La storia siamo anche Noi .Riflessioni del poeta-letterato

Una Rivoluzione Pacifica passa attraverso la conoscenza. Ognuno è esposto alla “dura prova della Storia”. Se oggi la storia ci indica che l’ aggettivo “democratico” si è fatto “mostruoso” per la irresponsabilità degli attuali lestofanti della politica, si rischia la “confusione”. E nelle ore di confusione bisogna ritrovare il “fondamento”. La memoria storica è il fondamento per una “Rinascita”. “Il pensiero è il potente antidoto contro i mali del nostro tempo”, asserisce autorevolmente Masullo. E qui sarebbe doveroso aggiungere che “l’ Azione va ricomposta”. Gli artisti, i letterati, gli intellettuali tutti sono chiamati, mai come adesso, ad un autentico e genuino slancio d’ impegno civile nel rimuovere “un destino senza futuro”. Tutti dovremmo adoprarci con coraggio per un nuovo cambiamento, senza idee preconcette, guardando con la “libertà della mente” alle giuste scelte da farsi. “La storia siamo noi” asserisce qualcuno, strizzando l’ occhio a “ditte di successo”. Invece la verità è più complessa: “La storia siamo ‘ANCHE’ noi” e la nostra Italia, purtroppo, ancora domanda, con urgenza al suo Popolo, una nuova storia.
Ciro Ridolfini

Giuseppe Mazzella e la sua lunga storia sulla ricostruzione post sisma ad ischia del 2018

Ricostruzione è la parola più usata da oltre cinque mesi dal 21 agosto 2017, il giorno del tredicesimo terremoto dell’isola d’Ischia in epoca storica, il primo del XXI secolo dopo una quiete di 134 anni.
E’ stato un terremoto del IX grado della Scala Mercalli in area epicentrale – la stessa dei sei terremoti registrati nel XIX secolo di cui il più terribile, quello del 28 luglio 1883, XI grado della Scala MCS.
Ma dal VI all’ VIII grado ha toccato un’area molto vasta, almeno 15 chilometri quadrati interessando i Comuni di Casamicciola (il più colpito), Lacco Ameno e Forio.

Non c’è ancora un compiuto studio multidisciplinare sul sisma del 21 agosto ma ci sono in circolazione almeno 4 studi preliminari (la conferenza stampa del prof. Giuseppe Luongo del 26 agosto 2017, la relazione del prof. Giuseppe De Natale, la relazione del prof. Sebastiano Conte, la relazione dell’ avv. Lorenzo Bruno Molinaro) che avrebbero dovuto essere tenuti in conto dalle classi politiche (locali, regionali e nazionali) impegnate con donne ed uomini nelle rispettive Istituzioni Civili e Repubblicane per avanzare proposte istituzionali e concrete – cioè nelle forme di Legge e nei luoghi di Legge – sulla Ricostruzione ed il Rilancio Economico dell’ intera isola d’ Ischia. E’ appena il caso di ricordare che il terremoto, anche se materialmente ha colpito tre Comuni su sei direttamente con almeno 700 immobili interessati, 2600 sfollati, 30 attività economiche chiuse, ha un effetto indotto o devastante su tutto il sistema economico dell’ isola d’Ischia che è sostanzialmente una “mono-economia” tutta impostata sul turismo e quindi sulla ricettività.

Il sistema locale di sviluppo dell’isola d’Ischia è costituito da tremila imprese e da almeno 9.500 lavoratori stagionali ed è talmente maturo (aggettivo utilizzato dagli economisti per definire l’ espansione altissima dello sviluppo) che la Regione Campania nel Piano Territoriale Regionale del 2008, che individua in tutta la Campania 45 Sistemi Locali di Sviluppo su 500 Comuni, per la piccola isola d’ Ischia, di appena 46 chilometri quadrati, ne definisce uno a sé stante dei 14 individuati e definiti nella Provincia di Napoli, ora Città Metropolitana.

Al tempo della “società dell’informazione” e della velocità della notizia su internet l’ effetto terremoto non riguarda soltanto Casamicciola, ormai in ginocchio economicamente, socialmente, politicamente e moralmente, ma anche Lacco Ameno, Forio e gli altri 3 Comuni poiché sui mercati internali dei viaggi Ischia è l’ isola intera con le sue località.

