Sabatino Scia fissa su tela il genocidio dell’Holodomor avvenuto in Ucrania nel novembre 1932-33

Sabatino Scia fissa su tela il genocidio dell’Holodomor avvenuto in Ucrania nel novembre 1932-33 .Decine di quadri-denuncia dell’artista sono entrate a far parte della collezione permanente del museo di di Kyiv.
Un genocido quello di Holodomor non ancora del tutto riconosciuto .Un genocidio per famme di oltre 6 milioni di persone . perpetrato dai sovietici nel granaio d’Euoropa: l’Ucraina.Ricade a novembre la commemorazione ed é utile ricordarlo affinché la memoria consenta che tali misfatti politici non accadino mai più. Sabatino Scia:” leggendo la storia del genocidio Holodomor sentìi l’impuso immediato che dovevo dare il mio contributo”. La pittura come d’altronte il cinema e altre espressioni artistiche sono sempre state la più alta forma di propaganda ,lontane da ogni forma di mistificazione.Ed é per questo che gli artisti come lo Scia si impegnano donando la loro energia, catturando sui loro dipinti ogni tipo di gioia o sofferenza. “La sofferenza dei morti per fame degli ucraini e il progetto di Sabatino Scia che predilige le immagini alle parole vuole essere uno stimolo importante alla conoscenza del genocidio ucraino.Le opere nascono già come gesto risarcitorio e generoso ad un popolo che ha vissuto un grande dramma e che,ancora oggi, fatica a far riconoscere”.Sono queste le affermazioni nella prefazione a cura del S.E. Yevhen Perelygin-Ambasciatore di Ucraina in Italia.La fame , gli stenti e le morti a cui Stalin sottopose il popolo ucraino vengono tradotte con immagni terrificanti con colri iinerenti all’orrore da Scia. Il rosso prevale nei dipindi come il nefasto scorrere del sangue. Gli sguardi agghiaccianti dei moribondi vengono anche accumunati dalla raffgurazione di un Cristo trafitto su di una croce verde:il colore che inneggia ad una inconscia speranza di riconoscimento nell’aldilà per le sofferenze subite da parte di quel potere malefico.Il genocidio ucraino con la sua seguenza di immagini è uno delle tante proteste-denuncia a cui Il sabatino é ricorso negli ultimi 20 anni. Iniziò con la scrittura denunciando attraverso Libri di favole le varie nefantezze perpetrate nei secolo dalla storia. Vediamo da qualche anno un Sabatino ulteriormente impeganato con la pittura che vede con le sue rappresentatività della strage Holodomor uno dei capolavori della sua vita.Holodomor in Ucraino significa “infliggere la morte mediante la fame”l.m.

Il prof.Marco Galice : considerazioni sull’ imbarbarimento culturale e sociale che la Tv responsabile con i vari e noti Barbara D’Urso-Maria de Filippo-Alfonso Signorini-Alessia Marcuzzi hanno vergognosamente contribuito

