La scuola pubblica: vero motore della Democrazia

La scuola pubblica non è solo un servizio: è l’unico vero motore della democrazia.
Eppure la nuova manovra del governo taglia quasi 7000 tra docenti e personale ATA. Non perché i ragazzi abbiano meno bisogno, ma perché si è deciso che l’istruzione può essere sacrificata.
Il risultato? Classi pollaio, presìdi educativi cancellati e territori e ragazzi fragili lasciati soli.
E ogni volta che la scuola perde forza, la democrazia perde voce.
Un popolo che non studia è un popolo che non vede. Un popolo che non comprende è un popolo che non contesta. E un popolo ignorante è semplicemente più facile da manipolare.
Ed è inaccettabile che mentre si toglie futuro alle prossime generazioni, si aumentano i fondi per il riarmo e la difesa.
Sono scelte politiche precise.
Indebolire la scuola e rimpinguare gli arsenali significa solo una cosa: preferire un popolo obbediente a un popolo libero.

Vedi meno di raffaele de crescenzo

Premiazione torneo scacchistico in memoria del preside Antonio De Simone presso scuola media Giovanni Scotti di Ischia

Con il patrocinio morale del Comune di Ischia
domenica 15 novembre 2026 premiazione del secondo torneo di scacchi dedicato al compianto Preside Antonio De Simone
presso la Scuola Media Giovanni Scotti di Ischia.
Ischia, l’isola Verde, protagonista di tanti eventi dedicati allo sport di cui fa parte anche lo studio e la pratica degli scacchi, il nobil giuoco, le cui origini sono attribuite agli antichi indiani con il nome di Caturanga e successivamente trasferito ai persiani e in generale al mondo islamico, si appresta a ricordare, per il secondo anno consecutivo, il compianto Preside Antonio De Simone con un premio a lui dedicato e che gli organizzatori si augurano possa durare nel tempo.
Sebbene uno dei grandi campioni del passato Marcel Duchamp, capitano della squadra olimpica francese e artista di notevole successo, abbia detto: “Gli scacchi sono uno sport violento”, tanti altri artisti, in particolare musicisti, sostengono che: “Gli scacchi, come l’amore e la musica, hanno il potere di rendere gli uomini felici” (Siegbert Tarrasch)
La vicinanza tra scacchi e musica è davvero notevole, e non solo perché molti grandi musicisti sono stati o sono giocatori di scacchi più o meno forti (François Philidor, Ennio Morricone, Vladimir Horowitz, Anthony Braxton, Sergei Prokofiev, Povia ecc.).
Il punto di contatto tra scacchi e musica convive con il valore estetico di entrambe le discipline ove è preminente la funzione di tramite per raggiungere la libertà e l’espressione della fantasia.
L’antichissimo gioco raccoglie sulla nostra isola tantissimi proseliti che si dedicano con passione, costanza e impegno organizzativo alla realizzazione di eventi di questo particolare sport di cui l’isola ha avuto ed ha validissimi rappresentanti in campo nazionale e internazionale.
Evento di spicco, consolidato mediante ben diciassette edizioni consecutive annuali, è il Festival Internazionale “Ischia l’Isola Verde” ideato e gestito dall’Associazione Giochi di Natale e che attualmente si avvale della partnership dell'”Associazione Scacchistica Partenopea”.
Tra i tanti affiliati al motto “Gens Una Sumus”, emblema della Federazione Scacchistica Internazionale (FIDE), meritatamente si inserisce una rappresentanza isolana come Scacchischia, gruppo whatsapp ideato nel 2022.
Il sodalizio è una costola dell’associazione Giochi di Natale e di altre realtà impegnate nel sociale, e ha recepito l’esigenza di dover convergere in un unico polo centrale la pratica continua dello sport con le torri e i cavalli.
Grazie al Dirigente scolastico della Scuola Media Scotti di Ischia Preside Marilisa Mancino (e ai suoi collaboratori), da quattro anni, presso il plesso scolastico si rinnovano appuntamenti bisettimanali e precisamente il mercoledì pomeriggio e la domenica mattina con costante affluenza di giovani e meno giovani.
Dall’inizio del 2026, inoltre, sempre nell’ambito di Scacchischia, si è disputato il secondo torneo amatoriale e tra i partecipanti si annoverano soprattutto i giovani emergenti isolani.
Dando continuità alla precedente, questa competizione è stata doverosamente dedicata ad uno di più noti fautori dello sviluppo e promozione della Cultura e dello Sport: il Preside Antonio De Simone, metodico giocatore di scacchi, essendosi egli distinto in campo nazionale per la conquista del titolo di Candidato Maestro, fine promotore intellettuale e attivo praticante di sport.
Ringraziando il Comune di Ischia per la concessione del patrocinio morale per l’evento e il Sindaco Dottor Enzo Ferrandino che presenzierà alla premiazione, gli organizzatori, grati alla signora Lucrezia Starace e alla famiglia, che ha consentito di ricordare l’indimenticato Antonio, e alla Scuola Media Scotti, attendono quanti volessero partecipare all’evento domenica 15 novembre 2026 alle ore 11.00 presso la Scuola Media Scotti a Ischia ove è anche disponibile un parcheggio interno.
Chi, inoltre, desiderasse partecipare, gratuitamente, alla pratica degli scacchi, è invitato a contattare i numeri 329 272 1547 oppure 3333 92 18 39.
Luigi Castaldi

