A margine della della Sea Wactch.Roberto Saviano-Carola Rackete e Soros un trio da osannare per gli ignari cittadini

.E la tratta degli schiavi-di luciamanna
Caro direttore Gaetano di Meglio
Sull’onda emotiva e dal punto di vista umano adesso si applaude al capitano Carola.La Rackete messa a
servizio del capitale sta facendo la parte della G:D’Arco. La Rackete é al servizio di chi vuole
accaparrarsi le ultime risorse del Pianeta.Gli immigrati del xx secolo non sono altro che deportati da
ridurre in schiavitù.La sinistra definita da qualcuno ormai fucsia e che ha perso la sua verginità da tempo
interviene a mò di Show sulle nave per dare l’impressione di difesa sui diritti umani. Diritti venduti dagli
stessi che ideologicamente li doveva controllare. Rafforzare.Proteggere.I vari sinistroidi che hanno
violato un veto di legge italiana per loro necessità politica, perché non si sono incatenati, bruciati vivi al
nunzio del decreto legge Fornero, l’art.18 sacrosanto a difesa dei diritti dei lavoratori e porcherie varie
introdotte nei governo precedentI? La sinistra é stata vista e scelta come socio in affari per affamare i
lavoratori perché possedeva tutte le caratteristiche organizzative di Una Azienda. La sinistroide struttura
ben organizzata poteva rispondere alle esigenze delle lobby.E la stessa che mostra oggi più che mai il
suo lato neo-liberista a favore dei potenti e dominanti contribuendo da decenni ad aggravare la forte
disparità sociale.La tratta degli schiavi che favorisce con il falso umanitario e filantropo soccorso del
sinistroide schieramento,Soros Roberto Saviano il capitano della sea Wactch, altro non sono che affari di
famiglie. Tutti concorrono allo spietato sfruttamento dei più debolii ubbidendo ai capitali.Matteo Salvini
se non altro cerca di essere coerente anche se appare inumano con il suo veto agli attracchi in porti
italiani.Il ministro degli interni in effetti guadagnando consenso elettorale perlomeno non mercifica i
migranti che rimandati indietro vengono sottratti al valore aggiunto di bassa manodopera alle aziende del
suo Nord.E come del resto del nostro Sud impoverito dal primo.La sinistra fucsia cambiando logo molte
volte e ripudiando i suoi valori Sfacciatamente si ripropone come modello di aiuto senza ritegno alcuno
contribuendo alla funzione che oggi il capitale ha stabilito per Noi e che ci vuole tutti i migrati. Ecco che
la globalizzazione come viene tutta fuori con il suo sterco e per cui l’hanno fatta nascere: cittadini globali
ossia sdradicati.Apolidi senza diritti e necessariamente soccorsi in mare per metterli al servizio dei pochi
ricchi che non stanno salvando Vite ma risorse umane . che dimezzano i salari e diritti a quelle già
esistenti sul territorio. E intanto uno dei filantropi a difesa della Sea WATCK alias Roberto Saviano cosa
fà? Oltre ad esternare nei vari canali lottizzati e convegni la sua indignazione per i porti chiusi scrive un
altro libro:” In mare non esistono taxi” e.18,61).A terra però esistono ancora il caporalato che la sinistra
fucsia non ha saputo e voluto combattere .A Terra esisteva uno statuto dei lavoratori ( art.18) che
tutelava chi non viveva negli attici con scorta.E tante fedenzie varie a cui Saviano poco e niente si é
dedicato. Onnipresente l’autore di Gomorra in cui non conviene spendere sillaba contro la classe
dominante.Silenzioso per la causa Palestinese a favore di quella isrelitica .E’ così difficile capire
cosa c’è dietro alla Carola-Saviano e altri sinistroidi che non combattono le ELITES …ma velatamente ne
fanno parte?.Rubo una frase di Diego Fusaro sostituita al capitano coraggioso:” Oggi oserei affermare ”
CAPITALI CORAGGIOSI”.Cosi

.Rosa Iacono lancia appello alle autorità politiche per modificare il Decreto  28.che vieta imbarco per Autoambulanze sui traghetti Ischia-Napoli-Pozzuoli.

