Russia-Ucraina:la guerra finisce se muore il dollaro. E la maggior difesa é l’attacco

Molti sono stati gli anni dii criticità in Ucraina in cui gli Stati Uniti d’America hanno speso milioni di dollori per il controllo del territorio.Gli USA volevono, e a tuut’oggi desiderano il Controllo ucraino per creare un corridoio che serva a sua vota a controllare l’Eurasia.Per avviare questo processo hanno innescato rovesciamenti di stati.Colpi di stati . Memorabile quello del 2014..Come si legge dalla storia recente, gli americani per salvaguardare il dollaro, il mercato,le banche con il fraudolente neo-liberismo ancora in atto,hanno criminosamente invaso e distrutte tante nazioni che non volevano sottostare ai loro paradigma monetario. Economico. E Stati tra cui la Libia di Gheddafi che era pronta per la sua valuta panafricana.Valuta che avrebbe soppiantanto non solo il franco delle colonie francesi ma addirittura avrebbe avuto un effetto devastante sull’economia americana. E Europea.Tutte le guerre condotte con invasioni criminose dall’Afganistan alla Libia ecc.sono state indotte e vinte dagli U.S.A per mantenere il controllo del dollaro. Il loro sistema imperialistico. Espansionistico.L’ultimo baluardo rimaneva la sua eterna e temeraria Russia.,Un osso duro da spellare che militarmente non rientrava così debole come gli altri stati devastati “dalla democratica”nazione che nacque e visse per le pari opportunità.La Russia si é vista costretta ad invadere l’Ucraina per nscongiurare che dai laboratori di ricerca nucleare creati da decenni dagli americani sul territorio venissero sperimentati e usati verso la Madre russa. E si sà che:” la maggiore difesa In termine di guerre…é l’attaccco”Da ciò ne é scaturito una visione distorta da parte “del popolo bue” nei rigurdi di Putin che ha dovuto ob torto collo premunirsi” di arme e bagagli” .E’ un crimine prevenire attacchi imminenti (secondo l’imtellinge) nucleare dal vicino ucraino con laq mano longa americana? Non é fantascienza l’esistenza appurata dei laboratori lungo tutta la fascia ucraina.Laboratori che se creati ed individuati forse che dovevano servire da museo per visitatori extraterrestri? Lo scopo é palese: distruggere la Russia di Putin che a quanto sappiamo dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica non ha mai permesso alla sua Federazione russa di destabilizzare nessun paese .La Sua pretesa era solo di essere um membro dell’economia mondiale e ripristinare le Sue aree di influenza. L’America non ci stà .La Russia sta cambiando il paradigma economico mondiale e nessuno lo vuole. Anche la Svizzera. La Svezia e Finlandia in fila per due nell’entrata nella’Nato, braccio destro delle banche che creano denaro dal nullla.Il crimine sta per finire. Il rublo avanza. Lo Yen ,Rupie e altre monete aasiatiche stanno pedalando. Il paradigma economico mondiale di fine sfruttamento umano é in corso d’opera. Signori e signore la guerra in Ucraina ricorda il motto romano:”mamma Tu salvi Roma ma perdi un Figglio”Ancora migliaia di figli di mamma russe e ucraine moriranno per uccidere “quel dollaro dalla lucentezza ingannatrice”.La pace immediata non la scorgiurano.Il DEEp State non la incoraggia.L’altra parte dell’America la desidera .Dobbiamo sperare che la parte non demonica americana trionfi scongiurando il prosieguo di questa atroce realtà che non fa dormire ” gli uomini di buona voltà” di lucia mannaVisualizza immagine di origine

In attesa di un Messia:Ucrania-Russia finta propulsione alla pace nei maestrem di politici.E filosofi.

Vladimir Putin: biografia, storia e vita
Una Unione europea che segue da sempre i dettami di Washington con la Nato pronta ad intervenire a ogni battito di ciglia. .Trenta paesi nell’Europa con preminenza atlantista. Tutti in questo momento a sostegno dell’Ucraina statunitense .Molti stanno inviando armi all’Ucraina come si fa con i viveri di conforto..Un presidente del consiglio italiano che bisbiglia alla pace.L’uomo dei Rothschild, della Banca Centrale del Tesoro, voluto come primo ministro per portare a termine “l’incompiuto lavoro di disfacimento” dell’italianetta nazione.Lo stesso che é al servizio delle grandi lobby affaristico-criminali.Filosofi filo- americani che publicano con la Mondadori onnipresenti e pagati dai canali maestream e che dichiarono la loro ripugnanza verso Putin facendo apparire una obiettività di pensiero in merito alla tragedia tra i duellanti.Il Ministro degli esteri, alias Di Maio che usa epitedi devastanti come “la vicinanza al maiale” nei rigardi del presidente della Federazione Russa.Giornalisti asserviti che eludono dal confronto televisivo i non allineati dal “Pensiero Unico” dominante.E dei liberi ne fanno un opzional mistificando le notizie riguardante l’aria di guerra.Il presidente Zelens’ki che fa da comparsa, tirato sù con fili dal burattinaio Us.A.Con lo scenario palesemente visibile non é sorprendente parlare di pace visto che esistono invece tutte le premesse per incentivare un escaletion nella guerra Russa-Ucraina?L’Unione Europea ,la Nato sono al servizio dell’America per l’espaansione verso oriente.Veri interlocutori per la pace attualmente non esistono. Forse l’unico potrebbe essere proprio Putin che minacciato da un occidente capitalistico vuole semplicemente difendere la Madre Russia dallo spauracchio americano che ha come esclusivo obbiettivo l’espandersi oltre che nella terra dei cosacchi, anche verso Cina e India per mantenere la supremazia del suo dollaro. Dollaro che ha nutrito molte guerre criminose in cento anni per stare a galla.In questo xxi secolo si sente minacciata più che mai dal perderne il controllo. E il suo ruolo di super potenza . E la Russia che é stata il suo nemico principale da sempre ora non può rimpadronirsi dei vecchi albori.Ma in oriente rimane ancora la emergente Cina , India e alcuni stati asiatici. Come non prevedere che sopraggiunga dalla nazione Ucraina che vede “la mano longa” degli americani… la terza guerra mondile? Abbiamo avuto 80 anni di pace. E’ finita perché l’oriente ha detto basta all’espansione degli Stati Uniti ed Europa. E così potrà iniziare le scontro planetario. Gli U.S.A dovevano accontentarsi di controllare l’occidente lasciando alla Russia e la Cina la loro area di Influenza.Le risorse del pianeta scarseggiano. Il mercato e il dollaro americano é in fibrillazione e vuoi tu che l’America proprio ora abbandoni ciò che da sempre é deputata ad incrementare anche nei momenti di maggiore gloria? L’Ucraina ,illusa dagli americani é stata il trambolino di lancio per servire l’eterno sogno americano. Sogno americano che vede già da decenni il fallimento del capitalismo disumano che contempla il depauperamento terrestre.Lo sfacelo sociale,economico.E soprattutto spirituale.Viva il capitalismo,salutare sistema rivoluzionario per la salute, diritti inalienabili, umani che con il globalismo ha catapultato il mondo nel lontano medioevo.I feudatari di oggi hanno reso reale e tangibile il nuovo colonialismo.lucia mannna Foto di Romano ProdiIl primo video messaggio di Draghi: "Si intravede una via d'uscita dalla pandemia, il governo per primo deve fare la sua parte. Ringrazio i cittadini" [VIDEO] - Torino Oggi

Trittico foriano Al Torrione di Forio la personale dell’artista Giuseppe Olivieri sabato 9 aprile alle ore 19 presso la sala del museo civico del Torrione