Osservazioni:Un giro per il mondo crudele

Non so proprio cosa dire oggi. Siamo governati da mostri violenti.
Gli Stati Uniti si stanno preparando per la guerra con l’Iran.
Stanno per dare il colpo di grazia a Cuba.
L’ultima serie di email di Epstein è davvero spaventosa.
Negli Stati Uniti ci sono proteste ovunque perché l’ICE continua a uccidere persone.
Israele continua a massacrare civili a Gaza mentre l’Australia si prepara ad accogliere il suo presidente per una visita prolungata.
Reuters ha confermato che i funzionari di Biden hanno attivamente ostacolato la diffusione dei rapporti interni dell’USAID secondo cui Gaza sarebbe stata trasformata in un inferno da incubo all’inizio del 2024.
C’è tanta crudeltà. Tanti abusi.
Verrebbe da pensare che tutte queste prove del fatto che siamo governati da psicopatici squilibrati ci renderebbero solidali contro di loro, ma non è così. La popolazione è più che mai divisa tra sé stessa, con rabbia e amarezza.
Il dibattito politico è diventato più aspro che mai, con i sostenitori di Trump che prendono le difese dell’attuale capo abusivo e difendono con tutte le loro forze lo status quo bellicista e tirannico. Discutere di politica sui social media sembra come entrare in un forno emotivo in questi giorni.
Sono stati bravissimi a dividerci e a conquistarci. È davvero incredibile quanto siano bravi in questo. Sarebbe impressionante se non fosse così malvagio e distruttivo.
Ultimamente non mi sento in sintonia con lo spirito del tempo. Di solito mi sento come se stessi cavalcando l’onda della coscienza dissidente.
Non ho davvero altro da aggiungere al momento. Cerco di scrivere qualcosa ogni giorno, ma oggi tutto quello che ho da dire è un debole “C’è tanta crudeltà, e fa male”.
di raffaele decrescenzo esponente del movimento” Forio é Tua”

A margine della chiusura del centro sociale di Askatasuna.

Un angelo tutt’altro che custode!
La vergognosa aggressione alle forze di polizia, avvenuta ieri da parte di delinquenti infiltrati nella manifestazione contro la chiusura del centro sociale Askatasuna, mette a nudo il fallimento di questo governo in materia di sicurezza.
Uno Stato che non riesce a proteggere i propri uomini, colpiti vilmente e ai quali va la solidarietà di tutto il Paese, come può pensare di tutelare i cittadini o rivendicare meriti su un terreno in cui ha evidentemente fallito?
Giorgia Meloni avrebbe fatto bene a chiedere scusa. Invece di limitarsi ad annunciare l’introduzione di nuovi reati, avrebbe dovuto convocare un Consiglio dei ministri, ammettere gli errori e spiegare al Paese perché e come si arriva a episodi di questo tipo.
Non ci si può accontentare di un tardivo e rituale atto d’accusa contro i “soliti” facinorosi. Il problema è più profondo: riguarda le strategie adottate e, soprattutto, la carenza di risorse, anche tecnologiche.
Hanno fallito su tutta la linea.
La sicurezza non si garantisce né con la negazione delle libertà né con la sola repressione: servirebbe ben altro. E questo governo ha dimostrato di non esserne capace.di vito iacono laederr del movimento ischitano:”Forio é Tua”

