CONTINUA LA PENETRAZIONE DEGLI EBREI NEI TERRITORI PALESTINESI E, COME SEMPRE, CON L’ APPROVAZIONE DEGLI AMERICANI !

CONTINUA LA PENETRAZIONE DEGLI EBREI NEI TERRITORI PALESTINESI E, COME SEMPRE, CON L’ APPROVAZIONE DEGLI AMERICANI !di ciro ridolfini
Il tutto cominciò nel 1898, quando nacque il movimento cosiddetto Sionistico Internazionale, con sede a Ginevra che ebbe come fondatore Teodoro Herzl. Lo scopo fondamentale di questo movimento, in realtà era quello di far rimpatriare in Palestina, ossia la terra promessa, la maggior parte degli ebrei dispersi in ogni angolo della terra. Per tal movimento basterà essere di religione ebraica per far parte dello Stato Israeliano. In quel periodo, la terra promessa era dominata dagli Ottomani e questa popolazione viveva prevalentemente di agricoltura. Inizia la prima Guerra Mondiale, gli Inglesi schiacciano il povero Impero Ottomano e nel 1923 prendono il comando anche della Palestina.Dopo la prima Guerra Mondiale e mentre il mondo si accinge ad iniziare la seconda, alcuni Ebrei iniziano il loro viaggio verso la Palestina, un viaggio pacifico dove inizialmente sono ben accolti dai Palestinesi.
Con il dominio Inglese, il movimento Sionista crebbe a dismisura grazie anche all’appoggio degli stessi inglesi che non posero un limite ai flussi migratori attraverso la dichiarazione di Balfour, secondo cui tutti gli Ebrei avevano il diritto di costituire un “focolare” nazionale Ebraico.
Alla fine della seconda guerra mondiale, Il flusso migratorio ebraico si allarga a dismisura e diventa insopportabile per i Palestinesi. Visto ciò, nel 1947 l’Onu (l’organizzazione delle nazioni unite) decide di dividere la Palestina in due zone; una parte Israeliana e una zona Araba. Ovviamente i Palestinesi non accettano ciò e iniziano così i primi conflitti. A partire dal 1948 viene fondato lo Stato d’Israele e con esso sorge una guerra a tutti gli effetti tra lo Stato che sta per sorgere e quello della Lega Araba.
Lo Stato di Israele è ancora agli albori, ma risulta già molto ricco e fornito di armi in confronto alla Palestina. Nel 1949, mediante l’Onu, terminano le prime risse, nonostante Israele avesse già conquistato il 70% dell’intera Palestina.
Purtroppo però nel 1956 ricominciano le ostilità, ma in questo caso tra l’Egitto e Israele. In questa occasione è la guerra del Kippur . La vittoria anche in questo caso è degli Israeliani e anche in questa terribile situazione è l’Onu a porre fine a tale conflitto.
Nel 1964 nasce l’OLP che viene riconosciuta come “ente” rappresentante del popolo Palestinese.Nel 1988 l’OLP riconosce lo stato d’Israele, ma proclama unilateralmente lo Stato Indipendente di Palestina. Israele schiera carri armati, i Palestinesi, non avendo armi sufficientemente tecnologiche iniziano a pianificare atti terroristici su larga scala.
Nel 1993, l’Onu, attraverso la ” risoluzione 242 ” obbliga Israele a restituire e a ritirarsi da tutti i territori Palestinesi occupati , ma Israele non si ritira.Sempre nel 1993, attraverso gli accordi di Oslo, viene stabilita una data per la ” risoluzione 242 ” : Tutti i territori occupati dovranno essere restituiti entro 5 anni.
Ad oggi, la risoluzione 242 è scaduta e più del 50% dei territori indicati nella risoluzione Onu sono ancora occupati da Israele.
Israele oggi, conta un PIL di 150 mila miliardi di dollari, la Palestina conta un PIL di 2400 milioni di dollari.
All’Onu, si discute un importante progetto che prevede il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite della Palestina come stato ” Osservatore ” che comporterebbe non il riconoscimento dello Stato Palestinese vero e proprio ma alcuni vantaggi come la partecipazione al programma alimentare comune e a quello della sanità.Nonostante gli sforzi dell’Onu, il mondo è spaccato dalla questione Palestinese e mentre Germania e Inghilterra annunciano il veto sulla proposta della Palestina come Stato Osservatore, i Palestinesi accusano Abu Mazen ( il loro portavoce ) di essere troppo moderato, mentre gli Israeliani minacciano di recidere dagli accordi di Oslo nel caso la situazione non trovasse soluzione al più presto.
Quella d’ Israele è una erosione costante della Palestina . A conclusione della prima guerra arabo-israeliana, l’area occupata dagli israeliani si espande ulteriormente, passando dal 56 per cento dei territori della Palestina mandataria, assegnati dalla raccomandazione della Assemblea Generale delle Nazioni Unite, al 78 per cento, includendo fra l’altro l’intera Galilea e buona parte di Gerusalemmme. Infine, a conclusione della guerra dei sei giorni, nel 1967, come è noto, Israele si impadronisce anche del restante 22 per cento, si annette illegalmente Gerusalemme-est e impone un duro regime di occupazione militare agli oltre due milioni di abitanti della striscia di Gaza e della Cisgiordania. Il tutto accompagnato dalla sistematica espropriazione delle terre, dalla demolizione di migliaia di case palestinesi, dalla cancellazione di interi villaggi, dall’intrusione di imponenti strutture urbane nell’area di Gerusalemme araba, oltre che in quella di Nazaret. Ma, fra tutte, è la vicenda degli insediamenti coloniali nei territori occupati della striscia di Gaza e della Cisgiordania a fornire la prova più persuasiva del buon fondamento dell’interpretazione «colonialista». Come spiegare altrimenti il fatto che, dopo aver conquistato il 78 per cento del territorio della Palestina, dopo aver annesso Gerusalemme-est ed avervi insediato non meno di 180 mila cittadini ebrei, lo Stato di Israele si è impegnato in una progressiva colonizzazione anche di quell’esiguo 22 per cento rimasto ai palestinesi, e già sotto occupazione militare? Come è noto, a partire dal 1968, per iniziativa dei governi sia laburisti che di destra, Israele ha confiscato circa il 52% del territorio della Cisgiordania e vi ha insediato oltre 200 colonie, mentre nella popolatissima e poverissima striscia di Gaza ha confiscato il 32 per cento del territorio.#Palestinalibera. Libertà per il popolo palestinese oppresso dall’occupazione sionista. Oggi giornata dell’Onu dedicata al popolo palestinese. Iniziativa a Napoli, Castel dell’Ovo.In ricordo dell’iniziativa del 2015 di Ciro Ridolfini

