Incendi dolosi:La legge 353 prevede la caccia vietata per 10 anni nelle zone boscate sopraffatte dagli incendi

Forse non sanno che:
INCENDI DOLOSI
la legge 353 del 2000 OBBLIGA I COMUNI a inserire nel CATASTO INCENDI le Aree percorse dal fuoco. Il provvedimento va notificato ai proprietari dei terreni
L inserimento nel Catasto incendi fa scattare alcune norme
1) Non è possibile edificare nulla sull area x 10 anni (e questo da noi è già vietato)
2)È VIETATO il cambio di destinazione d’uso x 15 anni
NESSUNA LOTTIZAZIONE È POSSIBILE
3)È vietato il rimboschimento, quindi niente assunzioni x i forestali
3)È VIETATO IL PASCOLO, quanti terreni vengono incendiati x avere erba fresca
4)È VIETATA LA CACCIA PER 10 ANNI
Se i comuni e le prefetture applicano la legge forse diminuiranno gli incendi dolosi
——-Chiunque cagioni un incendio su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Se l’incendio di cui al primo comma è cagionato per colpa, la pena è della reclusione da uno a cinque anni.augusto coppola
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "353 prevede che la caccia sia vietata per dieci anni nelle zone boscate i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco, senza porre condizioni connesse alla dimensione della superficie bruciata o al fatto che il bosco sia o meno tabellato. 13 giu 2022"
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Percorsi napoletani.Presentazione del M.Raffaele De Maio .Promosso dall’ass.Radici

“Percorsi napoletani”

Nel contesto di “Settembre sul sagrato” presso la Congrega di Santa Maria di Visitapoveri una visita della città di Napoli narrata dal M° Raffaele De Maio.


Come di consueto ripartono gli appuntamenti settembrini dell’antica Arciconfraternita di Santa Maria di Visitapoveri organizzati dal Priore Avvocato Maria Anna Verde e le prime due serate vedranno protagonista il M° Raffaele De Maio che ci guiderà in una passeggiata attraverso i luoghi più significativi nella storia di Napoli, introdotti sotto il profilo storico culturale.

L’evento promosso dall’Associazione Radici e in particolare curato dalla Dottoressa Maria Rita Ascanio e dalla Dottoressa Carla De Maio, si articola in due serate: domenica 3 Settembre ore 21.00 e martedì 5 Settembre 2023 sempre alle 21.00

L’itinerario storico culturale si snoda attraverso le strade di Napoli e sarà illustrato con dovizia di particolari storico culturali e piacevoli aneddoti. Domenica si parte da Piazza Plebiscito fino alla Villa Comunale, mentre martedì si riprende il percorso dalla Villa Comunale ai Decumani con ritorno a Piazza Plebiscito.

Le manifestazioni sul sagrato continueranno poi con la presentazione del libro di Don Cristian Solmonese “ ….e il discepolo si fece carne” il 6 Settembre 2023 ore 20.30: la fatica di dare concretezza al proprio discepolato. Converseranno con l’autore Maria Anna Verde. Lucia Penza.

8 Settembre 2023 ore 20.30 Voce ‘e figlio. Canti, devozioni, racconti popolari ispirati al culto delle Sette Sorelle Madonne. Con Enzo Tammurriéllo e Arianna Pecoraro.

15 Settembre 2023 ore 20.30 Presentazione del libro della Prof. Carmela Politi Cenere “La soglia del sublime. Amori Napoletani” Graus Editore. Converseranno con l’autrice Maria Anna Verde e Lucia Penza.

L’associazione Radici, grata al Priore e all’Arciconfraternita per l’ospitalità, invita tutti a partecipare alle serate.