Lucia Manna Il decreto ministeriale,parla chiaro ed é  applicabile per tutte le insularità che l’Italia contiene.Il presidente dell’Associazione disabili dell’isola d’Ischia e della Croce Rosa Italiana  Rosa Iacono ,in questi giorni ha dovuto fare i conti con la normativa in corso vedendosi il rifiuto da parte della capitaneria di salire a bordo della nave con la Sua Ambulanza. Il presidente della vitale Associazione nei giorni scorsi é stata lasciata sul porto con un paziente riscontrato di seri problemi cardiaci.E che necessitava di una struttura come quella della Schiano di Pozzuoli.La clinica ovviamente sita in terraferma  per essere raggiunta necessitava di un battello più o meno sicuro,oppure di un volontaro selfista esperto che caricasse Il malato grave-Rosa-l’Ambulanza e cane a seguito del disgraziato.Le scimmie il mal capitato le ha lasciate a casa qualora la nave avesse avarie in corso date le vetuste condizioni di alcuni navigli che popoloano il Golfo di napoli..( paradosso x sdrammadizzare) Ma hainoi…ironia a parte la scelta non é stata concessa!! Solo dopo  due ore a detta dell’infermiere G. Fasanella sentito da noi telefonicamente e a intermittenza di minuti é avvenuto un doppio miracolo: il paziente in Ambulanza non é morto e il comandante della Caremar usando la Sua discretazionalità ha consentito il trasporto.Da quì è iniziata la dura battaglia di Rosa Iacono con lettera inviata a istituzioni ed Enti preposti affinchè si prenda in seria considerazione e ad horas di modificare la normativa del Decreto 28.Decreto che salva armatori e comandanti da norme disciplinarie se severamente applicato, ma uccide paziente sulla via di Damasco.Stando al proverbiale detto senza sapere ciò che veramente è successo e succede negli anni,il direttore sanitario della Struttura A. Rizzoli in conferenza stampa ha evidenziato opere e missioni espletate durante il suo inter-Regno nel nosocomio lacchese .Apprendiamo mentre scriviamo dal direttore del dispari Gaetano Di Meglio che dopo notti insonni D’Amore é riuscito ad avere un Incontro ravvicinato del terzo tipo con l’ammiraglio per ottenere una Delega( ?). E mentre il medico studia…l’ammalato é morto.Pubblichiamo la sostanziale lettera di Rosa Iacono :”«Carissime e illustrissime autorità, sono Iacono Lucia Rosa, legale rappresentante dell’Associazione Disabili isola d’Ischia da 31 anni nonchè dell’Associazione Croce Rosa Ischia Soccorso da 21 anni, che espleta servizio di trasporto infermi ed infortunati a mezzo ambulanza, da sempre impegnata a favore dei disagiati, degli infermi e dei più deboli, con la presente vi informa e denuncia che a far data dal 22 maggio 2019, prima la società di navigazione Medmar poi la società di navigazione Caremar e infine la società di navigazione Gestur impediscono l’imbarco di ambulanze sulle navi con persona infortunata e personale sanitario in virtù, a loro dire, della legge decreto n. 28 del 02.02.2001.
Oggi chiunque ha necessità di utilizzare l’ambulanza per recarsi in terraferma e viceversa (compreso i trasferimenti ospedalieri) non può raggiungere la destinazione in quanto non può in alcun modo usufruire delle navi perchè in virtù del decreto citato i passeggeri non possono restare in garage durante la navigazione (applicazione della legge a distanza di diciotto anni dalla promulgazione!).
A tal punto, a noi isolani, non resta che morire e tutto questo sotto gli occhi e l’indifferenza delle autorità locali che nulla hanno fatto per risolvere la problematica accennata.
Mi appello a voi affinchè provvediate ad una deroga del divieto, alla modifica del decreto e ad impartire nuove disposizioni per la tutela della salute di noi isolani che alla fine siamo cittadini italiani e facciamo parte dell’Italia.
Resto ed auspico in un immediato intervento delle SS.VV. tenendo conto che al momento vi sono isolani che non possono fare radioterapia, controlli quali risonanza magnetica ecc: ricoveri ospedalieri presso centri specializzati che sulle isole non vi sono.
Pensate a come fare e fatelo in fretta perchè nel frattempo i nostri familiari affetti da tumori – fratture importanti ecc: si aggravano e qualcuno muore.
Per corredo atti mi pregio trasmettere le note prot. 3666 del 23.05.2019, 3670 del 31.05.2019, 3680 del 04.06.2019 e 3689 del 10.06.2019 con le quali abbiamo portato a conoscenza delle autorità amministrative e marittime locali senza vedere nessun risultato.
Giova specificare che il tratto di navigazione è minimo ovvero solo dodici miglia ed il tempo di percorrenza assomma a circa 55 minuti.
Alternativa alla modifica del decreto è quella di imporre alle società di navigazione di utilizzare navi di nuova costruzione con ascsensori, salette per i malati ed infortunati (e quindi applicare alla lettera il decreto 28/2001, dando la giusta collocazione all’infermo allettato ed infortunato) vietando l’impiego di navi obsolete e vetuste.
Infine oggi, 13 giugno 2019, ricorrenza di S.Antonio che invoco e lo prego vivamente affinchè faccia la grazia e vi illumini e vi faccia intervenire evitando eventuali iniziative deleterie quali lo sciopero della fame e l’interruzione delle terapie degli ammalati isolani, tanto con quanto si è verificato lo stesso siamo destinati a soccombere.»