Il suggerimento saggio a Emidio Calise dell’omonimo Bar di Casamicciola Terme dettato consigliere Ciro Frallicciardi del comune terremotato e delle frane

BAR CALISE, FRALLICCIARDI:«SCELTA SBAGLIATA, AUSPICO DIETROFRONT»«Il Bar Calise aperto a mezzo servizio? E’ un…

Pubblicato da Comune di Casamicciola Terme su Giovedì 21 novembre 2019

Un dietrofront con il deretano del Calise e non con quello del politico di turno. Politici Subdoli -rei -Complici del triste fallimento di Casamicciola Terme . Il comune più volipeso dell’isola d?schia data la sua morfologia e forte dissesto idrogeologico si è lasciato alle spalle catastrofi come le frani di Monte Vezzi-Quella aderente al Pio monte della Misericordi- Lungomare ospedale ancora fatiscente. Tutte frane che le amministrazioni Casamicciolesi hanno potenziato incendivando l’abusivismo in zone dove anche una sola picconata anttenta all’incolumità pubblica . Tutti i media hanno magistralmente documentato e il mondo intero conoscendo le amarezze del territorio ha disertato anche per questo la terra dei terremoti e degli smostamenti IDROGEOLOGICI. Con il culo al caldo Il consigliere Ciro Frallicciardi dispensa consigli ad un grande imprenditore quale Emidio Calise essendo il primo ,suddito asservito del potere amministrativo costituito in attto. Un sorriso di ebete che neanche sarebbe degno di sfiorare un cognome quale Fratelli Calise che senza sorridere tanto e con enorme spirito di abnegazione da più di mezzo secolo condugono magistralmente una azienda di primo ordine. Le amministrazioni comunali di Casamicciola Terme hanno ampiamente contribuito alla chisura a taimer del Bar Calise. Ed ora voglono permettersi anche il lusso di dare suggerimenti. Che dite cari spudorati di far sostare le macchine x favorire l’ingresso al Bar Calise sotto il costone dell’Eliporto franato tenuto per le palle ancora da rete metallica e non sicuro al cento x cento. Forza faremo un altro SCOOP giornalistico incrementando gli affari economici di tutta l’isola d’Ischia