Altre notizie alla pagina https://www.iltorrioneforio.it/it/eventi/percorsi-napoletani

A cura dell’Associazione Culturale Radici luigi castaldi

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Un territorio devastato dall’incuria, dall’abbandono, dal degrado, dall’inefficienza amministrativa e di una politica che non è in grado di avere una visione strategica che parta dalla salvaguardia, dalla valorizzazione della nostra terra e del nostro mare.
E così che l’area pedemontana brucia, per mano dell’uomo, o crolla per l’incuria dell’uomo.
Non è difficile ripartire pensando di doversi prendere cura della propria terra e per essa della propria gente.
Ma è fondamentale dare concretezza ai buoni propositi, che nello specifico neanche ci sono. Non ho letto o sentito nessun grido di dolore da parte di qualche politico impegnato, nessuno che abbia detto basta, che è necessario ripartire dalle cose serie a cominciare dalla messa in sicurezza dell’intera Isola, dalla definizione di un piano di forestazione serio, dalla creazione di infrastrutture tese a limitare crolli ed incendi, oltre le chiacchiere dello stesso commissariato.
Sono passati 9 mesi dall’ultimo evento catastrofico e tra poco comincerà un’altra stagione critica per i fenomeni meteorologici e l’Isola è tutt’altro che al sicuro ed il territorio tutt’altro che monitorato. L’incendio ne è una viva testimonianza.
Il resto è solo inutile propaganda e vergognosa pubblicità, compresa la storia del drone. Quell’incendio andava prevenuto, non domato!
Non è più rinviabile la costituzione di un tavolo permanente tra le istituzioni, scuola compresa, il mondo dell’associazionismo, per la costituzione del parco dell’isola d’Ischia, ma ancora di più per la implementazione di un sistema, di una rete, che provveda a rendere efficiente un serio piano di protezione civile per l’intera Isola, ed alla gestione del rischio anche con una campagna a sostegno del recupero delle aree pedemontane da mettere a regime con innovative tecniche di conduzione ed anche di vegetazione.
Dobbiamo fare tutto, tranne che stare zitti o voltarci dall’altra parte! vito iacono
Potrebbe essere un'immagine raffigurante incendio

Forio d’Ischia e la sua viabilità vista da Vito Iacono nell’anno del signore 2023