Da qui le preoccupazioni fortissime degli imprenditori del turismo che, mentre si stanno mobilitando per rispondere all’ effetto terremoto, registrano un calo di prenotazioni dal 30 al 60 per cento rispetto allo scorso anno, calo che produce una disperata concorrenza tra poveri con una riduzione esasperata del prezzo del soggiorno mossa da una corsa a chi fa il prezzo più basso per catturare turisti. La situazione riguarda principalmente i grandi gruppi alberghieri che hanno necessità di tenere aperte le loro strutture per mantenere i livelli occupazionali e per far quadrare i conti, ma anche la piccola imprenditoria, alberghiera e soprattutto commerciale, che rischia di collassare.

Ricostruzione e Rilancio quindi sono due parole inseparabili e richiedono Istituzioni ed interventi inscindibilmente legati.

Ma come avviare la Ricostruzione? Come avviare il Rilancio? Sul modello di Ricostruzione non c’è in giro un “documento programmatico” di un Comune dei sei e nemmeno di un partito politico di questa seconda Repubblica, pur trovandoci in campagna elettorale per le elezioni legislative del 4 marzo prossimo.

Personalmente, avendo aderito al Movimento dei Democratici e Progressisti (MDP), ho proposto ai parlamentari fin dal 3 novembre 2017 rendere pubblica la proposta del modello istituzionale per la Ricostruzione ed il Rilancio di Casamicciola e dell’isola d’Ischia come messo in atto per la valorizzazione di Bagnoli a Napoli.
Affermando che bisogna:

1 – acquisire agli atti il volume “I sei secondi che sconvolsero Ischia” (G. Mazzella-Il Continente – ottobre 2017) ed il volume “Sisma nell’ isola d’ Ischia. Tutta la verità, la cronaca, le storie, le prospettive” ( G.Barbieri – Associazione C. Mennella 2017);
2- la relazione di base “Ricostruzione e Rinascimento, senza moderazione di G. Mazzella (Casamicciola, 28 ottobre 2017 su questo sito) di prossima stampa cartacea;
3- ulteriori istanze che saranno in questi giorni diffuse sulla stampa telematica e cartacea.

Impegnando il Gruppo Parlamentare
– ad individuare nel Ministero della Coesione Territoriale e del Mezzogiorno il soggetto “attuatore” di un Piano di Ricostruzione e Rilancio anche con lo strumento operativo della società Invitalia di proprietà del Ministero dell’Economia e Sviluppo;
– a prevedere nella legge finanziaria o di stabilità o comunque denominata per l’ immediato uno stanziamento di 50 milioni di euro per la Ricostruzione ed il Rilancio;
– ad avviare la costituzione di un Ente di Diritto Pubblico per la Ricostruzione ed il rilancio denominato Ente Ischia sul modello della legge istitutiva dell’Ente Valorizzazione Isola d’ Ischia del 1939 (ripreso nel 1952 con durata ventennale come negli atti parlamentari) con il potere di redigere e di approvare un Piano Regolatore Generale dell’isola d’Ischia (o comunque denominato dalla rinnovata semantica dell’urbanistica contemporanea);
di istituire un Tavolo di Concertazione Permanente tra Governo, Regione, Città Metropolitana e i sei Comuni con un partenariato sociale ed economico capace di utilizzare efficacemente l’ intervento dello Stato e dell’ Unione Europea nel piano 2014-2020 con politiche di “partecipazione ed evidenza pubblica”.

Mi sono riservato ulteriori proposte nella speranza dell’ ascolto.

Ritengo – in estrema sintesi – indispensabile avviare la Pianificazione Territoriale e la Programmazione Economica a guida pubblica così come l’iniziativa politica dei Comuni, in modo speciale quella di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, per incanalare in corretti binari istituzionali la Ricostruzione ed il Rilancio.di giuseppe mazzella