Queste mie parole non cambieranno niente, ma spero in una condivisione di indignazione che possa diffondersi più di una pandemia.
IO VI ACCUSOBarbara D'Urso massacrata per una foto: "Stavolta è troppo"
Barbara D’Urso, Maria De Filippi, Alfonso Signorini, Alessia Marcuzzi e tutta la schiera della vostra bolgia infernale… io vi accuso.
Vi accuso di essere tra i principali responsabili del decadimento culturale del nostro Paese, del suo imbarbarimento sociale, della sua corruzione e corrosione morale, della destabilizzazione mentale delle nuove generazioni, dell’impoverimento etico dei nostri giovani, della distorsione educativa dei nostri ragazzi.Chi è Maria De Filippi: Biografia, Età, Carriera, Curiosità
Voi, con la vostra televisione trash, i vostri programmi spazzatura, i vostri pseudo spettacoli artefatti, falsi, ingannevoli, meschini, avete contribuito in prima persona e senza scrupoli al Decadentismo del terzo millennio che stavolta, purtroppo, non porta con sé alcun valore ma solo il nulla cosmico.
Siete complici e consapevoli promotori di quel perverso processo mediatico che ha inculcato la convinzione di una realizzazione di sé stessi basata esclusivamente sull’apparenza, sull’ostentazione della fama, del successo e della bellezza, sulla costante ricerca dell’applauso, sull’approvazione del pubblico, sulla costruzione di ciò che gli altri vogliono e non di ciò che siamo.
Questo è il vostro mondo, questo è ciò che da anni vomitate dai vostri studi televisivi.
Avete sdoganato la maleducazione, l’ignoranza, la povertà morale e culturale come modelli di relazioni e riconoscimento sociale, perché i vostri programmi abbondano con il vostro consenso di cafoni, ignoranti e maleducati. Avete regalato fama e trasformato in modelli da imitare personaggi che non hanno valori, non hanno cultura, non hanno alcuno spessore morale.
Rappresentate l’umiliazione dei laureati, la mortificazione di chi studia, di chi investe tempo e risorse nella cultura, di chi frustrato abbandona infine l’Italia perché la ribalta e l’attenzione sono per i teatranti dei vostri programmi.
Parlo da insegnante, che vede i propri alunni emulare esasperatamente gli atteggiamenti di boria, di falsità, di apparenza, di provocazione, di ostentazione, di maleducazione che diffondono i personaggi della vostra televisione; che vede replicare nelle proprie aule le stesse tristi e squallide dinamiche da reality, nella convinzione che sia questo e solo questo il modo di relazionarsi con i propri coetanei e di guadagnarsi la loro accettazione e la loro stima; che vede lo smarrimento, la paura, l’isolamento negli occhi di quei ragazzi che invece non si adeguano, non cedono alla seduzione di questo orribile mondo, ma per questo vengono ripagati con l’emarginazione e la derisione.
Ho visto nei miei anni di insegnamento prima con perplessità, poi con preoccupazione, ora con terrore centinaia di alunni comportarsi come replicanti degli imbarazzanti personaggi che popolano le vostre trasmissioni, per cercare di essere come loro. E provo orrore per il compiacimento che trasudano le vostre conduzioni al cospetto di certi personaggi.
Io vi accuso, dunque, perché di tutto ciò siete responsabili in prima persona.
Spero nella vostra fine professionale e nella vostra estinzione mediatica, perché solo queste potranno essere le giuste pene per gli irreparabili danni causati al Paese.
Marco Galice
Nota;Pasolini, precursore diede un grande contributo intellettuale nel denunciare l’omologszione di massa con tutte la conseguenze nefaste che Lei Dott.Galice denuncia brillantemente. La Tv se si osserva bene all’inizio venne coniata con il termine” Mas- media”. Nasce x la massa e doveva servire appunto all’indebolimento culturale. della stessa. Annientamento culturale x gestire, asservire le masse. I manipolatori occulti hanno realizzato il sogno e gli asserviti- lottizzati di cui sopra sono i loro mandanti.lucia manna

I mas media lottizati nazionali asserviti al potere costituito mettono alla gogna la professoressa di liceo Loredana Leonardi per aver espresso sulla Sua pagine un libero pensiero sullo stato attuale e confusionario Covid

Io e mio marito, entrambi docenti nel Liceo della cittadina in cui insegniamo ,siamo stati sottoposti ad una VERGOGNOSA gogna mediatica, da parte di testate giornalistiche NAZIONALI e locali, solo perchè ci siamo permessi di scrivere sulle nostre bacheche , quello che MIGLIAIA E MIGLIAIA di utenti fb, di italiani , scrivono , pensano e dicono.
Quello che il Prof Giulio Tarro, Diego Fusaro, Vittorio Sgarbi , il Prof Zangrillo, Meluzzi e tanti altri sostengono : ossia che c’è una vergognosa strumentalizzazione politica di quella che è una emergenza sanitaria enormemente amplificata.
TUTTI possono scriverlo o dirlo, ma noi siamo due docenti e non saremmo liberi di esprimere le nostre opinioni.
Io sono in permesso dal 2018 per assistere mio figlio gravemente autistico e non metto piede a scuola da allora; mio marito a scuola ha SEMPRE rispettato le norme anticovid e non si è MAI sognato di incitare gli alunni a non rispettarle.
Le nostre opinioni, simili a quelle di migliaia e migliaia di persone, le esprimiamo in un nostro SPAZIO CHE FA PARTE DELLA NOSTRA VITA PRIVATA, un social, NON A SCUOLA,
Ciononostante siamo oggetto di una persecuzione senza precedenti , solo per aver espresso LEGITTIMAMENTE il nostro punto di vista, senza coinvolgere nella maniera più ASSOLUTA gli studenti.
CHIEDO a tutti i miei amici che amano la LIBERTA’ di opinione e non tollerano soprusi e sopraffazioni un un Paese che è ancora una Repubblica democratica, di sostenere me e mio marito in questa assurda persecuzione nei nostri confronti: se sanzionano noi per avere espresso LEGITTIMAMENTE il nostro pensiero, avalleremo la fine della libertà di espressione in questo Paese.
Intendiamo avviare azioni legali verso chi ci ha diffamato : chiedo a tutti i miei amici di indicarmi in privato nomi a cui rivolgermi, testate giornalistiche , radio, qualunque voce INDIPENDENTE che ci sostenga in questa battaglia per far valere il nostro diritto di esprimerci liberamente, senza essere diffamati, censurati e sanzionati.
Chiedo anche di condividere il più possibile questo post, perché si sappia a quale deriva autoritaria stiamo andando incontro. Grazie Loredana leonardi