FORIO … IL PAESE DOVE NON E’ POSSIBILE PENSARLA DIVERSAMENTE!
Non è onesto mistificare una misura minima di viabilità come segno tangibile e credibile di valorizzazione di un centro storico;
non è onesto limitarsi al nulla, per agevolare pochi amici e non inserire la stessa in un complesso di misure tese a delocalizzare attività commerciali incompatibili con la definizione stessa di centro storico;
non è onesto dire bugie o puntare l’indice su chi chiede misure di buon senso per raggiungere l’unica farmacia del centro che CHIUDE ALLE 13.30, esattamente per favorire il raggiungimento della sede in quella mezz’ora di apertura, senza avere il coraggio di vietare il passaggio di mezzi pesanti, che violano e contaminano, e deturpano, e distruggono un centro storico, la pavimentazione del corso a prescindere dalle ore in cui lo attraversano, imponendo lo scarico delle merci con mezzi elettrici;
non è onesto e giusto chiuedere un tratto di strada per il deflusso delle auto ai margini della ZTL, almeno nelle ore di apertura della stessa, per favorire un’attività commerciale;
non è onesto e giusto contaminare un piazzale nel pieno centro storico con una spesa di milioni di euro per ridurlo ad un parcheggio di taxi;
non è onesto esibire politiche di valorizzazione dei centri storici, che, se ne facciano una ragione, sono anche abitati, allontanando le fermate dei servizi pubblici dagli stessi;
non è onesto praticare politiche di valorizzazione dei centri storici a piazze alterne, mi chiedo perché a Panza non si chiude il centro storico, almeno per alcuni giorni e nelle ore serali cosentendo agli esercizi commerciali di utilizzare spazi più ampi per animare la piazza ed offrire maggiori servizi ai turisti. Spero non sia per lo stesso motivo di Forio che però, produce effetti contrari. A Panza non è centro storico!;
non è onesto parlare di politiche di valorizzazione delle attività commerciali e non avere il coraggio di prevedere il blocco delle auto almeno per il tratto di strada interessato dalle iniziative e dalle 23 alle 2 del, non condiviso, modello del giovedì foriano, fatta eccezione per i residenti in quell’area mettendo a rischio la sicurezza degli astanti o chiedere agli stessi di chiduersi i rifiuti in “casa”;
non è onesto procedere a misure ad hoc per pagare cambiali elettorali o farla pagare a chi non li ha votati;
non è onesto deviare l’attenzione sullo scarico delle merci quando la mia sollecitazione si riferiva ESCLUSIVAMENTE per il ritiro dei farmaci e/o il ritiro o il deposito della spesa;
non è onesto riferirsi ad altre ZTL del mondo dove i residenti godono, comunque, di badge e permessi per attraversarli e dove comunque insistono infrastrutture e servizi che rendono possibili determinate, condivisibili, chiusure;
non è onesto esibire una sensibilità verso i centri storici, dopo anni di silenzi complici e conniventi, di vicoli sporchi e bui, di affari e malaffare, che hanno di fatto contaminato, inquinato irreversibilmente il centro storico, e non solo, di Forio riducendolo ad una discoteca a cielo aperto, dove si faceva musica anche quando proprio non era il caso con spettacoli indegni di un paese civile.
Ma non c’era da aspettarsi cose diverse da una minoranza rumorosa, il risultato elettorale non supera il 42% degli aventi diritto al voto che, vincendo le elezioni, ha pensato con violenza, arroganza, superbia di occupare il potere ed il paese, avendo la presunzione di non lasciare spazio al dissenso, ad un confronto democratico schietto e diretto, senza trascendere nell’insulto e nell’offesa.
Non c’era da aspettarsi cose diverse da chi ha usato ed abusato, ed abusa ancora del centro storico e della sua vocazione storica e naturale.
Non c’era da apettarsi cose diverse da chi ha pensato di segnare il territorio ed il centro storico con fumogeni e tifo da stadio per la vittoria di una competizione elettorale, non di una competizione sportiva.
Non c’era da aspettarsi cose diverse da chi ha fatto orecchi da mercante quando i cittadini residenti lamentavano e lamentano gli eccessi, anche notturni, nel centro storico.
Non c’era da aspettarsi cose diverse da chi alle sollecitazioni a mezzo mail con proposte dettagliate e specifiche, anche su viabilità e traffico, risponde buttandola nella caciara dei social senza l’educazione ed il garbo istituzionale di un men che minimo riscontro.
Che dire, ancora una volta questione di stile che, come il coraggio di Don Abbondio, se non lo si ha, non lo si può dare, con buona pace dei suoi tifosi.
Spero che la maggioranza silenziosa si risvegli dal torpore, che le buone coscienze e le belle intelligenze comincino a testimoniare verità ed indignazione.
E che le feste, e le luci e le sagre e gli spettacoli indegni della nostra tradizione, della nostra storia, dell’architettura dei nostri centri storici, lascino spazio alla CIVILTA’ di un patrimonio culturale di nuovo fruibile e nella disponibilità dei cittadini residenti e dei turisti e che i nostri Artisti non siano più costretti ad emigrare per esporre la propria arte!!! vito iacono

iornata mondiale dell’ambiente: la Soka Gakkai italiana impegna un milione di euro per progetti a protezione dell’ambiente

Pubblichiamo il comunicato stampa diffuso oggi dall’IBISG in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente

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L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai impegna un milione di euro per progetti a protezione dell’ambiente.
Oltre un milione già erogato nel 2021, 2022. Lanciata la campagna “Cambio io cambia il mondo”.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, per ribadire il suo impegno a favore dell’ambiente, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai per il 2023 ha deciso di annunciare che destinerà un milione di euro, nell’ambito della programmazione dei fondi dell’8×1000, a iniziative legate all’area ambiente. Cifra che si aggiunge agli 1.7 milioni di euro (sempre dei fondi 8×1000), erogati nelle campagne 2021 e 2022 per progetti sull’ambiente.