A Margine della manifestazione del Cudas indetta a favore del malato per l’ospedale Annna Rizzoli


Con buona volontà e altrettanta determinazione la manifestazione indetta dal Cudas ( associazione in difesa del diritto alla salute del malato) é solo in parte riuscita .Il 18 maggio 2019 è stato l’ennesimo tentativo fallito per il Cudas. Sta di fatto che il suo presidente ha implorato la presenza dei sei sinsindaci dell’isola d’Ischia .La solerte G. Napoleone in effetti ha invitato gli irresponsabili primi cittadini ad una manifestazione indetta contro di loro ,veri irresponsabili del problema del nosocomio di lacco ameno Terme. Dramma a tutt’oggi irrisolto.! Responsabili di non aver mai preso atto del disfacimento ospedaliero isolano .Tutti x uno…uno x tutti i primi cittadini hanno fatto la loro bella figura giurando interessamento da quì ad avvenire. Assente solo un primo cittadino ,impegnato in campagna per la nutrizione dei suoi conigli.Onnipresente il vescovo Pietro Lagnese che non coglie occasioni x estendere le sue Omelie con retoriche e lagnosi riferimenti evangelici. Il prelato si é detto che sta dalla parte del malato con empatia e disponibilità. Lagnese come la maggior parte degli uomini vestiti di nero ,predica bene e razzola male.Il vescovo d’ischia ha lasciato piu di un bisognoso x strda , sotto a ponti nei periodi invernali, sordo ai richiami di chi sollecita un rientro nella struttura Caritas di Forio d’ischia o di qual si voglia casa d’accoglienza.Tutti bei discorsi. Tanti buoni intenti. Personalmente rubandomi il microfono che mi é stato più volte sottrato e alla fine addirittura spento( voci fuori dal coro delle litanie) ho cercato di apportare un contributo che poteva tagliare bla bla e lungagini di ogni genere.Il mio intervento cosi’ espresso:” E’ proprio di questi giorni che il commissario alla sanità regionale alias Vincenzo de Luca una firma per decreto di rimodulizazione n.138 relativo alla AORN San Pio. Specificamente x il presidio ospedaliero S. Alfonso di Liquori di S. Agata dei goti.De Luca ha accolto le tantissime istanze-scioperi della fame-incatenamenti dei cittadini e soprattutto la tenacia del sindaco per garantire i numerose interventi di urgenza.Ai sensi del decreto ministeriale70/15é stato possibile prevedere l’integrazione di posti di Lungadegenza-riabilitazione e Oncologia.Se un paese come S.Agata dei Goti provincia di Benevento con 11.037 abitanti é risciuto a ottenere risposte concrete ai suoi tagli ospedalieri perchè non l’isola d’ Ischia con 64.000 (sessantaquattromila) abitanti moltiplicati x sei volte tanto nei periodi estivi e con zona disagiata? Era un interrogativo che andava fatto ai sindaci ischitani presenti che si nutrono di leggi solo e a loro compiacimento .Rimane meritevole l’impegno del Cudas ma non bisogna pensare al corteo in termini di passegiata garandendo alle forze delll’ordine di non invadere l’altra corsia penalizzando gli automobilsti. Le manifestazioni servono soprattutto a creare disagi : disordini x indurre i nostri politici all’aordine. prdisciplina .Progressso. E osservanza per il Diritto alla salute. Così é se Vi pare . luciamanna

Al museo Civico del Torrione : Incontro con goldoni

Incontro con Goldoni di Giiuseppe Magaldi

La locanda delle maschere perdute. Presentazione dello spettacolo teatrale
“La Locandiera”, adattamento da Carlo Goldoni e regia di Eduardo Cocciardo.

Martedì 18 giugno, ore 20:30, al Torrione di Forio.