“L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CHIEDA LO STATO DI CALAMITA’ NATURALE” di gennaro savio

“L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE CHIEDA LO STATO DI CALAMITA’ NATURALE”
La violenta mareggiata di stanotte ha messo ancora una volta a nudo la totale mancanza di difesa dell’abitato della costa del comune di Ischia, in modo particolare ad Ischia Ponte nel tratto che va dal piazzale Aragonese sino alla spiaggia dei pescatori. Ingenti i danni provocati dai marosi. Una voragine si è aperta all’ingresso del maestoso Castello Aragonese, mentre parte della strada di vico Marina è stata distrutta dai cavalloni giunti sino ai palazzi. Sul piazzale delle alghe divelti centinaia di sampietrini mentre attualmente la parte terminale del corso Luigi Mazzella è invasa dalle alghe e due barche sono “parcheggiate” tra le auto. A causa dell’evento eccezionale annunciato tra l’altro dall’allerta meteo della protezione civile e visto gli ingenti danni provocati dalla mareggiata e considerato le somme che sarà necessario investire per il ripristino dello stato dei luoghi, è opportuno che l’amministrazione comunale chieda lo stato di calamità naturale. Inoltre, sempre nel rispetto dell’ambiente e del nostro mare, riteniamo sia giunto finalmente il momento di progettare lavori di messa in sicurezza dell’abitato lungo le nostre coste.di gennaro savio

A Forio la collettiva di pittura a cura di Roberto Manzi.

 

A tener sveglia dal letargo autunnale l’isola intorpidita dalla lunga e laboriosa estate trascorsa, ci
pensa Roberto Manzi, brioso gallerista, già recentemente assurto alla ribalta per aver curato
un’interessantissima collettiva pittorica presso il Museo Civico Giovanni Maltese di Forio, inerente
gli artisti frequentatori del “Bar Internazionale”.
Sull’onda del successo ottenuto, ed ampiamente meritato, Roberto ci dona un altro pezzo delle sue
passioni, facendo gustare ai visitatori che vorranno accedere all’atelier situato proprio nel cuore di
Forio, a due passi dalla chiesa di San Gaetano, una nuova collettiva di pittura, sempre con artisti che
in qualche modo hanno avuto contatti con l’isola d’Ischia o che ne sono stati esponenti di spicco.
La mostra dal titolo “I Walter incontrano Ischia” ha come protagonisti principali Walter Pozzi e
Walter Piacesi, due artisti contemporanei, il primo mancato circa trenta anni fa, ed il secondo nato
nel 1929 ad Ascoli Piceno.
Walter Pozzi, bergamasco, si trasferisce da giovane, con la famiglia a Milano, ove viene avviato
alla pittura dall’ artista conterraneo Giulio Vito Musitelli. Nel 1939 con il pittore, Ermenegildo
Agazzi fonda il Gruppo "La Rotonda", organizzando mostre collettive a Milano e a Genova, alle
quali aderiscono alcuni fra i più significativi artisti del tempo Sempre a Milano dà vita al Gruppo
del "Gatto Nero", le cui iniziative imprimono alla vita artistica milanese e italiana nuovi
orientamenti e nuovi modi di proporre, all'opinione pubblica, la cultura. Il Comune di Milano, nel
1975, gli dedica un'importante mostra antologica a Palazzo Reale presso la Sala delle Cariatidi.
Muore a Milano nel 1989.
Walter Piacesi, pittore, incisore, scultore e ceramista, nativo di Ascoli Piceno dopo un lungo
periodo vissuto ad Ancona, si trasferisce ad Urbino nel 1948 per frequentare l’Istituto Statale d’Arte
per la decorazione del libro, presso il quale diventerà successivamente titolare della cattedra di
Calcografia fino al 1975, anno nel quale l’Accademia di Belle Arti di Firenze gli conferisce la
cattedra di Tecniche dell’Incisione. Partecipa a molte mostre ufficiali tra cui la IV Nazionale del
disegno e dell’incisione di Reggio Emilia (1953), la VIII Quadriennale di Roma, la Mostra
dell’Incisione italiana a Parigi, Cracovia, Poznan e Dublino, il Premio Biella per l’incisione del
1964 e a svariate rassegne degli Incisori in Italia, di cui è socio. Tra le opere dell’artisti figurano
oltre duecento lastre e acqueforti numerosi epigrammi. L’artista novantenne ha recentemente
esposto a Forlì in una sua mostra antologica 30 dipinti e 40 opere grafiche inedite.
Altre piacevoli scoperte per il visitatore sono tele dei maestri ischitani doc o di adozione come Aldo
Pagliacci, Peperone Vincenzo Funiciello, Giovanni De Angelis, Vincenzo Colucci, Mario Mazzella
e una rara litografia di Pablo Picasso, vari cataloghi di artisti tra cui una preziosa raccolta di
incisioni del M° Aldo Pagliacci ispirato dal poeta Omar Khayyam
Non perdete dunque questa ottima occasione per trascorrere un piacevole momento della vostra
giornata, recandovi in via Cesare Calise, la stradina tra il porto di Forio e la chiesa di San Gaetano,
accanto alla galleria ELO ART, ove il giovane curatore Roberto Manzi, che ha in serbo una
piacevole sorpresa per gli appassionati, vi accompagnerà nel viaggio attraverso l’Arte. Per le
anteprime sulla mostra potete scaricare l’opuscolo dalla pagina http://www.iltorrioneforio.it/il-
torrione-forio/i-walter-incontrano-ischia/
L’atelier è aperto tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 fino all’Epifania.
Il Dott Roberto Manzi risponde alle richieste di informazioni al 328 493 3548
diluciano castaldi