In occasione di questa giornata mondiale, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai rilancia il suo impegno a promuovere in ogni persona la consapevolezza di essere agenti di cambiamento nell’affrontare sfide come i mutamenti climatici e la protezione dell’ambiente.
Tutto questo nella profonda consapevolezza che il futuro che desideriamo può essere realizzato solo quando c’è una comprensione personale profonda del fatto che siamo noi stessi a dover tradurre in azioni concrete i valori di sostenibilità e preservazione del nostro pianeta.

Sostenendo il valore dell’umanesimo buddista come principio ispiratore, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha destinato i fondi dell’8×1000 a sostenere attività sociali e umanitarie nelle principali aree di intervento: i diritti umani, l’educazione, l’ambiente, la cultura e la ricerca. Queste aree, strettamente interconnesse, riflettono l’impegno dell’associazione nel rispetto per la dignità della vita in ogni sua forma.

Come ribadito dal maestro Daisaku Ikeda, presidente della Soka Gakkai Internazionale, é importante che ogni individuo sia incoraggiato a nutrire un senso di leadership capace di generare onde di cambiamento in seno alle nostre comunità e società. Solo allora potremo realizzare l’obiettivo di una società globale sostenibile in cui sia riconosciuta suprema importanza alla dignità innata della vita.

I progetti sull’ambiente promossi dall’associazione sono diversificati e mirano a raggiungere obiettivi significativi. Il progetto “Climate Change? Claim the Change!” promosso dalla Fondazione ACRA si propone di promuovere una scuola più inclusiva e consapevole delle dinamiche globali, ripensandola nel contesto post emergenza Covid-19. E con “Agiamo per cambiare!” sempre in collaborazione con la Fondazione ACRA, si mira a rafforzare la coscienza ambientale delle giovani generazioni. “Il verde in città” si propone di rigenerare aree verdi in disuso per trasformarle in spazi pubblici a beneficio dei cittadini di Bologna. “ALL – Agro Living Lab Ponticelli” punta a creare nuovi spazi verdi di inclusione, condivisione e cittadinanza attiva in Campania.

Un altro progetto, “AGES – Agroforesta Ecologica Sociale”, si concentra sull’implementazione di un sistema agroforestale su terreni confiscati alla criminalità organizzata. “Giovani NEET per la sostenibilità” in collaborazione con l’Associazione Salam, promuove la partecipazione dei giovani in ambiti sociali e lavorativi legati alla sostenibilità.

L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai si impegna anche in progetti internazionali, come “Fotovoltaico sostenibile in Burundi” per garantire alle comunità locali l’accesso all’energia e all’acqua potabile e Energia solare in Mozambico” per favorire lo sviluppo economico delle popolazioni rurali in Africa attraverso l’accesso all’energia rinnovabile.

Inoltre, il progetto “Ancora natura per il Col di Lana” si propone di ricostruire la foresta distrutta dalla tempesta Vaia, un simbolo dei danni causati dal riscaldamento globale in Italia.

Altri progetti comprendono “Da discarica a bosco urbano” per bonificare e restituire ai cittadini il parco regionale di Aguzzano, “Habitat”, nel salernitano, per costruire un luogo innovativo ed inclusivo attraverso il recupero di terreni abbandonati.

Infine, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha realizzato la campagna “Cambio io, cambia il mondo: pensare globalmente, cambiare interiormente, agire localmente” che ha come obiettivo la trasformazione individuale per realizzare azioni nella propria comunità che portino a un impegno in prima persona sulle grandi sfide del nostro tempo come, appunto, la crisi climatica, in linea con gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’agenda ONU 2030.