Vito Iacono:MISURE URGENTI E NON PIU’ RINVIABILI PER LA NOSTRA ISOLA. I NUMERI SONO PREOCCUPANTI!!!

Ritengo che non tutti stiano e stiamo facendo quanto dovremmo, mettendo così a rischio la incolumità di una intera collettività.
Per la imprudenza e la superficialità di noi cittadini e la inconsistenza di chi ci rappresenta il quadro è drammatico anche per la particolarità dell’area in cui viviamo.
I Sindaci possono e devono fare di più, senza chiacchiere e poesie. Vedo che a qualcuno continuano a piacere molto, oltre al compiacersi!
Si tratta di mettere in protezione le nostre comunità e fornire un adeguato supporto alle famiglie coinvolte, al sistema sanitario e procedere con gli opportuni controlli per evitare assembramenti e comportamenti inidonei alla situazione. Convocassero, anche per singolo comune. i medici di famiglie e le forze dell’ordine, già stasera, e decidessero cosa fare e facciano quello che decidono.
E poi, diano vita ad una unità di crisi per l’isola d’Ischia con tutti i sindaci, il direttore sanitario del Rizzoli e del Distretto ed i responsabili delle forze dell’ordine per condividere criticità, istanze, problemi e soluzioni anche in materia di trasporti marittimi viste le grandi difficoltà che stanno incontrando gli operatori sanitari per raggiungere il luogo di lavoro per i noti tagli. Sarebbe cosa buona e giusta se con una nota congiunta al Presidente della Regione Campania ed al Prefetto di Napoli chiedano per le misure emergenziali e di prevenzione il riconoscimento per tutte le isole del Golfo di Napoli la continuità territoriale per favorire la libertà negli spostamenti dei lavoratori e dei cittadini all’interno delle realtà insulari, anche oltre i confini territoriali dei singoli comuni, per le motivazioni riconosciute dalle misure adottate o da adottare.
Facciano bene e lo facciano presto, spero che anche i medici della nostra Isola condividano l’allarme e la preoccupazione manifestata da qualche ora dall’Ordine dei Medici e vogliano condividere l’appello!vito iacono
Giovanni Tancredi, Giuseppe Mazzella e altri 78
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MISURE URGENTI E NON PIU’ RINVIABILI PER LA NOSTRA ISOLA. I NUMERI SONO PREOCCUPANTI!!!
Ritengo che non tutti stiano e stiamo facendo quanto dovremmo, mettendo così a rischio la incolumità di una intera collettività.
Per la imprudenza e la superficialità di noi cittadini e la inconsistenza di chi ci rappresenta il quadro è drammatico anche per la particolarità dell’area in cui viviamo.
I Sindaci possono e devono fare di più, senza chiacchiere e poesie. Vedo che a qualcuno continuano a piacere molto, oltre al compiacersi!
Si tratta di mettere in protezione le nostre comunità e fornire un adeguato supporto alle famiglie coinvolte, al sistema sanitario e procedere con gli opportuni controlli per evitare assembramenti e comportamenti inidonei alla situazione. Convocassero, anche per singolo comune. i medici di famiglie e le forze dell’ordine, già stasera, e decidessero cosa fare e facciano quello che decidono.
E poi, diano vita ad una unità di crisi per l’isola d’Ischia con tutti i sindaci, il direttore sanitario del Rizzoli e del Distretto ed i responsabili delle forze dell’ordine per condividere criticità, istanze, problemi e soluzioni anche in materia di trasporti marittimi viste le grandi difficoltà che stanno incontrando gli operatori sanitari per raggiungere il luogo di lavoro per i noti tagli. Sarebbe cosa buona e giusta se con una nota congiunta al Presidente della Regione Campania ed al Prefetto di Napoli chiedano per le misure emergenziali e di prevenzione il riconoscimento per tutte le isole del Golfo di Napoli la continuità territoriale per favorire la libertà negli spostamenti dei lavoratori e dei cittadini all’interno delle realtà insulari, anche oltre i confini territoriali dei singoli comuni, per le motivazioni riconosciute dalle misure adottate o da adottare.
Facciano bene e lo facciano presto, spero che anche i medici della nostra Isola condividano l’allarme e la preoccupazione manifestata da qualche ora dall’Ordine dei Medici e vogliano condividere l’appello!
Giovanni Tancredi, Giuseppe Mazzella e altri 78
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Un appello al presidente della regione Campana da parte del dott. Gaetano Colella in merito ai vaccini