Commemorata la morte di Anna de Felice .Dissesto idrogeologico del 2009

Il sindaco di Casamicciola Terme  G,Battista Castagna nel commemorare la tragedia del dissesto idro-geologico del 10 novembre 2009  sostiene che” La natura è madre e madrigna”.La frana che ha visto la morte in quella frana,la quindicenne Anna de Felice non si può attribuire alla Madrigna. Il dissesto idrogeologico é stato l’effetto di più cause: il canalone ostruito e pieno di ogni sorta di detriti. Persino gabinetti buttati da abusivi cittadini di Casamicciola intasavano il percorso del fluvio. L’allora sindaco dott. Vincenzo Ambrosio ha mai pensato di farlo ripulire e ha mai meditato e segnalato quella zona a “dissesto” come emergenza catastrofe futura data la sua conformità ? Si è pensato solo ad essere complici silenziosi dei perenni abusi ed ora Castagna vorrebbe commemorare un criminoso episodio con un Memorial fatto di lacrime e corone? Non ci stiamo! Anna de Felice non é stata uccisa da Madre Natura! Il suo é stato un OMICIDIO di governance. E i giudici dovrebbero riguardare la sentenza con scrupolo e saggezza che contraddistingue ogni sano MAGISTRATO e punire chi con inettitudine e superficialità ha soprasseduto ad incurie decennali.  

A margine delle elezioni vinte in Umbria da Matteo Salvini. Considerazione del regista ischitano Gaetano Amalfitano

Tra i due protagonisti che attualmente sono presenti nel nostro panoramico politico italiano, possiamo dedurre che ci troviamo attualmente tra Scilla e Cariddi. Il governo attuale Conte  che conduce le due anime giallo-verdi, private della loro essenza ideologica si ritrovano al cospetto di un grande mostro ancora più pericoloso per l’Italia… ossia l’ex ministro dell’interno Matteo Salvini. Zingaretti che riporta in auge i valori di quella sinistroide politica che ha annientato negli ultimi venti anni tutte le conquiste socilai scaturite da lotte e sangue della Resistenza.Una sinistra che truffando i cittadini ha contribuito a sopprimere tutti gli ideali che l’ideologia raccoglieva.Nonostante ciò a sorpresa la ritroviamo al governo con il movimento cinque stelle che nel firmamento italiano ha spento le luci per restare nello scanno.Il movimento  incurante del  consenso ricevuto che doveva pulire il Parlamento italiano dai fautori della nostra rovina economica-sociale e annientare le nefandezze dei sinistroidi ,  ha reso possibile di nuovo la loro l’ascesa al potere. Gli italiani smarriti e delusi ora hanno risposto con un consenso elettorale in Umbria premiando  Matteo Salvini. Domani potrebbero anche premiarlo in altre regioni italiane non memori di un passato recente quale é stata la dittatura. Il Fascismo.Gaetano Amalfitano noto regista ischitano che ha collaborato con la sua macchina da presa con la famosa e fastidiosa trasmissione “REPORT” ,così ha commentato il risultato delle elezioni in Umbria di Salvini:”   Solo un folle, un idiota, un esaltato, un megalomane può pretendere nuove elezioni perché ha vinto le elezioni in una regione italiana, in questo caso l’Umbria, manco se si fosse votato nella maggior parte delle regioni italiane e il suo partito avesse vinto dappertutto.