Contatti per i media:
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COMUNICATO CUDAS SUI SERVIZI A RISCHIO DEL RIZZOLI

COMUNICATO CUDAS SUI SERVIZI A RISCHIO DEL RIZZOLI
Già da qualche giorno ci erano arrivate voci circa una iniziativa dell’attuale direttore sanitario dell’ospedale “Rizzoli” che, se diventasse operativa a partire dal 1° maggio prossimo, rappresenterebbe un regresso gravissimo e intollerabile nell’erogazione dei servizi sanitari fondamentali sulla nostra isola. Rispetto ad una seria carenza di personale infermieristico, infatti, il dirigente ha comunicato alla triade dirigenziale dell’Asl Na2 Nord, a cominciare dal manager Iervolino, che con l’inizio ormai imminente del mese di maggio avrebbe proceduto alla chiusura del Punto prelievi interno al “Rizzoli” e spostato ben quattro infermieri dal reparto di Ostetricia-Ginecologia, per rafforzare i reparti di Medicina e Chirurgia in carenza. Un provvedimento assolutamente inaccettabile, della cui esistenza avevamo voluto accertarci e i cui contenuti e motivazioni avevamo voluto approfondire, com’è nostra abitudine, prima di prendere pubblicamente posizione e decidere quali iniziative, a nostra volta, eventualmente adottare. Peraltro, sembrerebbe che la questione sia ancora oggetto di una trattativa, tra i vari livelli aziendali e le rappresentanze sindacali.
Visto che la lettera del direttore del “Rizzoli” oggi è divenuta pubblica, anticipiamo che il CUDAS è assolutamente CONTRARIO a qualunque ipotesi di ridimensionamento ulteriore dei servizi ospedalieri e territoriali, che già sono stati notevolmente sacrificati negli ultimi anni con la scusa del Covid. Ischia non può permettersi per nessun motivo la chiusura del Punto Prelievi ospedaliero che, per come funziona ormai al lumicino la convenzione con i laboratori d’analisi privati, resta per gran parte del mese l’unico riferimento sul territorio per chi non abbia la possibilità di pagarsi profumatamente le analisi, con il rischio che tanti cittadini debbano rinunciare a indagini diagnostiche necessarie e improcrastinabili.
Come Cudas abbiamo fatto una battaglia per salvaguardare l’operatività del Punto Nascite del Rizzoli, l’unico sulla nostra isola, e per un rilancio del reparto di Ostetricia e Ginecologia e non accetteremo passi indietro né tanto meno lo smantellamento del reparto. Le carenze di personale vanno sanate coprendo i buchi di organico, non mettendo pezze a colore che sguarniscono altri servizi. Dunque, rispetto ai provvedimenti ventilati, siamo impegnati a scongiurare che divengano operativi dal 1° maggio prossimo e anche in seguito. Esperiremo tutti i tentativi necessari, anche pronti a iniziative di mobilitazione della cittadinanza, per evitare altri colpi mortali al nostro ospedale e al nostro diritto alla salute garantito dalla Costituzione della Repubblica Italiana.Monica Avitabile