Una pace interiore mi pervade mentre mi approccio alla visita della dimora di Giuseppe Olivieri. A cominciare dalla sontuosa statua della Madonna della Pace, che campeggia all’ingresso della villa che sovrasta la baia di Citara. Qui il tramonto ti abbaglia, un po’ come i suoi dipinti luminosi e ricchi di colori caldi e contagiosi. Giuseppe, personaggio eclettico e raffinato, mi accoglie in giardino e, tra una gardenia e una tuberosa appena sbocciate, mi narra il suo percorso di vita ed artistico. È nato a Napoli nel 1941, ma da oltre venti anni vive stabilmente a Forio, senza però rinunciare a frequenti viaggi di lavoro in Italia e all’estero. Ha esposto in numerosi siti e gallerie sia italiane che estere, nelle località di Ischia, Anacapri, Napoli, Genova, Isole Lipari, Wangen, Fussen, Menningen e Siena.
Fin da piccolo si rende conto di avere una spiccata attitudine per le arti figurative e si cimenta in quella che al tempo era una tra le attività più ricercate: il ritratto, che oltre a dargli la soddisfazione di eseguire un gradito lavoro, gli permette di raggranellare qualche somma per alleviare le spese, ma gli consente soprattutto di essere a contatto con la gente, studiandone indole e passioni che traduce poi nei dipinti. Giuseppe si sente un uomo libero e lo esprime con la forza del suo pennello, sia con gli oli del periodo giovanile, sia con gli acrilici della maturazione, dedicandosi con tenacia e passione alla realizzazione di centinaia di tele, ove, con sapienti tocchi, mostra la sua carica emotiva e la padronanza del colore. I suoi soggetti, come del resto accade per i veri artisti, spaziano nel tempo e nella cultura, da quella religiosa a quella meno trascendentale dell’Eros, ove il messaggio principale rimane sempre l’Amore. L’amore per la vita e i suoi misteri, che l’Olivieri traduce nelle tele della sua vasta collezione, di cui apprezzeremo una parte nella prossima mostra al Museo Civico Giovanni Maltese, è dilagante, si direbbe anzi un’esplosione di vitalità. Proprio in questo ultimo trittico i simboli foriani del Soccorso, della Fontana di piazza Matteotti e del Torrione sono accomunati sia per l’aspetto mistico sia per la sensualità che sprigionano questi tre elementi. Giuseppe, pur non avendone prodotto una notevole quantità, non disdegna l’astratto, ma delle sue opere si apprezza, oltre che il coinvolgente cromatismo, la sua capacità di sintesi espressiva. Spesso il suo figurativismo si fonde con l’astratto entro il quale comunica il colore delle sue emozioni, i suoi “pensieri liquidi”.
Giuseppe è inoltre anche un ottimo scultore. Ha realizzato molte statue che sono disseminate nell’ampio giardino della villetta di Citara. Anche per le statue il tema è l’Amore nelle sue varie accezioni. Da una splendida Madonna della Pace, quanto mai attuale e necessaria al cuore acerbo degli uomini, ad una Liebe in Libertas pacatamente in attesa, passando per una saffica Nausicaa e un Bacco trionfante, fino al principio della vita di una Maternità gemellare. In definitiva le due grandi energie del “Vento della vita”, Eros e Pathos, convivono in simbiosi nelle opere di Giuseppe.
L’associazione Culturale Radici, ben lieta di accogliere nella antica dimora di Giovanni Maltese e di Fanny Jane Fayrer per la seconda volta (la prima accadde nel 2014 con “Nudi e dintorni”) l’artista, foriano di adozione, Giuseppe Olivieri, invita i numerosi visitatori che già dalla imminente Pasqua ci premiano con la loro presenza, e tutti i generosi residenti, ad intervenire all’inaugurazione che avverrà sabato 9 aprile alle ore 19.00 presso la sala mostre del Museo Civico Giovanni Maltese. La mostra resterà aperta dalle 19.30 alle 21.30 fino a martedì 26 aprile.
Altre notizie alla pagina https://www.iltorrioneforio.it/it/eventi/trittico-foriano
Luigi Castaldi
https://www.ildispariquotidiano.it/it/trittico-foriano-al-torrione-di-forio-la-personale-dellartista-giuseppe-olivieri/

Guerra e Pace:L’Ucraina uccide il dollaro. La Russia di Putin con il rublo emergente ci salverà dal nuovo colonialismo .La globalizzazione sta per essere sfatata

La Russia di Vladimir Putin rallenta Twitter e minaccia il blocco totale  dei social network – Il Tempo

Il così denominato Grande Reset mondiale,ossia cercare di ripristinare il globo intero per il compiacimento demoniaco dei pochi rettiliani definiti con l’accezione di “illuminati”, signori e signori sta per fallire! Finire! L’Ucraina é stata la scintilla che provata da una guerra che nessun Paese desidera se non L’America, sta pagando il fio di questo denunciato epilogo. E con il Suo tributo della morte sta contribuendo ad invertire il criminoso paradigma.Putin additato come criminale di guerra sta cautelando non solo le sorti della Russia ma anche una parte dell’ emisfero.Anche se l’invasione da parte della Russia appare criminosa e lontana dalle vigenti regole internazionali, va’ condannato il ” Cattivo”che con una manovra geniale sta affondando l’America e il suo dollaro che ha causato a tutt’oggi una grande crisi economica.Sociale. E soprattutto spirituale? La geniale manovra é che Putin le sanzioni se le é cercate.Portate in casa per poi stabilire comodamente l’inversione della tendenza economica.La Tendenza consiste nel fatto che la Russia fornirà il suo “prezioso”ma il pagamento della commessa dovra’ necessariamente essere pagato in rublo.Cosa ha scatenato il cadaut russo ? L’ndebolimento muscolare del dollaro.A seguire gli altri stati: Cina, India e così via.Le sanzioni che vengono inferte agli stati ostili di solito indeboliscono chi li subisce.E il più delle volte portano allo sfiatamento e alla resa per fame.Le sanzioni che erano già state messe in calendario dalla Russia hanno determinato il contrario: rafforzare i suoi mercati interni e il loro singolare Rublo. La guerra in Ucraina viene vista e commentata solo in funzioni di morti dai maestrem ma non viene evidenziato minimamente il processo rivoluzionario in atto. Anche se con molte sofferenze economiche il cambiamento ,il “No Global”é iniziato anche se ancora dobbiamo fare i conti con il maledetto e non auspicabile DIGITALE!Il E il fantomatico trasumanesimo é scongiurato? Gli eventi in corso lo lasciano apparire.Fino ad oggi i morti in Ucraina sono stati qualche migliaia . Auspichiamo che non se ne aggiungano altri con buona pace dei contendenti.Un numero che per ciascuno di Noi pacifisti comunque porta tanta sofferenza.Angoscia.Il numero per gli americani non é sufficiente per fermare il processo e il teatro. Gli USA la guerra la vogliono e la fomentano.” Sarà il veleno tradotto in medicina”che attraverso le Vite umane dei civili e dei soldati ucraini stanno bloccando i magnifici di Davos. Gli Ucraini verranno ricordati negli annali della storia come il popolo dalla cui scintilla é stato invertito ,dirottato il Grande Reset.L’America pagherà l’hybris della sua tracotanza presumendo da decenni della propria potenza e fortuna agendo contro l’Ordine costituito.da Dio . Budda.Maumetto Allà. E da chi fin dall’Inizio della Creazione dell’Essere lo hanno voluto. .Trasmesso. Indicato: Pace e prosperità per tutti i popoli della terra! Se si inverte l’Ordine stabilito ci penserà i Carma .E’ solo questione di tempo.lucia mannna
Mi piace

