Poesia di Ciro Ridolfini:Tremmma’A Terrra

TREMMA ‘A TERRA
N’ aria imprignata ‘e collera
se spanne
‘A terra tremma
e ‘nn’ ‘a fernesce maje
Nu gelo ‘nfame
penetra ‘int’ ‘a ll’ osse
se gonfiano ll’ uocchie ‘e lacrime
che ffaje ?
E’ comme si dicesse :
jatevenne
E ce accoppa
ce arravoglia
ce sutterra
E se scatena
se ‘nfuria comm’ a ppazza
ce afferra
ce ‘nghjotta
ce sutterra
‘A terra tremma
tremma ‘a terra
19gennaio 2017

Vito Iacono scrive agli stellati fiducioso ora dopo il loro successo elettorale

”Carissimi Onorevoli,
complimenti per la bellissima affermazione ed auguri di buon lavoro.
La Vostra elezione è frutto anche del consenso ricevuto da tanti Cittadini della nostra Isola che era compresa nel Vostro collegio di riferimento.
Un Isola bella, ricca di giacimenti culturali ed ambientali, un polo strategico per il turismo nel nostro Paese. Purtroppo, come ben saprete, nell’agosto scorso un grave sisma ha colpito una parte del nostro territorio provocando vittime e sfollati ed acuendo problematiche oramai cronicizzate.
È necessario dare risposte concrete ed immediate, dopo sei mesi dall’evento, alle migliaia di cittadini costretti ad abbandonare le proprie case, le proprie attività imprenditoriali , i propri luoghi di lavoro, la propria scuola. Vivono di insopportabili paure.
Nessuno è stato ad oggi in grado di dare segnali tangibili e credibili, in materia di emergenza, di ricostruzione, di futuro che appare nebuloso ed incerto.
Voi potreste rappresentare il nostro piccolo “parlamentino”. Non siete pochi!!!
E poi, ritengo improrogabile la opportunità, la necessità di mettere mano ad una norma che statuisca la Carta dei Diritti dei Cittadini delle Isole Minori per adeguare gli standard dei servizi offerti a quelli di tutti i Cittadini Europei in materia di Salute, Trasporti, Giustizia, Istruzione, Lavoro.
Ecco garantire da subito il riconoscimento anche per l’isola d’Ischia di “zona disagiata” e non solo per la Sanità.
Ci sono le condizioni, anche con uno studio comparato con la legislazione degli altri Stati membri dell’Unione Europea, per rivendicare deroghe che favoriscano una migliore e diversa vivibilità per i nostri Cittadini. Deroghe in materia di fiscalità, lavoro, burocrazia.
La spesa sanitaria o per godere di altri diritti sostenuta per un’isola Minore non può e non deve incidere, ovviamente entro un certo limite, sul patto di stabilità. Ne va della sopravvivenza di tanti nostri Anziani, Disabili, Ammalati.
Ischia merita la Vostra attenzione ed il Vostro impegno, lo merita per la sua Storia importante, per gli inestimabili giacimenti culturali, per le tante risorse di cui è ricca, le terme, il mare che salvaguardato con la realizzazione immediata degli impianti di depurazione.
Senza riferirsi all’abusato termine di sostenibilità di cui tanto ha bisogno la nostra Isola, lo merita un territorio che va tutelato e valorizzato, recuperando alla piena fruibilità il grande patrimonio dell’area pedemontana prevenendo fenomeni legati al dissesto idrogeologico e degli incendi figli di un insopportabile degrado ed abbandono, lo meritano i tanti Giovani sui quali vale la pena investire, rendendoli protagonisti di un percorso e di un processo che li renda protagonisti del loro futuro, qui ad Ischia nella loro terra.
Sono convinto che ci saranno le auspicate risposte come sono convinto che i nostri Concittadini e le Istituzioni Locali vorranno e sapranno cooperare con il Vostro lavoro, stimolandolo ed arricchendolo con continue e proficue sollecitazioni nell’interesse supremo di tutti!!!
Cordialmente Vito Iacono”assessore di minoranza del comune di Forio d’Ischia

Liberismo secondo Giuseppe Mazzella dell’agenzia di stampa ” Il Continente”.