RIZZOLI : SANITA’ A RISCHIO s.o.s DEL CANDIDATO A SINDACO DI FORIO D’ISCHIA SINDACO DI FORIO VITO IACONO

La situazione della sanità sulla nostra Isola è vergognosamente insostenibile. Con buona pace di chi rivendica chissà quali meriti o di chi si gira dall’altra parte.
Gli operatori sono costretti a turnazioni assurde ed assistiamo ad un progressivo impoverimento del sistema con la chiusura di ambulatori e la impossibilità di erogare servizi minimi di assistenza.
Adesso basta!
C’è bisogno di interventi urgenti e straordinari, come chiedo da anni, a maggior ragione con gli ultimi accadimenti che rendono la nostra Isola più fragile ed insicura.
Di seguito una nota inviata a mezzo pec ai Presidenti De Luca e Meloni ed al Ministro Schillaci:
Da: VITO IACONO [mailto:vito.iacono@pec.it]
Inviato: martedì 25 aprile 2023 22.56
A: ‘seg.presidente@regione.campania.it’ <seg.presidente@regione.campania.it>
Cc: ‘spm@postacert.sanita.it’ <spm@postacert.sanita.it>; ‘presidente@pec.governo.it’ <presidente@pec.governo.it>
Oggetto: SERVIZI SANITARI ISOLA D’ISCHIA – RICHIESTA INTERVENTI URGENTI
Priorità: Alta
Ecc.mi Onorevoli,
la presente per segnalare la insostenibile situazione della sanità sull’isola d’Ischia. Nonostante i recenti disastri che hanno colpito la nostra Comunità e che hanno messo a dura prova la nostra gente, la situazione dell’Ospedale “Angelo Rizzoli” è assurda. La insopportabile carenza di personale rende impossibile il regolare funzionamento della struttura e dei singoli reparti costringendo il poco personale disponibile a turnazioni disumane. Per non parlare della progressiva chiusura di ambulatori e servizi, con liste di attesa insopportabili che mettono costantemente a rischio la sopravvivenza di pazienti e ledono in maniera evidente il diritto alla salute ed alla vita dei nostri concittadini.
E questo vale per tutte le aree comprese quelle che si svolgono all’esterno del nosocomio, a cominciare dalla oncologia passando per l’assistenza ai nostri giovani disabili ed anziani ai quali troppo spesso viene negata la possibilità di accedere in tempi celeri alle attività riabilitative prevaricandone anche la possibilità di limitare gli esiti delle stesse patologie.
È necessario un intervento urgentissimo, anche normativo, che nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria, anche in deroga ai tetti di spesa, favorisca la possibilità di una copernicana riorganizzazione della sanità sulla nostra Isola ed il riconoscimento di ruoli ed incentivi per gli operatori sanitari, e le necessarie garanzie di adeguata assistenza ai nostri cittadini.
Confidando in un pronto, urgente e positivo riscontro, auspico altresì che le SS.LL. quanto prima prendano coscienza e conoscenza diretta di quanto esposto.
Distinti saluti vito iacono
Vito Iacono – 3485805685
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 

Evento del Torrione :modelli navali in mostra sabato 1 aprile ore 19.La mostra si protrae fino a domenica 16

Luigi Castaldi

Una mostra in sinergia con il Museo del Mare di Ischia. Fin dalle origini della presenza umana sul nostro pianeta la nave è stato un mezzo di locomozione versatile e adatto a solcare le vie del mare. Si stima, infatti, che il suo utilizzo sia iniziato circa seimila anni fa. La tecnica della costruzione navale si sviluppò già agli albori della civiltà e i primi rudimentali scafi furono il tronco, la zattera, fino ai primi esempi di quelle che poi sarebbero diventate navi adatte per affrontare i marosi più insidiosi.

Già nell’antico Egitto i trasporti sul Nilo, agevole via di comunicazione, erano frequenti e si adoperavano navi inizialmente mosse da remi e poi a vela. Le prime imbarcazioni destinate alla navigazione fluviale erano ricavate da piante di papiro. Successivamente gli stessi egizi e poi fenici, greci, romani e cartaginesi, cominciarono a utilizzare il legno, più solido e resistente.

Man mano le comunicazioni sono diventate più frequenti e l’utilizzo di tecniche sempre più raffinate e congeniali ai tempi per rendere più ergonomici i vari tipi d’imbarcazioni, hanno reso i trasporti sempre più semplici ed efficienti. Alla base di ogni costruzione navale c’è sempre un progetto che utilizza molto spesso un modello da replicare in scala o almeno un grafico con le dimensioni da rispettare poi nella realizzazione dello scafo navigante.

A testimoniare l’operosità umana riguardo la conservazione di questi archetipi di vario genere esistono in Europa ben 166 Musei Navali. L’Italia, pur essendo quarta in questa speciale classifica, ne annovera ben 15, compreso il glorioso Museo del Mare di Ischia Ponte. Proprio con l’Ente custode tra l’altro dalla Polena, simbolica scultura realizzata dall’artista Raffaele Di Meglio, (Monnalisa), l’associazione culturale Radici, affidataria del Museo Civico “Giovanni Maltese” presso il Torrione di Forio, ha instaurato una collaborazione espositiva e divulgativa per mostrare al vasto pubblico di ospiti e isolani, molti modelli navali realizzati artigianalmente da tanti artisti e appassionati locali.