Le maschere, i costumi, i gesti che il teatro ci offre sono uno specchio genuino delle relazioni
umane, nella vita quotidiana, tanto da renderlo “casa” per ogni individuo che vi si accosti. Dal riso
al pianto, sul palcoscenico sfilano le esperienze che ogni uomo vive in concreto; esperienze che
creano un legame simpatico ed empatico, tra il di qua e il di là del sipario, con un confine che man
mano si annulla, rendendo spettatori gli attori e attori gli spettatori. Il climax giunge con l’applauso,
apparentemente rivolto agli attori ma in pratica celebrativo di tutti i presenti così da porli in
comunione gli uni con gli altri.
Diceva il grande Eduardo:” Lo sforzo che compie l’uomo di dare alla vita un qualsiasi significato è
teatro”, e poi aggiungeva: “Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri nella vita recitano
male”. Senza dubbio il teatro è vita perché parte dalle nostre vite: dalla vita di chi lo agisce e di chi
lo fruisce. È una magia senza tempo, che ferma il tempo e lo dilata anche quando sembra
restringerlo. Lo riassume e lo reinventa, rendendolo irripetibile come in una bolla iridata. Interpreti
e spettatori vivono un percorso iniziatico, attraverso cui non saranno più gli stessi alla fine della
rappresentazione, ma in un crescendo rossiniano diventeranno più liberi e liberati. Il teatro è una
surreale finestra sull’infinito della verità: si serve della finzione, ma non ammette la falsità. Si parte
da un testo e grazie all’interazione attore – pubblico inizia un gioco (to play in inglese è giocare e
recitare) di rimandi in cui ogni inventio porta scritto: “più in là”. Questa arte nasce nella notte dei
tempi ed è stata il tramite per accostarsi al divino. È capace di suggellare le unioni più ardite tra le
varie discipline e i diversi stili. Non rifiuta le più moderne commistioni e soluzioni tecniche ed oggi
più che mai resta il banco di prova galileiano per testimoniare e testare il mondo e l’uomo. Ci
precede e ci accompagna nel tempo come urgenza e sogno e sarà un porto sicuro tutte le volte che
l’uomo smarrisce o tradisce la sua umanità. Continuerà infatti a suscitare le domande fondamentali
che lo riguardano.
Il seminario-dibattito proposto dal regista e scrittore Eduardo Cocciardo offre una interessante
occasione di riflessione sia su Carlo Goldoni padre del teatro moderno, e sulla sua Riforma, sia sulla
resistenza del teatro ad ogni crisi, per la sua unicità e capacità millenaria di reagire alle circostanze
avverse.
L’Associazione Culturale Radici, affidataria del Museo Civico del Torrione “Giovanni Maltese”, e
l’Amministrazione comunale di Forio hanno sposato questa iniziativa, accogliendola presso la Sala
Mostre del Torrione ove i gentili ospiti e tutti i residenti isolani possono partecipare alla
presentazione dello spettacolo teatrale “La Locandiera”, adattamento da Carlo Goldoni e regia di
Eduardo Cocciardo, con gli allievi di Recitazione della Teresa Coppa Academy (Gaia Bagliani,
Massimo Di Costanzo, Anna Monti, Roberta Rainone, Mattia Sirabella e con la partecipazione di
Claudio Iacono). La rappresentazione scenica avverrà poi giovedì 20 giugno 2019 alle ore 21 presso
il Palazzo Capuano, in piazza Matteotti 5, Forio, con ingresso libero.
L’evento del Torrione sarà l’occasione per presentare la relazione-studio di Eduardo Cocciardo dal
titolo "La locanda delle maschere perdute – la Riforma goldoniana", una riflessione sulle
straordinarie innovazioni apportate dalla scrittura goldoniana alla storia del teatro e sulla nascita del

teatro moderno. La serata darà vita ad un dibattito sulla crisi della cultura e del teatro odierni e sulle
possibili prospettive future. Interverranno il regista Salvatore Ronga, il giornalista Pasquale
Raicaldo, l’attore Alessandro Palatucci, la cantante Sara Pantalone.

Eduardo Cocciardo
Nato ad Ischia (Na) nel 1975, si laurea in Lettere Moderne, indirizzo Musica e Spettacolo, presso
l'Università Degli Studi Di Siena con una votazione di 110 e Lode. Scrittore, docente, attore, regista
teatrale e cinematografico, studia con Dario Fo, Laura Curino, Lello Arena, Nicole Kehrberger,
Carlo Boso, Eugenio Barba. Nel 2003 vince il Premio per il Miglior Testo al Festival Nazionale del
Cabaret di Torino. Autore di numerose commedie teatrali, di cortometraggi, mediometraggi,
documentari e lungometraggi, pubblica per NonSoloParole Edizioni il saggio L’Applauso interrotto
– Poesia e Periferia nell’opera di Massimo Troisi, il romanzo breve Alice fuori dal Paese, per
Albatros Edizioni il romanzo Neve Bianca, e per Arpeggio Libero Editrice il thriller Gli Alfabeti
della Morte. Fra i suoi numerosi film corti, selezionati e premiati in diversi festival, La Mezzanotte
Blu raggiunge lo Short Film Corner del Festival di Cannes 2018. Fra i suoi spettacoli di maggior
successo, L’Ultimo Borbone, Un giorno all’improvviso – un amore contemporaneo ed Io sono
Claudia – 13 11 15. Il suo ultimo film corto, L’amore ai tempi della collera, è distribuito a livello
internazionale da Maxafilm distribuzioni. Oltre ai suoi impegni teatrali e cinematografici, è docente
di Recitazione teatrale e cinematografica, di Storia del Teatro e del Cinema presso la The Creative
Arts Teresa Coppa di Forio, e collabora da diversi anni con la Società Dante Alighieri – Comitato di
Siena.
Altre notizie alla pagina http://www.iltorrioneforio.it/eventi-2/eventi-2019/la-locanda-delle-