di Giuseppe Mazzella* Le mie radici di cultura politica o di scienza affondano nel “Liberalismo”. Ho cominciato a partecipare alla vita politica nel mio piccolo paese – Casamicciola – e nella mia piccola isola – Ischia – nel 1964 a 15 anni. Da allora sono passati 54 anni cioè oltre mezzo secolo. Quella scelta adolescenziale – influenzata dalla mia insegnante di lettere alla scuola media che allora era una scuola “ superiore” alla quale si accedeva a 11 anni con un esame di “ammissione” – mi ha influenzato per tutta la vita. La Libertà prima di tutto. Ma crescendo e vivendo la Libertà doveva essere “piena” e non “formale”. Da qui la scelta a 19 anni del “Socialismo” ma quello del PSI e non del PSDI INCOMPATIBILE con il “Comunismo”. Gli studi economici e la stagione del ‘ 68 alla Facoltà di Economia e Commercio di Napoli hanno reso contenutistica la scelta della Libertà ma insieme a questa quella della Uguaglianza sociale o per lo meno quella del diritto al Lavoro secondo le proprie capacità. La scelta giovanile, lo studio dell’economia politica, la passione e la polemica civile del ‘68, mi hanno portato alla convinta adesione al “Socialismo Liberale” di Carlo Rosselli. Questa la teoria. E la prassi? Partecipazione alla politica nella mia realtà locale – l’isola d’Ischia e Napoli, capitale del Mezzogiorno, – nel PSI con incarichi elettivi (consigliere comunale, dirigente di zona, delegato ai congressi provinciali) ma mai abbandono del giornalismo locale – seconda passione ma non secondaria – per 18 anni ma nel 1983 l’abbandono del PSI diventato nella prassi qualcosa di radicalmente diverso da quello che diceva di essere e di quello che era stato per 90. La “mutazione genetica” del PSI che lo ha portato alla dissoluzione l’ho avvertita con ampio anticipio.

Le passioni – la politica ed il giornalismo politico ed economico – non le ho mai abbandonate perché ritenute inscindibili. Così è cominciata una lunga diaspora di un “liberale di sinistra” o di un “socialista di destra” che come un ebreo errante senza terra ha cercato di vedere la “terra promessa” in una Seconda Repubblica con i partiti “liquidi” che non conservano traccia delle antiche e gloriose denominazioni.

Resto ancora un “ebreo errante” alla ricerca della “terra promessa” anche e soprattutto dopo il risultato delle elezioni politiche del 5 marzo 2018 nelle quale ho votato per la Lista “Liberi ed Uguali”.

Mi scuso per questa riferimento personale. Ma è tempo di bilanci. Mi sento come il vecchio generale di Sandor Marai nel suo capolavoro “Le Braci”: “Alle domande più importanti si finisce sempre per rispondere con l’intera esistenza. Non ha importanza quello che si dice nel frattempo, in quali termini e con quali argomenti ci si difende. Alla fine, alla fine di tutto, è con i fatti della propria vita che si risponde agli interrogativi che il mondo ci rivolge con tanta insistenza. Essi sono: Chi sei? Cosa volevi veramente? Cosa sapevi veramente? A chi e a che cosa sei stato fedele o infedele? Nei confronti di chi o di che cosa sei stato fedele o infedele? Nei confronti di chi o di che cosa ti sei mostrato coraggioso o vile? Sono queste le domande capitali. E ciascuno risponde come può, in modo sincero o mentendo; ma questo non ha molta importanza. Ciò che importa è che alla fine ciascuno risponde con tutta la propria vita”.

Io sono un Liberale di Sinistra o un Socialista di destra. Non sono mai stato un comunista. Non sono mai stato affascinato dalla rivoluzione di ottobre o dalla “spinta propulsiva” dell’URSS. Mi ha affascinato la rivoluzione americana del 1776 e la dichiarazione di indipendenza con quel “diritto alla vita, alla libertà ed al conseguimento della felicità” e la rivoluzione francese del 1789. Ho sempre preferito l’ Occidente all’ Oriente d’ Europa e del mondo.