Casamicciola, 2 febbraio 2018

Memorie della Shoa al Torrione di Forio d’ischia

Memorie della Shoa al Torrione di Forio d’Ischia

l Anche quest’anno L’Associazione culturale Radici ha voluto portare a riflessioni i cittadini foriani commemorando nei locali della Torre saracena l’Olocausto. E nel giorno del settantatresimo compleanno della Shoa il regista Giuseppe Magaldi è riuscito con un excurs storico a delineare il quadro politico del tempo che coinvolse anche l’Italia nella tragica “Legge razizale”. Magaldi all’apertura del dibattito si è soffermato sul significato intrinseco del termine Olocausto o Shoa:” molti storici e sopravvissuti all’eccidio ebraico hanno definito “Olocausto” le barbarie naziste perché il termine fa riferimento a sacrifici nell’era antica di greci ed ebrei le cui vittime venivano bruciate interamente per motivi religiosi per ingraziarsi gli dei ed espiare peccati come le migliaia di ebrei nei forni crematori. La Shoa che tradotta significa “Catastrofe” è un termine che ammorbidisce un tantino il peso del folle accadimento”. Il tema della Shoa ha visto tre richiami alla memoria: Il gruppo artistico di Tersesa Coppa dell’Academy diretto da Eduardo Cocciardo illustrando “ Memorie d’oggi che spaziano in ricordi e lettere dei sopravvissuti alle barbarie dei nazisti interpetrate da valenti e giovani talenti. Con mimiche che inscenano, il dolore gli attori si sono immersi nel dolore riportando in scena le atrocità e i forti disagi psicologici degli ebrei rinchiusi nei lager. Un Vito Morgera , bottaio foriano che Magaldi fantasticamnte ha creato in uno dei suoi tanti racconti, interpetrato da Pierpaolo Mandl ha colto in pieno e con sintesi appropriata le diverse sfaccettature della barbarica memoria. Con “L’Angolo della Memoria tra passato e futuro” l’associazione Inarimes Liber con i ricordi di Vito Mattera dell’omonima libreria e stragrande collezione di avvenimenti scritti , libri e foto che illustrano il bonbardamenteo sulla nostra cara Forio d’Ischia. Giuseppe Magaldi consolidato regista coadiuvato da sempre dal valente direttore artistico Luigi Castaldi è riuscito magistralmente a riportare i convenuti all’evento nella memoria storica del periodo più buio della storia del mondo. Catapultando i convenuti in quella orribile realtà con leggerezza, passione, professionalità anche se l’argomento è sempre difficile da accettare . Di lucia manna

Le nostre riflessioni sull’Olocausto

Le nostre considerazioni sull’Olocausto potrebbero iniziare da una appello di Piero levi:” Se dall’interno dei lager , un messaggio avesse potuto trapelare agli uomini liberi, sarebbe stato questo: “ fate di non subire nelle vostre case ciò che a noi viene inflitto qui”. Il giorno della memoria non giustifica nessuno a non ricordare i 6.000.000 di ebrei sterminati nei campi di concentramento .Duemila erano zingari e duecentocinquantamila disabili. E se per Shoa si intende “Catastrofe” noi siamo già su tale baratro nel resto del globo . In guerra con la natura da anni: genocidio ambientale . Le politiche internazionali da cui dipende l’equilibrio dell’intro pianeta che potrebbero portare ad un nuovo Olocausto, non ci assicurano contro altri eccidi aberranti come quello ebraico con le false teorie di Pace. A livello teorico sia l’Est che l’Ovest pensano che la Pace sia compatibile con le guerre contro la natura che ne reggel’equilibrio sia dal punto di vista ecologico che umano. Stiamo costruendo strutture di guerra e non di Pace con un basso livello di diversità e di simbiosi, una bassa entropia. Con la mancata simbiosi e al diniego della diversità siamo in uno stato di guerra continua .Una cooperazione del socialismo e del capitalismo( utopico?) potrebbe anche avvenire senza la corsa agli armamenti. Corse dettate al fine di sfruttare risorse e confini dei paesi appetibili alle potenze interessate. E le corse agli armamenti conducono inevitabilmente alla guerra. E perché no ad un nuovo genocidio come quello della Shoa ebraica se non anche peggio con l’utilizzo della bomba atomica. Stando in italia estreme destre sono campanelli d’allarme. Nella nostra piccola isola d’Ischia gazebi neo fasciti sono stati intravisti da qualche tempo non remoto. I loro sentimenti e ideologie non sono certamente inclini a scongiurare divisioni tra i popoli . La diversità e i legami di integrazioni migranti e rifugiati politici con guerre in atto nei loro territori vanno favorite e sostenute. Le ideologie che non rispondono a queste considerazioni vanno contenute . Se non ci impegniamo a sostenere i principi di pacifica convivenza ed interelazione come scambio culturale non vivremo mai in un mondo migliore. E di pace scongiurando ritorni ad Olocausti. di lucia manna