il cancro isolano secondo< nicola manna

Si dibatte sulle presenze turistiche sulla nostra isola. A mio avviso, il problema è rappresentato dalla scarsa qualità dei nostri servizi, non dai numeri, peraltro consistenti, ma poco qualitativi. Lo dico assumendomi la responsabilità, come ho sempre fatto, in politica come nella vita. A qualcuno ha dato, e dà fastidio questa mia sincerità, questa onesta disamina della realtà, perchè io parlo il vostro stesso linguaggio, e non quello delle lobbies politiche, alberghiere e parte del falso commercio isolano, vero cancro di questa isola. Io Non sono populista. Potrebbero tentare di mettermi in difficoltà, come han fatto a Forio, ma non sortirebbero alcun effetto poichè io non mi fermo dinanzi agli ostacoli. Vado sempre avanti! So di parlare a tanta gente, e voglio ripartire da quel 2% che mi ha seguito alle elezioni amministrative foriane, per poter, in futuro, cambiare questo modus vivendi isolano.
Nicola Manna.

Torna al Torrione di Forio d’Ischia il Poetry Slam.

Tra le attrazioni della notte bianca del comune turrito l’agone poetico nazionale.
Dopo il successo dell’edizione 2016 Ischia si accingere ad accogliere per la seconda volta il tour
della kermesse poetica SLAM ITALIA Rete Italiana di Poetry Slam, il circuito nazionale che
raccoglie le competizioni in versi degli appassionati della musa Calliope.
La poesia, definita in modo scherzoso, è l’inutile che serve, tanto è vero che fin dai tempi dei Greci,
e poi in epoca romana, il tempo libero veniva spesso impiegato per recarsi a teatro, ove oltre ad
assistere alle tragedie, si declamavano poesie. Poco prima del 86 d.C., infatti, l’imperatore
Domiziano fece addirittura costruire un’arena di forma ovale, sul cui perimetro sorge attualmente
una delle più belle piazze del mondo, Piazza Navona. Il complesso, in origine chiamato stadio di
Domiziano, fu utilizzato in parte per gare ginniche e l’altra parte, chiamata Odeon dedicato alle arti
canore. La competizione tra i vari artisti era molto gradita al pubblico che tifava per l’uno
o per l’altro e le dispute tra i vari partecipanti all’agone, (da cui poi Navona) erano molto accese. In
tempi più moderni viene coniato il termine Poetry Slam che nel gergo americano, designa un
impatto, una sberla e deriva dall’espressione ‘to slam a door’, letteralmente “sbattere una porta”.
Questo termine è stato associato a un genere di poesia orale (sonora e vocale) per il suo potere di
catturare lo spettatore e ‘schiaffeggiarlo’ con le parole, con le immagini, al fine di scuoterlo, di
emozionarlo.
A pieno titolo viene perciò inserito nel vasto programma primaverile dell’Associazione Culturale
Radici la kermesse isolana di Poetry Slam Rete italiana. Il circuito italiano, diretto dal poeta
torinese Bruno Rullo, raccoglie le adesioni locali e convoglia i vincitori di tappa nella finale di
Milano. Come il rap ai suoi inizi, lo Slam è un’arte che nasce dalla strada e crea un legame tra
scrittura e performance, focalizzata sulla parola e realizzata con grande economia di mezzi. È una
poesia che trasforma in arte l’espressione popolare, declamatoria, praticata nei luoghi pubblici, sotto
forma di testi quasi recitati, a ritmo serrato. Lo Slam è considerato da molti come una delle forme
più vive e rivoluzionarie della poesia contemporanea, una sorta di movimento a margine dei circuiti
artistici tradizionali che, tra le altre cose, stabilisce un nuovo tipo di rapporto tra il poeta e il suo
pubblico. L’obiettivo della serata, oltre ad ascoltare le poesie sciorinate dai partecipanti, presentati
dalla coordinatrice regionale, la poetessa Carla Abenante e votati dal pubblico presente che fa da
giuria, è di coinvolgere isolani e turisti, anche convenuti per la tradizionale notte bianca, cercando
di far rivivere le meravigliose storie che hanno intrecciato i nostri antenati con un territorio al tempo
stesso felice perché fecondo, ma martoriato dalle incursioni piratesche, dalla peste e dall’ignoranza.
La Poesia dunque protagonista, L’esistenza e il diffondersi dello Slam dimostrano infatti, come la
poesia non sia qualche cosa di vetusto e alieno alla società moderna ma, al contrario, qualcosa
d’indispensabile e più che mai vivente. Come disse Mark Smith, l’ideatore dello Slam, la poesia
non è fatta per glorificare il poeta, essa esiste per celebrare la comunità. I valori fondamentali su cui
si basa lo spirito dello Slam sono la parola, il pensiero, il dialogo, la polemica e la critica, ma al
tempo stesso la tolleranza e l’apertura all’altro.
L’Associazione Culturale Radici, ringraziando quanti contribuiranno alla riuscita della
manifestazione, di sabato 27 aprile 2019 alle ore 20.00, invita poeti, declamatori e artisti a inviare la
propria candidatura all’indirizzo info@iltorrioneforio.it , e visitare la pagina del sito del Museo
Civico del Torrione http://www.iltorrioneforio.it/eventi-2/eventi-2019/ischia-poetry-slam-2019/
ove è possibile scaricare il regolamento completo di Poetry Slam Rete italiana oppure aderire
all’evento Ischia Poetry Slam cliccando sulla pagina Facebook “Museo Civico del Torrione.luici casaldi