Forza Napoli. Sempre di gigi lista

Abbiamo chiamato alleati quelli che erano, sono e resteranno conquistatori.
Per decenni.
Abbiamo ceduto sovranità chiamandola sicurezza, dipendenza chiamandola alleanza. Abbiamo speso miliardi per armi che non controlliamo, sistemi che possono essere spenti da remoto, simboli perfetti di una libertà concessa in prestito. Abbiamo accettato testate nucleari sul nostro territorio non per difenderci, ma come minaccia permanente contro noi stessi. L’Europa è diventata il campo di battaglia preventivo di guerre decise altrove.
Per anni si è combattuta una guerra civile a bassa intensità: terrorismo, stragi, apparati deviati, criminalità usata come leva politica, destabilizzazione sistematica. Una scia di sangue che attraversa il continente e che nessuno ha mai davvero voluto chiudere. Oggi, dopo essere stati usati come mercato, avamposto militare e riserva strategica, non serviamo più.
Si parla di accordi sopra le nostre teste, di spartizioni future, mentre all’Europa resta il ruolo di teatro di guerra o di colonia economica. Le prime due guerre mondiali si sono combattute qui, col nostro sangue e mai per i nostri interessi. Oggi ci viene chiesto di accettare la terza ipotesi come fosse destino. Intanto i popoli europei sono prigionieri di una delle peggiori classi dirigenti della storia: burocrati e tecnocrati senza spina dorsale, ieri convertiti al dogma green imposto dall’alto, oggi alla riconversione militare, sempre pronti a obbedire, mai a decidere.
Le umiliazioni si accumulano. Si sostengono strategie che distruggono gli interessi vitali europei, si accetta la fine dell’autonomia energetica, industriale e politica come se fosse un sacrificio inevitabile. L’Europa non decide più nulla, nemmeno per sé stessa. Ha bruciato ogni via di fuga pur di prostrarsi prima a un’amministrazione e poi all’altra, rinunciando al dialogo, alla mediazione, alla propria funzione storica.
L’Ucraina non è un’eccezione: è un laboratorio.
Ciò che è stato fatto lì può essere rifatto qui.
In natura il vuoto non esiste. La debolezza europea attira predatori. Stati Uniti, Russia, Cina, Turchia, potenze emergenti e regionali: tutti osservano un continente ricco, diviso, senza volontà politica. Le élite verranno assorbite da un potere o dall’altro. I popoli resteranno. E saranno messi gli uni contro gli altri. Balcanizzazione, conflitti interni, caos sociale, violenza diffusa. Ancora una volta l’Europa ridotta a riserva di carne per le ambizioni altrui. Cinquecento milioni di esseri umani trattati come materiale sacrificabile per un nuovo ordine mondiale che promette il futuro ma replica il passato.
Ed è per questo che non possiamo più delegare.
Dobbiamo caricarci, ognuno di noi, sulle spalle le questioni identitarie e popolari. Non per nostalgia, ma per necessità storica. Per costruire una visione multipolare, in cui al centro del potere non siedano oligopoli finanziari e apparati tecnocratici, ma capi politici che rispondano realmente ai popoli che rappresentano.
Dobbiamo tornare a trarre dalla nostra cultura i rudimenti per stare in piedi, per orientarci, per pensare. Serve un’Idea, forte e nostra, capace di strapparci al destino di periferia del mondo e indicare una strada maestra. I modelli capitalistici anglosionista, fondati sull’astrazione finanziaria e su oligarchie che somigliano a feudi, non ci appartengono. Non parlano la nostra lingua, non riconoscono la nostra civiltà.
Noi dobbiamo rifondare partendo dai popoli e dalle culture, costruendo un potere basato sul diritto, in cui la sovranità politica torni a prevalere sul dominio economicistico e sulla tirannia della regola impersonale. Significa finalmente seguire noi stessi: il diritto romano, il pensiero greco, la misura mediterranea, l’idea che l’economia sia strumento e non destino.
Vuol dire rivedere il ruolo della banca, spezzare la società dello strozzinaggio, smascherare l’idolo della moneta elevato a valore assoluto. Vuol dire tornare a una società in cui economia e burocrazia servano l’umanità, e non l’umanità piegata a servirle.
Ebbene, da Napoli, con questi principi e questi valori, possiamo ripartire.
Non come folklore, non come vittimismo, ma come visione ideale e politica del mondo.
A difesa della nostra cultura comune contro l’avanzata materialista di un nuovo ordine mondiale che, nel volto, assomiglia sempre più a quello vecchio.
Questo è perché, scendiamo in campo.
Questa è la responsabilità che ci siamo caricati.
Questa è la nostra battaglia, questa è l’opportunità storica.
Forza Napoli. Sempre.