Commenta
Condividi

Guerra Ucraina-Russa:se vuoi la Pace…prepara la Pace

Perché il popolo di Vladimir Putin lo ama – SakerItalia
Una guerra che lascia apparire come protagonisti principali solo Volodyuir Zelens’ki e Platimir Putin nascondendo il principale attore che é L’America.Il presidente U.S.A che finalmente é stato diagnosticato in declino cognitivo e prossimo all’impeachment assumendo fino ad oggi un ruolo di laedr ha contribuito in larga parte affinché la guerra assumesse un escaletion da cui sembra difficile uscirne. Si poteva condurre diversamente la straziante bellica ,se non ci fossero state due teste di legno come Zelens’ki e Biden sulla scena del teatro? Indubbiamente sì! L’unico lucido,statista,saggio della compagine é Vladimir Putin capo della Federazione Russa.Definito dai giornalisti mainstream nazionali ed internazionali come criminale di guerra ha atteso anni prima di scomodare le sue truppe per invadere l’Ucraina.Senza ricorrere ad un exscursus storico geopolitico, che lasciamo agli esperti,poteva la Russia lasciare che alle Sue porte fossero introdotti missili a lungo metraggio? Per anni l’Unione Sovietica é stata ferma durante le esercitazioni missilistiche ai suoi confini. La situazione ultima ormai invasiva ha costretto il presidente della Federazione Russia ad assurgere ad un compito che in termini elementari possiamo definire “Salva Vita della Russia”.E’ Crimine una difesa-attacco x proteggere e mantenere in piedi la propria Nazione? Cosa avrebbe dovuto fare Putin dal punto di vista di difesa della Madre PATRIA Russia? Il secondo crimine che viene imputato a Putin é il Suo modo di condurre la battaglia. Di certo la straziante visione di civili morti tra cui bambini non fa che alimentare rabbia e odio verso il laeder carismatico russo.Le scene che ci propina il minstream vengono scelte con cura per impressionare l’opinione pubblica .E non é detto che non sono laceranti, ma purtroppo la guerra non si fa con i cioccolatini. Ad ogni modo ciò che viene descriito in larga parte é menzognero. Putin ha usato una tattica bellica medievale, ossia circondare ad esempio Kiev e poi ritrare le truppe.Fatto passare sempre dai commentatori asserviti come debolezza. E sconfitte. Per non ifierire accanitamente sui civili ucraini, le truppe venivano ritirate e il bilancio dei morti era una perdita massiccia dei soldati russi.Senza dire che volendo i russi in due giorni avendo spazi arerei potevono distruggere i territori. Non é stato fatto niente di tutto ciò. Nessun giornale se non qualche distaccato canale libero web ha mai commentato lo scenario tattico. Tutti al servizio di chi vuole ancora essere il primo attore:lAmerica . Protagonista di tanti crimini bellici per mantenere potere e supremazia, loro, gli americani imperialistici, espansionistici, stanno imponendo una guerra che non nè nostra né dell’Ucraina.Come uscirne? A’ cap ‘e ligname Zelens’ki potrebbe liberarsi dai dictat americani , dimetttendosi addirittura da presidente e meditare che non esisterà nessuna autonomia e libertà nello stato Ucraino promessa dagli U.S.A guerrafondai? E stato comprato la testa di legno per assurgere al ruolo alquanto delicato che occupa, oppure crede, o vuol far credere che é un vero eroe e salvatore della Patria Ucraina come faceva nei suoi film da attore?. E protagonista.Si può mediare, trattare con uno Statista di spessore come Putin per una pace con un interlocutore manovrato a certi livelli se lo stesso possiede un cervello preso a prestito? Certo che no!!. I latini sostenevano:”si vis pacem,para bellum”Noi sosteniamo da sempre, membri della Soka GaKKAI ( movimento filosofico religioso che fa parte dell’Onu ma ha non ha poteri decisionali ma solo propositivi) che se vogliamo la PACE…dobbiamo preparare la Pace. Cosi’ é …e se Vi pare. di lucia mannnaZelensky, dov'è il presidente ucraino?- Corriere.it

Lettera dello scienziato Stefano Montanari a Mario Draghi

Egr. sig. Draghi,Visualizza immagine di origine

Ieri mi è capitato di ascoltarla per qualche secondo. Prudentemente protetto dalla mascherina d’ordinanza, lei pronunciava un discorso che, senza bisogno di commenti, pareva rifarsi a quello che Vittorio Emanuele II, il 10 gennaio 1859, pronunciava nel suo opinabile italiano al parlamento di Torino: “Nel mentre rispettiamo i trattati non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d’Italia si leva verso di noi”. Come forse ricorderà, si trattava di una provocazione rivolta all’Impero austro-ungarico per farsi dichiarare la guerra, così come pretendevano gli accordi segreti di Plombières stretti con la Francia l’estate precedente.

Trascinare l’Italia in uno stato di conflitto può essere vantaggioso per chi il vantaggio lo trae da stati di emergenza, veri o presunti tali che quegli stati siano. Ma, da uomo della strada che con il suo lavoro contribuisce al sostentamento della Nazione (Costituzione, articolo 53), non vedo proprio come un popolo intero possa ricavare anche un solo minimo vantaggio dalla situazione corrente e da come la si sta incanalando.

Pur essendo perfettamente conscio della sua inutilità, stanti i numerosi precedenti, mi permetto di ricordarle l’articolo 11 di quella che fu la Costituzione, vale a dire la garanzia inalienabile che i governanti, anche quelli forti di zero voti popolari come è il suo caso, prestano ai governati: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”

Da quanto mi è dato capire, il suo discorso parrebbe preludere a qualcosa che stride con quell’impegno.

Per quello che vale il mio parere, l’Italia ha bisogno di uomini diversi da lei e da quelli che siedono in un parlamento svuotato del confronto indispensabile tra maggioranza e opposizione, e che non rappresenta altro se non se stesso.

Il disastro al quale il suo governo ha portato il mio paese è sotto gli occhi di chiunque non sia stato accecato dalla propaganda incessante, beffardamente finanziata da chi ne è bersaglio.

Mi consenta di ricordarle alcuni dati ufficiali relativi alla gestione della cosiddetta pandemia, una gestione dai risultati che dal bene comune, unico scopo della politica propriamente intesa, sono divisi da un oceano invalicabile:

Secondo l’OMS, al 27 febbraio scorso, in due anni, l’Italia, con le contromisure che ha adottato, ha contato 154.560 decessi. Il Giappone, con ben altre contromisure, di vittime ne ha contate 23.270. Per sua memoria, le rammento che quel paese ha una popolazione un po’ più che doppia rispetto alla nostra, distribuita in una superficie di poco superiore a quella italiana.

Al 18 febbraio scorso, l’ISS ha comunicato che il cosiddetto green pass, sulla cui interferenza con la dignità umana non vale la pena perdere tempo, oltre due milioni di persone sono state contagiate (Tabella 4A, pag. 24).

Secondo Eventi Avversi News, nel 2021 si sono verificati oltre 20.000 casi di arresto cardiaco in eccesso rispetto agli anni precedenti. Se lei avesse qualche competenza in materia, capirebbe che cosa quel dato significhi e ne fornirebbe una spiegazione che non offenda l’intelligenza sua e di chi l’ascolta.

Potrei continuare a lungo riportando altri dati ufficiali, tutti molto eloquenti, conservando personalmente il dubbio della sottostima. Aggiungo solo che da ieri, chi vuole e ha tempo e onestà per farlo, può consultare le prime (prime!) 10.000 pagine dei documenti riservati Pfizer che qualcuno è riuscito ad ottenere. Magari, dia un’occhiata e fornisca spiegazioni senza mascherina. E, nell’occasione, potrebbe pure spiegare come mai non solo quei dati sono segreti, ma perché è vietato analizzare i prodotti, e perché i contratti con i fornitori non sono resi pubblici. Le ricordo che denaro e salute appartengono a noi, i protagonisti di tutta la Costituzione, e dei primi 12 articoli in particolare.

Lasciando da parte i palesi fallimenti di tutta la legislatura e ritornando al suo discorso “neo-sabaudo”, lei ha menzionato la libertà, la democrazia e la loro difesa. Mi domando che cosa abbia voluto intendere, stante il fatto che le loro tracce si stanno rapidamente perdendo.

Mi rendo conto che aspettare una risposta equivale a ripetere il vecchio Godot di Samuel Beckett, ma io ci ho provato.

 

 

 