A margine del consiglio comunale di Forio d’Ischia del 23/01/18. Bavaglio stampa.Intervento preventivo dei carabinieri voluto dalla maggioranza

Consiglio comunale focoso a forio d’Ischia Stampa imbavagliata. Intervento preventivo dell’arma dei carabinieri di lucia manna
l Consiglio comunale del 23/01/018 si è aperto con 50 minuti di ritardo. Motivo? Consultazione all’interno della maggioranza di come gestire una delibera bavaglio per la stampa tenutasi nel retro-bottega della stessa sala consiliare .NEL frattempo i cittadini e stampa convenuta non si sono annoiati data la foga di Savio Domenico che veniva invitato dalle forze dell’ordine di spegnere le sue telecamere. I carabinieri pensando di essere stati ligi nel loro intervento ignoravano l’Ar.21 della Costituzione italiana e dissuasi dall’intervenire. L’Articolo recita libertà di stampa e rispettive riprese televisive in seno ai consigli comunali. Il bavaglio a riprese durante il consiglio era stato voluto dalla maggioranza del comune di Forio d’Ischia con una precedente delibera per penalizzare Domenico Savio del partito marxista -leninista che riesce da anni a riportare in diretta streaming i lavori ed alcune angherie antidemocratiche subite nei cinque anni dalla maggioranza del Deo. Savio consigliere di minoranza aveva scritto da qualche settimana al presidente della Repubblica S.Mattarella, all’ordine Nazionale dei giornalisti e agli altri enti preposti alla cautela per la libertà di stampa. Sostenuto anche da altri giornalisti/e presenti Il segretario generale del partito marxista- leninista italiano è riuscito nell’intento. Abbiamo chiesto al sindaco Francesco del Deo perché l’introduzione della delibera -veto e cosa si cela dietro al diniego di una forma democratica quale la libertà di stampa:” Savio dalle riprese taglia ciò che gli fa comodo e ai cittadini le notizie arrivano mistificate” Il marxista -leninista dal canto suo commenta:” sintetizziamo con trasparenza senza alterazione di contenuti e chiaramente alcuni passaggi incongruenti li dobbiamo per forza maggiore tagliare “E fra i due litiganti il terzo gode. E’ il caso del presidente del consiglio Michele Regine che forte della sua verve oratoria disconosce l’utilizzo della pubblica e democratica utilità di espressione facendo forza del suo ruolo e della sua retorica giuridica. L’odissea continua per circa trenta minuti e vede le forze dell’ordine allontanate in caso contrario dalla sala. Sala alquanto partecipe. Divertita ed esterrefatta dalle urla-e dichiarazioni inconcludenti del presidente Regine Michele che sempre il focoso Domenico etichettava “Tu non sei super-parte. E sfacciatamente sostieni delibere-bavaglio con l’intera maggioranza” E gli astanti increduli” al Nunzio stanno”! I carabinieri invitati preventivamente dall’ attuale maggioranza sono stati fatti accomodare dal Savio nel luogo che è di loro competenza e li vede nell’anticamera consiliare per eventuali scaramusce. Più tardi placate gli animi, gli interventi sono tornati pagati e seguiti lavori. Garzia Papinel consigliere di maggioranza come un uccellino bagnato dichiara apertamente ( dichiarazione già fornita con intervista al quotidiano locale il Dispari) la sua fuoriuscita dalla maggioranza delusa per aver riscontrato durante i cinque anni di governance Del Deo scorrettezze, intemperanze e fatidici dinieghi a prendere la parola che tradotta significava per la consigliera di maggioranza sottoporre all’attuale amministrazione proposte e correzioni di rotta. Brillante ma poco convincente è stato l’assessore di Maio che come in un afflato si chiedeva perché le opposizioni non riescono a colmare la sala di cittadini durante i consigli comunali. Quesito da mille dollari che un oppositore ha commentato all’istante ai nostri microfoni;” perché noi dell’opposizione abbiamo voce in capitolo adesso?” di Maio sgrida persino il padre di non essere partecipe alle sedute ma non si è data neanche stavolta il perché. Stany Verde anche lui non contento della sua “di maggioranza” espone il motivo della sua fuoriuscita dal Vaticano essendo elevato ironicamente a papa Francesco il sindaco del Torrione. Il consigliere di minoranza Vito Iacono ha infine illustrato in forma quasi aulica tutte le disfunzioni dell’attuale amministrazioni contemplandone alcune nefandezze quali appunto il bavaglio- stampa. Tira a me e tira a te…. finalmente all’ordine del giorno il primo punto illustrato da Davide Castagliuolo:” non certamente leggero è stato il nostro compito nel pianificare il risanamento dei debiti quali la Torre Saracena e la Pegaso lasciati in eredità dalla vecchie amministrazioni.Stiamo in via di proposta per eliminare il contenzioso tra l’azienda e il comune .E non è cosa da poco conto. Destiniamo cinqucentomila euro nel bilanci all’anno per risolvere l’annosa questione e nel 2021 dovremo esserne fuori” Un consiglio anche se inizialmente focoso ha sicuramente dato i suoi frutti aprendo le coscienze che sopite per alcuni commentatori sono prossime al tramonto.