Il progetto sinergico tra le due associazioni prevede una nutrita partecipazione di artisti provenienti da Ischia Ponte all’evento del Torrione “Modellismo che passione!”, e sarà consolidato, durante i prossimi mesi, da vari eventi programmati al Museo del Mare. Il menù delle attività stilato dall’associazione Radici, oltre la mostra di modellismo che verrà inaugurata sabato primo aprile 2023 alle ore 19.00 e resterà aperta fino domenica 16 aprile dalle 17.30 alle 20.30, comprende un vasto programma di eventi che sarà illustrato in prossimità delle date prefisse.

La cerimonia d’inaugurazione sarà arricchita dagli interventi d’illustri personaggi isolani tra i quali il Mº Raffaele De Maio, l’Ingegnere navale Admeto Verde, e l’artigiano del mare Luciano Di Meglio, che illustreranno la storia del modellismo, la funzione sociale e di memoria storica, di guida e sprone per le giovani leve e le differenze tra i lavori eseguiti artigianalmente e quelli derivanti da assemblaggi preconfezionati. Con gli auguri più fervidi a tutta la popolazione isolana e ai moltissimi ospiti che ci onoreranno della gradita presenza affinché la Santa Pasqua, che ricade proprio nel periodo espositivo, sia foriera di pace e serenità di animo, l’associazione culturale Radici, continuando il cammino iniziato nel 2014 grazie alle grandi doti del Capitano Giuseppe Magaldi, invita tutti a visitare l’esposizione dei modelli e condividerne l’esperienza. Altre notizie alla pagina: https://www.iltorrioneforio.it/it/eventi/modellismo-che-passione

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Lettera aperta dell’Ambasciata della Federazione Russa al direttore del CORRIEREdellaSERA