Forio d’Ischia-Al Torrione l’8 marzo incontro online sulla giornata della Donna

Visualizza immagine di origineLa Giornata internazionale della Donna? Insieme, ON LINE l’8 marzo.
Un evento per ricordare conquiste, discriminazioni e violenze sulle donne.
Il caldo odore di primavera che trascina nell’aria il profumo di mimosa ci ricorda che sta per
avvicinarsi la. giornata delle Giornata internazionale della Donna, che ricorre l’8 marzo di ogni
anno per ricordare non solo le conquiste sociali, economiche e politiche, ma anche le
discriminazioni e le violenze che le donne subiscono ancora, in quasi tutte i paesi del mondo. Fin
dall’inizio del secolo scorso la donna ha lottato per ottenere quel ruolo preminente nella vita sociale,
che le consenta di avere almeno delle pari opportunità. Purtroppo, ancora spesso, si assiste, sia dai
comportamenti personali, sia istituzionali, ad una negazione di questo principio ineluttabile. Proprio
per sottolineare questi aspetti, la Festa delle Donne è una delle due giornate dedicate ai diritti di
genere insieme alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che
cade ogni anno il 25 novembre.
La scelta simbolica della mimosa come simbolo dell’emancipazione femminile risale, in Italia, al
1946 quando le organizzatrici delle celebrazioni romane cercavano un fiore di stagione che costasse
poco, e lo trovarono appunto nella mimosa.
Anche quest’anno, in occasione della giornata internazionale dedicata alle donne, l’Associazione
Culturale Radici, con la mente sempre rivolta al compianto Presidente Giuseppe Magaldi, non
potendo utilizzare, a causa dell’emergenza sanitaria, i luoghi preposti e cioè il Museo Civico
Giovanni Maltese, organizza, per l’occasione, un appuntamento virtuale, ove saranno accolti tutti
coloro che vorranno apportare la propria testimonianza, al fertile contributo di idee, inizialmente
proposte dagli ospiti invitati dall’Associazione. In proposito essa intende anche ricordare, mediante
il contributo dell’Avvocato Nino d' Ambra, la figura di Fanny Jane Fayrer, moglie dello scultore e
poeta Giovanni Maltese (1846-1926) e delle donne isolane che si distinsero durante la seconda
Repubblica Napoletana. (1799) che potremmo definire precorritrici delle moderne femministe.
Un evento ricco di ospiti e sinergie associative ove emerge la collaborazione con il Centro Ricerche
Storiche d’Ambra, l’Amministrazione del Comune di Forio, l’Associazione Giochi di Natale e
l’Associazione Radici.
Tra i numerosi ospiti, la Preside Angela Procaccini, autrice tra l’altro dell’rappresentativo libro “D”,
sette protagoniste accomunate da un dramma che ha segnato la loro vita; l’Avv. Nino d’Ambra,
direttore del Centro Ricerche Storiche d’Ambra e pioniere degli eventi isolani inerenti alla Festa
della Donna, l’Assessore alla Cultura e pari opportunità Gianna Galasso. Interverranno inoltre il M°
Raffaele De Maio, il regista e scrittore Prof. Eduardo Cocciardo. L’Associazione Radici è lieta di
accogliere, inoltre, i Proff. Federica Monti Maria Serena Schioppa, Fabio Bianco e Giuliano Colace
che guideranno gli allievi dell’Accademia Musicale Note sul Mare nell'esecuzione di brani del
repertorio classico.
Il titolo di questo messaggio «Lotto di marzo» non è un gioco di parole ma un’esortazione
all’aggregazione per la rivendicazione di un ruolo prioritario al femminile. Come è noto, chi soffre
di più negli eventi negativi sono le donne e se fosse necessaria ancora una dimostrazione l’abbiamo
avuta con la pandemia ove il maggior carico di oneri e responsabilità è caduto proprio sulla donna.
Appuntamento, dunque sulla piattaforma google meet al link: https://meet.google.com/tvp-ekde-
ekz
martedì 8 Marzo 2022 ore18.00
Altre notizie e foto alla pagina: https://www.iltorrioneforio.it/it/eventi/lotto-di-marzo luigi Castaldi

Excursus storico di R.Humber della guerra In Ucraina

Visualizza immagine di origine

Questa guerra è nata nel 2014, quando è stato fatto un colpo di stato in Ucraina sostenuto da Stati Uniti (c’era Biden vicepresidente e la Clinton segretario di Stato).
Tolsero il Presidente ucraino filo-russo che si rifugiò a Mosca, presero il potere con la forza e piazzarono un governo filo- americano.
Dopo il colpo di stato sono subito state emanate delle leggi anti russe. Solo che l’Ucraina è un paese diviso in due, a ovest sono ucraini, nazionalisti e vicini all’Europa, ad est e in Crimea sono russi.
La Russia con un colpo di mano si è ripresa la Crimea senza sparare un colpo (perché il 90% sono russi e hanno fatto un referendum). Mentre nelle altre province sono state fatte persecuzioni (multe se parli in russo, sparatorie a chi pregava in russo). I dati OSCE parlano, di 14000 morti fra civili e militari nel Donbas in 7 anni.
Nel 2014 c’è stata la strage di Odessa, ma ne hanno parlato troppo poco in tv. Gli ucraini diedero fuoco a un sindacato che era pieno di anziani, donne con bambini, quelli che scamparono all’incendio furono uccisi a colpi di fucile.
Putin ha più volte denunciato il genocidio nel Donbas (14.000 morti) ma nessuno nei media occidentali ha approfondito.
Poi è arrivato Trump e l’Ucraina è rimasta sola, a lui non interessava. C’è stato i cessate il fuoco e sono stati fatti gli accordi di Minsk che prevedevano il riconoscimento delle due repubbliche da parte dell’Ucraina come regioni a statuto speciale.
Si arriva così all’elezione di Biden, che affermò subito che Putin è un killer e che gliel’avrebbe fatta pagare.
Il figlio di Biden, Hunter, ha diversi gasdotti in Ucraina, e affari milionari. Biden ha chiesto l’ingresso nella Nato dell’Ucraina, inaccettabile per la Russia. Inaccettabile perché i missili sarebbero puntati a 300 km da Mosca. Perché sarebbero puntati su Pechino, infatti la Cina ha sostenuto la Russia con contratti sul gas altissimi.
Da dicembre è iniziata l’isteria americana sull’inizio della guerra. Hanno pompato Zelensky a bombardare di nuovo il Donbas per riprenderselo promettendogli aiuto militare. Lui ci è cascato. La Russia si è seduta al tavolo con tutti i presidenti e con tutti i ministri degli esteri ma senza risultati. Nessuno voleva trattare, ma ribattevano che l’Ucraina ha il diritto di entrare nella Nato. La Russia ha offerto di demilitarizzare l’Ucraina e farlo uno stato cuscinetto, come la Svizzera, di transito di gas e di merci, ma senza armi. Gli è stato risposto di no.
Aggiungo che gli USA hanno piazzato in questi anni in Ucraina 14 laboratori che producono armi chimiche, lungo tutto il confine russo. Dunque una minaccia di non solo missili.
A questo punto non è difficile comprendere la reazione di Putin, acclamato dalle popolazioni filo-russe del Donbass come un liberatore di quelle zone che non devono essere annesse alla Russia ma rese alla loro libertà dopo i massacri di questi anni.
Non esistono buoni e cattivi, ma solo una buona o una cattiva informazione.(R.Humber)
Questa guerra è nata nel 2014, quando è stato fatto un colpo di stato in Ucraina sostenuto da Stati Uniti (c’era Biden vicepresidente e la Clinton segretario di Stato).
Tolsero il Presidente ucraino filo-russo che si rifugiò a Mosca, presero il potere con la forza e piazzarono un governo filo- americano.
Dopo il colpo di stato sono subito state emanate delle leggi anti russe. Solo che l’Ucraina è un paese diviso in due, a ovest sono ucraini, nazionalisti e vicini all’Europa, ad est e in Crimea sono russi.
La Russia con un colpo di mano si è ripresa la Crimea senza sparare un colpo (perché il 90% sono russi e hanno fatto un referendum). Mentre nelle altre province sono state fatte persecuzioni (multe se parli in russo, sparatorie a chi pregava in russo). I dati OSCE parlano, di 14000 morti fra civili e militari nel Donbas in 7 anni.
Nel 2014 c’è stata la strage di Odessa, ma ne hanno parlato troppo poco in tv. Gli ucraini diedero fuoco a un sindacato che era pieno di anziani, donne con bambini, quelli che scamparono all’incendio furono uccisi a colpi di fucile.
Putin ha più volte denunciato il genocidio nel Donbas (14.000 morti) ma nessuno nei media occidentali ha approfondito.
Poi è arrivato Trump e l’Ucraina è rimasta sola, a lui non interessava. C’è stato i cessate il fuoco e sono stati fatti gli accordi di Minsk che prevedevano il riconoscimento delle due repubbliche da parte dell’Ucraina come regioni a statuto speciale.
Si arriva così all’elezione di Biden, che affermò subito che Putin è un killer e che gliel’avrebbe fatta pagare.
Il figlio di Biden, Hunter, ha diversi gasdotti in Ucraina, e affari milionari. Biden ha chiesto l’ingresso nella Nato dell’Ucraina, inaccettabile per la Russia. Inaccettabile perché i missili sarebbero puntati a 300 km da Mosca. Perché sarebbero puntati su Pechino, infatti la Cina ha sostenuto la Russia con contratti sul gas altissimi.
Da dicembre è iniziata l’isteria americana sull’inizio della guerra. Hanno pompato Zelensky a bombardare di nuovo il Donbas per riprenderselo promettendogli aiuto militare. Lui ci è cascato. La Russia si è seduta al tavolo con tutti i presidenti e con tutti i ministri degli esteri ma senza risultati. Nessuno voleva trattare, ma ribattevano che l’Ucraina ha il diritto di entrare nella Nato. La Russia ha offerto di demilitarizzare l’Ucraina e farlo uno stato cuscinetto, come la Svizzera, di transito di gas e di merci, ma senza armi. Gli è stato risposto di no.
Aggiungo che gli USA hanno piazzato in questi anni in Ucraina 14 laboratori che producono armi chimiche, lungo tutto il confine russo. Dunque una minaccia di non solo missili.
A questo punto non è difficile comprendere la reazione di Putin, acclamato dalle popolazioni filo-russe del Donbass come un liberatore di quelle zone che non devono essere annesse alla Russia ma rese alla loro libertà dopo i massacri di questi anni.
Non esistono buoni e cattivi, ma solo una buona o una cattiva informazione.(R.Humber)

