>Giovane donna selfista salva uomo in mare a Citara.Si sottovalutano le correnti in zona prendendo in seria considerazione solo l’onda


Si è sottovaluta la corrente che imperversa in zona temendo solo le onda anomale
Un signore di mezza età di origine abruzzese e residente a Milano, senza perplessità che il mare mosso mostrava,si tuffa nelle acque della Venere Citarea. Un onda non del tutto soddisfacente per alcuni selfisti che a riposo sulla spiaggia tra uno slancio e un altro intervengono x un salvataggio. In vacanza a Ischia e frequentatore dell’isola , il villeggiante fedele negli anni (da ventisette) scelse Ischia x cure termali indicati terapeutici dal suo medico dopo un incidente atletico. “ Con i fanghi ho avuto sorpredenti benefici e la mia gamba , leggermente claudicante mi permette movimenti elastici soprattutto con il nuoto.” E’ stato l’audace atleta che ha persuaso chi come me aveva all’inizio indugio a tuffarsi dopo aver giocato x mezz’ora con le onde a riva. Onde possibili da gestire x chi conosce bene il mare e tiene braccio alle sue energie ribelli. L’ex atleta tra un’ onda e un’altra si avvicina e si sente rassicurato dalla mia presenza trasmettendomi le sue emozioni nonostante il mare tumultuoso. Tutto sembrava divertente. Piacevole. All’improvviso l’ospite spaventato avverte che ci siamo allontanati senza volerlo dalla riva. E qui sta x nascere la tragedia. La forte corrente, la stessa che aveva a nostra insaputa spinto i nostri corpi a largo, impedisce un rientro facile. Niente panico per le prime bracciate seguite da altre che frenavano gli slanci davanti. Per cinque minuti abbiamo chiesto al signore se tutto era ox data la distanza che intercorreva tra noi e la riva. All’ennesimo richiamo per preoccupazione, l’atleta in pensione chiede aiuto. Cosa fare se non richiamare a nostra volta aiuto da terra? Il turista annaspava e ormai privo di forza. Noi esausti e con cuore a palpitazioni fuori tempo abbiamo invocato con tutte le forze che restavano ancora disponibili :“ Aiuto”. Tempestiva è stata una giovane e aitante selfista napoletana che in pochi minuti con la sua tavola ha raggiunto chi del mare pochi primai ne godeva interamante la fragranza della sua Energia. L’uomo privo di forza è stato adagiato sulla tavolozza della selfista . Intanto un bagnino del ristorante Galeone con una grossa ciambella ha raggiunto il bagnante incontrando enorme difficoltà nel trascinarlo a riva x la impietosa corrente che a Citara si stabilisce durante il mare mosso. Noi raggiungiamo la riva con battiti cardiaci alle stelle ma con la forza e la preghiera di indurre gli astanti di chiamare un autoambulanza. Detto e fatto. Il villeggiante è salvo. E’ a riva. Sorridente sostiene che sta bene.” Non c’è necessita di medico. D’aldronte io sono un ex atleta!” Di solito è l’onda a spaventare e non indurci x prudenza a immergerci nei marosi anche se Le stesse onde non sono di grossa dimensione. Sottovalutiamo e non pensiamo giammai al ritorno che come in questo caso può essere ostacolato dalla feroce corrente che non lascia via di uscita. Corrente che nella baia di Citara San Montano e Scogli impiccati di Forio non lascia scampo se non sei un abile nuotatore. Per fortuna sotto il ristorante “La Citarea” non si è vista consumata la tragedia come nelle settimane scorse vedendo protagonista la giovane sedicenne napoletana che” come una bambola ho tenuto in braccio fino a riva ormai priva di vita” ha sostenuto ancora scioccato il genero di Francesco e Caterina alla notizia dell’accaduto sotto il suo locale. Con una sana camomilla e lo sguardo in lacrime rivolto verso il cielo abbiamo ringraziato tutti insieme l’Universo. Di lucia manna

Proposta una petizione internazionale x il recupero dello stabile del Pio Monte della Misericordia