All’ospedale Rizzoli non si opera Ischia zona disagiata dal terremoto Vito Iacono si interroga

Nella insipienza e
nella indifferenza di tutti sembrerebbe che neanche oggi al Rizzoli si operi. Guardo con frustrante impotenza i genitori di un nostro giovane concittadino con la tibia fratturata che non sanno cosa fare, come la quasi novantenne con il femore rotto da giorni e tenuta inutilmente a digiuno da ieri sera ed irresponsabilmente non operata questa mattina, come quel ragazzo che martedì scappò dal Rizzoli perché aveva un tendine della mano lesionato e rischiava grosso. Come guardo con altrettanta mortificazione i pochissimi, sono veramente molto pochi, ed encomiabili infermieri che fanno quello che possono in una struttura che è evidente che non funziona. E sono ridicoli quelli che dicono “per fortuna che c’è” assistendo impassibili ad un decadimento progressivo che è pari solo a quello che sta vivendo il nostro tessuto sociale. Non sono avvezzo, non fa parte della mia cultura quella della denuncia, preferisco concorrere alla soluzione dei problemi andando oltre la ricerca dei responsabili. Ma qui si va oltre. Ritengo che la Magistratura Contabile ed almeno quella Civile debba essere sollecitata per capire chi paga le inutili e costosissime degenze di pazienti che poi non saranno operati, chi paga i danni biologici, morali e di altra natura per i loro inutili e nocivi trattamenti preoperatori per un intervento che viene rimandato di giorno in giorno. Chi paga per la presenza di importanti risorse umane, tanti bravi dirigenti medici, che si recano presso il proprio posto di lavoro e sono costretti ad assistere, anche loro impotenti, alla circostanza di non poter fare le cose per le quali vengono pagati dai cittadini? Si chiama mancata ottimizzazione delle risorse che tantissimo costa allo Stato. Potremmo entrare nel merito del perché all’isola d’Ischia non venga ancora riconosciuto lo status di “Zona disagiata”, del perché di un concorso per Anestesisti che avrebbe dovuto dotare il Rizzoli di nuovo personale specializzato ed invece non ha sortito gli esiti auspicati, del perché la scadenza del provvedimento per l'”autoconvenzione” non sia stato stabilito fino al completamento dell’organico, del perché chiudono Ambulatori strategici, etc. etc.. Ci lamentiamo del distacco del managment dal territorio e dal tessuto, dell’assenza dei Politici locali, e però penso che anche la cosiddetta base ospedaliera possa fare di più andando oltre il chiedere ai pazienti di alzare la voce e lamentarsi. Poi la poca chiarezza nella comunicazione. Ma gli Anestesisti sono in sciopero o cosa??? Possibile che nel nostro Paese di fatto si concretizzi una interruzione di un pubblico servizio fondamentale per la vita dei cittadini e nessuno paghi per quello che accade??? E cosa c’è di più pubblico dell’Assistenza Sanitaria nel nostro Paese??? Anche se devo dire la verità non mi farei mai trattare da un medico “precettato” magari costretto a turni insopportabili. Ma qualcosa bisogna pur dire, bisogna pur fare. Continuerò le mie solite sollecitazioni alla struttura di De Luca, ai vari Consiglieri Regionali, ma la cosa sembrerebbe interessare pochi, veramente troppo pochi Cittadini. Significa che ad Ischia stanno tutti bene!!! Meglio così! Vito Iacono consigliere di minoranza del comune di Forio d’Ischia