L’avvocato Lucio Nicolo’Castelbonesi dal 15 febbraio inizierà lo sciopero della fame contro il Green pass rafforzato

“Salve, sono Lucio Nicolò Fonti Castelbonesi, ho 54 anni e da oltre vent’anni esercito la professione di Avvocato.
Da giorno 15 febbraio non potrò più accedere ai palazzi di giustizia, per cui non potrò più, di fatto, continuare a lavorare.
Tutto questo nasce dalla imposizione, per le Persone che abbiano compiuto i cinquant’anni di età, del possesso di una sorta di “tessera per vivere” che lo stato, per sua gentile concessione, rilascia solo a chi si è piegato al ricatto vaccinale, salvo le rare ipotesi di esenzione per motivi di salute o esenzione temporanea per guarigione da malattia covid 19.
Questa tessera si chiama “green pass rafforzato”, se non la possiedi non puoi lavorare e se non puoi lavorare sei privato dei mezzi di sostentamento, non potendo procurarti il cibo per te e la tua famiglia.
Ciò, alla logica e alle regole della natura non si sfugge, significa la CONDANNA ALLA PENA DI MORTE PER AFFAMAMENTO nei tuoi confronti e dei tuoi familiari.
I “giuristi” del principe potranno fare mille ragionamenti per dire che non è così e che tale imposizione sia legittima e lecita, ma, salvo in questo nuovo mondo orwelliano, non volere sovvertire anche le regole finora certe della natura, se non mangi muori.
Come ormai pacificamente riconosciuto da tutti, il green pass è una misura squisitamente politica che non ha alcuna valenza di prevenzione e contenimento della diffusione del virus SARS COV-2, anzi ne è il più potente strumento di diffusione, atteso che chi è vaccinato lo contrae e lo contagia però, esibendolo, può tranquillamente circolare e infettare chiunque.
Essendo strumento politico e non sanitario, a maggior ragione la sua introduzione rappresenta un’aberrazione giuridica e di fatto si traduce in un vile e feroce ricatto autoritario nei confronti di chi ha motivo di ritenere di non doversi vaccinare ed è, tra l’altro, per questo già sanzionato con la multa di cento euro.
Non cito la Costituzione, perché tale aberrante tessera di nazista memoria, nulla ha a che vedere con la Carta Fondamentale e solo dei mistificatori senza scrupoli potrebbero discuterne accostandovela.
Si tratta quindi di una surrettizia introduzione nel nostro ordinamento, non più giuridico, della PENA DI MORTE MEDIANTE AFFAMAMENTO DEI DISSIDENTI POLITICI E DEI LORO FAMILIARI.
La mia Dignità di Uomo che nasce Libero e per Vivere non può accettare invece di “sopravvivere” in una pseudosocietà che tollera e accetta la PENA DI MORTE PER IL DISSIDENTE POLITICO E I SUOI FAMILIARI né UNA VITA che ti viene distribuita a gocce CON LA TESSERA e solo sulla base della tua obbedienza al potere di turno.
Per questo da giorno 15 febbraio, data di entrata in vigore per gli ultracinquantenni dell’obbligo del possesso della “tessera per vivere” denominata “green pass rafforzato” ho deciso di intraprendere LO SCIOPERO DELLA FAME.”

Lucio è un valido professionista, fa parte di questo canale e sono stato tra i primi ad essere informato di questa sua coraggiosa iniziativa. La sua protesta avrà luogo presso il tribunale di Patti (Me) giorno 15 dalle ore 09.30. Chi può lo sostenga fisicamente o moralmente affinchè si possano risvegliare le coscienze dormienti.

Caro Lucio, sono fiero di essere dalla tua parte, dalla parte del Bene, del coraggio e dell’onestà.

Storia segreta.com sulla sconfitta di Mario Draghi al Quirinale .Analisi e interrogativi

Visualizza immagine di origine

La mancata elezione di Mario Draghi alla Presidenza della Repubblica Italiana ha del clamoroso perché era stata preparata dalle oligarchie finanziarie mondialiste da anni e costituiva uno dei punti cardine del Golpe di Davos in atto.
Immaginiamo lo sgomento di Klaus Schwab, coordinatore e animatore del Golpe, nell’apprendere la notizia.

Ancora una volta l’Italia si è ritrovata a essere al centro dei destini del mondo e, ancora una volta, il suo comportamento sfuggente e ingestibile, alla ’italiana’ insomma, ha prodotto un serio imbarazzo alle oligarchie mondialiste.

L’inaudita sconfitta è stata però dovuta a un insieme di circostanze.

In primis si è trattata di una sconfitta personale di Mario Draghi stesso. Il suo comportamento da ‘banchiere centrale’, spocchioso, irrispettoso delle prerogative del Parlamento, dittatoriale come se tutto gli fosse dovuto, ha irritato la grande maggioranza dei peones che, nel bene e nel male, quel parlamento lo compongono. La buvette della Camera era piena di commenti sarcastici all’indirizzo di presidente del Consiglio in carica additato addirittura come ‘nemico personale’.
Per la maggioranza dei grandi elettori il motto era: chiunque fuorché Draghi. Con buona pace di Goldman Sachs e accoliti.

In secondo luogo il suo comportamento inutilmente estremista nella gestione della pandemia gli aveva già alienato molte simpatie. Questo blog aveva già sottolineato (qui) che il governo Draghi verrà ricordato principalmente per la delirante scemenza che egli stesso pronunciò il 22 luglio 2021:
L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente.
Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire.
Non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore’.

Forse il Presidente del Consiglio si sarà già amaramente pentito di tale improvvida esternazione e delle continue forzature a favore di una campagna vaccinale ormai in clamoroso fallimento ma il danno era fatto.

In terzo luogo la sua auto-candidatura alla Presidenza della Repubblica durante una conferenza stampa del 22 dicembre 2021 in cui, praticamente, diceva: ‘il mio lavoro è finito, adesso andrò al Quirinale’, aveva irritato non poco quei politici che conservano ancora un vago ricordo di quello che l’Italia era stata prima del suo declassamento a colonia della finanza mondialista.
Ma l’ultimo errore è stato fatto quando ha manifestato la sua estrema contrarietà alla candidatura Casini, facendo sapere che, se Casini fosse stato eletto, lui si sarebbe dimesso immediatamente da Presidente del Consiglio.
Casini, che a detta di chi gli è vicino, ‘ci è rimasto molto male’, non ha avuto altra scelta che rinunciare alla candidatura, sapendo però che così avrebbe reso inevitabile la riconferma di Mattarella e il siluramento di Draghi stesso, il quale invece evidentemente non lo aveva ancora capito.

Il 2-0 dei vecchi democristiani sulla spocchia dei banchieri centrali deve farci riflettere.

D’altra parte che l’uomo fosse fatto così lo si era già capito dalla lettera che aveva inviato il 5 agosto 2011, come presidente entrante della BCE e a doppia firma con l’uscente Jean Claude Trichet, a Berlusconi e che comportò le dimissioni del governo di centro destra.
Lì c’era scritto, senza mezzi termini, che il governo di un paese sovrano doveva obbedire ai diktat della BCE, senza se e senza ma. E, per favore, con sollecitudine se no ci arrabbiamo.