Ecco perché ho amato ed amo la Costituzione della Repubblica Italiana. Credo che la Legge Fondamentale esprima mirabilmente la sintesi storica del Liberalismo, del Socialismo e del Cattolicesimo della dottrina sociale della Chiesa e ne fa un “Programma” impegnando tutti all’ attuazione e fa diversi gli uni dagli altri sulle priorità e sui tempi di attuazione.

Ma c’è un Valore non scritto ma che deve essere ritenuto assiomatico ed è quello eterno dell’onestà.

Per 25 anni la Costituzione è stata dileggiata e non ne è stata diffusa e studiata la portata “rivoluzionaria” tanto che il “liberismo” nel ricorso storico dei tempi dopo la caduta del muro di Berlino del 1989 ha praticato una “costituzione materiale” che ha finito per allontanare i cittadini dalla autentica, vera, continua “partecipazione civile”.

Il Referendum costituzionale del 16 dicembre 2016 con il quale è stata respinta la frettolosa, orrenda, nebulosa, riforma costituzionale promossa da un governo che dichiarava se stesso di “sinistra” ha segnato un risveglio della migliore “società per troppo inascoltata diffondendo l’attualità dell’impegno programmatico della Costituzione del 1948.

È sulla vittoria referendaria che si doveva costituire una Sinistra moderna.

Sono rimasto molto colpito dall’impegno civile sui Valori della Costituzione di ANNA FALCONE e ne ho apprezzato e condiviso il modo di espressione, il modo di esposizione e di convinzione anche con la competenza giuridica tanto che i suoi interventi mi sono parsi come il discorso ai giovani di Piero Calamandrei. Un discorso convincente sul quale UNIRE la Sinistra del XXI secolo.

Così come ho apprezzato l’impegno politico di un autentico LIBERALE come ERNESTO PAOLOZZI in un tentativo di costituire una Sinistra del secolo XXI sul “Liberalismo come metodo” dal titolo di un libro di Ernesto. Un Metodo con il quale costruire la Sinistra del XXI secolo.

Due persone. Una donna ed un uomo. Di due diverse generazioni. Di due diverse culture ma ambedue nelle Radici della Costituzione. Ambedue NON elette nella lista di Liberi ed Uguali per le elezioni del 4 marzo rappresentano da un lato la sconfitta per la crescita di un’ area “liberalsocialista” e dall’ altro la residuale speranza. Ma mi pare chiaro che il panorama politico italiano riserva oggi come ieri al “Liberalsocialismo” un ruolo di “coscienza critica” di un’area politica di giuste rivendicazioni sociali, economiche e civili che prende oggi forma e rappresentanza con nuovi nomi e movimenti di cui il Movimento 5 Stelle è l’ espressione più forte perché partito di maggioranza relativa in Parlamento. Con il M5S bisognerà confrontarsi e dialogare nel vertice come nella “base” e se necessario bisognerà concorrere alla formazione del Governo di “coalizione” con un ritorno alla Prima Repubblica.

Anche i liberali ed i socialisti dovranno costituire un Partito in grado di conquistare il consenso delle “nuove classi sociali” e formare una nuova classe dirigente nel solco della Democrazia Politica delineata nelle forme e nei limiti della Costituzione. In questo Partito – se nascerà – i postcomunisti potranno portare come generazione vivente le loro esperienze ma debbono, come la risposta di Kennedy a Truman sulla necessità dell’esperienza, portare “la luce sui posti dove andremo” posta sulla prua della nave anziché a poppa come “fanalino di coda” di una esperienza storicamente non ripetibile e nel caso particolare italiano, pur originale ed assolutamente democratica e costituzionale, ingloriosamente dispersa.

