
Archivi categoria: Voci da Ischia
A margine della chiusura del centro sociale di Askatasuna.

Forza Napoli. Sempre di gigi lista


TRUMP VUOLE CHE IL VENEZUELA ROMPA I CONTRATTI STILATI CON RUSSIA E CINA

Autonomia napoletana. Gigi Lista con l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris con l’incontro fondativo del sei gennaio invitano la cittadinanza al prossimo incontro del 15 gennaio: Chiesetta Stella Maris al centro storico


La resilenza

Amargine dell’arresto di Mohammmad Hannoun
Il cratere del vulcano Funnulillo non va chiuso.Togliamo a una pentola a pressione la sua valvola di sicurezza?
Il futuro del cratere vulcanico Funnulillo, nel cuore del Bosco della Maddalena, accende il dibattito a Ischia. L’amministrazione comunale di Ischia porto
ha infatti deciso di smaltire all’interno del cratere i fanghi dell’alluvione del 26 novembre 2022, con l’obiettivo di trasformare l’area in un parcheggio. Una scelta che ha suscitato indignazione e preoccupazione tra cittadini e ambientalisti. Ci opponiamo con fermezza a questo scempio Il Funnulillo, formatosi come cratere parassitario del Rotaro, custodisce ancora oggi fenomeni idrotermali: a due chilometri e mezzo di profondità è presente il magma, e i gas caldi che risalgono in superficie generano emissioni di vapore. Distruggere questo patrimonio per farne una discarica significherebbe cancellare un pezzo unico della storia naturale dell’isola, privando le future generazioni di un’eredità preziosa”. La denuncia ha trovato eco anche sui social, dove molti cittadini esprimono rabbia e sconcerto di fronte di fronte all’ipotesi di “un nuovo scempio ambientale” dopo quello legato al passato alla costruzione della caserma forestale. Il tema si intreccia con le polemiche sulle demolizioni delle case abusive :mentre si abbattono abitazioni popolari,sostengono in tanti, le grandi speculazioni edilizie continuano a restare intoccabili.Il caso del cratere Funnnulillo nsi pone così al centro di una questione più ampia :la tutela del patrimonio naturale paesaggistico dell’isola d’Ischia, spesso sacrificato a favore di logiche emergenziali o interessi edilizi. di Raffaele De Crescenzo esponente del movimento ” Forio é Tua”
A margine della maratona in Iran delle donne iraniane .Più di 2000 donne partecipanti che hanno sfilato senza il velo.” siamo in tante non potete fermarci.”
Dopo la rivoluzione islamica del 1979, che sembrava porre fine alla dittatura dello Scià, la sharia al contrario si intensifica. Periodi di repressioni vanno avanti fino a oggi con movimenti fondamentalisti che cercano una applicazione integrale della costrizione del velo come i talebani. I talebani o l’Iran stessa ,si scontrano con movimenti che vedono la Sharia compatibile con i diritti umani.
Una delle prime donne magistrato ,Shirin Ebadi non le fu permesso già negli anni 90 di continuare la Sua carriera da giudice per la Sua lotta affinché venissero applicati i diritti umani. E che la Sharia fosse abolita. Solo nel 1992 Le fu permesso , dopo aver pagato un prezzo altissimo , tra prigione ed esilio di esercitare la professione di avvocato. E se questi giorni vediamo 2000
donne protestare senza il velo lo dobbiamo alla coraggiosa pioniera SCHIRIN Ebaudi : precursore dei diritti umani. Ebaudi fu insignita a premio Nobel per la pace ed era convita che:” all’interno dell’Islam si potessero armonizzare e coesistere fede -democrazia- diritti umani. Il premio Nobel ha sempre dichiarato :” che sono i dittatori , non l’Islam a violare i diritti umani. “Tra l’altro afferma che ;” come qualsiasi altra religione l’Islam può avere varie interp
etrazioni come in Occidente:
una chiesa accetta l’aborto, l’altra no. Una accetta matrimonio gay, l’altra no. E sono tutte cristiane.”Il tempo é maturo per un altra rivoluzione. E la sharia sarà un lontano ricordo di lucia manna