Su circa 700.000 votanti, hanno votato 448.000 , il 64%, e di questo 64 il 57% ha votato il centro destra che ha vinto, cioè circa 255.360 votanti. Ora, secondo il megalomane, 255.000 persone dovrebbero pretendere nuove elezioni allo Stato e al popolo italiano.
Ma statti zitto!” lucia mannna

nella Foto il regista con il suo diletto padre

Il poeta- scrittore Giorgio Di costanzo aggredito per l’ennesima volta da un gruppo di teppisti nel borgo di Testaccio.


Una vera e propria odissea e da romanzo giallo continua nell’ indifferenza di vicini che con un attegiamento omertoso, pur conoscendoprobabilmente gli aggressori del Di Costanzo non segnalano alle forze dell’ordine e questo già da anni, chi si macchia di molestie e di aggresioni fisiche nella persona del poeta- scrittore .Giorgio di Costanzo racconta:”mentre mi recavo a portare cibo e acqua , come faccio abitualmente a due colonie di gatti, circa alle 21.00 di questa sera mercoledì 16 ottobre 2019 sono stato sfiorato da questo sasso.” E’ mancato poco che il sasso non colpisse in pieno e alla testa lo scrittore testaccese che vive tra cani – gatti-poesia- scrittura. E tanta meditazione.Un episodio quello che stiamo raccontando non isolato . All’onore della cronaca Giorgio non é nuovo per altri spiacevoli se non adirittura tragici episodi che risalgono a qualche anno addietro. Aggredito. Percosso. Fin ad ora non siamo risaliti anche se con chiari sospetti ai fautori . Un branco che ha preso di mira il pacifico ed inerte Di Costanzo che da anni non dorme più sonni tranquilli. Anche se ci fù precedentemente qualche denuncia , fin ad ora le forze dell’ordine, nonostante il loro impegno non sono risaliti alla banda dei malfattori. Pensiamo alla poca collaborazione del vicinato che pur conscendo i malviventi non si adoperano nella segnalazione. Segnalazione che potrebbe anche rimanere anonima per cautelare le loro ragioni di essere e quindi di tacere.Testaccio apprentemente sembra un luogo tranquillo. La vita giornaliera degli abitanti del borgo appare appagata. Una visione quasi idilliaca se non fosse stata strappata e resa violenta da bulli che per mille motivi scatenano la loro rabbia, frustrazione e malessere generale su persone di tipo Giorgio di Costanzo che é la quitaessenza della Pace e dei galantuomini.Il prototipo della cultura locale.La forma di bullismo che si é scatenata nei confronti dello scrittore da parte dei piccoli e forse anche grandi delinquenti di Testaccio va inquadrata nella forma e panoramica odierna del mal di vivere sociale sull’isola. Un isola che castra giovani e non per non essere in grado con le sue politiche sociali di soddisfare i primari bisogni soprattutto dei più acerbi individui. Persone con enormi disagi e con forti richiami psicotici che sono sempre di più in aumento sull’isola d’Ischia.La politica fallimentare ischitana non ha saputo offrire a questi ragazzi neanche il più elementare sfogo che va inserito nel contesto sociale riportando gli stessi alla disciplina della ginnica costruzione fisica.Non si sono adoperati i nostri a perseguire posti di lavoro se non per i pochi figli dei clienti.Chi possiede talento e quindi meritocrazia é lasciato indietro Senza possibilità di riscatto futuro. Vvendo in uno stato di perenne sofferenza i giovani ischitani sono la maggior parte labili.La condizione psico-fisica fa il resto scatenando forme di violenza verbale e fisica che ci riconduggono di nuovo alla baby bande del Testaccio ora. Degli altri paesi ischitani domani.Speriamo che Giorgio di Costanzo abbia rifatto una denuncia per aggressione. Al telefono non risponde e capiamo il suo ennesimo trauma. Va a giorgio di Costanzo tutta la nostra solidarietà, augurandoci nel forte impegno delle forze dell’ordine locani affinche la “Baind” venga individuata .E punita. Di luciamanna

Omaggio a Nunzia Migliaccio Lavista Ricordo della poetessa attraverso il suo ultimo libro

.