Neoliberismo nel mondo di Luca Soda

di Luca Soda.Il neoliberismo e la riduzione dello spazio pubblico: perché è urgente invertire la rotta di Luca Soda Dirigente presso Presidenza del Consiglio dei Ministri 1. La nuova ragione del mondo Le logiche neoliberiste da anni plasmano e orientano le decisioni politiche perché hanno “un’egemonia politico-culturale di un’ampiezza e di una presa senza precedenti”2 Stili di vita, istituzioni, senso comune, culture, politiche pubbliche: tutto ciò che riguarda la vita umana è stato ridiscusso e riorientato verso la produzione di valore, dando spessore a un’intuizione e a un termine “bioeconomia”3 coniato da Michel Foucault quasi quarant’anni fa4 e che oggi manifesta tutta la sua lungimiranza. La supposta (e mai dimostrata) supremazia delle logiche di mercato sui dispositivi di organizzazione e funzionamento delle società ha condizionato l’agenda politica degli stati per almeno un trentennio fino a diventare, come è stato sostenuto, “la nuova ragione del mondo”5, ovvero un pensiero unico, dai tratti addirittura dogmatici, che ha la pretesa di governare, attraverso una nuova configurazione dei dispositivi di potere, ogni aspetto dell’esistenza umana. In tale contesto la storia appare davvero come “l’onnivoro presente che avanza con la pura oggettività, sia pure solo presunta, delle leggi economiche”6. Gli effetti economici delle dottrine neoliberiste sono sotto gli occhi di tutti: esplodono contraddizioni drammatiche che caratterizzano la vita di milioni di individui nelle società avanzate: la precarietà del lavoro, l’insostenibilità di consumi ordinari in relazione ai redditi, l’impoverimento di una parte del ceto medio, la crescita delle famiglie che si collocano al di sotto della linea di povertà. Sono tutti effetti prodotti dal trentennio della globalizzazione neoliberista e dall’influenza che tali 2 Gallino, L., Il Colpo di Stato di banche e governo, Einaudi, 2013 3 “Se biopolitica significa l’agire sistematico della dimensione politica nel disciplinare, in modo diretto e indiretto, la vita e la salute degli individui tramite il dipanarsi di istituzioni totalitarie, bioeconomia rappresenta il diffondersi delle forme di controllo sociale per favorire la valorizzazione economica della vita stessa: bioeconomia ovvero il potere totalizzante e pervasivo dell’accumulazione capitalistica sulla vita degli esseri umani”, in “Bioeconomia e capitalismo cognitivo”, Fumagalli, A., Carocci, 2009 4 M. Foucault, Nascita della biopolitica. Corso al Collège de France (1978-1979), pp. 57-58 5 Dardot, P., Laval, C. “La nuova ragione del mondo”, Castelvecchi, 2013 6 L’espressione è di Alberto Asor Rosa, A., in Il grande silenzio, Laterza, 2009

Il cinque stelle sull’isola d’Ischia .

E secondo qualche politico x un eventuale consenso degli isolani, leggi abitanti di d’Ischia, Il movimento 5 Stelle uscito vincente anche grazie ai nostri voti doveva adoperarsi con inni di Mameli, E anzitempo a interessarsi del nostro territorio , Non ancora al governo ma prima Abituati ad ascoltare promesse pre-elettorali persino il quasi credibile Vito Iacono non se ne fa ragione..La ragione esiste e come. Sull’isola d’Ischia non sussiste un gruppo omogeneo. Coeso.Ma tanti gruppi. Nel M5S.ischitano da dopo il 2015 Si susseguono personaggi in cerca d’Autore. Ora sul carro dei vincenti e si godono anche qualche vana gloria grazie a chi nel proprio piccolo e fedele nel tempo nello stellato movimento si è adoperato La. Lotta diventa improba quando non esiste unità. Dilettanti allo sbaraglio.Garibaldini senza generali che pur avendo sete e desiderio di partecipare non possedevono punti e basi solide di riferimento. Facebbok è un laboratorio di analisi.Penso che lo psicologo è stato sostituito in gran parte dai link. Abbiamo assistito a zero partecipazioni quando il singolo postava interesse collettivo. Ogni seguace del grillo parlante-dicente e asfissiante ignorava contenuto e forza del messaggio Ognuno partecipe del proprio costrutto? Non doveva apparire l’altro per timore di non essere lui stesso/a protagonista Il presunto Stellato di turno ti ignorava ma evidenziava se non addirittura condivideva foto di un dring al bar.Un tuffo da uno scoglio Innamorato.Questa è l’isola degli smarriti. Degli insicuri e spocchiosi che piu’ di voler bene al paese amano osannarsi senza capire minimamente quando sian necessario la cooperazione per il successo collettivo.E per il progresso del proprio territorio. E Nazione. Senza dubbio Luigi di Maio al governo prenderà a cuore le tematiche che affliggono il suo territorio campano in cui rientra in modo naturale e logistico la nostra azienda ISCHIA.Chiaramente il su detto non va generalizzito ai fedelissimi stellati Ischitani Cosi é. Se vi pare