Ultimo ma non ultimo, il trasferimento di Draghi al Quirinale avrebbe comportato un serio rischio di crisi di governo e conseguenti elezioni anticipate facendo così sfumare per i peones parlamentari gli ultimi mesi di stipendio e il successivo vitalizio.

Alla ‘italiana’ quindi, il diktat dei Golpisti di Davos questa volta è stato ignorato o per dirla nobilmente ‘ il Parlamento ha riacquistato la sua centralità’ e Draghi ha visto sfumare la sua elezione al Quirinale, da dove avrebbe potuto osservare i disastri da lui stesso provocati in trent’anni di attività da una posizione di assoluta impunità.

Insomma Mario Draghi è stato vittima in primis di una sua scarsa attitudine a gestire i rapporti politici ma i motivi del disastro non sono solo questi.

Vi è stata infatti anche una scarsa compattezza delle elite che lo sostenevano, cosa accuratamente silenziata da tutto il mainstream, ma che era apparsa in tutta la sua evidenza quando, a dicembre 2021, l’Economist e il Financial Times, cioè i giornali dei Rothschild-Elkan, avevano cominciato a sostenere che preferivano che Draghi rimanesse a Palazzo Chigi.
Il Presidente del Consiglio era stato costretto a un irrituale e precipitoso incontro con Jonh Elkann, il 20 gennaio 2022, per dirimere la questione, il cui esito non è stato evidentemente positivo.
Il ramo francese della finanza internazionale aveva infatti in animo di fare un blitz: piazzare al Quirinale una donna a loro molto vicina, Francesca Belloni, già insignita della Legion d’onore, la più alta onorificenza della Repubblica Francese e attualmente direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.
Il blitz è fallito, durante una drammatica nottata, per la ‘insipienza’ di Salvini e Conte, che lo avevano comunicato al mondo la sera precedente, ‘insipienza’ non si quanto voluta. Chi vuole organizzare un blitz non può pensare di dirlo a tutti il giorno prima perché o è proprio un incapace o lo vuole far fallire.
Naturalmente l’esternazione di Salvini e Conte ha scatenato un’irata reazione della componente ‘atlantica’ del Parlamento che, guidata da un furioso Matteo Renzi, ha avuto buon gioco a demolire l’improvvida candidatura in men che non si dica.

Ridotta nei sui spazi l’irritante componente francofona non è restato che rassegnarsi a uno 0-0 con la riconferma di Mattarella, dopo il siparietto casiniano.

Ma è stato veramente un pareggio tra le varie componenti?

Da una prima analisi sembrerebbe proprio di no.

La sconfitta di Draghi è infatti definitiva. A chi, fin da subito, adombrava la possibilità che Mattarella potesse costituire solo una presidenza a termine, alla Napolitano bis, tenendo caldo il posto per un anno o poco più, è stato lo stesso Mattarella a rispondere per le rime: il mio mandato è pieno e per sette anni. Punto.

Così si comprendono meglio le ragioni del suo insistente ‘chiamarsi fuori’ degli ultimi mesi, il suo comperarsi casa, il suo trasloco: ‘Io non faccio il supplente di nessuno, se mi volete, e mi dovete volere a furor di popolo, ci posso anche stare ma con mandato pieno’. Fine dei giochi.

Ma non vi è solo la schiena diritta del vecchio democristiano a chiudere le porte a Draghi: tra un anno si vota e la maggioranza che uscirà dalle urne sarà completamente diversa dall’attuale. Con Fratelli d’Italia sopra al 20% (e forse più), l’entrata in Parlamento di una consistente pattuglia di no-vax, i danni che la politica draghiana ha fatto sulla pelle dei cittadini, la chiusura delle piccole imprese, la disoccupazione e quant’altro, pensare che vi siano ancora i voti per eleggerlo al Quirinale, fra un anno o due, sembra davvero una pia illusione.

No, Draghi non diventerà mai più Presidente della Repubblica, e questa è una gran buona notizia per tutti gli italiani.

Quindi cosa succederà?

Anche qui la versione dei Golpisti di Davos è: ‘niente, cosa volete che succeda? Draghi, Mattarella e Amato alla Corte costituzionale, siamo blindati. Meglio di prima’.
Può essere e forse, se il mondo finisse ai confini dell’Italia, potrebbe anche essere la cosa più probabile.

Ma il mondo è grande.
In particolare l’Occidente si sta dividendo in due tronconi in modo netto. Il Golpe vaccinista è fallito negli Stati Uniti, dove Biden ha ordinato di obbedire a Big Pharma e più della metà degli Stati americani lo hanno ignorato. La Corte costituzionale gli ha dato addirittura torto in merito alla obbligatorietà degli pseudo-vaccini, il che lo ha costretto a ingranare un’umiliante retromarcia simile ad una resa.
Il pupillo di Schwab, il primo ministro canadese Justin Trudeau, il 30 gennaio 2022, è stato costretto a fuggire ignominiosamente, davanti al popolo in rivolta e ai TIR che minacciavano la sua capitale.
Boris Johnson, nonostante le minacce personali e gli attacchi della stampa, ha varcato il Rubicone: in Gran Bretagna l’emergenza epidemica è finita, niente più restrizioni, niente più Green Pass, niente più controlli sui diritti dei cittadini.
Lo stesso accade in Irlanda, in Spagna e nei paesi scandinavi.

Insomma una larga parte del mondo, essenzialmente collocata nell’area ‘atlantica’, si è ribellata al Golpe di Davos. Restano in mano ai golpisti, per ora, la Germania, l’Austria e la Francia, dove cominciano però a sentirsi scricchioli sinistri.

E l’Italia? Anche stavolta la sua collocazione geopolitica sarà decisiva.
Con un Draghi alla Presidenza della Repubblica, palesemente schierato con Schwab, l’Italia sarebbe diventata un baluardo del Grande Reset.

Proprio qui si sarebbe passati, per primi, dalla Società della Sorveglianza alla Società del Controllo. Tutte le libertà costituzionali sarebbero state concesse solo ai ‘bravi cittadini’, tramite un Green Pass super-mega-rafforzato che avrebbe incluso anche le opinioni politiche, e ‘senza il quale non si sarebbe potuto né vendere né comprare’.
Senza il Green Pass, non si sarebbe potuto neppure votare, come è già successo a Sara Cunial. Un deputato della Repubblica è stato privato della possibilità di votare per la Presidenza della Repubblica senza che nessuno abbia detto nulla!
La società orwelliana avrebbe avuto nell’Italia di Draghi la sua punta di diamante e questo per i prossimi sette anni.

Lo scampato pericolo deve farci tirare un bel respiro di sollievo.

Che farà Draghi adesso?
Si immolerà sull’altare del più grande esperimento della Storia, come ultimo soldatino a difendere un Golpe Mondiale ormai fallito?

È lecito dubitarne.

Nei prossimi mesi la crisi energetica, la crisi economica, l’esplosione del debito, l’aumento della tassazione, il calo di Wall Street, l’inutilità conclamata dei vaccini e il dramma dei loro effetti collaterali, renderanno la situazione incandescente.

I peones parlamentari, una volta assicurata la loro pensione, cominceranno a ‘tirargli le monetine’ non appena entrerà in Parlamento, altro che Governo dei Migliori. Le indagini della magistratura potrebbero addirittura toccarlo personalmente. Costretto a difendersi in un tribunale dall’accusa di strage? Lui, il Migliore, osannato, solo un anno fa, come il Salvatore della Patria dalla compiacente stampa di regime?

Le stesse divisione geopolitiche emerse tra la finanza europea e quella americana non lo consiglieranno forse di ritirarsi in buon ordine?

Anche se il fattore decisivo sarà probabilmente un altro: sullo sfondo comincia a delinearsi la minaccia vera, i Patrioti americani.

Abbiamo già visto che il Golpe mondiale architettato dai banchieri, da Davos dalla finanza mondialista, dal Deep State americano e da un Europa a trazione tedesca è fallito perché il popolo americano ha resistito. Biden è in crollo verticale, Trump è di nuovo in rampa di lancio, la Gran Bretagna ha già fatto la sua scelta. Il Canada è alla guerra civile.

Se l’Italia, come ama fare e ha fatto altre volte nella Storia, scegliesse la libertà?

Se i vari peones, ma anche i Casini, i Renzi e i Mattarella, si trovassero di fronte una America pronta ad aiutare gli italiani contro le ingiustizie che hanno dovuto subire?
Se comparisse un’America non più succube del Deep State, ma che esprima i valori di libertà che le sono propri da sempre, cosa farà l’Italia?