Amico,Presidente DE LUCA,Ti informo,visto che non sei stato informato da chi è preposto a farlo,che : sull’ISOLA d’ISCHIA, manca il VACCINO ” ANTI BRONCO-POLMONITE”.Visto che ancora una volta Ti ho servito nella scorsa elezione regionale,ora Ti invito a metterti a disposizione della popolazione isolana, attivando concretamente e con immediatezza chi sta al vertice dell’ASL NA 2 per far risolvere questo problema di importanza vitale per i cittadini ischitani. INVITO CHIUNQUE DELLA SEGRETERIA DEL PRESIDENTE DE LUCA CHE LEGGE QUESTO MIO APPELLO ,DI FARLO PERVENIRE CON URGENZA AL GOVERNATORE DELLA REGIONE CAMPANIA.

Ciarlie Hebdo e le quattro vittime francesi:l’opinione del regista ischitano Gaetano Amalfitano

Queste ultime 4 vittime francesi di oggi io penso che siano sulla coscienza dei responsabili di Charlie Hebdo, perché se semini vento raccogli tempesta.
C’era bisogno di ripubblicarle le vignette su Maometto e la nuova su Erdogan, per di più in un momento così difficile? Pubblicarle di nuovo per ribadire il diritto di espressione, di blasfemia vigente in Francia?
Diritto di espressione o di derisione?
Si può deridere, ridicolizzare tutto e tutti fregandosene se ci sono persone che si offendono e che lo dicono ripetutamente? Persone che non hanno nella loro forma mentis e nella loro cultura un forte senso della satira come ce l’abbiamo noi Occidentali? Persone che appartengono a culture e societa’ che non hanno avuto l’Illuminismo e quindi sono portati ad avere altri meccanismi mentali condizionati dalla loro religione. Che poi tra essi c’è chi se ne distacca e chi.no, come i fanatici, i terroristi, ma anche persone comuni che non compirebbero mai un atto di violenza ma che si sentono ugualmente disturbati dalla ridicolizzazione, a volte gratuita, dei propri simboli religiosi-culturali-sociali.
Se io facessi pubblicamente la caricatura di un balbuziente, di uno storpio, di una vittima del razzismo, del nazismo o di altri regimi, allora, per i francesi, potrei farlo tranquillamente, anche se rappresentanti di queste categorie protesterebbero contro di me perché si sentono offesi?
E poi la vignetta ultima su Erdogan mi sembra proprio stupida, banale, da fumetti di Pierino. E questa sarebbe satira? libertà di espressione? G. A.

Nicola Manna : il delirio di onnipotenza di De Luca in Campania

Ascoltando le dichiarazioni del Presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, ho una idea più chiara della situazione.Foto di Vincenzo De Luca
La regione Campania ha, effettivamente, un numero consistente di contagiati da SarsCov2, cosa peraltro, che non mi sorprende.
Ma ho anche l’impressione che il Presidente De Luca stia scivolando in un delirio di onnipotenza. Ragiona come se fosse Ferdinando I di Borbone.
Qualcuno dovrebbe spiegargli(ha validi consiglieri nella sua compagine) che la regione Campania NON È uno Stato federale sul modello degli Stati Uniti d’America. Le sue esternazioni sono gravi. Evidenziano una frattura nel processo istituzionale.
Le regioni italiane, in base ad alcune leggi(42/2009) hanno ricevuto alcune deleghe, soprattutto in materia fiscale, ma su specifiche materie, come quelle di ordine generale in ambito sanitario, in ossequio alla Costituzione, è il Governo centrale a decidere.
In questo momento il paese necessita di responsabilità nelle scelte importanti.
Mi auguro che il governo sappia arginare questi conflitti istituzionali.
Gli italiani, i campani, non votano per chi fa ridere di più, per chi sa tenere la scena meglio di altri. E soprattutto, chi si candida a guidare le istituzioni NON PUÒ GIOCARE SULLA PELLE DELLA POVERA GENTE!
Nicola Manna.