Intervista all’assessore al bilancio del comune di Napoli Enrico Panini “Il Roma “

Ciro Ridolfini Il “perchè” della manifestazione del 21 Febbraio a Roma in un’intervista dell’Assessore al Bilancio Enrico Panini.
Buona lettura
Sulla vicenda del debiti con Cr8 l’assessore chiarisce il ruolo del Comune e cosa è successo negli anni
Intervista a Enrico Panini – Panini: «Non tocca a noi pagare»
Chi accusa il Comune di Napoli di essersi mosso in ritardo sulla vicenda Cr8 «non sa di che cosa parla» e, soprattutto, «distoglie l’attenzione dal vero tema: il Governo non ha mai convocato un tavolo mostrando perfìdia istituzionale». L’assessore al bilancio di Palazzo San Giacomo Enrico Panini non le manda a dire parlando della spinosa questione relativa al debito contratto con il consorzio edile che si occupò della ricostruzione post terremoto tramite la legge 219/1981. Il debito da onorare nei confronti del Cr8 è di 97 milioni di euro, con diatribe su chi deve effettivamente farsene carico.
Assessore Panini, il sindaco Luigi de Magistris ha dato appuntamento a Roma per il 21 febbraio sulla vicenda Cr8. Se ne fa un gran parlare, come stanno le cose?
«Innanzitutto, l’amministrazione comunale ha chiesto più volte la convocazione di un tavolo trilaterale Comune-Govemo-Cr8 per chiudere la partita. Ma, sino ad ora, non si è mai realizzato. La nostra posizione è chiara: la maggior parte della cifra del debito Cr8 la deve pagare il Governo, visto che ali ‘epoca ñ ‘era il commissariamento per la ricostruzione post sisma».
Palazzo San Giacomo, in realtà, ha già pagato una cifra al Consorzio.
«Nel 2017 il Comune ha elargito una cifra di circa 20 milioni di euro, frutto di un accordo con il Cr8 dopo una transazione. Ora restano circa 64 milioni di euro che non spetta a noi pagare. Ma se non ci si siede attorno ad un tavolo, non si farà mai chiarezza. Ecco perché il 21 febbraio saremo a Roma a ribadirlo con forza».
Le opposizioni attaccano dicendo che vi sareste mossi tardi.
«Evidentemente non sanno di che cosa parlano. Nel 2004 ci fu un lodo arbitrale con un pronunciamento da parte della Magistratura e quel lodo nessuno l’ha impugnato. Così si distoglie l’attenzione dal vero tema: la mancata convocazione del tavolo da parte del Governo».
Cosa diceva quel lodo?
«Che la maggior parte dei crediti vantati da Cr8, in questo caso si parla di 80 milioni di euro circa, li doveva pagare il Comune di Napoli. Poi, attraverso una transazione, nel 2017 ci accordammo per pagare 20 milioni. Ma poi non si è più saputo nidia su come dovessero essere ripartite le cifre e noi ci stiamo battendo per questo. Il Governo ha detto di voler affrontare la questione ma in realtà non l’ha mai fatto».
Ma perché il Governo non ha mai voluto convocare il tavolo?
«Credo per perfidia istituzionale. Il Comune, a gennaio, si è trovato anche con un blocco di tesoreria pari a 24 milioni di euro per un pignoramento chiesto dal Cr8. Tale pignoramento Cr8 avrebbe potuto chiederlo già a dicembre del 2017, ma invece non è così. E inaccettabile. Ricordiamo anche che in più, su quelle somme, esiste un interesse del 2,7%. Tutta colpa di un ritardo nell’incontro tra i soggetti coinvolti, ripeto. Ma non è tutto: c’è un debito da 60 milioni di euro per il commissariamento rifiuti. A causa di due gestioni commissariali, negli anni ’80 e 90’, il Comune si trova sotto un peso da 140 milioni di euro complessivi, tutto a discapito dei napoletani che non possono pagare per cose del passato non riguardanti l’amministrazione cittadina».
Da il “Roma” di oggi 14.02.2018