Una petizione internazionale affinchè il complesso in rovine del Pio Monte della Misericordia di Casamicciola che ha una superficie coperta di circa 50mila mc, su 24mila mq. sia riutilizzato per il Rinascimento della Cittadina per una nuova “missione storica” è stata lanciata dallo scrittore, pubblicista e storico locale Gino Barbieri e dal giornalista e storico locale Giuseppe Mazzella.“Intendiamo rivolgere un concreto appello al Soprintendente dell’ Ente Morale che svolse un ruolo determinante per la rinascita del paese dopo il terremoto del 28 luglio 1883 affinchè sia comunque posto fine alle liti giudiziarie con gli affittuari e trovata una soluzione giuridica per una nuova utilizzazione del complesso costituito non solo dalla grande fabbrica della Marina ma anche dalle fatiscenti terme in Piazza dei Bagni del Gurgitello alla luce del terremoto dell’isola d’Ischia del 21 agosto 2017 che ha posto in ginocchio Casamicciola con 3mila sfollati ed un sistema economico terribilmente colpito” hanno dichiarato Gino Barbieri e Giuseppe Mazzella.
Progettato nel 1885 dall’ingegnere napoletano Giuseppe Florio “seguendo i saggi impulsi della Prefettura” l’Ente Pio Monte della Misericordia, già presente a Casamicciola dal 1604, deliberava “di ricostruire alla Marina” e precisamente a ridosso della zona di Perrone ” il nuovo grandioso stabilimento termale” come scrive Ilia Delizia Il complesso del Pio Monte della Misericordia in Casamicciola-1998-Le Therme di Casamicciola). Fu inaugurato il 28 luglio 1895 come ricorda una lapide oggi posta nella sede dell’ Ente Pio Monte della Misericordia a Napoli in Via dei Tribunali.
Nonostante 50 anni di vergognoso abbandono con una vastità di denunce e proposte per il completo recupero il complesso ha resistito al terremoto del 21 agosto 2017 ( VIII grado della scala Mercalli) dando testimonianza della buona scelta del sito e dell’ ottima fattura del complesso per le tecniche dell’ epoca.
“È dal complesso Pio Monte della Misericordia, con una nuova destinazione che deve ripartire la rinascita di Casamicciola ma anche la Pianificazione Territoriale nell’isola d’Ischia” hanno aggiunto Barbieri e Mazzella.
La petizione internazionale sarà inviata anche al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Regione Campania ed al Presidente della Commissione Europea.

nella foto uno dei promotori: il giornalista Giuseppe Mazzella

Terremoto o esplosione? Esperti a confronto sul sisma del 21 agosto 2017


Il terremoto del 1883 di Casamicciola Terme pone ancora quesiti tra studiosi del fenomeno in tutto il mondo
I due epicentri individuati dopo il terremoto che è stato individuato nella zona Maio di Casamicciola Terme fanno discutere ancora. I primi dati provenienti dai rilevamenti della Sala sismica di Roma e di Napoli sono stati in secondo momento dichiarati erronei .A riguardo ci sono state polemiche e indignazioni. Il direttore de” il Golfo” Gaetano Ferrandino nell’intervistare Giuseppe de Natale ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano tra le tante interessantissime domande poste al de Natale ha chiesto:” se il terremoto fosse stato di origine vulcanica” Risposta:” senza dubbio il sisma come d’altronde anche gli altri terremoti del 1881 e 1883 è sempre generato da una natura vulcanica”. In sintesi il dott. G. de natale esclude categoricamente che a Casamicciola Terme ci possa essere stata una esplosione. Noi totalmente a digiuno sulla materia ricordiamo che ancora a tutt’oggi molti studiosi ed esperti di vulcanologia e geologi si interrogano come mai il terremoto del 28- luglio del 1883 avvenuto sull’isola d’Ischia il cui epicentro fu individuato nella zona alta del Maio con magnitudine della decima scala Mercalli non abbia inghiottito tutta l’isola. Il sisma del 1883 durato 13 secondi provocando la morte di migliaia di persone con case a centinaia rase a suolo si accanì solo su Casamicciola Terme danneggiando seriamente lacco Ameno e parte di Forio, Pare che lo studioso geologo Alfredo Rittman si pose lo stesso quesito e che non si trattasse di un vero e proprio terremoto essendo così alta la scala .E così circoscritto. L’isola sarebbe dovuta sprofondare con quella forza. In giro per il mondo si studia ancora il fenomeno Casamicciola 1883.Forse che sia con gli esperti e i tuttologi di questi giorni troviamo una risposta anche al fenomeno della zona rossa circoscritta a Casamicciola che ha segnato tutti noi nell’agosto 2017? Di lucia manna