Note della direzione: i tamponi effettuati in Campania non sono attendibili. Secondo Il Tarro ” I tamponi non sono diagnostici. Nel prelievo si riscontra di tutto.”.Vincenzo De Luca é laureato in filosofia e come tutti i filosofi pongono quesiti ma non hanno risposte alle soluzioni.E il governatore campano non potendo e non riuscendo a rispondere emergenza in modo adeguato chiude anche i cessi pubblici.Quesito leggittimo.Ma se Tu segui avrai certamente capito quale sarà il nuovo paradigma economico. Una nuova forma di sistema capitalistico:” quarta rivoluzione industriale”con una semplice strozzatura e dimezzamento delle attività lavorative, dagli enti pubblici alle aziede private.LO the new work donefrom home ossia il lavoro fatto da casa é , e rimarrà tale anche dopo della fine del Covid a difesa delle loby e aziende tipo Amazon ecc.che costituisce il vero potere assoluto e comanda quello politico quello politico.Il Lockdown prolungato e annunciato in questi giorni é dettato proprio x favorire i punti di cui sopra accennati.E favoriranno le banche che stanno al collasso totale.I tamponi secondo Tarro ed eminenti virologi non sono attendibili perchè non diagnostici. E i numeri falsificati.La strategia del terrore x applicare una delle dieci regole della manipolazione mediaticaossia applicare a piccole dosi le restrizioni e trovarne un capro espiatorio. Il Covid docet.Il Virus esiste certamente non va sottovalutato ma non nella misura che i media lottizzati indicano terroristicamente ogni giorno.Se Tu osservi in che modo sono state messe in atto gli orari restrittivi capirai bene quanto sia comica e non così tragica la favola governativa Metrò, bus che circolano con scarso distanziamento e altre sinergie chiuse in orari in cui ammonta il profitto . Comunque sono all’ultimo giro di valzer. Ogni cinque anni inventono tragedie per gallegiare( poteri economici forti-Alta Finanza) una pesante fu quella dell’11 settembre.Penso che la Pandemia denominata Covid sia una delle ultime da grattare. Non ci annienteranno . Ci dimezzeranno.E quelli che restanosaranno dei numeri a servizio dei Grandi criminali della Terra.Da ricordare che devono arrivare i vaccini antinfluenzare e anti Covid !9. Così é…se Vi pare!.lucia manna

Comunicato stampa dell’associazione Radici: serata dedicata a Giuseppe Magaldi procrastinata

L’Associazione Radici comunica che, in osservanza delle nuove normative anti-assembramento e delle direttive dell’Amministrazione comunale, la programmata serata dedicata al compianto Giuseppe Magaldi, e prevista per sabato 24 ottobre, è procrastinata a data da destinarsi.

Comunica, inoltre, che è nuovamente possibile visitare il Museo Civico Giovanni Maltese, sempre rispettando le misure sanitarie in vigore, dal giovedì alla domenica con il seguente orario.

Fino al 31 ottobre: Mattino 09.30 /12.30. Pomeriggio 19.00 / 22.00.

Dal 1° novembre l’orario invernale prevede invariata la fascia mattiniera e l’apertura pomeridiana dalle 16.30 alle 19.30.

Grata per l’attenzione, l’Associazione invita a contattarla attraverso: info@iltorrioneforio.it,  pagina facebook Museo Civico del Torrione,

Tel. 081 19 04 33 48 oppure 33 33 92 18 39

Cordiali saluti.

Luigi Castaldi

 