Commissione di garanzia approvata in seno al civico consesso di Forio d’Ischia. Vito Iacono esulta I foriani perplessi dei trasfughi sulla via di Damascoo

Dopo il tentato golp che ricorda da lontano… molto lontano quello Borghese del 1970 ( assolti tutti i partecipanti e organizzatori perchè alla fine dedussero x ragion di Stato che non era mai stato organizzato) e sulla Via Di damasco i componenti della maggioranza diventati minoranza per amore dei loro compaesani sono riusciti con la vera opposizione formata da Domenico Savio e Vito Iacono a tirare dal cilindro una nuova formuletta magica: ” Commissione di Controllo e Garanzia”.Esulta Iacono del risultato. I cittadini di meno e si stanno chiedendo:” ora che esiste una garanzia per la legalità e la trasparenza per noi burattini nelle loro abili mani da giocolieri , date e viste le diverse forme che i trasfughi usano…chi garantisce Noi dagli stessi? Del Deo dal canto suo é uno specchio d’acqua. Di lui conosciamo opere-parole e omissioni ma dei trasfughi sappiamo solo che vogliono un bene enorme al Paese Forio. E Noi siamo come le pedine per un loro scacco matto finale. Siamo confusi.Ora dalla torre del Torrione non sappiamo proprio chi buttare. Sicuramente Saulo l’avvocato dai riccioli d’oro il Deus macchiana che faceva parte della maggioranza -ora minoranza Del Deo illuminerà noi foriani con la Sua eloguenza. E ci salverà come ha salvato il comune dal prefettizio controllo assentandosi dal golp e sottraendo un uno al nove come in un gol della sua squadra preferita. E sempre sulla via di Damasco l’avvocato cherubino folgorato da Cristo corre da Del Deo redetto e ancora una volta salva Forio e suoi amatissimi concittadini”. Noi amati cittadini di forio ringraziamo.Commedia foriana.Atto secondo. Continua.l.m.

Villa Spadara di Forio d’Ischia ospita il Vernisage di Ylenia Pilato

Nella architettonica Villa Spadara di fine novecento, Ylenia Pilato ha tenuto un suo Vernisage domenica 11 febbraio 218.La struttura è familiare all’artista data la costruzione da parte del nonno materno: relazione karmica. .L’arte figurativa di Ylenia è rappresentata in collage variopinti rivestiti in oro che ne arricchiscono ulteriormente il contenuto. Fantastiche storie si intravedono nei quadri: domestiche quotidianità a incantati paesaggi intervallati da fiori lussuregianti che ne potenziano la visione. E ricchezza. I lavori della Pilato partono da lontano.Selezionata dalla Ea di Palermo come rappresentante di arte contemporanea nel Mediterraneo, partecipa al grande Maeeting della Fiera nel 2017 esponendo nella sezione del museo Levi.Con “Flauto magico” é presente alla Biennale di Barcellona.Diversi e significativi premi gratificano la giovane nel suo iniziale exscursus pittorico come Iar Russian art del 2015 a Mosca come terza classificata. Artkultura Milano del 2016.E prima classificata a Mosca nella mostra.Belle Epoque, Napule e mille culure, Mater Dei. Gipsy Rose, Ninfa Flauto magico, Colazione a ischia, Metamorfosi, Venere Citarea e altri sono state le luminose tele esposte a Villa Spadara.Tele che narrano sia la terra ischitana che quella oltre oceano,raccontando miti e leggende con vibrante intervalli di suoni e colori.Eleganza e raffinatezza vengono espresse nei dipinti dell’artista e stando in sintonia con la sua pittura ha accolto nella maestosa location di villa Spadara Noi ospiti. All’aperitivo con prelibati stuzzichini ha fatto seguito una cena ricercatissima del rinomato chef Raffaele Angelino che é stato ringraziato con un caloroso abbraccio da chi ha potuto godere della serata da mille e una notte.Arte culinaria che si sposa con quella pittorica con identico stile. E classe.In stile con la sua pittura Ylenia Pilato ha indossato un abito romantico rimodellato di rose lasciando un segno tangibile del suo profondo romanticismo e sensibilità artistica.di lucia mannna

Da notare la creatività con dipinti di Ylenia che lo chef Raffaele Angiolino ha saputo catturare durante la preparazione dei dolcetti.