Napoli e le sue piaghe .La Metro rivista da Ridolfini

Il tempo perduto del Metro’ di Napoli

ottobre 23, 2015 11:42 pm by: redazione Category: Cronaca, Cultura Commenti disabilitati su Il tempo perduto del Metro’ di Napoli A+ / A-
cantieri metropolitana

Diciamoci la verità, il tracciato della metropolitana di Napoli,non allacciata nemmeno con l’ aeroporto, ignora la Reggia di Capodimonte, Colli aminei ed il quartiere Lieti di Capodimonte (l’ attuale stazione, in una cupa a ridosso del Cardarelli è denominata impropriamente Colli Aminei), poi ignora ancora i quartieri di Chiaia, di Posillipo ed i quartieri di Soccavo, Fuorigrotta, Bagnoli e Pianura. Più che metropolitana è originalmente una kilometropolitana, difatti i cittadini devono affrontare chilometri e chilometri a piedi per poter soddisfare le proprie esigenze di mobilità.

Ecco il grande traffico di mezzi privati che si determina nella nostra città. Quindi non è proprio il caso di fare paragoni con Parigi, Londra ed altre metropoli d’ Europa. Un vero e degno tracciato di metropolitana non può aspettare. E’ vero, le cose si fanno un po’ alla volta, ma queste sono grandi opere che non possono attendere. E qui è palese la mano delle mafie nella faccenda di un ritardo fin troppo eccessivo creatosi dal primo progetto della metropolitana che risale al 1967. Cosa hanno fatto gli ex amministratori della città di Napoli ? Adesso non ci resta che puntare nella tenacia e nella volontà e nell’ onestà dell’ attuale grande Sindaco Luigi De Magistris nel recuperare il tempo perduto !

Ciro Ridolfini

A margine della scossa di terremoto sull’isola d’Ischia

lterremoto ischia
Il terremoto ad Ischia è stato ampiamente ingigantito dai media. L’amplificazione della scossa quarto grado della scala Richter è stata dettata dalla morfologia del territorio. La spinta verso il monte Epomeo ha fatto sì che Casamicciola Terme e Lacco Ameno (zona Fango) subissero i danni maggiori perché si trovano sul tragitto dell’onda ostacolata dalla montagna. A Forio d’Ischia come d’altronde nel resto dell’isola abbiamo assistito solo ad un boato durato pochi secondi. Una scossa e non un vero terremoto che è stata di origine tettonica e non vulcanica. A Ischia a differenza dei vari terremoti che hanno colpito l’Italia negli ultimi tempi non c’ è stato un movimento di placca. Placche che se si scontrano creano il vero e proprio terremoto. Tutti gli esperti tra cui il questore di Napoli unanime hanno asserito che una scossa del quarto grado non avrebbe dovuto causare il crollo delle abitazioni che ha visto in Casamicciola Terme il danno maggiore. Le case crollate erano obsolete. Qualcuna abusiva che come sappiamo sono sempre create in modo veloce e poco vicine alle esigenze urbanistiche e quelle idro-geologiche. In modo inconfutabile possiamo sostenere a detta di esperti che il crollo delle abitazioni non è stato dettato dalla scossa ma dalle precarie strutture. Savio Domenico esponente politico di spicco si batte da sempre perché venga riconosciuto il diritto alla casa. Lui lo denomina abuso di “necessità! Il politico di stazza in buona fede non prende atto che “in materia di abusivismo edilizio non è configurabile l’esimente dello stato di necessità, in quanto pur essendo ipotizzabile un danno grave alle persone in cui rientri anche il danno al diritto all’abitazione difette in ogni caso di requisito all’inevitabilità del pericolo” Omissis. Pericolo appunto in caso di sisma conclamato a Casamicciola terme il 21 giugno dell’anno del Signore 2017. Per concludere e prenderne atto le case crollate sono passate per mano di uomini e di politici. La scossa del quarto grado non è imputabile perché la sola sua forza sarebbe stata insufficiente per il crollo di alcuni abitacoli. Il danno di immagine per l’isola d’Ischia andrebbe risarcito dai media che si sono sostituiti a presunti sciacalli locali senza minimamente rassicurare villeggianti e residenti sull’intensità e identità del fenomeno sismico. Un fenomeno lieve per danni a cose e persone quello del 21 agosto 2017. Sembra strano ma in questo momento storico di movimenti tellurici l’isola d’Ischia è il sito meno pericoloso dell’Italia. Sfiatatoi di aree calde situate nei vari punti dell’isola ( fumarole) ammortizzano scosse e terremoti fungendo da valvole di sicurezza. Ischia è protetta dall’Alto nonostante sia governata da inettitudini. di lucia manna
tp://www.vocidaischia.it/wp-content/uploads/2017/08/lterremoto-ischia-1.htm”>lterremoto ischia