Sorpresa per il modello ISEE istruito nella sede presso la clinica San G. Giuseppe di ischia Ponte.Anziani in fila d’attesa per ore.Rimandati a casa per errori di applicazione inerenti a reddito tramite confuse indicatori

Le sprprese nel campo sanitario non mancano mai e a pagare l’altrui distrazione é sempre e solo l’ignaro cittadino.Anche quest’anno la fila chilometrica dei richiedenti esenzione DALLA PARTECIPAZIONE ALLA SPESA sANITARIA PER MOTIVI DI REDDITO non é stata di poco conto.Gli assistiti anche se confortati dalla gentilezza degli impiegati che scrupolosamente hanno avvertito i richiedenti di di munirsi delle dovute fotocopie (carta di Identità e tessera sanitaria)prima della la spasmodica attesa si sono ritrovati ugualmente spiazzati al cospetto degli operatori. Motivo? La normativa non ha consentito di istruire la pratica data da un erroneo E 10 che per distratzione qualcuno ha configurato con altri indici nelle prescriizoni.Per completare il modello dopo le estenuanti attese anziani e non al cospetto del ligio impiegato avrebbero dovuto versare somme sostitutive .Somme che se fossero state minime potevano essere versate nella adiacente clinica di San G. Giuseppe.Per somme più congrue il versamento sostitutivo doveva necessariamente avvenire in Banca.A dirla sembrerebbe cosa di poco conto se solo non entriamo con tutto il nostro essere nei panni dei pazienti e bistrattati anziani.Anziani che fin dalle sei del mattino si recano all’ufficio preposto di Ishia Ponte con la speranza di essere primi.Rimane una illusione la sacrificata scelta data l’unanimo pensiero.E la coda comporta ore di attese al freddo aspettando la apertura d’ufficio che é tassativamnte avviene alle 8-30.Una punizione ulteriore da affrontare si delinea meno scomoda nella gremita sala di attesa con il conforto umano del dialogo tra i bistrattati .Arriva il claù dopo 4-5 ore di attesa quando ormai siamo alla vetta:” signore lei deve prima pagare ricettari non esattamente indicizzati altrimenti noi non possiamo definire l’ESENZIONE”. E’ quì tutto lo lasciamo alla immaginazione di chi permette simili accadimenti. Anziani bistrattati in tutte le circostanze. Andate e ritorni con attese estenuanti.Medici distratti.L’etimologia “Sanità” in Italia va immediatamente sostituita con un altro silogismo.Con qualcosa di meno retorico del termine di Mala Sanità”. Anche a scervellarsi non si arriva a concepirne idea visto che nel termine SANITA’ rientrano altri indici di benessere oltre a quello fisico ancora più gravoso rimane quello psicologico e spirituale. Anziani in fila come gli Ebrei di hitleriana memoria che dopo ore -giorni mesi e anni di attesa vengono uccisi per distrazione dagli stessi che dovrebbero prendersi cura di loro.. di luciamannna. vocidaischia@gmail.com

Attentato al pontile di ischia Ponte.Basoli di fine ottocento rimossi per sostituirli con volgari e moderne pavimentazioni