Un S.O:S per via Giovanni Mazzella lanciato ancora una volta da Augusto Coppola

Forio – Il LUNGOMARE DI VIA MAZZELLA, è in una situazione drammatica, tra CROLLI (uno datato e uno più recente, vicino gli Scogli innamorati) e TRATTI PERICOLANTI sul ben più alto costone, che porta fino al Becco dell’Aquila e all’Hotel Albatros, è pericoloso e a rischio di chiusura, al primo peggiorare della situazione. Lo testimoniano i numerosi tratti di marciapiede e della contuigua sede stradale, transennati. In due post, a futura memoria, ho deciso di descrivere la situazione.
In questo, mi occupo dell’ultimo crollo, vicino gli Scogli Innamorati. Posto la fotografia della voragine e da Progetto di Città Metropolitana, nonché foto Google, il tratto interessato, che reca anche l’indicazione dei recenti lavori pre lockdown di Marzo.
La CAUSA del cedimento dei marciapiedi e della sede stradale, è sempre la stessa, IL MARE CHE SI FA STRADA, SOTTO LA TRAVE DI FONDAZIONE DEL MURO DI CONTENIMENTO STRADALE, REALIZZATA “RIGOROSAMENTE” SENZA PALIFICAZIONE, sia nei tratti di muro di vecchia realizzazione, sia in quelli recenti, SCAVANDO SOTTO LA SEDE STRADALE. Infatti, il muro di contenimento, si presenta pressoché intatto, mentre al suo lato interno si apre la voragine.
Come appare evidente, nel grafico di Progetto di Città Metropolitana, LA VORAGINE IN FOTO, SI È APERTA IN UN TRATTO INTERESSATO DAI LAVORI APPALTATI DALLA STESSA ANNI FA. Come detto anche in passato, già in fase di esecuzione, tutto è stato “IDEATO” MALE, MALISSIMO! Lo ripeto con forza e sono pronto a sostenerlo in tutte le sedi.
In ultimo, come dicevo, un DIVERSO TRATTO di strada, nelle vicinanze della voragine (indicata con una freccia blu), era stato interessato da un evento simile (indicato con una freccia rossa). Furono realizzati, dal Comune di Forio, lavori di consolidamento e ripristino di strada e marciapiede. Dico questo, perché, un becero personaggio, legato all’opposizione, già di per se inutile, confusionaria e opportunista, utilizzò in modo strumentale e stupidamente meschino il crollo, affermando che la voragine si fosse aperta dove il Comune aveva effettuato i lavori. Nulla di più falso, gentaglia da fake, come vi prova questo post. Il resto ve lo dico domani.di augusto coppola

 

Sabato 10 ottobre 2020, cronache e commento dal convegno “Il Sisma, tre anni dopo quel 21 agosto non dimenticare per costruire il futuro” tenutosi al Centro Polifunzionale di Ischia per iniziativa del Circolo Sadoul.

L’Isola d’Ischia – ottava isola d’ Italia, la più grande delle Partenopee con 46 Km2 divisa in sei Comuni (Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, Forio, Serrara-Fontana e Barano) – è un “vulcano attivo”.di giuseppe mazzella

E’ una delle tre aree vulcaniche del napoletano con il Vesuvio ed i Campi Flegrei. L’ “Epomeo” – la montagna più alta dell’isola con i suoi 787 metri posta nel Comune di Serrara-Fontana – NON è un vulcano ma è la “struttura cruciale” di un’isola vulcanica dove può avvenire anche una eruzione come quella del 1302 detta dell’ “Arso”, nel Comune di Ischia. Ischia è sottoposta a tre rischi: idrogeologico,sismico e vulcanico.

I terremoti quindi sono fisiologici ed hanno tempi impossibili da calcolare con l’orologio umano. In epoca storica dal XIV secolo si sono registrati 13 terremoti. Ne sappiamo di più sugli ultimi 4: 1828, 1881,1883, 2017. Questi ultimi 4 hanno avuto sempre lo stesso epicentro: al settentrione dell’isola, nella parte alta di Casamicciola detta “Majo”, Lacco Ameno detta “Fango” e Forio marginalmente nella parte del “Fango” che è amministrativamente in quel Comune. Un’area di 2 km2 dove i terremoti si registrano ad una profondità di circa 2 Km2 ma sono fortemente distruttivi. Il più terribile terremoto fu quello del 28 luglio 1883. XI grado “catastrofico” della Scala MCS o semplicemente “Scala Mercalli” (quella degli “strutturisti” cioè ingegneri e geometri per costruire le case. La scala va da I a XII a seconda del grado di distruzione del fabbricato). Morirono circa 3mila persone. Fu distrutto tutto l’abitato di Casamicciola e parzialmente quello di Lacco Ameno e Forio. Fu la prima grande catastrofe dell’Italia post-unitaria. Dal quel terremoto nacquero in Italia le “leggi anti-sismiche” con un forte impegno del Governo Centrale anche nelle politiche di “dislocazione” o “delocalizzazione” ed “incentivi alla ripresa economica” con un “piano regolatore”. Il tutto avvenne in meno di un anno. Il protagonista fu il Ministro dei Lavori Pubblici Francesco Genala ( 1843-1893). Assunse tutti i poteri del “ Governo del Re”.