A margine della maratona in Iran delle donne iraniane .Più di 2000 donne partecipanti che hanno sfilato senza il velo.” siamo in tante non potete fermarci.”
Dopo la rivoluzione islamica del 1979, che sembrava porre fine alla dittatura dello Scià, la scharia al contrario si idensifica.Periodi di repressioni vanno avanti fino a oggi con movimenti fondamentalistiche cercano una applicazione integrale della costrizione del velo come i talebani. I talebani o l’Iran stessa si scontrano con movimenti che vedono la Scharia compat5ibile con i diritti umani.
Una delle prime donnne magistrato ,Shirin Ebadi non le fù permessso già negli anni 90 di continuare la Sua carriera da giudice per la Sua lottta affinché venissero applicati i diritti umani e che la Scharia fosse abolita.Solo nel 1992 a Le fù permesso , dopo aver pagato un prezzo altissimo , tra prigione ed esilio di esrecitare la professione di avvocato. E se questi giorni vediamo 2000
donne protestare senza il velo lo dobbiamo alla coraggiosa pioniera SCHIRIN Ebaudi: precursore dei diritti umani. Ebaudi fu insignita a premio Nobel per la pace ed era convita che:” all’interno dell’Islam si potessero armonizzare e coesistere fede -democrazia- diritti umani. Il premio nobel ha sempre dichiarato :” che sono i dittatori , non l’Islam a violare i diritti umani. “Tra l’altro afferma che ;” come qualsiasi altra religione l’Islam può avere varie interpretrazioni come in Occidente:
una chiesa accetta l’aborto, l’altra no. Una accetta matrimonio gay, l’altra no. E sono tutte cristiane.”Il tempo é matura per un altra rivoluzione. E la sharia sarà un lontano ricordo di lucia manna
La critica sana come uno dei piu’alti principi di una vera democrazia
Ormai si vive in una società basata sui complimenti i like e i cuoricini se questo è il consenso?
Mi colpisce sempre più un fenomeno preoccupante:
si pretende che la critica sia bandita.
Una critica sana, costruttiva, fatta con ragionamento e rispetto, viene subito liquidata come inutile o addirittura scomoda o come semplice polemica.
E intanto, chi pensa di poter dire tutto e in qualsiasi modo “perché ha ragione”, spesso sostituisce il dialogo con l’insulto.
Io credo invece che la critica sia uno dei principi più alti della democrazia.
È stato così sin dalla filosofia greca: Socrate, Platone e Aristotele posero alla base del pensiero la capacità di interrogare, mettere in dubbio e discutere in dialogo ragionato con l’altro, per cercare la verità attraverso il confronto, non la semplice vittoria retorica.
La critica è ciò che permette di pensare oltre le apparenze, di chiarire concetti, di mettere in discussione le idee superficiali e di crescere insieme.
È un esercizio di ragione, che nasce dal rispetto dell’interlocutore e dalla volontà di comprendere, non di annientare.
Ed è per questo che la scuola dovrebbe coltivare il pensiero critico: quel pensiero capace di portare al dubbio, alla riflessione, alla verifica, che non si accontenta di risposte semplici, ma chiede, indaga, chiede all’altro perché la sua posizione ha senso o no.
Una scuola che forma alla capacità di argomentare e di rispettare chi argomenta, che insegna che criticare non significa offendere, ma contribuire al dialogo: questo è il cuore di una comunità democratica e civile.
Quando la critica viene tolta dal campo, lasciando spazio solo all’insulto o alla sbeffeggiatura, non stiamo difendendo la libertà di parola.
La stiamo svuotando.
E una società in cui non si sa più discutere, ragionare, ascoltare, non è una società forte, ma una società che smette di essere democratica, perché la critica è alla base della democrazia. E nella storia solo i regimi autoritari hanno disprezzato o bandito la critica (esiste solo la voce del padrone).
Difendere la critica significa difendere il pensiero.
La libertà di pensarla in maniera diversa.
di Raffaele de Crescenzo esponente del movimento di ” Forio é Tua”