“Volti di poesia”.

Arciconfraternita Santa Maria Visitapoveri Forio.
Mercoledì 23 ottobre 2019 – ore 17.00

Se si potesse dare un volto alla poesia, molto probabilmente quel volto sarebbe notevolmente simile
all’indimenticata e indimenticabile Nunzia Migliaccio Lavista. L’affabile Nunzia, voce soave e
melodica, da declamatrice, imprime nelle sue liriche un particolare pathos che cattura il cuore e la
mente dell’ascoltatore coinvolto e trascinato in un turbinio di sentimenti e di emozioni. I versi di
Nunzia si snodano in un insieme di anima e voce, di cuore e parola, di musica e danza. Sì, perché
l’autrice sa cogliere il ritmo dei versi, li rende piacevolmente orchestrati in una musica vibrante e
leggera che coinvolge e trasporta in atmosfere di pura sublimazione.
A rendere il dovuto omaggio a un così elevato personaggio, è la figlia Jessica Maria Lavista, nota
avvocata foriana che, ad un anno dalla dipartita di Nunzia, intende sottolineare la viva presenza di
un’artista tanto amata nel panorama internazionale quanto nota tra i suoi concittadini. Ho avuto il
piacere di conoscere Nunzia in varie occasioni, sia presso il club poetico dell’isola d’Ischia, alla
scuola media di Barano, sia alla sua ottima performance, qualche giorno prima di Natale 2015, al
Centro Ricerche Storiche D’Ambra ove presentò appunto il libro “Volti di Poesia”. Nunzia ha
lasciato un solco aperto, entro il quale, facendo tesoro delle sue parole, la vita può scorrere più
leggera, seguendo il suo esempio, quando, pur provata dal dolore, non disdegnava di mettersi in
gioco e comunicare a tutti la sua passione per la poesia.
Nunzia Migliaccio Lavista, emigrata negli Stati Uniti ha vissuto a lungo a New York, dove ha
conseguito il diploma superiore alla Washington Irving High School di Manhattan e ha frequentato
il Kingsborough Communty College. Sin da ragazza scrive poesie, favole e racconti, conducendo
ricerche in America sugli immigrati con lo scopo di pubblicare in un volume il materiale raccolto
insieme al marito Prof. Pasquale Lavista (anche lui poeta). L’eclettica poetessa Nunzia ad Ischia ha
condotto diversi programmi radiofonici, dilettando gli isolani con le sue poesie e con quelle di altri
autori.
L’Associazione Culturale Radici, accogliendo con fervore ed entusiasmo la richiesta delle figlie
Jessica, Melissa e Marilù, ed in sinergia con l’Arciconfraternita Santa Maria di Visitapoveri, invita i
numerosissimi ospiti che ancora ci deliziano della loro presenza e gli appassionati di Poesia isolani
a partecipare alla manifestazione di mercoledì 23 ottobre 2019 alle ore 17.00. A colloquio con
Jessica Maria Lavista, tracceranno un ricordo dell’amata Nunzia l’Avvocato Nino D’Ambra
Direttore del Centro di Ricerche Storiche D’Ambra ed il Prof. Pasquale Balestriere, Presidente del
Centro Studi Isola d’Ischia.
Dopo la cerimonia, alle 19.00, verrà officiata da Padre Gaetano Franzese la Santa Messa in
suffragio di Nunzia, nella vicina chiesa di San Francesco d’Assisi. Si ringrazia il Parroco Don
Emanuel Monte.