Nel 1999 l’allora Servizio Sismico Nazionale (oggi inglobato nell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) per “contenimento” della spesa pubblica) dedicò al terremoto di “Casamicciola nell’isola d’Ischia” una monumentale monografia pubblicata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di 335 pagine curata da 8 studiosi e coordinata dal prof. Giuseppe Luongo, con racconti, schede, piani, documenti, con una eccezionale ricerca delle fonti. E’ fondamentale e sufficiente per completezza per la storia sismica dell’isola. Fu presentata a Casamicciola il 6 marzo 1999 alla presenza dell’allora Presidente della Provincia di Napoli, prof. Amato Lamberti. La Mostra Documentaria fu collocata nel neo costituito “Museo Civico nella Villa Comunale della Bellavista”. E’ un testo indispensabile per i “decisori” politici – cioè il Governo della Repubblica spezzettato in Centrale, Regionale, Metropolitano e “ Comunale” – per intervenire.

IL TREDICESIMO TERREMOTO

Il tredicesimo terremoto si è registrato lunedì 21 agosto 2017 alle ore 20.57. Due morti, 75 feriti, mille edifici colpiti, 2405 sfollati. La magnitudo della scala Richter fu solo 4 ma il grado della Scala MCS fu del IX grado nell’area epicentrale nei quartieri del Majo, la Rita, Pantane nel Comune di Casamicciola e nel quartiere Fango nei Comuni di Lacco Ameno e Forio. Lo stesso epicentro del 1828, 1881,1883. Ma per fortuna la scossa fu soltanto di sei secondi ma le onde sismiche si propagarono in tutto l’abitato di Casamicciola e Lacco Ameno e parzialmente Forio. Dal IX grado in area epicentrale la scossa si avvertì dallo VIII grado a Piazza Majo e Piazza Fango e dal VII al VI grado lungo il “Litorale” che va da Casamicciola a Lacco Ameno con gli abitati delle “Marine” di Casamicciola e Lacco Ameno. I danni causati possono essere calcolati in circa 400 milioni di euro. Da allora interventi “urgenti” o di “pronta urgenza: due Commissari ed un “decreto nazionale per l’emergenze” dove il primo Governo Conte detto “del cambiamento” costituito tra M5S e Lega mette insieme “salvo intese” il crollo del Ponte di Genova, il terremoto dell’Italia Centrale e quello di Ischia. Ne uscirà la legge n.130/2018. La più assurda ed illetterata legge mai scritta nello Stato Unitario Italiano dal 1861. Predeve una ricostruzione “privatistica” e non “pubblica”. Emargina la “delocalizzazione. Non prevede “edilizia pubblica”. Riemerge un “condono edilizio” previsto da tre leggi precedenti per 30 mila domande in 35 anni e pretende di chiuderlo in sei mesi quando lo Stato stesso non è stato capace di chiuderlo in 35 anni. Dopo 3 anni e due mesi la “ricostruzione” è ferma e completata solo nelle orride impalcature in tubi innocenti di Piazza Majo, Via Spezieria, Via D’Aloisio , Piazza Fango quasi ad “ingabbiare” il provvisorio che è diventato definitivo. Nessun edificio pubblico a Casamicciola è stato “ricostruito” degli 8 colpiti di cui tre palazzi scolastici ed il Municipio-Museo di Villa La Bellavista.

CONTROLLO SISMICO E PIANIFICAZIONE

Oggi nell’ isola d’Ischia ci sono 14 “stazioni” dell’Osservatorio Vesuviano struttura periferica dell’ INGV per un monitoraggio capillare. Ma l’antico Osservatorio Geofisico di Casamicciola – istituito dopo il 1883 e chiuso nel 1923 – è ancora chiuso. Si sta ancora “perfezionando” il “passaggio” dall’ Agenzia del Demanio al Comune di Casamicciola (una “pratica” avviata da 18 anni!!!) ma la gestione di un “Centro Didattico” come è indicato nel progetto finanziato dall’Unione Europea è in “mente Dei” per avere – come dire – una “struttura fisica” sul territorio di un Centro Scientifico. Eppure nessuno dei sei Comuni dell’isola d’Ischia ha un “piano di protezione civile – come ci dovrebbe essere e come auspica la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Francesca Bianco – né esiste una “Pianificazione Territoriale attiva” cioè un “Piano Regolatore Generale” per i sei Comuni dell’isola. E’ tutto rimesso ai “decisori politici”. L’eufemismo per indicare i sei sindaci con i rispettivi sei Consigli Comunali per una “classe dirigente” di circa o oltre 100 persone e la Regione Campania per indicare il presidente della Giunta, Vincenzo De Luca ed il confermato assessore all’urbanistica,arch. Bruno Discepolo, e 50 o più consiglieri regionali. Da 50 anni la Regione Campania – anche se l’isola d’Ischia è stata individuata da un Piano Territoriale del 2008 dalla stessa Regione come un unico “Sistema Locale di Sviluppo” – non riesce a dare uno strumento urbanistico di “tutela attiva” del territorio. Nel dicembre 2019 con un emendamento alla legge 130 è stato direttamente affidato alla Regione il compito di un “Piano per la Ricostruzione”. Non è stato fatto nulla.