TRUMP VUOLE CHE IL VENEZUELA ROMPA I CONTRATTI STILATI CON RUSSIA E CINA

Sembra che Maduro resterà ostaggio di Trump finché non viene accettato dalla sua vice Rodríguez che subentrino le compagnie statunitensi alle concessioni per l’estrazione di petrolio fatte a Russia e Cina.
Intanto vengono sequestrate le petroliere russe che trasportano il petrolio venezuelano, ma a quest’operazione statunitense e al diktat di Trump alla Rodríguez, sia Putin che Xi non sembrano voler dare una risposta che acceleri un inasprimento del conflitto. Di altro parere potrebbe essere il ministro degli esteri russo Lavrov, il quale, forse di sua iniziativa, ha comunicato alla Rodríguez la volontà della Russia di appoggiare una politica di resistenza all’ingerenza americana. Tutto ciò dà corpo alle voci di un contrasto sotterraneo tra il Ministero degli Esteri e il Cremlino sulle trattative condotte da Putin riguardo all’Ucraina di.salvatore penzone

Autonomia napoletana. Gigi Lista con l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris con l’incontro fondativo del sei gennaio invitano la cittadinanza al prossimo incontro del 15 gennaio: Chiesetta Stella Maris al centro storico

 

Da poco è terminato l’incontro ed il confronto.
È stato fatto l’incontro fondativo.
Autonomia Napolitana è realtà.
C’è una bozza di manifesto ideale su cui stiamo lavorando.
Sta nascendo una struttura organizzata, seria, radicata.
Si delineano già con chiarezza vocazioni, ruoli, responsabilità, l’ossatura di un movimento che non nasce per testimoniare, ma per durare.
Non slogan, ma visione.
Non improvvisazione, ma metodo.
Non personalismi, ma identità.
Il prossimo passo sarà un momento politico importante:

👉 15 gennaio
📍 Chiesetta della Stella Maris, di fronte alla Locanda
📍 Piazzetta del Grande Archivio n. 8 – Centro storico di Napoli.
Un incontro pubblico con Lui
gi De Magistris,
per confrontarci sul presente, sul futuro di Napoli,
sul bisogno di una forza autonoma, meridionalista, popolare, antisistema,
che parli la lingua della nostra terra senza chiedere permesso.
Autonomia Napolitana cammina.
Chi sente questa strada, lo capirà.
Forza Napoli.
Sempre.gig lista

La resilenza

Non mi è mai piaciuta la parola resilienza! Prelevare dalla fisica un termine (resilienza) impiegato per indicare la capacità di un materiale di resistere agli urti senza spezzarsi, significa trattare l’uomo alla stregua di un oggetto. Significa trascurare il fatto che l’uomo non è una cosa. Perché in lui si agitano passioni, emozioni, sentimenti, angosce, dolori, fantasie in quel gioco vertiginoso e incerto che è la vita!
Ecco, io vorrei sapere se i resilienti sono anche capaci di comprendere chi non c’è la fa, e quindi di assisterli, confortarli, aiutarli. Se conoscono, oltre alla resilienza, anche l’accudimento, il soccorso, la cura. Perché solo chi conosce la propria debolezza è in grado di comprendere la debolezza altrui. Solo chi è caduto può sostenere chi sta cadendo. E sa soccorrere con parole che non siano di generico incoraggiamento, ma di autentica partecipazione, quella che i greci chiamavano compassione, nell’accezione non di compatire ma di partecipare a quel «patire» comune di cui nessuno può dirsi immune.
Di partecipazione abbiamo bisogno. Di socialità e non di orgoglio individuale ostentato da chi ce l’ha sempre fatta. Mettere in comune le sconfitte mi pare molto più interessante che resistere o vincere a tutti i costi. Confucio una volta disse: Un uomo è grande non perché non ha fallito. O perché si è rialzato. Ma perché da quel fallimento ha imparato che quella che ora vedi come una debolezza, un giorno diventerà la forza di qualcun altro. Perché la vera forza non è sorpassare chi ti sta davanti, ma tendere la mano verso chi ti cammina dietro.
Ti interessa questo post? di Raffaele De Crescenzo

 