Sceglierà la prigione europea, a trazione germanica, la sottomissione a una dittatura dei banchieri che stampano il denaro dal nulla e poi ne pretendono la restituzione con gli interessi, che desiderano il controllo totale su tutti i movimenti dei cittadini, che concedono qualcosa solo a chi ubbidisce loro ciecamente?

O preferirà invece seguire la nuova America, quella libera, quella del popolo, che ha contribuito così tanto al progresso del nostro paese?

Se tra un anno dovesse concretizzarsi una saldatura tra le opposizioni italiane dietro a qualche uomo, con appoggi dalla parte giusta dell’oltreoceano (tipo, per non far nomi, Giulio Tremonti), che terrà conto anche delle sacrosante richieste di ripristinare le libertà costituzionali tipiche dei no-vax, che ne sarà dei banchieri centrali che fossero ancora inopinatamente a capo del governo di un paese da loro distrutto?

Non è forse meglio per Draghi accettare, in tempi brevi e di buon grado, un posto alla Banca Mondiale, che permetta di fuggire dal paese che ha contribuito così tanto a distruggere e che lo ha ripagato con tanta ingratitudine, opponendosi alla sua naturale elezione al Quirinale?
Una fuga ben orchestrata non sarebbe più onorevole che restare in trincea con scarse prospettive di vittoria?

La risposta è facile: forse non sarebbe tanto onorevole ma è l’unica cosa che resta da fare: una ritirata strategica è sempre meglio di una fuga precipitosa.

Draghi quindi ci abbandonerà in tempi brevi, dichiarerà esaurito il suo compito e si trasferirà in un Iperuranio dall’alto del quale potrà osservare, impunito, l’evolversi degli avvenimenti e magari, ci propinerà anche i suoi preziosi consigli, sotto forma di lettere intimidatorie che ci illumineranno sulle volontà dei ‘mercati’.
La sorte degli uomini che, poco previdentemente, si sono fidati della sua leadership, come Speranza, non lo riguarderà.

La battaglia per le libertà è ben lungi dall’essere vinta, intendiamoci, ma la situazione di oggi è migliore di quella di ieri e la sconfitta delle oligarchie finanziarie, con la mancata elezione di Draghi al Quirinale, rischia di segnare lo spartiacque tra il ‘prima’ e il ‘dopo’.

Print this entry

La mancata elezione di Mario Draghi alla Presidenza della Repubblica Italiana ha del clamoroso perché era stata preparata dalle oligarchie finanziarie mondialiste da anni e costituiva uno dei punti cardine del Golpe di Davos in atto.
Immaginiamo lo sgomento di Klaus Schwab, coordinatore e animatore del Golpe, nell’apprendere la notizia.

Ancora una volta l’Italia si è ritrovata a essere al centro dei destini del mondo e, ancora una volta, il suo comportamento sfuggente e ingestibile, alla ’italiana’ insomma, ha prodotto un serio imbarazzo alle oligarchie mondialiste.

L’inaudita sconfitta è stata però dovuta a un insieme di circostanze.

In primis si è trattata di una sconfitta personale di Mario Draghi stesso. Il suo comportamento da ‘banchiere centrale’, spocchioso, irrispettoso delle prerogative del Parlamento, dittatoriale come se tutto gli fosse dovuto, ha irritato la grande maggioranza dei peones che, nel bene e nel male, quel parlamento lo compongono. La buvette della Camera era piena di commenti sarcastici all’indirizzo di presidente del Consiglio in carica additato addirittura come ‘nemico personale’.
Per la maggioranza dei grandi elettori il motto era: chiunque fuorché Draghi. Con buona pace di Goldman Sachs e accoliti.

In secondo luogo il suo comportamento inutilmente estremista nella gestione della pandemia gli aveva già alienato molte simpatie. Questo blog aveva già sottolineato (qui) che il governo Draghi verrà ricordato principalmente per la delirante scemenza che egli stesso pronunciò il 22 luglio 2021:
L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente.
Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire.
Non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore’.

Forse il Presidente del Consiglio si sarà già amaramente pentito di tale improvvida esternazione e delle continue forzature a favore di una campagna vaccinale ormai in clamoroso fallimento ma il danno era fatto.

In terzo luogo la sua auto-candidatura alla Presidenza della Repubblica durante una conferenza stampa del 22 dicembre 2021 in cui, praticamente, diceva: ‘il mio lavoro è finito, adesso andrò al Quirinale’, aveva irritato non poco quei politici che conservano ancora un vago ricordo di quello che l’Italia era stata prima del suo declassamento a colonia della finanza mondialista.
Ma l’ultimo errore è stato fatto quando ha manifestato la sua estrema contrarietà alla candidatura Casini, facendo sapere che, se Casini fosse stato eletto, lui si sarebbe dimesso immediatamente da Presidente del Consiglio.
Casini, che a detta di chi gli è vicino, ‘ci è rimasto molto male’, non ha avuto altra scelta che rinunciare alla candidatura, sapendo però che così avrebbe reso inevitabile la riconferma di Mattarella e il siluramento di Draghi stesso, il quale invece evidentemente non lo aveva ancora capito.

Il 2-0 dei vecchi democristiani sulla spocchia dei banchieri centrali deve farci riflettere.

D’altra parte che l’uomo fosse fatto così lo si era già capito dalla lettera che aveva inviato il 5 agosto 2011, come presidente entrante della BCE e a doppia firma con l’uscente Jean Claude Trichet, a Berlusconi e che comportò le dimissioni del governo di centro destra.
Lì c’era scritto, senza mezzi termini, che il governo di un paese sovrano doveva obbedire ai diktat della BCE, senza se e senza ma. E, per favore, con sollecitudine se no ci arrabbiamo.

Ultimo ma non ultimo, il trasferimento di Draghi al Quirinale avrebbe comportato un serio rischio di crisi di governo e conseguenti elezioni anticipate facendo così sfumare per i peones parlamentari gli ultimi mesi di stipendio e il successivo vitalizio.

Alla ‘italiana’ quindi, il diktat dei Golpisti di Davos questa volta è stato ignorato o per dirla nobilmente ‘ il Parlamento ha riacquistato la sua centralità’ e Draghi ha visto sfumare la sua elezione al Quirinale, da dove avrebbe potuto osservare i disastri da lui stesso provocati in trent’anni di attività da una posizione di assoluta impunità.

Insomma Mario Draghi è stato vittima in primis di una sua scarsa attitudine a gestire i rapporti politici ma i motivi del disastro non sono solo questi.

Vi è stata infatti anche una scarsa compattezza delle elite che lo sostenevano, cosa accuratamente silenziata da tutto il mainstream, ma che era apparsa in tutta la sua evidenza quando, a dicembre 2021, l’Economist e il Financial Times, cioè i giornali dei Rothschild-Elkan, avevano cominciato a sostenere che preferivano che Draghi rimanesse a Palazzo Chigi.
Il Presidente del Consiglio era stato costretto a un irrituale e precipitoso incontro con Jonh Elkann, il 20 gennaio 2022, per dirimere la questione, il cui esito non è stato evidentemente positivo.
Il ramo francese della finanza internazionale aveva infatti in animo di fare un blitz: piazzare al Quirinale una donna a loro molto vicina, Francesca Belloni, già insignita della Legion d’onore, la più alta onorificenza della Repubblica Francese e attualmente direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.
Il blitz è fallito, durante una drammatica nottata, per la ‘insipienza’ di Salvini e Conte, che lo avevano comunicato al mondo la sera precedente, ‘insipienza’ non si quanto voluta. Chi vuole organizzare un blitz non può pensare di dirlo a tutti il giorno prima perché o è proprio un incapace o lo vuole far fallire.
Naturalmente l’esternazione di Salvini e Conte ha scatenato un’irata reazione della componente ‘atlantica’ del Parlamento che, guidata da un furioso Matteo Renzi, ha avuto buon gioco a demolire l’improvvida candidatura in men che non si dica.

Ridotta nei sui spazi l’irritante componente francofona non è restato che rassegnarsi a uno 0-0 con la riconferma di Mattarella, dopo il siparietto casiniano.

Ma è stato veramente un pareggio tra le varie componenti?

Da una prima analisi sembrerebbe proprio di no.