DEPURATORE-ISOLE ECOLOGICHE E SCUOLE ANTISISMICHE SONO NECESSITA’IMEPLLENTI PER L’ISOLA D’ISCHIA. GIOVANNI IACONO ILLUSTRA LA DELETERIA SITUAZIONE IN CUI VERSA IL PAESE TURISTICO

Forio D’Ischia .Abbiamo necessità di un depuratore, di realizzare isole ecologiche e di costruire scuole antisismiche.
1(Depuratore),Condotta sottomarina di Forio (lunghezza 1.300 metri, profondità 42 metri), asservita all’impianto fognario denominato “Cristoforo Colombo”. I reflui provenienti dal centro storico di Forio, dall’alveo Cava delle Pezze, da San Francesco di Paola, da via Spinavola, dalla Chiaia e traverse, confluiscono nella vasca esistente sotto il piazzale denominato “Cristoforo Colombo” – dimensioni impianto mt. (4,50 x 15 x 3,50); subiscono una sedimentazione primaria, una successiva grigliatura ed una clorazione per essere sollevati in condotta sottomarina a mezzo elettropompe sommerse.
Tutto il discorso fatto fino a qui evidenzia che la situazione complessiva del sistema fognario dell’isola d’Ischia presenta le stesse criticità di tutta la costa della Campania.
Attualmente, attorno all’isola d’Ischia ci sono sei condotte sottomarine. Quella danneggiata è in servizio dalla fine degli anni ’70. Il problema ancora irrisolto è che dagli anni ’80 Ischia è sprovvista di impianti di depurazione e smaltisce i liquami fognari direttamente in mare proprio attraverso le condotte, che giungono ad una profondità di 100 metri e portano queste sostanze a poco più di un chilometro dalla costa.
La situazione della mancanza di depuratori a Ischia è ormai insostenibile ,piu’ volte la mancanza di energia elettrica ha causato il blocco dell’impianto di sollevamento dei reflui in condotta sottomarina, provocando disaggi ,con danni d’immagine e ambientali ,
circostanza che ha provocato l’attivazione dello scaricatore di emergenza.
Il nuovo sito ,I tecnici che dovranno provvedere alla perimetrazione dei cantiere ed ai carotaggi nelle aree interessate dalle progettazioni degli impianti. Si tratta del piazzale dei Marinai d’Italia al porto di Forio per il depuratore che andrà a servire anche le utenze di Serrara Fontana e Sant’Angelo,E’ inaccettabile che i sei Comuni dell’isola di Ischia non hanno ancora i tre impianti funzionanti di depurazione delle acque con la conseguenza che le condotte fognarie isolanesaiello continuano a scaricare i liquami direttamente a mare”E’ una situazione preoccupante soprattutto per un’area come l’isola di Ischia ,a forte vocazione turistico balneare che, nel periodo estivo, giunge a quadruplicare la propria popolazione”. che il mancato trattamento delle acque reflue «pone rischi significativi per la salute umana, le acque interne e l’ambiente marino». L’Italia è finita nella tagliola della Commissione europea – come riporta il quotidiano Metropolis – per non essersi ancora completamente adeguata al sistema di depurazione e fognatura come chiede da quattro anni la Corte di giustizia europea.Bruxelles ha portato nuovamente l’Italia sul banco degli imputati alla Corte Ue chiedendo ai giudici europei di applicare a Roma una sanzione forfettaria di 62,69 milioni di euro, con «l’aggiunta di una multa di circa 347 mila euro per ogni giorno» di ritardo che l’Italia potrebbe accumulare a partire dal nuovo pronunciamento della Corte. Di fatto Roma ha circa 12 mesi di tempo per mettersi in conformità con il numero maggiore delle aree sotto accusa, in modo da limitare la sanzione che é proporzionale ai risultati che sono stati realizzati. Eppure in Italia – spiegano fonti Ue – sono stati stanziati oltre 2,5 miliardi di euro per mettere in regola tutte i siti fuori norma. Bruxelles giustifica la sua decisione con l’obiettivo di evitare gravi rischi per l’ambiente ma soprattutto per gli oltre sei milioni di cittadini che abitano in quelle aree. Si tratta di agglomerati con un numero equivalente o superiore a 15mila abitanti. Infatti, le fognature “fuori legge” o inadeguate sono fonti di contaminazione da parte di batteri e virus nocivi, senza contare che l’azoto e il fosforo che contengono possono danneggiare le acque dolci e, se riversate in mare, favorire la crescita eccessiva di alghe che soffocano le altre forme di vita. stabilite le location dove nasceranno (cosa non scontata se pensate che Forio ne ha cambiate 4! dagli anni 80 ,senza mai riuscire a realizarne uno .
2( ARE ECOLOGICHE )
la realizzazione o l’adeguamento alla vigente normativa dei Centri di Raccolta dei rifiuti urbani raccolti in maniera differenziata, in seguito definiti “Centri di Raccolta”, al fine di garantire su tutto il territorio uguali standard di servizio, nonché progettuali.
I Centri di Raccolta hanno la funzione primaria di assicurare il conferimento dei flussi delle varie frazioni di rifiuti urbani che per la loro natura, pericolosità o dimensioni, ovvero per motivazioni economiche o di strutturazione del servizio, non sono compatibili con le raccolte domiciliari, le raccolte con contenitore stradale o su chiamata.
La gestione dei rifiuti deve essere svolta nel rispetto dei seguenti criteri generali:
– deve essere garantito il rispetto di tutte le norme vigenti in materia di tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente, nonché di sicurezza sul lavoro;
– le operazioni da effettuarsi non devono creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la fauna e la flora, o inconvenienti da rumori e odori né danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse;
– lo stoccaggio dei rifiuti deve essere realizzato in modo da non modificare le caratteristiche del rifiuto compromettendone il successivo recupero;
– deve essere rispettato il decoro urbano.
3(Sicurezza Scquole)
Solamente una scuola italiana su due è in regola con i criteri stabiliti dalla normativa antisismica. Lo ha stabilito il XVII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente presentato a Roma nell’ambito del primo Forum dell’edilizia scolastica.
I dati rilevati da Legambiente sono molto preoccupanti, perché testimoniano che la maggior parte delle scuole italiane non sono sicure. E in un periodo dove il nostro Paese è sconvolto dallo sciame sismico, questo dato è ancora più preoccupante in quanto dimostra che, nonostante i fondi stanziati dal Governo per la messa in sicurezza delle scuole, le qualità dell’edilizia scolastica è ancora deludente.
Quattro scuole su dieci senza manutenzione, 1 su 5 presenta lesioni strutturali,per non parlare di quelle (più della metà’!) che si trovano in zone a rischio sismico
Giovanni Iacono