Attentato al pontile di ischia Ponte.Basoli di fine ottocento rimossi per sostituirli con volgari e moderne pavimentazioni
Se non fosse stato per un video ampliamente documentato dal collega Gennaro Savio, portavoce del PLM italiano,tutti avrebbero creduto ad una fax news. La notizia: ” rimozione e sostituzione di basoli novcenteschi adiacenti al viale del pontile del Castello Aragonese di Ischia Ponte.Con solerte determinazione,l’amministrazione comunale di Ischia Porto ha richiesto é ottenuto un beneplacido dalla Sovrintendenza ai Beni Ambientali di Napoli un via lbera per la rimozione dei preziosi e ormai rari basoli sottostanti al Castello Aragonese di ischia Ponte . Una sostituzione che doveva camminare con la richiesta di una manutenzione straordinaria del pontile a rischio erosione da parte dei morosi .Il necessario ed improcrastinabile intervento della facciata più a rischio del pontile é stato in” vece” demandato in seconde nozze, preferendo accanirsi con la rimozione dei basoli di fine ottocento.Basoli di natura lavica del Vesuvio ormai non più reperibili.Un vero proprio attentato perpetrato ai danni del Patrimonio storico. architettonico da parte dell’amministrazione Ferrandino con la complicità della Sovrintendenza che ha dato un via libera allo scempio più eclatante nella storia dell’Isola d’Ischia. Per chi non lo sapesse, la Sovrintendenza è un Ente costituito e preposto alla TUTELA e SALVAGUARDIA ARTISTICA. Un organismo che dovrebbe cautelare i beni del paesaggio e architettonici ( parimoni inalinabili da custodire) come mai ha osato tanto? Come può l’Ente preposto a tale disciplina approvare con tanta leggerezza una inverosimile richiesta? E’ questo il quesito inquetante che si pongono i cittadini dell’isola d’ischia e noi che mal volentieri documentiamo la notizia che si riveste di vergogna. E di incredulità. Per fortuna i meda localie e il popolo dell’alienato facebook sono stati repentini nel passare la scandalosa notizia. E sembra che dopo tanto clamore con video alla manno di Gennaro Savio, l’amministrazione Ferrandiana stia facendo marcia indietro per non incorrere in quello che potrebbe diventare,volendo. anche un caso penale. Caso che implicherebbe in giudizio anche la Sovrintendenza ai beni Ambientali visto l’ottimo stato di salute dei basoli rimossi e quelli che incoscientemente dovevano essere istirpati come si fa con un dente sano ma considerato cariato fino all’osso.Manutenzione straordinaria é la dicitura della delibera e Noi tutti vediamo invece uno straordinario attentato all’Arte. E alla cultura.Un patrimonio storico-culturale e architettonico quello del pontile Aragonese messo nelle mani( “margheritae ante Phorcos”) di chi invece di valorizzarne e proteggerne il dono fa di tutto per distruggerlo. I maroni incombono sul Pontile Aragonese , la facciate a rischio.Il rischio maggiore non proviene dalle onde ma dalle implacabili disonestà, avventutezza di una classe politica ischitana che si arroga il diritto di pogiare mani sudaticce su beni di una collettività .Collettività non vigilantes ma dormientibus. Ricordando la splendida incisione latina:”Iura adiuvant vigilantes et non dormientibs et iura succurrunt, invitiamo i nostri compaesani ad aprire gli occhi e difendere con spade e bastoni il nostro patromonio Artistico. Patrimonio che ha contribuito ad arricchire con le sue testimonianze storiche gli Ischitani con l’arrivo di ospiti internazionali che si nutruno anche di cultura.Ischitani defraudati anche nel caso dell’attentato al Pontile di ischia ponte. luciamannna Vocidaischia@gmial.com

Santa Vetturi scrittrice al museo civico del Torrione con una mostra solidale.

“I colori della solidarietà”