Lettera aperta di Antonios Antoniadis a Nicola la Monica

Caro Nicola, la presentazione del tuo libro andava per le lunghe e cosi ti scrivo qui le mie osservazioni. I servizi essenziali come sanità e trasporti vanno espletati mettendo in primo posto l’uomo e non il vile guadagno. Si fanno ecografie e corse in perdita a carico della fiscalità generale ed in danno dei ricchi. Questo ci pone in rottura con la unione Europea e la logica delle privatizzazioni che vuole tutto svolto da privati, vieta gli aiuti di stato e vuole che i privati si indebitano con le banche. In realtà il sistema è a favore dei Rotchild e di Roackfaeler. Quanto vai a parlare con uno come Ventrella ti dirà che ha problemi di bilancio , che mancano i fondi etc. La tendenza attuale è sbagliata e consiste nel licenziare statali e sostituirli con cooperative private per abbassare i costi.

Le idee di Spinelli sono sbagliate. Anche se l’unione Europea diventasse uno stato unico sarebbe uno stato capitalista come gli U.S.A. Quello che ci vuole è un anticapitalismo democratico.

La sinisistra è inesistente, quel traditore di Gennaro Migliore che era andato con Bertinotti a trovare Marcos e cantava Carabina 30 y 30 si è ridotto a cantare “bella ciao” mentre la Boldrini in modo golpista tagliava illegalmente la discussione n parlamento per fare passare il decereto Imu- bankitalia. Poi ho scritto in privato a lui dicendo che nessuno lo avrebbe votato a meno che non seguisse la sua discesa opportunista e confluendo nel PD. Cosa che poi ha fatto. La cosi detta sinistra Dalema che ha espulso Ocalàn e Grasso usano la politica di ” insieme ai compagni del Pd per spostare il baricentro a sinistra”. Nula può essere fatto con il Pd che favorisce banche e assicurazioni. Dobbiamo ispirarci ai socialisti Latino-americani. E seguire la strada maestra di Salvator Allende dimenticando l’eurocomunismo.

Stati nazionali, uscita dalla U.E, banche nazionalizzate, produzione di valori d’uso e non di merci inutili. Stop alla mondializzazione ed al libero commercio. Prima mangiamo i nostri pomodori e poi importiamo. Non al libero commercio di imbrogliare e sfruttare. Tariffe e norme vanno stabilite dallo Stato. La tua lotta per i trasporti e sacrosanta ma difficilmente si risolve nell’ ambito stretto del trend attuale e della unione europea. Dobbiamo agognare ad una sinistra democratica ok… ma “anticapitalista” cercando di vietare la proprietà privata dei mezzi di produzione, abolendo la divisione in classi e la produzione di merci. Questi sono i tre pilastri del socialismo.

Quei pochi che dicono cose giuste come Ramòn Mantovani, Savio o Rizzo si buttano pi la zappa sui piedi con innopportuni riferimenti a Stalin. Il popolo non vuole il capitalismo ma nemmeno il gulag. Socialismo auto- gestito dal basso è quello che manca. Saluti cordiali Antonios Antoniadis

I Foriani sono in spasmodica attesa di una nuova governance,oppure sono inconsapevolmente assuefatti alla Sindrome di Stoccolma ?

Tutto sembra presagire che nelle prossime elezioni politiche che si terranno in primavera nella terra del Torrione qualcosa possa cambiare.Da una analisi politica alquanto lucida sia le opposizioni che i futuri candidati a sindaco si sono persuasi dall’idea come nel film che”Tutto può succedere”!! Se non conoscessimo il modo di pensare dei nostri compaesani, anche noi saremo convinti che per Forio d’Ischia il 2018 sarà un anno che di gioco cabalistico trovadondone un riscontro coinvolgente per il Popolo Svovrano Ora malgrado i cittadini abbiano visibilmente e tangibilmente ravvisato per decenni le nefandezze di questa amministrazione e di quelle precedenti desiderano una nuova governance per il loro Paese? Oppure rimarranno nella inconsapevole Sindrome di Stoccolma? Intanto Nicola Manna candidato a sindaco si è chiesto:”Possibile che nessuno prospetti un programma di rilancio del Paese? La politica è insensibile al grido di dolore che viene dal popolo, soffocato da una crisi economica, e dispiace dirlo, anche sociale? Probabilmente, queste domande hanno, inevitabilmente, portato il cittadino ad allontanarsi dalle istituzioni».Continuando con le linee guida che il suo movimento Aria nuova si è proposto il fiducioso Manna continua:” Noi, come movimento politico Aria Nuova, abbiamo ritenuto che fosse giusto ripartire da un programma politico-amministrativo, che poggiasse su aspetti riguardanti la giustizia sociale, la difesa del territorio, il rilancio dell’immagine turistica di Forio. Tutte iniziative concrete, molte delle quali già rese manifeste, che hanno come obiettivo dare risposte alle “attese della povera gente”.
Auspichiamo un governo per Forio lontano da schemi clientelari che come si sa é lontano da ogni forma di progresso .E di costruzione.l.m.