Anna Lucia Miragliuolo ex dipendente medico c/ o Rizzoli scrive a Vincenzo de Luca e ai sindaci ischitani. la dott.ssa chiede di dichiarare Ischia come zona disagiata

Annalucia Miragliuolo, assessore del Comune di Casamicciola Terme, ha indirizzato una nota al presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, e per conoscenza ai sei sindaci dell’isola verde. L’oggetto:” dichiarare Ischia zona disagiata. Nel testo si legge: “la sottoscritta dottoressa Annalucia Miragliuolo nella funzione di assessore presso il Comune di Casamicciola Terme, ricorda di essere stata dipendente presso la struttura ospedaliera Anna Rizzoli di Lacco Ameno ed attualmente affetta da Sla. Per questo motivo posso esprimere i molti disagi che il ramo assistenziale subisce sia da atavica riduzione di personale sia da ritardi di rientro in servizio di dipendenti legato alle avverse condizioni meteo”.
L’esponente della giunta municipale guidata dal sindaco Giovan Battista Castagna prosegue e conclude chiedendo che “in base al principio di democrazia che nell’ambito nazionale aree con problemi simili vengono risolti in modo differente (vedi Regione Toscana con l’Isola d’Elba), mi affido al grande senso di responsabilità e lungimiranza del presidente della Regione Campania e all’unione di tutti i sindaci isolani che possano operare di concerto per fare in modo che si arrivi a dichiarare Ischia zona disagiata”.
Comunicato stampa