Gli uni e gli altri si sono tagliate le palle da soli per l’ineguatezza delle loro strutture abusive e per il dovuto asservimento dei loro “Capi bastione”. Cosa succederà adesso? Facile! Gli alberghi dove si lavano i panni sporchi rimarranno a galla. Quelli in cui la biancheria é pulita chiuderanno fra qualche tempo con la triste e incombente realtà di qualche grossa e inaspettata demolizione. Perché i panni sporchi hanno il privilegio su quelli puliti? Anche quì il quesito é semplice. Il danaro per il sapone non serve. Un piatto saporito quello dell ‘isola d’Ischia!… I nostri amministratori hanno permesso che passanti si sedessero alle nostre tavole. Una specie di convivio. Ma….a furia di ingerire cibo i ” famosi locali” hanno lasciato la bella Aenaria a pancia vuota e ora non ci resta che nutrirci delle briciole lasciate dai passanti. Per dirlo in parole spicciole hanno cosegnato l’isola ai ” Signori della Terra ferma”. Cosa potevano d’altronte fare i malfattori locali se non cedere un territorio fertile come il nostro a chi chiede e dà? Tutti i nodi vengono al pettine e i meno colpevoli sono proprio loro-ossia i nostri viandanti coerenti e principalmente uomini d’onore. La mia non é ironia, ma una pura e semplice constatazione. Evvia! Evviva! di Vincenzo Trofa
enar
Mario Goffredo, esponente di spicco del “Movimento 5 stelle” locale, nel suo articolo sui trasporti marittimi pubblicato su ischiablog.it, affronta con passione e professionalità il delicato argomento. Personalmente vorrei soffermarmi sulla L.169/1975. Se la stessa legge é stata promulgata per una continuità territoriale, perché la Regione Campania la stà eludendo? Le leggi esistono e vengono concepite per essere rispetttate ed applicate.
Infatti la Siremar (Sicilia Regionale Marittima S.p.A.) è una compagnia di navigazione che operava? presso le coste siciliane, nata il 30 ottobre 1975 a Palermo.
La nuova società nacque in seguito alla legge 169 del 19 maggio 1975 relativa alla riorganizzazione dei trasporti marittimi, con socio maggioritario la Tirrenia e minoritari i gestori precedenti delle linee di collegamento dalla Sicilia come la Si.Re.Na.[1].
Perché nello specifico fino ad oggi nessuno é stato ancora in grado di avvalersene di questa ormai contrastata legge per il Golfo? Perché la delibera di giunta regionale aveva assicurato il 51% al pubblico e 49% ai privati come previsto per legge … e poi rittratta? Mio nipote di pochi anni vuoi vedere che lo sà? La continuità territoriale di un servizio pubblico é sacrosanto, inalienabile, indiscutibile. E….allora con quale criterio giuridico si pensa di arginare questa benedetta legge 169/1975 che lascia ampio spazio di gestione al pubblico? Invito tutti gli avvocati di buona volontà locali e non, a rispondere al quesito e a lottare perché venga applicata. A Ischia possiamo avvalerci di molti “principi”del Foro perché brandiscono la loro spada. Altrimenti a cosa serve la lama nelle mani di uno o più codardi? Tutti i nostri forensi isolani sono investiti dal problema che con foga Goffredo implora”Svegliatevi da questo incubo ischitani, prima dell’oblio senza ritorno”!… Un imprenditore come de Siano che ha scelto di far politica per salvare ed incrementare i suoi interessi personali, può mai perorare una causa pubblica come quella della Caremar, ossia trasporti marittimi? Come continuità il Desiano onorevolmente può solo continuare a privilegiare i suoi interessi e quelli dell’intera casta vicina alla sua. Privatizzare…Privatizzare. E tra una privatizzazione e un altra sempre onorevolmente forse comprerà anche qualche azione. Poveri i cristi che hanno creduto in lui e per un piatto di lendicchia si sono venduti. di luciamanna