Amargine dell’arresto di Mohammmad Hannoun

LIBERTA’ PER MOHAMMAD HANNOUN!
Il governo italiano al servizio dello stato sionista.
L’arresto di Mohammad Hannoun, Presidente dell’Associazione dei Palestinesi d’Italia, e di altri otto attivisti palestinesi, è un fatto gravissimo che denunciamo con forza.
Il governo italiano, ed in particolare il ministero degli Interni, si fanno una volta di più esecutori solerti del regime genocida di Netanyahu .
L’imputazione rivolta contro Hannoun è quella di aver diretto l’organizzazione di Hamas nel nostro paese: in particolare di aver promosso la raccolta di fondi a sostegno di organizzazioni umanitarie e di assistenza“ a questa collegate”, e per questo considerate associazioni “illegali” dallo Stato d’Israele. Dunque lo Stato italiano assume come proprio codice legale il codice di uno Stato coloniale. Uno Stato che come è noto considera “terroristiche”o complici del terrorismo, pertanto “illegali”, non solo le organizzazioni della resistenza ma tutte le associazioni e attività legate al sostegno alla popolazione palestinese, sia a Gaza che in Cisgiordania.
Una ipocrisia rivoltante. Tutti sanno che la popolazione di Gaza, martoriata da due anni di bombardamenti genocidi, dalla fame, dalla distruzione di ogni forma di vita civile, è amministrata da Hamas. Qualsiasi forma di sostegno alla popolazione civile di Gaza passa per ciò che resta delle sue strutture amministrative. Con questa ragione il governo genocida di Netanyahu ha sistematicamente boicottato ogni forma di assistenza umanitaria, sanitaria, alimentare alla popolazione che bombardava: “ogni aiuto va ad Hamas, quindi nessun aiuto” è stato ed è il codice sionista. Il governo italiano ha semplicemente fatto propria questa logica criminale di Israele.
In ogni caso non riconosciamo alcuna legittimità ad accuse di “terrorismo” provenienti dallo Stato d’Israele, sia quando dirette contro organizzazioni della resistenza palestinese ( Hamas inclusa), sia a maggior ragione quando dirette contro forme di sostegno alla popolazione civile della Palestina. Il terrorismo è quello dello Stato coloniale sionista, col suo carico sanguinoso di barbarie agli occhi del mondo intero; non quello di chi resiste, di chi lo contrasta, di chi assiste una popolazione martortiata.
Non sosteniamo politicamente Hamas e il suo progetto. Ma difendiamo incondizionatamente ogni organizzazione della resistenza palestinese, ed ogni forma di sostegno alla popolazione palestinese, dalla repressione dello Stato sionista, e del governo italiano che se ne fa esecutore. Non saremo mai equidistanti tra oppressi ed oppressori.
Giu’ le mani da Mohammad Hannoun e dai palestinesi arrestati!
Per la più ampia mobilitazione unitaria del movimento Pro Palestina, e di tutte le organizzazioni del movimento operaio, a favore dell’immediata liberazione degli arrestati!
Partito Comunista dei Lavoratori

Il cratere del vulcano Funnulillo non va chiuso.Togliamo a una pentola a pressione la sua valvola di sicurezza?

 Il futuro del cratere vulcanico Funnulillo, nel cuore del Bosco della Maddalena, accende il dibattito a Ischia. L’amministrazione comunale  di Ischia porto ha infatti deciso di smaltire all’interno del cratere i fanghi dell’alluvione del 26 novembre 2022, con l’obiettivo di trasformare l’area in un parcheggio. Una scelta che ha suscitato indignazione e preoccupazione tra cittadini e ambientalisti. Ci opponiamo con fermezza a questo scempio Il Funnulillo, formatosi come cratere parassitario del Rotaro, custodisce ancora oggi fenomeni idrotermali: a due chilometri e mezzo di profondità è presente il magma, e i gas caldi che risalgono in superficie generano emissioni di vapore. Distruggere questo patrimonio per farne una discarica significherebbe cancellare un pezzo unico della storia naturale dell’isola, privando le future generazioni di un’eredità preziosa”. La denuncia ha trovato eco anche sui social, dove molti cittadini esprimono rabbia e sconcerto di fronte di fronte all’ipotesi di “un nuovo scempio ambientale” dopo quello legato al passato alla costruzione della caserma forestale. Il tema si intreccia con le polemiche sulle demolizioni delle case abusive :mentre si abbattono abitazioni popolari,sostengono in tanti, le grandi speculazioni edilizie continuano a restare intoccabili.Il caso del cratere Funnnulillo nsi pone così al centro di una questione più ampia :la tutela del patrimonio naturale paesaggistico dell’isola d’Ischia, spesso sacrificato a favore di logiche emergenziali o interessi edilizi. di Raffaele De Crescenzo esponente del movimento ” Forio é Tua”