Al Torrione di Forio una mostra solidale a cura della scrittrice e docente Santa
Vetturi
Ti sei mai chiesto quanti colori ha la solidarietà? Probabilmente no, anche perché sono infiniti.
Molto verosimilmente li troverai dipinti sul volto di un bambino, sull’insegna di una scuola, sulle
strade della Speranza. E far si che questi colori diventino sempre più luminosi è l’obiettivo che si
prefigge la nuova sinergia che coinvolge le Associazioni Culturali “Virtute e canoscenza”, e
“Radici”. La Presidente dell’Associazione onlus barese, ma che trova consensi in Italia e
all’estero, Santa Vetturi, lancia anche nell’isola verde il messaggio di solidarietà. La generosa
insegnante pugliese attende forti risposte da una comunità che da sempre ha saputo essere un porto
aperto all’accoglienza e alla solidarietà con chi non ha avuto la fortuna di vivere nell’agio o
addirittura vive nell’indigenza. La collaborazione tra le due associazioni si concretizza
con una collettiva di pittura e con la presentazione del libro-antologia “Un maestro per un anno, un
libro per sempre, a cura di Santa Vetturi. La mostra “I colori della solidarietà” sarà inaugurata al
Torrione di Forio sabato 30 marzo 2019 e si protrarrà fino a sabato 8 aprile dalle ore 18.00/20.00,
mentre al vernissage di sabato 30 l’autrice, a colloquio con la poetessa e scrittrice Anna Maria Della
Penna e con il pubblico, illustrerà gli scopi del suo nuovo volume e ci farà conoscere il motivo per
cui si autodefinisce “un’anima a tre voci”.
I trentadue protagonisti impegnati nella collettiva, la cui direzione artistica è affidata alla pittrice
serba Aldina H Beganovic Todorovic, propongono un evento che spazia tra la pittura classica, il
disegno e la fotografia. Il nutrito team proviene da esperienze diverse ma i protagonisti sono
accomunati dall’amore per l’Arte e con le proprie opere danno un notevole contributo al messaggio
di solidarietà espresso per l’occasione. A testimoniare il proprio impegno sul campo, interverranno
le scrittrici Giulia Basile r Maria Rosaria Cassano, e le pittrici Azera Hadzibeganovic, Antonella
Lolli e Giusy Rizzi.
Augurando ai graditi ospiti che in questa primavera allietano Ischia con la loro presenza buone
vacanze, e agli isolani un proficuo lavoro, le Associazioni “Virtute e canoscenza”, e “Radici”
fissano l’appuntamento a sabato 30 marzo 2019 alle ore 19.30
Alla pagina http://www.iltorrioneforio.it/fotogallery/mostre-2019/i-colori-della-solidarieta/ le opere
ed altre notizie sugli artisti in esposizione e l’opuscolo della mostra in pdf.
Santa Vetturi è nata e vive a Bari. Sposata, madre di due figli, ha insegnato per anni Lettere nella
Scuola media, cercando di trasmettere alle giovani generazioni l’amore per l’Arte e i valori nei quali
ella stessa crede: la tolleranza, la pace, la solidarietà, il federalismo europeo. Felicemente
pensionata, si cimenta nel teatro amatoriale e conduce laboratori di teatro e scrittura creativa.
Ha ideato e organizza da sedici anni il Premio di Letteratura e Arti figurative “Creatività itinerante”.
È fondatrice e Presidente dell’Associazione culturale “Virtute e canoscenza”, che promuove attività
ricreative e culturali.

Luigi Castaldi

 

 

 

La leggenda di Nitrodi al torrione di forio

Al Torrione di Forio “La leggenda di Nitrodi”

L’opera prima di Tina Taliercio, traduttrice, pubblicista e copywriter, sarà presentata

domenica 24 marzo 2019.

Nella sua storia millenaria l’isola d’Ischia è colma di leggende. A cominciare da quella di Tifeo, il
Titano condannato da Zeus a reggere sulle spalle l’isola. Ma c’è anche quella della pietra cantante,
magicamente sorta per occultare i ribelli rivoltosi dagli assalti dei pirati, e dal cui interno proveniva
un terribile boato, presagio di sventura.
Accanto a questa si colloca la leggenda narrata dall’autrice come motore propulsore dell’opera, la
cui storia s’incentra proprio sull’essenza della vicenda di Iale. Un’essenza che dona un epilogo
sorprendente a “La leggenda di Nitrodi”.
Nella sua narrazione l’autrice ci racconta di un viaggio, un emblema noto alla letteratura, forse il
più antico e capace di cavalcare i tempi. Ed è proprio attraverso un lungo viaggio nello spazio e nel
tempo, che la protagonista scopre un habitat naturale ed emozionale, i cui risvolti si lasciano svelare
con la tenerezza e il vigore dei sentimenti più intimi. Ciò che Lisa vive, nello scenario unico
dell’Isola Verde, non è solo un percorso alle radici dell’esistenza bagnato da uno dei miti di Ischia,
ma anche una riflessione sull’evoluzione civile e la lotta per la felicità.
Omaggiare l’isola campana, va riconosciuto, non è difficile. Il racconto però non intende suscitare
unicamente attrazione per i luoghi dell’isola, ma anche per la storia e la cultura che ne sono origine
e cornice. Un percorso che parte da lontano e racchiude molteplici chiavi di lettura: la fotografia di
più generazioni, le emozioni, non solo positive, che muovono la vita, il mistero della maternità, la
violenza di genere (pilota occulto dell’esistenza di troppe donne), l’emigrazione, la psicologia,
l’amicizia e l’amore.
Tina Taliercio, che ha già esordito con la presentazione del suo primo romanzo alla Biblioteca
Antoniana nello scorso febbraio, ripropone al pubblico il libro “La leggenda di Nitrodi” al Torrione
di Forio domenica 24 marzo 2019 alle ore 18.30.
L’Associazione Culturale Radici, con l’auspicio di promuovere ogni evento che attenga all’Arte, sia
essa figurativa, manuale o intellettiva, dà il benvenuto a Tina Taliercio, alle coordinatrici Lucia
Annicelli e Elena Mazzella e a chi volesse avere il piacere di ascoltare dalla sua viva voce presso il
Museo Civico del Torrione come è nata questa nuova creatura.
Altre notizie alla pagina http://www.iltorrioneforio.it/eventi-2/eventi-2019/5-la-leggenda-di-nitrodi/Luigi Castaldi