SI PUO’ RITORNARE AL BELLO?
Dopo il terremoto del 21 agosto 2017 e dopo aver costruito nell’isola d’ Ischia almeno 130mila vani in 70 anni si può ritornare alla “bellezza del paesaggio”? L’arch. Ilia Delizia – autrice del testo fondamentale “Ischia, l’identità negata” ( ESI-1987) ritiene che si deve. Che la “coperta lunga e larga del condono edilizio” non può essere estesa all’infinito. Che occorre un “Piano di riequilibrio ambientale” che tenga conto della sismicità dell’isola. Almeno 20 dei complessivi 46 Kmq sono soggetti al rischio sismico. Ed allora l’area di maggiori rischio sismico deve essere destinata a Parco Naturale e Scientifico raccogliendo la proposta del prof. Giuseppe Luongo del 26 agosto 2017. E’ inevitabile una “Pianificazione virtuosa” con un richiamo forte sia all’art.9 sia all’art.32 della Costituzione: la difesa del paesaggio. Il diritto alla salute richiamato in tempo di pandemia dal Covid-19. Si può fare per Ischia quello che è stato fatto per Gibellina e per Pozzuoli. Delocalizzare ma trovare un armonia al Bello.

IL MAJO ED IL FANGO AREA INDISPONIBILE

Per avviare una “Pianificazione” bisogna dichiarare l’area del Majo, di La Rita, del Fango “indisponibile” ad insediamenti abitativi. E’ la convinzione ripetuta dal prof. Giuseppe Luongo. Luongo è convinto che può nascere in quell’area un Parco Scientifico e Naturalistico con un Centro Scientifico Europeo per lo studio delle cause dei terremoti in aree epicentrali. Non vede alternative alla “delocalizzazione” di circa 1500 abitanti in un’isola che dispone di una enorme consistenza edilizia. L’area a rischio sismico è di 20 Km2. Ma il rischio è “mitigato” nelle aree rivierasche. Ed allora bisogna avviare la “Pianificazione Territoriale” e la razionalizzazione del territorio anche tenendo conto dell’importanza turistica dello sviluppo economico raggiunto in 70 anni dall’isola d’Ischia: 40mila posti letto, 3mila imprese, 64mila abitanti, 9mila lavoratori stagionali, circa o oltre 3 milioni di presenze prima del Covid 19,10mila studenti in 4 Istituti Superiori e 5 istituti comprensivi.
Insomma bisogna avviare un’azione “politica” affinchè quella che Ilia Delizia ha definito “crisi strutturale” dell’isola d’Ischia abbia una risoluzione.
Prima che sia troppo tardi.

Sabato 10 ottobre 2020, cronache e commento dal convegno “Il Sisma, tre anni dopo quel 21 agosto non dimenticare per costruire il futuro” tenutosi al Centro Polifunzionale di Ischia per iniziativa del Circolo Sadoul.

Si ringrazia il Circolo Sadoul ed il suo presidente Pietro Greco con il segretario Rosario de Laurentis per l’iniziativa e l’organizzazione. Ed i relatori: prof. Francesca Bianco, prof. arch. Ilia Delizia, prof. Giuseppe Luongo dalle cui relazioni è tratto questo articolo del tutto personale. Il Convegno è stato di alto valore scientifico e non ha trattato gli aspetti politici della “Ricostruzione”.
Si ringraziano i Dirigenti Scolastici, prof. Assunta Barbieri, Preside dei Licei Classico e Scientifico e prof. Lucia Monti, Preside della Scuola Media “Giovanni Scotti” di Ischia, ed i giovani studenti che vi hanno preso parte.
Si ringrazia il Sindaco d’Ischia, dottor Enzo Ferrandino, per il suo indirizzo di saluto.
Si ringrazia il fotoreporter GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO per l’ampio servizio fotografico che si può scaricare su www.ischiamondoblog diretto da Antonio Lubrano.