Signor direttore,
abbiamo letto con stupore e un po’ di disgusto l’articolo “Così Putin minaccia tutti noi” di Danilo Taino sul Suo giornale del 25 marzo 2023. Dal momento che ha ritenuto ammissibile concedere spazio sulle pagine del Suo quotidiano a questa pasquinata diffamatoria e oltretutto richiamarne il titolo in prima pagina, stimiamo che la posizione dell’autore sia condivisa dal comitato di redazione di uno dei giornali più influenti d’Italia.
Riteniamo che non sia per noi dignitoso discutere con l’autore di questa “opera”, intrisa di un odio non celato per la Russia contemporanea e il suo popolo.
Vorremmo richiamare l’attenzione della redazione del Suo giornale su quanto segue. Voi, forse, avete il dubbio primato tra gli altri media italiani nel sostenere la tesi blasfema del popolo della Russia contemporanea come “nazione fascista” governata da un “regime fascista”. Se questa è una provocazione deliberata volta a suscitare l’indignazione dei cittadini russi, e dei milioni di altre persone che hanno studiato la storia moderna a scuola, allora ha certamente raggiunto il suo obiettivo. Per coloro che non hanno studiato o che hanno dimenticato le lezioni di storia, ricordiamo che il popolo sovietico, nella lotta contro il fascismo per la libertà del proprio Paese, per la libertà dell’Europa e del mondo, ha sacrificato 27 milioni di suoi cittadini e ha subito disastri e sofferenze incalcolabili. L’odiosissima parola “fascismo” che, com’è noto, ha origine italiana, è saldamente radicata nella nostra coscienza pubblica come sinonimo di ideologia antiumana e razzista che, non solo non ha nulla in comune con la politica della Russia moderna, ma è inoltre oggetto della nostra lotta coerente e intransigente, anche contro le sue manifestazioni nelle politiche di altri Paesi. Siamo inoltre costretti a ricordare che la politica del fascismo italiano, oltre a tanti lutti e devastazioni sul territorio dell’Unione Sovietica, ha cagionato molte sofferenze allo stesso popolo italiano. Durante la Seconda guerra mondiale sul solo fronte orientale sono morte decine di migliaia di italiani.
Il marchio irresponsabilmente impostoci, gli appelli a “fermare il fascismo di Putin”, che rappresenterebbe “una minaccia mortale per l’Europa e per le società europee”, a nostro avviso, sono soprattutto ad uso e consumo interno, per fomentare il sentimento russofobico nella società italiana. Contiamo sul buon senso degli italiani comuni che non sono inclini a vedere dei “fascisti” nei russi che hanno sempre avuto un’indubbia simpatia per il vostro Paese e che in molte occasioni hanno fornito un aiuto disinteressato al suo popolo.
Chiediamo, signor direttore, di considerare il nostro punto di vista che riflette quello della stragrande maggioranza dei cittadini della Russia contemporanea.
Signor direttore,
abbiamo letto con stupore e un po’ di disgusto l’articolo “Così Putin minaccia tutti noi” di Danilo Taino sul Suo giornale del 25 marzo 2023. Dal momento che ha ritenuto ammissibile concedere spazio sulle pagine del Suo quotidiano a questa pasquinata diffamatoria e oltretutto richiamarne il titolo in prima pagina, stimiamo che la posizione dell’autore sia condivisa dal comitato di redazione di uno dei giornali più influenti d’Italia.
Riteniamo che non sia per noi dignitoso discutere con l’autore di questa “opera”, intrisa di un odio non celato per la Russia contemporanea e il suo popolo.
Vorremmo richiamare l’attenzione della redazione del Suo giornale su quanto segue. Voi, forse, avete il dubbio primato tra gli altri media italiani nel sostenere la tesi blasfema del popolo della Russia contemporanea come “nazione fascista” governata da un “regime fascista”. Se questa è una provocazione deliberata volta a suscitare l’indignazione dei cittadini russi, e dei milioni di altre persone che hanno studiato la storia moderna a scuola, allora ha certamente raggiunto il suo obiettivo. Per coloro che non hanno studiato o che hanno dimenticato le lezioni di storia, ricordiamo che il popolo sovietico, nella lotta contro il fascismo per la libertà del proprio Paese, per la libertà dell’Europa e del mondo, ha sacrificato 27 milioni di suoi cittadini e ha subito disastri e sofferenze incalcolabili. L’odiosissima parola “fascismo” che, com’è noto, ha origine italiana, è saldamente radicata nella nostra coscienza pubblica come sinonimo di ideologia antiumana e razzista che, non solo non ha nulla in comune con la politica della Russia moderna, ma è inoltre oggetto della nostra lotta coerente e intransigente, anche contro le sue manifestazioni nelle politiche di altri Paesi. Siamo inoltre costretti a ricordare che la politica del fascismo italiano, oltre a tanti lutti e devastazioni sul territorio dell’Unione Sovietica, ha cagionato molte sofferenze allo stesso popolo italiano. Durante la Seconda guerra mondiale sul solo fronte orientale sono morte decine di migliaia di italiani.
Il marchio irresponsabilmente impostoci, gli appelli a “fermare il fascismo di Putin”, che rappresenterebbe “una minaccia mortale per l’Europa e per le società europee”, a nostro avviso, sono soprattutto ad uso e consumo interno, per fomentare il sentimento russofobico nella società italiana. Contiamo sul buon senso degli italiani comuni che non sono inclini a vedere dei “fascisti” nei russi che hanno sempre avuto un’indubbia simpatia per il vostro Paese e che in molte occasioni hanno fornito un aiuto disinteressato al suo popolo.
Chiediamo, signor direttore, di considerare il nostro punto di vista che riflette quello della stragrande maggioranza dei cittadini della Russia contemporanea.