di salvatore penzoneTrump e i suoi piani ballerini gioca con la sua economia in deflaut
di salvatore penzone
di salvatore penzone



Il partito degli astenuti ha vinto. Non ha eletto nessuno, eppure ha deciso tutto.
È un paradosso che pesa come una pietra: la maggioranza non vota più, non crede più, non spera più. E non è un gesto di pigrizia: è un urlo silenzioso. Un urlo che dice che la politica non riesce più a guardare la gente negli occhi, né a parlare la sua lingua, né tantomeno a farsi interprete delle sue paure, delle sue fatiche, dei suoi bisogni.
In Campania ha votato meno della metà degli aventi diritto.
È come osservare una casa che conosci da sempre e scoprirla improvvisamente vuota, con le finestre spalancate e il vento che entra. Quel vento è la disaffezione, la sfiducia, la sensazione che la democrazia stia marcendo perché nessuno la cura davvero.
Gli eletti per qualche ora fingeranno tristezza per la scarsa affluenza. Poi, come sempre, volteranno pagina, contando le preferenze e i futuri incarichi.
E nel frattempo la comunità si sgretola. Manca la voce, manca il filo che tiene insieme le persone. Le campagne elettorali si riducono a slogan stanchi, promesse impossibili, bonus immaginari e polemiche da bar. Nessun programma vero. Nessun progetto. Nessun coraggio.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un popolo che non si riconosce più in chi dovrebbe rappresentarlo. Una politica che non ascolta e non vede.
E quando la politica smette di essere interprete dei problemi reali, la democrazia entra in coma. Non per colpa di chi non vota, ma di chi ha smesso di meritarsi quel voto.
La verità è semplice e terribile: la gente non va più alle urne perché non sente più nessuno parlare davvero di lei.
Vede solo chiacchiere, risse mediatiche, promesse stantie, recite stanche.
E allora l’astensione diventa un gesto radicale, forse incosciente, ma tremendamente umano: «Non credo più a questo sistema. E non voglio essere complice».
È qui che la politica dovrebbe tornare a interrogarsi, a sporcarsi le mani, a farsi comunità, a farsi responsabilità.
Perché la democrazia, come ogni cosa viva, muore se non viene nutrita.
E la cura, oggi, si chiama ascolto. Si chiama verità.
di Raffaele de Crescenzo


L’amministrazione di Forio d’Ischia mercoledì 19 otto
bre ,ha avuto l’onore e piacere di ospitare all’interno della sala consiliare del suo municipio, Massimo Scarpati. Il Campione mondiale di pesca subacquea. inizia il percorso sportivo proprio nella terra saracena diventato più tardi dopo aver smesso le competizioni, “il re del corallo”. Forse, e non con la stesa passione, ma tenacia per il mare Scarpati lascia le notevoli profondità marine per abbracciarne altre, non meno insidiose e profonde per riportare alla luce il prezioso corallo. Con abnegazione totale Massimo é stato.5 volte campione italiano dal 1968 al 1973.Tre volte campione europeo a squadre dal 68 al 7o-70-74.vincitore del campionato europeo individuale in Irlanda nel 1974.Tre volte ha vinto il trofeo ” Mondo Sommerso Internazionale “Medaglia d’Oro” al valore atletico .E L’onoreficenza come cav. dello Sport su proposta del presidente della repubblica italiana. Dopo le vicende agonistiche le energie di Scarpati vengono indirizzate all’immersione con autorespiratori ed é stato un dei primi a utilizzare le miscele di Elio per l’immersione delle profondità marine. . Il campione, conoscitore dei più ricchi fondali del corallo é stato il primo a utilizzare i robot per l’esplorazione e prelievo selettivo del corallo. In virtù della Sua esperienza lo straordinario conoscitore del mare é stato invitato in diversi convegni di medicina internazionale per “Lectio Magistralis”. Negli ultimi anni con un pizzico di nostalgia Massimo Scarpati , si é dedicato alla scrittura stimolato dagli affetti della moglie Gina e nipoti di cui va fiero. Il ” Tempo di un’Apnea”-Il tempo del Corallo. E Mako sono i libri che Scarpati in modo naturale rimanda al Suo di mare che spietatamente prende e da. Durante le illustrazioni non potevano mancare le immagine che riportano il campione al vissuto con Roky e Salvatore. I foriani che hanno inizialmente stimolato e regalato parte delle loro esperienze a Scarpati. Ma sisà: che l’allievo supera quasi sempre il maestro. D’altronde i subacquei foriani sapevano , anche se inconsciamente che per diventare un campione necessitano tante rinunce. E soprattutto abnegazione totale. L’evento ha visto partecipe un pubblico foriano dal palato raffinato: di terra e di mare di Lucia mannna

Lucia Manna




Antonio Pezzella, Maria Morgera e altri 15