DEPURATORE-ISOLE ECOLOGICHE E SCUOLE ANTISISMICHE SONO NECESSITA’IMEPLLENTI PER L’ISOLA D’ISCHIA. GIOVANNI IACONO ILLUSTRA LA DELETERIA SITUAZIONE IN CUI VERSA IL PAESE TURISTICO

Forio D’Ischia .Abbiamo necessità di un depuratore, di realizzare isole ecologiche e di costruire scuole antisismiche.
1(Depuratore),Condotta sottomarina di Forio (lunghezza 1.300 metri, profondità 42 metri), asservita all’impianto fognario denominato “Cristoforo Colombo”. I reflui provenienti dal centro storico di Forio, dall’alveo Cava delle Pezze, da San Francesco di Paola, da via Spinavola, dalla Chiaia e traverse, confluiscono nella vasca esistente sotto il piazzale denominato “Cristoforo Colombo” – dimensioni impianto mt. (4,50 x 15 x 3,50); subiscono una sedimentazione primaria, una successiva grigliatura ed una clorazione per essere sollevati in condotta sottomarina a mezzo elettropompe sommerse.
Tutto il discorso fatto fino a qui evidenzia che la situazione complessiva del sistema fognario dell’isola d’Ischia presenta le stesse criticità di tutta la costa della Campania.
Attualmente, attorno all’isola d’Ischia ci sono sei condotte sottomarine. Quella danneggiata è in servizio dalla fine degli anni ’70. Il problema ancora irrisolto è che dagli anni ’80 Ischia è sprovvista di impianti di depurazione e smaltisce i liquami fognari direttamente in mare proprio attraverso le condotte, che giungono ad una profondità di 100 metri e portano queste sostanze a poco più di un chilometro dalla costa.
La situazione della mancanza di depuratori a Ischia è ormai insostenibile ,piu’ volte la mancanza di energia elettrica ha causato il blocco dell’impianto di sollevamento dei reflui in condotta sottomarina, provocando disaggi ,con danni d’immagine e ambientali ,
circostanza che ha provocato l’attivazione dello scaricatore di emergenza.
Il nuovo sito ,I tecnici che dovranno provvedere alla perimetrazione dei cantiere ed ai carotaggi nelle aree interessate dalle progettazioni degli impianti. Si tratta del piazzale dei Marinai d’Italia al porto di Forio per il depuratore che andrà a servire anche le utenze di Serrara Fontana e Sant’Angelo,E’ inaccettabile che i sei Comuni dell’isola di Ischia non hanno ancora i tre impianti funzionanti di depurazione delle acque con la conseguenza che le condotte fognarie isolanesaiello continuano a scaricare i liquami direttamente a mare”E’ una situazione preoccupante soprattutto per un’area come l’isola di Ischia ,a forte vocazione turistico balneare che, nel periodo estivo, giunge a quadruplicare la propria popolazione”. che il mancato trattamento delle acque reflue «pone rischi significativi per la salute umana, le acque interne e l’ambiente marino». L’Italia è finita nella tagliola della Commissione europea – come riporta il quotidiano Metropolis – per non essersi ancora completamente adeguata al sistema di depurazione e fognatura come chiede da quattro anni la Corte di giustizia europea.Bruxelles ha portato nuovamente l’Italia sul banco degli imputati alla Corte Ue chiedendo ai giudici europei di applicare a Roma una sanzione forfettaria di 62,69 milioni di euro, con «l’aggiunta di una multa di circa 347 mila euro per ogni giorno» di ritardo che l’Italia potrebbe accumulare a partire dal nuovo pronunciamento della Corte. Di fatto Roma ha circa 12 mesi di tempo per mettersi in conformità con il numero maggiore delle aree sotto accusa, in modo da limitare la sanzione che é proporzionale ai risultati che sono stati realizzati. Eppure in Italia – spiegano fonti Ue – sono stati stanziati oltre 2,5 miliardi di euro per mettere in regola tutte i siti fuori norma. Bruxelles giustifica la sua decisione con l’obiettivo di evitare gravi rischi per l’ambiente ma soprattutto per gli oltre sei milioni di cittadini che abitano in quelle aree. Si tratta di agglomerati con un numero equivalente o superiore a 15mila abitanti. Infatti, le fognature “fuori legge” o inadeguate sono fonti di contaminazione da parte di batteri e virus nocivi, senza contare che l’azoto e il fosforo che contengono possono danneggiare le acque dolci e, se riversate in mare, favorire la crescita eccessiva di alghe che soffocano le altre forme di vita. stabilite le location dove nasceranno (cosa non scontata se pensate che Forio ne ha cambiate 4! dagli anni 80 ,senza mai riuscire a realizarne uno .
2( ARE ECOLOGICHE )
la realizzazione o l’adeguamento alla vigente normativa dei Centri di Raccolta dei rifiuti urbani raccolti in maniera differenziata, in seguito definiti “Centri di Raccolta”, al fine di garantire su tutto il territorio uguali standard di servizio, nonché progettuali.
I Centri di Raccolta hanno la funzione primaria di assicurare il conferimento dei flussi delle varie frazioni di rifiuti urbani che per la loro natura, pericolosità o dimensioni, ovvero per motivazioni economiche o di strutturazione del servizio, non sono compatibili con le raccolte domiciliari, le raccolte con contenitore stradale o su chiamata.
La gestione dei rifiuti deve essere svolta nel rispetto dei seguenti criteri generali:
– deve essere garantito il rispetto di tutte le norme vigenti in materia di tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente, nonché di sicurezza sul lavoro;
– le operazioni da effettuarsi non devono creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la fauna e la flora, o inconvenienti da rumori e odori né danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse;
– lo stoccaggio dei rifiuti deve essere realizzato in modo da non modificare le caratteristiche del rifiuto compromettendone il successivo recupero;
– deve essere rispettato il decoro urbano.
3(Sicurezza Scquole)
Solamente una scuola italiana su due è in regola con i criteri stabiliti dalla normativa antisismica. Lo ha stabilito il XVII Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente presentato a Roma nell’ambito del primo Forum dell’edilizia scolastica.
I dati rilevati da Legambiente sono molto preoccupanti, perché testimoniano che la maggior parte delle scuole italiane non sono sicure. E in un periodo dove il nostro Paese è sconvolto dallo sciame sismico, questo dato è ancora più preoccupante in quanto dimostra che, nonostante i fondi stanziati dal Governo per la messa in sicurezza delle scuole, le qualità dell’edilizia scolastica è ancora deludente.
Quattro scuole su dieci senza manutenzione, 1 su 5 presenta lesioni strutturali,per non parlare di quelle (più della metà’!) che si trovano in zone a rischio sismico
Giovanni Iacono