Nicola Manna candidato a sindaco nel comune di Forio d’Ischia. Progetto Primavera

#ProgettoPrimaveraForiana#Devo affrontare il tema cruciale delle “Tasse”. Nel mio programma ho inserito alcuni punti determinanti per la ripresa economica. Altro aspetto fondamentale nel programma amministrativo di Aria Nuova è dedicato allo sport.- “Tasse”: sensibile riduzione dell’IRPEF comunale. Notevole riduzione della TARI, attraverso una efficiente raccolta differenziata e dai ricavi ottenuti dalla vendita dei rifiuti con un accordo con il CONAI.
– Modifica della percentuale spettante al comune della IUC (imposta comunale sugli immobili).
Lotta all’evasione fiscale.
– Riduzione della tassa di soggiorno.
“Sport”: – Equa distribuzione di tutte le strutture sportive presenti nel territorio alle associazioni che contribuiscono alla formazione dei giovani, e a coloro che rappresentano, in italia e all’estero, la nostra comunità.
– Completamento delle strutture sportive di Forio e Panza( Campo sportivo S. Calise- Campo sportivo di San Leonardo- Palazzetto dello sport).
– Creazione di una piscina comunale.
Nicola Manna-Candidato sindaco Forio 2018 per la lista Aria Nuova.

La democrazia partecipativa unica arma vincente per sconfiggere un ritorno al fascismo E per riappropriarci delle dovute e prioritarie necessità: scuola-Sanità- pensioni…

Si parla sempre più di sovente di “Apologia del fascimo” di un suo ritorno temono in molti.Preoccupante sono i numerosi segnali che si vedono in giro del tipo irruzioni nelle sedi umanitare da parte di nazischin o bandiere con loghi di svastiche nelle caserme. E altro.Queste sono solo recrudescenze dettate da debolezze non da punti di forza. La vera forza di un inndividuo o se vogliamo delle masse risiede nel pensiero e messaggio democratico.In democrazia risiedela forza della parola e la maestosità del dialogo. I politici nei salotti Rai non riescono più a dialogare( semmai si fosse mai aperto un dialogo da Belinguer- Pasolini Foa e altri negli schermi televisivi).Il dialogo altro non é che ascoltare l’altro senza far prevalere il proprio punto di vista.Il dialogo sottindente l’ascolto e con esso l’apertura.E’ svanita questa concezione da quando la politica con la P maiuscola è divenuta merce di scambio: di favori e di poltrone. Dobbiamo riappropriarci del dialogo e con esso la partecipazione democratica all’ascolto.Abbiamo un arma potentissima in questo regime trabballante:”La democrazia partecipativa” Pochi la conoscono e ne fanno uso. Tutto è lasciato scorrere solo con sfoghi su twiter e post. Pigrizia e superficialità tutte nostrane hanno fatto si che “Il popolo Sovrano” conti poco e niente.Il fascismo può ritornare a casa se mettiamo in soffitta le preziosi armi democratiche che appunto “La Democrazia” mette a disposizione dopo anni di sanguinose guerre per l’uguaglianze e le libertà. Ci siamo fatti sconfiggere democraticamente(?) da chi anzicchè continuare a perorare le cause dei più deboli …perora quelle forti. Ossia delle lobbies-affaristiche- criminali.Intanto questo post avrà qualche “mi piace”. Ma in compeso avrò tanti” Mi piaci ” x il compleanno di mia nipote o x un dring di spumante al bar. viva l?italialucia manna