Altre notizie alla pagina: http://www.iltorrioneforio.it/eventi-2/eventi-2019-da-luglio-a-
dicembre/eventi-2019-ottobre/omaggio-a-nunzia-migliaccio/
Luigi Castaldi

Quell’Olezzo nauseabondo a bordo del Traghetto Veloce dellaCaremar

Olezzo nauseabondo a bordo della nave veloce Caremar.Bagni interni otturati.Le Toilette adiacenti al bar emanano odori che sono profusi nell’intera sala passeggeri. Insomma condizione igienico sanitarie da terzo mondo.Questa é la sintesi di quanto andiamo a raccontare.
Il traghetto veloce della Caremar é quanto di più elegante che la Compagnia ex regionale ha regalato all’utenza.Poltrone comode, un decente serizio bar,gentilezza e cortesia dei marittimi a bordo.Il tutto però condito e reso mal odorante dagli olezzi nauseabondi dei servizi igienici. Odori che si effondono senza spazio e senza tempo maggiormente nella sala attigua dei passegeri. Con la spiacevole emnazione venerdi 11, 10-2019 abbiamo intrapreso il tragitto Casamicciola-Pozzuoli filmando e documentando in tempi reali la vergogna con una serie di intervista fatta ai vari addetti delle vie del mare.Muti come i pesci che seguono “le varie scie del natante e il necessaio cibo per la loro sacrosanta sopravvivenza, gli intervistati:” non comment”alla nostra leggittima domanda del persistente e puzzolente profumo di Eau de toilette. E così ob torto collo abbiamo subito insieme ai nostri graditi ospiti internazionali il maldeodorante sconforto. Stavamo meglio..quando stavamo peggio! Sta di fatto che da quando la Compagnia “Delle balsamiche Indie” era pubblica di sconforto ne procurava di meno. Danni e beffe all’Utenza si sono aggravati quando L’ ex Compagnia Regionale ha tradito il Suo pubblico consegnandolo repentitamente e senza colpo ferire a privati facendo vincere il bando alla SANAV-Rifim.nell’ottobre 2013.E’ così che la compagnia pubblica passa definitivamente nelle mani del gruppo APONTE(SNAV) e del gruppo D’ABUNDO (Rifim).Acquisizione per sei milioni e un euro.Chissà perchè non per “trenta denari”. L’euro fà sorridere!.. E ” Le Jeux son faits”.
Nicola Lamonica presidente dell’Autmar intraprese la sua accanita battaglia gia’ dal lontano anno 2000 a favore degli utenti isolani penalizzati dalla ineficienza e scorretezza del trasporto marittimo da e per le isole.Nel novembre del 20011 scrive ai sindaci:” stanno per scadere i termini per ricorrere al Tar che vuole privatizzare la Caremar al cento per cento. Autmar e Fedrconsumatori con l’Ass.Forense Isola d’Ischia stanno procedendo. Voi che intendeve fare?” Nicola Lamonica comunicò ai sordi sindaci dell’isola d’Ischia che passivi non si sono adoperati politicamente contro i sorprusi degli armatori privati ( art.201) per affermare il servizio marittimo pubblico. E hanno favorito non adoperndosi politicamente alla dismissione del servizio pubblico Caremar. Manifestazioni con cortei, incontri dibattiti a cui Nicola Lamonica ricorse non sono riusciti a cancellare le politiche regionali e non hanno ottenuto il risultato finale circa la privatizzazione Caremar.Sta di fatto che la Caremar,( Campania Regione Marittima) .ritornando all’accennato olezzo nauseabondo dei Servizi Igienici, viene in mente l’affermazione della Donatella Rizzo presidente della Rifin ex assessore del Comune di Napoli( UDEUR -Mastella) pare ex moglie del D’Abundo:”«Lavoreremo tanto – ha detto la signora Donatella Rizzo – perché abbiamo come obiettivo riportare la Caremar al suo antico splendore. Siamo in sintonia totale con la Snav e siamo sicuri che centreremo il nostro obiettivo in poco tempo».Obbiettivo centrato: Olezzi nauseabondi e qualche naviglio senza barriere architettoniche.Per non parlare di ciò che non é visibile ad occhio Nudo. Sta di fatto che gli UMORI le stille che si concedono in minute gocce trasudando dai gabinetti si depositano anche su tutto ciò che é visibilmente esposto nel bar Caremar traghetto veloce e la condizione igienico- sanitaria è del tutto da definire, da valutareE alloravai con l’. Appello agli organi preposti affinché facciano qualcosa Nel frattempo: .Così é se vi pare. Di lucia manna

pubblicato sul Golfo del 14/ ottobre del 2019