Alla Md supermercati di Panza partite di Cocco avariate o interferenze metereologiche dettate nei giorni scorsi? Indaga il maresciallo Di Nola della Stazione dei carabinieri di Forio d’Ischia.

Una storia che sa dell’incredibile. Una signora circa un mese fà compra un cocco al supermercato MD panzese. Il rinfrescante frutto all’apertura è fracido per dirla in napoletano. Marcio. La casalinga In buona fede ne deduce che uno fra mille può anche capitare alterato. Nello stesso supermercato la signora ricompra un altro “ re della pianta vegetale del Cocco” e repetita iuvant. Stavolta la donna custodisce lo scontrino datato 10/ 07/017 e decide di informare addirittura i Nas per un controllo perchèquì si tratta di salute. Lo scrupolo è enorme. Il Comando di Napoli e con esso il 112 ( Emergenza) la rimandano alla stazione di Forio per l’opportuna segnalazione. E qui viene il bello! Lo scontrino non fa testo perché datato il dieci luglio 017 e la segnalazione è fatta il 12 del corrente mese. Per effettuare e aprire una disquisizione sul “Pisello”- ovvero cocco avariato… il frutto e lo scontrino devono sposarsi nel medesimo giorno della denuncia . La delucidazione induce la tenace Creatura che intende proteggere e difendere il diritto alla salute Sua e del cittadino di recarsi al Comando della Stazione di Forio d’Ischia .Esortata dall’Alto o forse per missione ? La donna iI 12 luglio 017 in pieno sol leone ( h.15 ) corre alla MD S.p.a con la certezza di trovare un altro Cocco marcio. E così è stato come si evince dalla foto. Incredibile ma vero della serie televisina colpo grosso! Un’ Epopea interminabile. Avvincente. Estenuante. Ora gli scontrini sono due e anche se manca il terzo. Il valido, a differenza del Cocco incriminato è fresco di giornata. Il maresciallo Di Nola con solerzia ha acquisito la documentazione contabile. Ha visualizzato i due cocchi marci e via con il vento. Tre cocchi fradici in un mese capitati di essere comprati dalla stessa signora è statisticamente impossibile se si fosse trattato di un episodio sporadico dettato dal caldo o da una cattiva conservazione del prodotto. Intanto segnaliamo la storia perché renda una più attenta conservazione dei prodotti esotici. E non. Le mistificazioni alimentari oggi più che mai fanno discutere. I naturalisti e vegetariani puntano al loro nutrimento indirizzandosi sempre di più sul frutto esotico. Frutto diuretico e lassativo quello del cocco. La polpa deve essere consumata fresca. In sintesi se viene anche a mancare la freschezza al frutto della pianta di palma che è definita “ il Re dei Vegetali” siamo veramente rovinati. Di luciamanna

Forio d’ischia: Un ripetitore della Tim installato in via Casale. Mentre l’amministrazione Del Deo studia sul da farsi…l’ammalato è morto.

Forio d’ischia: Un ripetitore della Tim installato in via Casale. Mentre l’amministrazione Del Deo studia sul da farsi…l’ammalato è morto.