La sconfitta di Draghi è infatti definitiva. A chi, fin da subito, adombrava la possibilità che Mattarella potesse costituire solo una presidenza a termine, alla Napolitano bis, tenendo caldo il posto per un anno o poco più, è stato lo stesso Mattarella a rispondere per le rime: il mio mandato è pieno e per sette anni. Punto.

Così si comprendono meglio le ragioni del suo insistente ‘chiamarsi fuori’ degli ultimi mesi, il suo comperarsi casa, il suo trasloco: ‘Io non faccio il supplente di nessuno, se mi volete, e mi dovete volere a furor di popolo, ci posso anche stare ma con mandato pieno’. Fine dei giochi.

Ma non vi è solo la schiena diritta del vecchio democristiano a chiudere le porte a Draghi: tra un anno si vota e la maggioranza che uscirà dalle urne sarà completamente diversa dall’attuale. Con Fratelli d’Italia sopra al 20% (e forse più), l’entrata in Parlamento di una consistente pattuglia di no-vax, i danni che la politica draghiana ha fatto sulla pelle dei cittadini, la chiusura delle piccole imprese, la disoccupazione e quant’altro, pensare che vi siano ancora i voti per eleggerlo al Quirinale, fra un anno o due, sembra davvero una pia illusione.

No, Draghi non diventerà mai più Presidente della Repubblica, e questa è una gran buona notizia per tutti gli italiani.

Quindi cosa succederà?

Anche qui la versione dei Golpisti di Davos è: ‘niente, cosa volete che succeda? Draghi, Mattarella e Amato alla Corte costituzionale, siamo blindati. Meglio di prima’.
Può essere e forse, se il mondo finisse ai confini dell’Italia, potrebbe anche essere la cosa più probabile.

Ma il mondo è grande.
In particolare l’Occidente si sta dividendo in due tronconi in modo netto. Il Golpe vaccinista è fallito negli Stati Uniti, dove Biden ha ordinato di obbedire a Big Pharma e più della metà degli Stati americani lo hanno ignorato. La Corte costituzionale gli ha dato addirittura torto in merito alla obbligatorietà degli pseudo-vaccini, il che lo ha costretto a ingranare un’umiliante retromarcia simile ad una resa.
Il pupillo di Schwab, il primo ministro canadese Justin Trudeau, il 30 gennaio 2022, è stato costretto a fuggire ignominiosamente, davanti al popolo in rivolta e ai TIR che minacciavano la sua capitale.
Boris Johnson, nonostante le minacce personali e gli attacchi della stampa, ha varcato il Rubicone: in Gran Bretagna l’emergenza epidemica è finita, niente più restrizioni, niente più Green Pass, niente più controlli sui diritti dei cittadini.
Lo stesso accade in Irlanda, in Spagna e nei paesi scandinavi.

Insomma una larga parte del mondo, essenzialmente collocata nell’area ‘atlantica’, si è ribellata al Golpe di Davos. Restano in mano ai golpisti, per ora, la Germania, l’Austria e la Francia, dove cominciano però a sentirsi scricchioli sinistri.

E l’Italia? Anche stavolta la sua collocazione geopolitica sarà decisiva.
Con un Draghi alla Presidenza della Repubblica, palesemente schierato con Schwab, l’Italia sarebbe diventata un baluardo del Grande Reset.

Proprio qui si sarebbe passati, per primi, dalla Società della Sorveglianza alla Società del Controllo. Tutte le libertà costituzionali sarebbero state concesse solo ai ‘bravi cittadini’, tramite un Green Pass super-mega-rafforzato che avrebbe incluso anche le opinioni politiche, e ‘senza il quale non si sarebbe potuto né vendere né comprare’.
Senza il Green Pass, non si sarebbe potuto neppure votare, come è già successo a Sara Cunial. Un deputato della Repubblica è stato privato della possibilità di votare per la Presidenza della Repubblica senza che nessuno abbia detto nulla!
La società orwelliana avrebbe avuto nell’Italia di Draghi la sua punta di diamante e questo per i prossimi sette anni.

Lo scampato pericolo deve farci tirare un bel respiro di sollievo.

Che farà Draghi adesso?
Si immolerà sull’altare del più grande esperimento della Storia, come ultimo soldatino a difendere un Golpe Mondiale ormai fallito?

È lecito dubitarne.

Nei prossimi mesi la crisi energetica, la crisi economica, l’esplosione del debito, l’aumento della tassazione, il calo di Wall Street, l’inutilità conclamata dei vaccini e il dramma dei loro effetti collaterali, renderanno la situazione incandescente.

I peones parlamentari, una volta assicurata la loro pensione, cominceranno a ‘tirargli le monetine’ non appena entrerà in Parlamento, altro che Governo dei Migliori. Le indagini della magistratura potrebbero addirittura toccarlo personalmente. Costretto a difendersi in un tribunale dall’accusa di strage? Lui, il Migliore, osannato, solo un anno fa, come il Salvatore della Patria dalla compiacente stampa di regime?

Le stesse divisione geopolitiche emerse tra la finanza europea e quella americana non lo consiglieranno forse di ritirarsi in buon ordine?

Anche se il fattore decisivo sarà probabilmente un altro: sullo sfondo comincia a delinearsi la minaccia vera, i Patrioti americani.

Abbiamo già visto che il Golpe mondiale architettato dai banchieri, da Davos dalla finanza mondialista, dal Deep State americano e da un Europa a trazione tedesca è fallito perché il popolo americano ha resistito. Biden è in crollo verticale, Trump è di nuovo in rampa di lancio, la Gran Bretagna ha già fatto la sua scelta. Il Canada è alla guerra civile.

Se l’Italia, come ama fare e ha fatto altre volte nella Storia, scegliesse la libertà?

Se i vari peones, ma anche i Casini, i Renzi e i Mattarella, si trovassero di fronte una America pronta ad aiutare gli italiani contro le ingiustizie che hanno dovuto subire?
Se comparisse un’America non più succube del Deep State, ma che esprima i valori di libertà che le sono propri da sempre, cosa farà l’Italia?

Sceglierà la prigione europea, a trazione germanica, la sottomissione a una dittatura dei banchieri che stampano il denaro dal nulla e poi ne pretendono la restituzione con gli interessi, che desiderano il controllo totale su tutti i movimenti dei cittadini, che concedono qualcosa solo a chi ubbidisce loro ciecamente?

O preferirà invece seguire la nuova America, quella libera, quella del popolo, che ha contribuito così tanto al progresso del nostro paese?

Se tra un anno dovesse concretizzarsi una saldatura tra le opposizioni italiane dietro a qualche uomo, con appoggi dalla parte giusta dell’oltreoceano (tipo, per non far nomi, Giulio Tremonti), che terrà conto anche delle sacrosante richieste di ripristinare le libertà costituzionali tipiche dei no-vax, che ne sarà dei banchieri centrali che fossero ancora inopinatamente a capo del governo di un paese da loro distrutto?

Non è forse meglio per Draghi accettare, in tempi brevi e di buon grado, un posto alla Banca Mondiale, che permetta di fuggire dal paese che ha contribuito così tanto a distruggere e che lo ha ripagato con tanta ingratitudine, opponendosi alla sua naturale elezione al Quirinale?
Una fuga ben orchestrata non sarebbe più onorevole che restare in trincea con scarse prospettive di vittoria?

La risposta è facile: forse non sarebbe tanto onorevole ma è l’unica cosa che resta da fare: una ritirata strategica è sempre meglio di una fuga precipitosa.

Draghi quindi ci abbandonerà in tempi brevi, dichiarerà esaurito il suo compito e si trasferirà in un Iperuranio dall’alto del quale potrà osservare, impunito, l’evolversi degli avvenimenti e magari, ci propinerà anche i suoi preziosi consigli, sotto forma di lettere intimidatorie che ci illumineranno sulle volontà dei ‘mercati’.
La sorte degli uomini che, poco previdentemente, si sono fidati della sua leadership, come Speranza, non lo riguarderà.

La battaglia per le libertà è ben lungi dall’essere vinta, intendiamoci, ma la situazione di oggi è migliore di quella di ieri e la sconfitta delle oligarchie finanziarie, con la mancata elezione di Draghi al Quirinale, rischia di segnare lo spartiacque tra il ‘prima’ e il ‘dopo’.storiasegreta.com

Print this entry