In barba ad ogni normativa , priva di necessaria autorizzazione, posizionata a meno di200 m. dal palazzetto dello Sport, a Forio d’Ischia è stata installato un ripetitore Tim. Pare che l’amministrazione vigente Del Deo, non si senta più di tanto responsabile visto che il terreno con il beneplacido di un privato cittadino ha permesso il criminoso impiego. Privato sicuramente non consapevole delle future conseguenze che il ripetitore arrecherà in termine tumorali per se stesso, famiglia e comunità. Basteranno i cortei di Gennaro Savio maxista-lenilista e i nostri resoconti giornalistici al ravvedimento? Mettendo da parte tutte le violazioni delle normative a cui obbliga la legge, sembra che se osservate consentono l’ubicazione degli infernali aggegi anche se è stato scentificamente dimostrato in più Sati del mono la nocività delle onde che tali impianti propagano nell’etere. Ad esempio: nella zona di Zaro un ripetitore installato anni fa ha causato due vittime e due in fase di chemio. In Italia oltre 7.000 sono stati i casi di tumori causati dai ripetitori di telefonia cellulare secondo una ricerca fatta nella zona di Bello-Horizzonte nello stato del Brasile. La ricerca ha dimostrato che oltre l’80 x cento di alcuni malati e morti per cause tumorali risiedevano a 5000m. da uno delle centinaia di ripetitori. Persino l’organizzazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro dopo aver fatto approfonditi studi ha sottolineato e concluso che le Onde elettromagnetiche sono un possibile cangerogeno. Il propretario del sito di via Casale unitamente all’amministrazione Del Deo e con scrupolo di sicuro vorranno approfondire gli studi fatti in merito ai ripetitori portatori di cancro. Forse che da uno studio più approfondito da Forio d’Ischia si potrebbe anche confutare che gli studiosi di tutto il mondo e la Ricerca della organizzazione internazionale si siano sbagliati? Tutto può succedere! La notizia di ricerca nel suolo saraceno farebbe scalpore. E Ischia meta sempre più ambita. E Internazionale. Di lucia manna
href=”http://www.vocidaischia.it/wp-content/uploads/2017/07/searchantenna.htm”>searchantenna

A margine dell’ubicazione della scultura ”La Solfatrice” .Pensando a panottici progetti da venire nella terra saracena

Lettera aperta a: Il dispari.it –vocidaischia.it
lasolfatrice

Caro direttore, in piazza san Gaetano a Forio d’Ischia, terra di nessuno…é stata ubicata una memorabile statua di bronzo: “la Solfatrice. Una imitazione della meritevole scultora dell’artista foriano Giovanni Maltese. I commenti della massa sono stati a unanime favorevoli. Davide Castagliuolo in linea con l’amministrazione del Deo ha partorito idea. E ubicazione della statua. Il Davide che che stranamente porta il nome della statua modellata da Michelangelo nel 1500 a fronte delle nostre critiche per l’ubicazione parla “ di speculazione” da parte nostra. Qualcuno che ha senso dell’estetica cittadina e di spazio ha commentato la collocazione dell’opera d’arte. Riportiamo a margine alcuni commenti. Visto che l’amministrazione del Deo, scopertasi in tarda età amante e cultore dell’arte vorrebbe onorare tutti gli altri artisti foriani scomparsi con mezzi busti scultorei. A questo punto siamo preoccupatissimi per gli spazi che individuerebbe la forsennata amministrazione nella nostra terra saracena. E speriamo che non si idealizzi un progetto panottico. Il panottico é un progetto architettonico ideato alla fine del XVIII secolo ad opera di Jeremy Bentham, relativo all’organizzazione dello spazio di una prigione. La principale finalità del progetto era legata all’idea di “risparmio”: l’idea, infatti, prevedeva un solo sorvegliante in tutta la prigione, posto al centro di un edificio circolare. Questa posizione avrebbe consentito al sorvegliante di vedere tutti i prigionieri rinchiusi nelle celle, mentre la posizione delle celle non avrebbe permesso ai prigionieri di vedere il sorvegliante. Di conseguenza, la presenza del sorvegliante diventa superflua: ciò a cui mirava il progetto era che la sorveglianza diventasse virtuale. Per i detenuti sarebbe stato sufficiente sapere di essere osservati per comportarsi come sorvegliati. Secondo Bentham, “il potere doveva essere visibile e inverificabile”.
I commenti:

Maria B. Capuano:”
“Ciamma fa l’occhio ciamme abituà ciamma rassegnà, dobbiamo abituarci a una cosa che contrasta col contesto e a tutto si ci abitua col passare del tempo, come alla cupola di san Gaetano che nessuno ha fatto niente e si subisce ma chi governa deve sentire la voce del popolo che chiede e noi chiediamo dato che abbiamo dato fiducia ma non veniamo ascoltati e non veniamo ascoltati e non veniamo ascoltati si chiede perchèperchè nperchè forse un perchè c’è la statua brilla e di effetto pazienza pazienza ma…..”
!
LUCIA Manna – DATA: 3/6/2017 –
“Pessima l’ubicazione della Solfatrice. Ma x l’amministrazione Del Deo l’estetica cittadina è un optional!”

!
DAVIDE CASTAGLIUOLO – DATA: 5/6/2017 15:10:09 –
“Ottima idea. Sei architetti, tre enti e centinaia di concittadini si sono espressi favorevolmente alla ubicazione della statua di Maltese a Piazza San Gaetano eppure c’è sempre qualcuno che specula e si agita. Dopo aver ascoltato tutti è giusto, direi sacrosanto, che l’amministrazione abbia deciso. Io sarei dell’idea di esporre nel centro storico di Forio anche gli altri capolavori dei nostri artisti”.

LUCIA Manna- DATA: 5/6/2017 20:42:12 “Caro Davide dopo aver permesso ai cinesi di esporre le proprie cianfrusaglie nei pressi di san Gaetano, dopo aver concesso la chic e ricca esposizione di prodotti tipici nei locali di Mariolino Capuano, tollerato addirittura tavoli con sedie su marciapiede in via G. Mazzella (e non vado oltre) l’ubicazione della “Solfatrice” rimane naturalmente un Vostro fiore all’occhiello. I pareri favorevoli sono dei vostri lecchini clientelari che giammai oserebbero contraddire i vostri inmmani sforzi. “De gustibus non dispuntandum est” bisbigliavono elegantemente i latini. Lo spazio in una piazza può essere reso armonico anche con la famosa “merd d’artiste” del noto Piero Manzoni che osò mettere la cacca in un vasetto. Manzoni fece scalpore con la sua “di merda”. Ma era Manzoni e poteva permetterselo! Lo spazio della piazza, già di per se limitato poteva rimanere libero dando appunto l’idea di “Spazio” anche se la meritevole scultura non offende più di tanto rispetto ad altri obrobri da Voi amministratori partoriti nella terra del Vostri avi. Comunque la Solfatrice scultura Vi riscatta un tantino. Resta comunque ubicata in un contesto che non passerà ai posteri solo come memoria del grande Maltese ma come ricordo indelebile perchè da Voi meditata. Concepita. Giocare con gli spazi in architettura richiede grande esperienze sosteneva la buona Anima di mio marito arch. Ugo Cacciapuoti. Progettare cappelle cimiteriale è difficilissimo, perchè devi creare un armonia in poco spazio. Avete ancora qualche metro da riempire in piazza San Gaetano. Un mezzo busto di qualche Vostro predecessore? Ad maiora!”

NORMAN – DATA: 13/6/2017 18:40:32 –
“L’argomento del consenso collettivo forse e’ il meno indicato per giustificare un giudizio estetico. Alle masse piacciono anche i tatuaggi ei rutti in pubblico, non per questo esteticamente gradevoli.
Da un po’ mi interrogo su questo problema della bruttezza voluta e perseguita a fronte di tanta bellezza regalata inconsciamente dalla natura all’isola. Mah…”

lucia Manna- Data: 15/6/2017 09:27:39 –

Gentile Signor Norman nel famoso romanzo” Il Gattopardo” ( che ben conosce) il principe di Lampedusa scese a compromessi con la borghesia ab torto collo capì che la nobiltà aveva bisogno anche di danaro e permise il matrimonio del nipote con la borghese figlia di un ricco notaio.Abbiamo lottato tanto affinchè la sudditanza a principi e inutili blasonato sparisse. E con essi sopprusi perpetrati a svantaggio della plebe. E’ scomparsa ma con essa anche l’eleganza di cui si forgiavano. Il principe dopo che la borghesia irruppe sussurrò: E’ vero che noi siamo invisi e intolleranti …ma dopo di Noi verranno i Pescecani che dell’estetica e dell’individuo divoreranno il senso del bello. L’Estetica. Il principio. La parola data. Ora che la volgarità della massa ha preso il sopravvento nello sconvolgimento della natura di cui accenna… mi chiedo se forse un ritorno ai gattopardi non sarebbe meno dannoso di questa volgare rappresentanza borghese. Inquinata e inquinante. E sono in crisi nella domanda che mi pongo da un po’ di tempo a questa parte :”a chi butterei giù dalla torre se costretta fra i due rappresentati del popolo:” il contadino -sindaco distruttivo o il principe costruttivo?” E amante dell’estetica cittadina? . E della Natura.

Commenti sulla Solfatrice SALVATORE – DATA: 16/6/2017 14:18:36 – IP: 93.35.212.XXX
Andate avantti! Tanto ci sarà sempre qualcuno che non approva! È democratico contestare! Erigersi invece ad intellettuale citando cose note a tutti ma per niente attinenti al problema é solo sintomo di presunzione, specialmente dietro un nome fittizio!
Current score: 0 Mi piace!
LUCIA – DATA: 17/6/2017 09:44:38 – IP: 79.13.84.XXX
SIGNOR SALVATORE LA CRITICA SE È COSTRUTTIVA SERVE PER MIGLIORARE UN PAESE. UNA SOCIETA’… UN INDIVIDUO… SE L’INDIVIDUO È SORDO E CHIEDE DI ANDARE “AVANTI” NON C’È SPERANZA DI RINNOVO. DI CRESCITA. DI PROGRESSO. IL NOSTRO SCOGLIO È COLMO DI INDIVIDUI CHE CON L’ANDARE “AVANTI” HANNO CONTRIBUITO AMPIAMENTE ALLA DISTRUZIONE DELL’ISOLA. TALVOLTA SENZA ESSERE INTELLETTUALI È NECESSERAIO UN PO’ DI DIETROLOGIA CHE EVOCANDO LA STORIA SPIEGA LE SORTI PRESENTI E FUTURE DEL MONDO. DEL PAESINO. METTENDO IN MOTO QUEL MUSCOLO DENOMINATO CERVELLO SI POSSONO ELABORARE CONGETTURE MA ANCHE DEDUZIONI SENZA ESSERE INTELLETTUALI MA NEMMENO “ASINI”. Non avrei neanche dovuto rispondere al suo semplicistico e offensivo commento. Il mio nome non é fittizio viene omesso dalla redazione credo per cautelare chi commenta. Sono Lucia Manna. Se la redazione di ischiablog.it ritiene mi presento. Avanti vanno gli asini perchè bendati. Avanti vanno anche chi ha voglia di cambiare e migliorare un paese. Resta facile per chiunque offendere ed essere di parte. Rimane difficile rispettare un pensiero con modo garbato.Che dire: “Andiamo avnti commentando chi commenta in modo costruttivo mettendoci la faccia e il prezioso tempo.

Spero che la nostra lettera sia da stimolo affinché le varie amministrazioni dell’isola d’ischia e non solo quella foriana meditano qualche minuto in più sulle ubicazioni di statue e progetti panottici vari. Grazie per l’accoglienza Di lucia manna

le regole della manipolazione mediatica

LE DIECI REGOLE DELLA MANIPOLAZIONE
MEDIATICA
fonte
originale dei dieci punti, fonte della loro traduzione in italiano.
1-La
strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale
è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del
pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche
ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue
distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è
anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze
essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia
e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi
sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico
occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla
fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre
tranquille”).
2- Creare problemi e poi offrire le
soluzioni
Questo
metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema,
una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico,
con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far
accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza
urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi
richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O
anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la
retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi
pubblici.
3- La strategia della
gradualità
Per far
accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce,
per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche
radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80
e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in
massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che
avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola
volta.
4- La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una
decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”,
ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’
più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima,
perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il
pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto
andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato.
Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di
accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5-
Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al
gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione
particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo
spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più
si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile.
Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno,
allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad
una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una
persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre
tranquille”).
6- Usare l’aspetto emotivo molto più della
riflessione
Sfruttate
l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi
razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del
registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare
o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre
comportamenti….
7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e
nella mediocrità
Far
si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati
per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle
classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo
che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi
superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi
inferiori”.
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente
con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di
moda essere stupidi, volgari e ignoranti…
9- Rafforzare
l’auto-colpevolezza
Far credere all’individuo che è soltanto lui
il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente
intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi
contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che
crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della
sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione